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ALL'APERTO
Cruising a Milano: cos'è e dov'è |
A giudicare dalla frequenza con cui è stato rappresentato
dal cinema e dalla letteratura, il cruising dovrebbe essere
la seconda occupazione degli omosessuali maschi, subito dopo
i battibecchi con la mamma.
Per lunghi anni i gay sono stati rappresentati come animali
un po' cacciatori e un po' perseguitati in scene che avevano
invariabilmente i colori di un brutto sogno. Ancora negli anni
settanta vedere sullo schermo un gay in un parco era il preludio
certo di una scena di pestaggio (famosa la prima scena di "Un
anno con tredici lune" di Fassbinder, con Volker Spengler
massacrato di botte in riva al Meno; ma nei cessi berlinesi
di Rosa von Praunheim andava a finire nello stesso modo), mentre
negli anni ottanta il passaggio dal parco serviva a spiegare
come il protagonista si era preso l'AIDS.
L'alternativa a questa visione disperata era l'accensione mistica
di certa imagerie pornografico-religiosa popolata di giacconi
di pelle alla Tom of Finland, marinai di Brest, camionisti,
motociclisti e borgatari dall'anima candida. L'incontro di questi
due punti di vista, l'estrema e gratuita degradazione e la via
crucis fino alla santità, aveva a volte un valore artistico
ma ovviamente non aiutava i gay a gestire serenamente la propria
vita sessuale. C'era anche chi, come Arbasino, non era disposto
né a sentirsi in colpa né ad adorare l'amante
di un'ora come un semidio, un redentore o un assassino, e proponeva
un'immagine antiideologica, sdrammatizzante e giocosa del sesso
occasionale rimediato per strada: ma erano posizioni minoritarie,
nella letteratura se non nella vita.
Per fortuna col passare degli anni le alternative al battuage
hanno cominciato ad essere numerose: bar, saune, discoteche,
associazioni hanno fatto sì che i gay avessero meno bisogno
di passare le notti al freddo dei parchi per conoscere qualcuno.
Al bisogno di concludere in fretta hanno risposto locali spartani
che offrono una situazione analoga a quella dei posti all'aperto,
ma con il riscaldamento e una garanzia di sicurezza. Inoltre
ormai è possibile lanciare occhiate anche al supermercato
o in metropolitana senza rischiare di essere linciati. E infine
sono arrivate le chat, il cruising dall'ufficio o da casa, l'uomo
scelto on line come la spesa e i posti a teatro. Il cinema e
la letteratura hanno subito recepito la novità: non si
vede più nessuno che batte, il fenomeno sembra completamente
scomparso; ma nella realtà le cose non stanno proprio
così: nonostante la concorrenza spietata e la tendenza
all'organizzazione e commercializzazione di tutte le attività
e tutti gli spazi, il cruising spontaneo resiste.
All'estero il fatto che i gay si incontrino all'aperto viene
affrontato per lo più con una politica di riduzione del
danno: le amministrazioni comunali e le associazioni di volontariato
si dividono il compito di fornire preservativi, opuscoli su
come usarli e cestini dove gettarli dopo l'uso. Nei parchi di
alcune città tedesche si trovano depliants della polizia
che indicano a chi rivolgersi in caso di aggressioni omofobe.
Il risultato è che posti come il Tiergarten a Berlino
o le Tuileries a Parigi restano relativamente puliti e sicuri
nonostante l'attività intensa.
In Italia nessun amministratore pubblico ha mai pensato di fare
i conti con il cruising considerandolo come un fenomeno da governare
piuttosto che da estirpare o ignorare. I risultati sono qualche
retata e dei parchi sporchi.
Il più sporco dei luoghi di cruising milanesi è
certamente la Fossa (via Curie, dietro alla
stazione Cadorna, di fronte al palazzo della Triennale), un
viottolo allagato quando piove, pieno di spazzatura e fango
tutto l'anno salvo poche giornate estive in cui si trasforma
in una distesa di terra polverosa. Eppure alla Fossa i gay milanesi
vogliono bene come alla mamma: è dall'inizio dell'ottocento,
da quando cioè l'attuale Parco Sempione venne trasformato
in piazza d'armi, che questa zona è teatro di incontri
omosessuali: imprevisti corollari della magnificenza civile.
Della Fossa ha parlato Testori nel suo romanzo Il fabbricone
del 1958, e un ignoto celato sotto lo pseudonimo di Knapp le
ha dedicato un intero romanzo (La Fossa, edizioni Zoe); anche
Andrea Mancinelli ci ambienta un episodio di disperazione e
sesso orale nel suo Solitudini Imperfette (Pequod).
I vantaggi della fossa erano evidenti: un'area verde centralissima
eppure appartata, vicina a una stazione ferroviaria che assicurava
un flusso continuo di pendolari, mentre da dietro la Triennale
arrivavano i ragazzi del parco, tra una canna e una partita
a pallone. La Fossa era l'unico posto a Milano a funzionare
sette giorni su sette, ventiquattr'ore su ventiquattro. Ci si
andava in cerca di sesso, ma anche per chiacchierare, per evitare
i locali, per passare il tempo: e ci passavano davvero tutti.
In fondo era gratis. Si batteva dal parcheggio fino a via Mario
Pagano, facendo sesso tra i cespugli e sotto il ponte. I cespugli
sono stati i primi a scomparire, ormai un paio di anni fa. Poi
è venuta la nuova illuminazione dei binari, che ha eliminato
gli ultimi angoli bui, e infine i lavori al ponte (che è
stato prontamente e fedelmente riprodotto nei locali del Cruising
Canyon) in vista della definitiva risistemazione dell'area.
Insomma della vecchia Fossa non resta granché. Qualche
pendolare continua a passarci all'imbrunire, prima di prendere
il treno, e ogni sabato notte, verso mattina, ci si trovano
gli ultimi irriducibili usciti dal Segreta che non hanno voglia
di andare fino al Canyon.
L'altro classico del cruising milanese è l'Ortomercato
(viale Monte Cimone), un grande parcheggio con un paio di aiuole
e pochi alberi a creare angoli bui. La maggior parte dell'azione
si svolge in macchina, ma quando non fa troppo freddo si creano
capannelli attorno alle panchine. Il problema è che non
c'è neppure un baracchino dove prendere una birra. Gli
appassionati di camionisti hanno qualche chance di trovarne
qualcuno qui senza bisogno di andare fino alla aree di servizio
dell'autostrada.
Decisamente più piacevole il paesaggio del Parco
Nord (vicino a viale Fulvio Testi): un grande prato,
filari di alberi accanto ai sentieri, un bosco buio e fitto.
Nelle notti d'estate può essere affollato come se ci
fosse un concerto, e dal bosco si vedono le stelle che a Milano
sono soffocate dall'illuminazione urbana. Insomma, un posto
quasi romantico. Il principale difetto è che il parco
è enorme e nelle serate meno affollate si rischia di
camminare per chilometri prima di incontrare qualcuno. In più
l'amministrazione del parco è decisamente omofoba e ogni
tanto organizza retate con multe e fermi di polizia come negli
anni cinquanta. Fortunatamente sembra che non siano riusciti
a scoraggiare nessuno.
L'Idroscalo (lato est, vicino a Segrate) continua
ad essere un buon posto estivo, ma è anche l'unico battuage
a Milano che può essere davvero pericoloso.
I giardini di Piazza Leonardo da Vinci non
sono particolarmente affollati, ma mantengono il loro pubblico
di affezionati.
L'ascensore della Rinascente in via Santa Radegonda
sotto i portici davanti all'Odeon non ha mai davvero funzionato,
ma è talmente centrale che semplicemente chi passa di
lì di solito dà un'occhiata in giro senza fermarsi:
può sempre capitare un colpo di fortuna.
Qualcosa del genere succede in Statale nelle
toilettes al pianterreno nel corridoio delle aule a sinistra
dell'ingresso: non c'è un vero giro, ma ogni tanto qualcuno
decide di fermarsi a studiare nel vano di una finestra.
Ovviamente però la cosa più divertente è
il cruising estemporaneo per strada, nei supermercati, sui mezzi
pubblici, alle mostre, a teatro: è allora che il battuage
cessa di essere la risorsa di chi non vuole farsi vedere nei
locali, e diventa un'occasione di essere gay fuori dagli ambienti
protetti trasformando in luogo gay un vagone della metropolitana,
il bancone della rosticceria, un vernissage o un ufficio postale.
Così, osando e giocando, si possono anche rileggere con
più comprensione e meno cinismo gli slanci del nostro
poeta meno attuale e più amato: "Tutto il cosmo
era lì, in quel pratone, in quel cielo, in quegli orizzonti
urbani appena visibili e in quell'inebbriante odore di erba
estiva".
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