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Origine dell'AIDS
La prima notizia sull'AIDS venne dagli Stati Uniti d'America, dove i
primi ad essere colpiti furono degli omosessuali. Tutto iniziò nel
1981 quando negli Stati Uniti cinque omosessuali maschi che erano
precedentemente in buona salute, si ammalarono di un tipo di
polmonite assai rara, chiamata "polmonite da Pneumocistys Carinii".
Nello stesso anno si ebbe notizia di altri ventisei giovani che
avevano contratto il sarcoma di Kaposi, una forma di cancro molto
rara.
Tutti questi uomini erano omosessuali e vivevano in grandi aree
metropolitane (New York, Los Angeles, San Francisco).
Data la presenza tra i primi colpiti di diversi soggetti originari
dell'isola di Haiti nonché di numerosi gay americani che si erano
recati in quest'isola per le vacanze, si pensò di ricercare lì
l'origine della malattia.
In realtà anche in Haiti l'epidemia era stata importata da alcuni
lavoratori immigrati provenienti dall'Africa equatoriale, area in
cui la malattia, come sembra ormai certo, era presente da anni.
La malattia che aveva colpito i giovani omossessuali maschi
americani venne chiamata AIDS e si pensò subito che essa fosse
causata da un virus.
Qualche anno dopo il prof. Montagnier, dell'Istituto Pasteur di
Parigi, isolò un virus dalle cellule del sistema linfatico dei
soggetti colpiti e lo chiamò LAV; contemporaneamente un'analoga
scoperta venne fatta dal gruppo del prof. Robert Gallo negli Stati
Uniti: il virus venne chiamato in questo caso HIV.
Come si contrae l'AIDS
L'HIV è contenuto in grandi quantità
nel sangue, nello sperma e nelle secrezioni vaginali delle persone
infette. Tanto più vecchia è l'infezione, tanto maggiore è la
quantità di virus contenuta nell'organismo.
L'HIV è contenuto, seppure in quantità molto piccole, anche nelle
urine, nella saliva, nel sudore e nelle lacrime delle persone
infette
Tuttavia il semplice contatto cutaneo con tutti questi liquidi
biologici (sangue, sperma, saliva, ecc.) non è sufficiente a
provocare l'AIDS.
Per contrarre l'AIDS sono invece necessarie entrambe queste
condizioni:
- l'HIV per infettare l'organismo deve penetrarvi superando le sue
barriere naturali di rivestimento, o esterne (pelle) o interne
(mucose)
- l'organismo infettato deve venire in contatto con alte quantità di
virus
Le modalità con cui più frequentemente si trasmette l'HIV e quindi
si può contrarre l'AIDS sono:
- mediante rapporti sessuali completi non protetti con persone
infette
- mediante l'impiego di siringhe appena usate da persone infette
- mediante trasfusioni di sangue infetto
- dalla madre infetta al futuro neonato durante la gravidanza
La sieropositività
Viene definita sieropositività la condizione di una persona che,
dopo l'ingresso di un microrganismo estraneo nel suo corpo, ha
cominciato a produrre delle sostanze (gli anticorpi) che servono a
distruggerlo. Nel caso del virus dell'immunodeficienza umana (HIV)
il microrganismo è un virus, cioè un microrganismo che vive e si
duplica sfruttando le cellule dell'organismo ospite.
Lo stato di infezione da HIV è condizione necessaria ma non
sufficiente perché si giunga all'AIDS. Di fatto, con l'infezione da
HIV si determina un danno a carico dei meccanismi che servono a
mantenere lo stato di benessere. Con il passare del tempo questo
danno determina uno squilibrio dei sistemi biologici e lo stato di
infezione può evolvere a stato di malattia.
Perché questo avvenga possono passare molti anni ed è necessaria
l'interazione di concause interne o esterne (stato nutrizionale,
altre patologie ricorrenti, riduzione delle difese immunitarie,
ecc.). I malati di AIDS sono dunque soltanto una piccola percentuale
dei soggetti portatori del virus.
Conoscere la proprio eventuale condizione di sieropositività è
fondamentale, in modo da poter condurre uno stile di vita sano,
proteggere il proprio sistema immunitario, iniziare il prima
possibile le terapie farmacologiche adeguate, evitare di diffondere
ulteriormente la malattia e limitare i danni.
Limitare i danni, per le persone colpite dall'HIV, significa anche
evitare nel modo più assoluto ulteriori contatti ocn il virus e
cercare di tenere lontane altre malattie e infezioni. In questo
modo, meno sarà stimolato il sistema immunitario e meno il virus
sarà indotto a replicarsi.
La velocità con cui vengono iniziate le cure antiretrovirali e uno
stile di vita sano sono prerequisiti essenziali per tenere a bada
l'AIDS. Oggi, le nuove e più efficaci terapie farmacologiche sono in
grado di allungare moltissimo e migliorare la qualità della vita dei
pazienti sieropositivi. Per chi si cura bene e subito il tempo di
latenza, cioè il periodo in cui l'infezione resta sostanzialmente
priva di sintomi, si allunga di anno in anno.
Di fatto, i progressi della ricerca, uniti alla tempestività della
diagnosi, hanno di molto ridotto il numero di decessi da AIDS. Ciò
nonostante di AIDS si continua a morire: la prevenzione resta
fondamentale.
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