È ufficiale: Milano avrà il suo Rainbow Center

Partecipazione Politica

di Redazione CIG Arcigay Milano

L’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Sala ha approvato una delibera che individua l’area ex-Ansaldo come sede del Milano Rainbow Center, “un centro che valorizzi l’impegno e la competenza di centinaia di volontari che già ora sono attivi nella tutela e sviluppo dei diritti e nella gestione di servizi a tutela della comunità”.

L’individuazione di uno spazio pubblico dove far nascere un centro LGBTQ+ è una bellissima notizia per tutta Milano.

Era il 1983 quando per la primissima volta la nostra comunità chiese alla città un luogo dove poter svolgere servizi e attività di volontariato pensati per migliorare la salute e la qualità di vita delle persone, dove incontrarsi per costruire progetti culturali e conservare i materiali d’archivio del nostro movimento. Nel 2021 come CIG Arcigay Milano abbiamo rilanciato l’idea, guardando agli esempi di centri di successo presenti in città come Barcellona, New York e Bologna, e siamo molto felici che l’Amministrazione Comunale sia stata in ascolto e abbia oggi tracciato questa strada.

È un passo significativo e coraggioso, che apre un percorso condiviso e che guarda al futuro.

Ogni anno la rete di servizi promossi dal volontariato LGBTQ+ milanese accompagna migliaia di persone: tutela la salute con test gratuiti, sportelli psicologici, helpline e accoglienza; rafforza la sicurezza attraverso l’assistenza legale; combatte la solitudine e promuove la socialità con eventi culturali e iniziative dedicate anche alla crescente popolazione anziana LGBTQ+; costruisce inclusione sostenendo persone trans, giovani under 25 e rifugiate con protezione internazionale. È una rete che genera partecipazione – il Milano Pride supera stabilmente le 350.000 presenze – e che custodisce memoria, rispondendo a una domanda sempre più forte di accesso agli archivi del movimento da parte di ricercatori, studenti e progetti editoriali.

La mancanza di spazi adeguati è sempre stata un problema e una carenza rispetto a quanto succede in altre città.

Con la direzione intrapresa oggi, Milano si allinea ad altre capitali dei diritti in Europa e nel mondo: potrà nascere un luogo di progettazione, lavoro e aggregazione, grazie a cui potenziare in maniera significativa importanti servizi erogati dal volontariato alla comunità, in un’ottica di sussidiarietà e welfare dal basso. Ci auguriamo diventi un patrimonio condiviso.

La presenza di un Rainbow Center rappresenterà un tassello imprescindibile per chiunque aspiri a rendere la nostra città davvero internazionale. E offrirà accoglienza, sicurezza, salute e cultura a chi ha scelto Milano per vivere, studiare, costruire il proprio futuro e coltivare radici.

Sul palco del Pride, davanti a centinaia di migliaia di persone” dichiara l’Assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé “avevamo preso l’impegno di continuare a lavorare perché, anche in tempi così difficili, Milano non perdesse terreno sul piano del riconoscimento dei diritti civili e del contrasto a ogni forma di discriminazione. Con questa delibera poniamo le basi per mantenere quella promessa e costruire uno spazio che valorizzi l’impegno di centinaia di volontari e volontarie e confermi l’aspirazione di Milano a continuare ad essere una città aperta, in un momento in cui una scelta del genere appare tutt’altro che scontata. Il compendio dell’ex Ansaldo, già ricco di attività e spazi frequentati soprattutto da un pubblico giovane, rappresenta il luogo ideale per insediare il Rainbow center, che si inserisce e rafforza un già consolidato sistema cittadino di contrasto alle discriminazioni che vede un’alleanza virtuosa tra tutti gli attori, pubblici e privati, che ogni giorno sono in prima fila ad occuparsi di questi temi”.

Leggi qui il comunicato stampa del Comune di Milano.

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