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CRONACA

 

                                                                     

 
Usa, battaglia vinta per due non udenti.
da TgCom.it del 8.4.02
Coppia lesbo vuole figlio sordo

Una coppia di lesbiche sorde ha scelto di avere un figlio sordo grazie alla riproduzione assistita. E' accaduto a Washington, negli Usa, dove una coppia di giovani donne non udenti, Sharon Duchesneau e Candy McCullough hanno deciso di avere un figlio da un donatore di sperma, affetto anch'egli da sordità, per assicurare che il figlio nascesse non udente come loro.

Il piccolo Gauvin Hughes McCullough ha visto la luce con due settimane di anticipo verso la fine del 2001 e gli ultimi test audiometrici hanno rassicurato le madri: il bimbo è completamente sordo. "Avere un figlio - ha confidato Sharon al Washington Post - è una benedizione, un figlio sordo è una benedizione speciale".

Convinte che la sordità sia una caratteristica speciale e non un handicap, le due donne stanno tuttavia facendo molto discutere negli Usa. In primo luogo c'è la questione della fecondazione assistita, poi il fatto che siano lesbiche ed infine la scelta di avere un figlio sordo. Un manipolo di questioni capaci di attizzare le polemiche e di dividere la società.

Peter Garrett, direttore delle ricerche dell'organizzazione Life, ha criticato il principio che guida le scelte della coppia. "Privare un bimbo della naturale facoltà dell'udito - ha detto Garrett - è un'aberrazione".

Ma le due donne hanno tutt'altra prospettiva. Lavorano come terapiste per non udenti, appartengono a un crescente movimento negli Usa che vede la sordità non come un handicap, ma come un'identità culturale. Ed è proprio a Washington, sede della prestigiosa università per sordi Gallaudet, che questo movimento ha la sua roccaforte.

Sharon e Candy condividono l'ideologia di Deaf, il movimento che si batte per i diritti e l'orgoglio dei sordi così come Martin Luther King e Malcolm 'X' si fecero paladini di quelli dei neri. Entrambe considerano la loro sordità come un'identità, non una malattia che deve essere curata.
"Avere un figlio è un benedizione, sordo lo è di più"
da Il Nuovo del 8.4.02
Storia che ha dell'incredibile in Usa: una coppia lesbica non udente ha scelto deliberatamente di avere due figli sordi ricorrendo alla fecondazione assistita.

NEW YORK – Una storia che ha dell’incredibile e che ha scatenato molte polemiche negli Stati Uniti: una coppia “lesbo” non-udente ha deciso di ricorrere alla fecondazione artificiale per avere deliberatamente due figli sordi.

Sharon Duchesneau e Candy McCullough, non udenti dalla nascita da entrambe le orecchie, si erano rivolte a diverse banche dello sperma a “caccia” di un donatore con sordità congenita.Dopodiché la coppia, unita da 8 anni, è stata avvicinata da un amico di famiglia sordo, con un albero genealogico caratterizzato da 5 generazioni di non udenti. Dal suo seme, usato per inseminare la Duchesneau, 4 mesi fa è nato il piccolo Gauvin, totalmente sordo da un orecchio e con una lieve capacità di udito nell'altro.

La coppia ha detto che lascerà scegliere al bambino, quando sarà più grande, se indossare un apparecchio acustico.Un'esperienza che, in realtà, non è che un bis: lo stesso “padre in provetta” aveva già donato il suo seme per la prima figlia della coppia, Johanne, nata 5 anni fa e completamente sorda. La piccola può infatti comunicare solo con il linguaggio dei segni.

Le due donne, trentenni, fanno parte di un movimento sempre più forte negliUsa, che vede la sordità non come un handicap, ma piuttosto come un'identità culturale. Tanto che molti non udenti si oppongono alla chirurgia correttiva. Mentre era in attesa del secondo figlio, si legge sulla Bbc online, la Duchesnau aveva sottolineato: ''Sarebbe bello avere un figlio sordo come noi. Un bimbo è una benedizione, uno sordo sarebbe una benedizione speciale''. Le due donne di Bethesda (Maryland) si occupano di terapia della salute mentale e della sordità.
Usa, due lesbiche vogliono bebè sordo
Il caso negli Stati Uniti. Il "padre in provetta" ha lo stesso handicap
da Giornale di Sicilia del 9.4.02
Per Sharon e Candy la sordità è
un'identità culturale da difendere
Ma negli Usa scoppia la polemica

NEW YORK. Una coppia di lesbiche di Washington ha aperto una nuova frontiera nel dibattito sulla riproduzione assistita: Sharon Duchesneau e Candy McCullough sono entrambe sorde dalla nascita e hanno scelto un donatore di sperma affetto anche lui da sordità congenita per assicurare che il figlio nascesse non udente come loro. Gauvin Hughes McCullough, un robusto maschietto, ha visto la luce con due settimane di anticipo a fine novembre: gli ultimi test audiometrici condotti sul bebè hanno dimostrato che è quasi completamente sordo da entrambe le orecchie. "Avere un figlio - ha confidato Sharon al Washington Post - è una benedizione, un figlio sordo è una benedizione speciale". Le due mamme non hanno alcuna intenzione di far portare a Gauvin un apparecchio acustico: deciderà lui, se vuole, quando sarà grande.
La controversa decisione di McCullough e Duchesneau, che riecheggia il dibattito creato negli Ottanta dal film premio Oscar "Figli di un Dio minore", ha provocato polemiche negli Usa e c'è chi ha visto nella scelta delle due mamme una sorta di eugenetica alla rovescia: in un mondo in cui gli aspiranti genitori fanno il possibile per evitare nella prole malattie e handicap, Sharon e Candy hanno deciso di cercare di battersi per ottenere proprio questo risultato. "Privare un bimbo della naturale facoltà dell'udito è un'aberrazione", ha protestato Peter Garrett, direttore delle ricerche dell'organizzazione Life criticando un principio che, portato alle sue estreme conseguenze, potrebbe essere esteso secondo lui ad altri handicap come la cecità o il nanismo. "Diciamo no a chi volontariamente sceglie di non avere un bambino perchè sordo, ma anche a chi deliberatamente lo fa nascere non udente", ha affermato.
Ma è stata proprio questa la consapevole battaglia di Sharon e Candy: le due giovani mamme, che abitano a Bethesda e lavorano come terapiste per non udenti, appartengono a un crescente movimento negli Usa che vede la sordità non come un handicap, ma come un'identità culturale. Ed è proprio a Washington, sede della prestigiosa università per sordi Gallaudet, che questo movimento ha la sua roccaforte. Sharon e Candy condividono l'ideologia di Deaf, il movimento che si batte per i diritti e l'orgoglio dei sordi così come Martin Luther King e Malcolm 'X' si fecero paladini di quelli dei neri. Entrambe considerano la loro sordità come un'identità, non una malattia che deve essere curata. E nel loro sforzo di avere un bimbo destinato a essere come loro, hanno cercato un donatore a prova di bomba: un amico di famiglia sordo con un albero genealogico caratterizzato da cinque generazioni di non udenti. Un'esperienza che, in realtà, non è che un bis: lo stesso "padre in provetta" aveva già donato il suo seme per la prima figlia della coppia, Johanne, nata 5 anni fa e oggi completamente sorda. La piccola può comunicare solo con il linguaggio dei segni.
IL GENETISTA Dallapiccola «E’ un atto di egoismo»
di
Virginia Piccolillo da Corsera del 9.4.02

ROMA - «E’ un atto di egoismo». La scelta della coppia di lesbiche non udenti non piace a Bruno Dallapiccola, genetista medico all’università «La Sapienza» di Roma. E alle due madri, il neopresidente della commissione genetica del ministero della Salute invia a distanza un consiglio: «Facciano in modo che i figli non sappiano mai di questo "giochetto"». Perché?
«Perché potrebbero mandarle al diavolo. E avrebbero ragione. Non si può programmare la disgrazia».
Loro la considerano una «identità culturale».
«Non mi meraviglia. Gli ipoudenti vivono il loro mondo e lo vivono felicemente. Ma programmarlo è un altro conto. Per giunta ai danni di bambini che hanno già la difficoltà di non avere un padre».
Come è stato possibile selezionare l’handicap?
«Il rischio di sordità colpisce un bambino su 1.000. Se i genitori sono portatori sani la percentuale sale a 1 ogni 4. La forma dominante però dà il 50% di possibilità. In questo caso l’avevano entrambi».
Come giudica la selezione genetica «in peggio»?
«Male. Noi aiutiamo le famiglie a migliorare i problemi e la nuova frontiera è l’ Enhancement : rendere persino più belli».
Nati sordi per scelta delle madri
Paolo Mastrolilli - La Stampa - 9.4.02

NEGLI USA, UTILIZZANO PER LA FECONDAZIONE IL SEME DI UN AMICO PRIVO DI UDITO

Due lesbiche audiolese: vogliamo siano come noi

NEW YORK

Hanno voluto dei figli sordi, e li hanno costruiti in modo da farli nascere disabili. Se c´erano dubbi che l´eugenetica stia tornando di moda, nelle forme più sorprendenti e discutibili, la storia di Sharon Duchesneau e Candy McCullough dovrebbe cancellarli. Sharon e Candy sono due lesbiche di Bethesda, nel Maryland, e vivono insieme ad circa otto anni. Hanno superato da poco la trentina e sono entrambe sorde. Da ragazze hanno studiato alla Gallaudet University, la famosa accademia vicino Washington dedicata all´insegnamento per le persone con problemi di udito, e dopo la laurea si sono impegnate loro stesse nell´assistenza e la terapia dei giovani colpiti da questa disfunzione. Appartengono ad una corrente culturale sempre più forte, che non considera la sordità come un handicap, ma piuttosto come un´identità fisica e culturale da conservare. Secondo loro le persone che hanno disfunzioni d´udito non devono cercare di correggerle, ma abituarsi a vivere in questa condizione. Infatti si oppongono ai progressi della medicina, come i famosi impianti cocleari, che ormai in diversi casi consentono ai sordi di tornare a sentire. Chi fa interventi del genere, secondo loro, tradisce la cultura a cui appartiene: la definisce come uno stato d´inferiorità da superare, e in sostanza la condanna all´estinzione. Per secoli, in realtà, i sordi sono stati emarginati o trascurati dalla società, e hanno davvero costruito una loro cultura specifica, a cominciare dal linguaggio dei segni. Il problema però è decidere se questa conquista va riservata a chi non può assolutamente recuperare l´udito, oppure se deve essere difesa come un´opzione sempre disponibile anche per chi in teoria potrebbe tornare a sentire. Sharon e Candy hanno scelto la seconda strada, ma ora l´hanno imposta anche ai loro figli. Sei anni fa avevano deciso di fare un bambino, e si erano rivolte ad alcune banche del seme per la fertilizzazione in vitro. Però avevano una richiesta speciale: lo sperma doveva venire da un uomo sordo, perchè volevano massimizzare le possibilità di generare un figlio con la stessa disfunzione. Le banche si rifiutarono di soddisfare la domanda, e quindi le due donne chiesero aiuto ad un amico privo dell´udito. L´uomo accettò di fornire il seme, e cinque anni fa nacque Jehanne. L´11 ottobre del 1996 Sharon e Candy portarono la figlia a fare il primo esame dell´udito, e con orgoglio scrissero sul loro diario: «Nessuna risposta a 95 decibel. SORDA!».L´operazione, secondo loro, era riuscita così bene, che l´anno scorso ci hanno riprovato. Lo stesso amico ha fornito il seme, e durante le feste di Thanksgiving è nato Gauvin. Il piccolo è totalmente sordo da un orecchio, ma ha un filo d´udito nell´altro. Le due donne però hanno deciso di non fargli montare apparecchi per facilitare l´ascolto, lasciando che lui decida la strada da prendere quando sarà grande. Mentre era incinta, Sharon aveva spiegato così le sue aspettative: «Sarebbe bello avere un bambino come noi. Un figlio che sente sarebbe una benedizione, ma uno sordo sarebbe una benedizione ancora più speciale». A chi le chiede la ragione del suo comportamento, la madre risponde così: «Alcuni si sorprendono, dicendo che uno non dovrebbe avere un figlio disabile. Ma i neri hanno vite più difficili dei sordi: perché i genitori non dovrebbero fare figli di colore, se questo è quello che vogliono? Si sentono legati alla propria cultura, e devono avere l´opzione di conservarla». Inutile dire che la notizia, pubblicata dal Washington Post, ha provocato polemiche infinite, nell´era in cui l´ingegneria genetica consente anche la clonazione. Sharon e Candy hanno solo scelto un donatore sordo, senza intervenire sull´embrione, ma hanno applicato una logica che domani potrebbe giustificare la scelta del sesso dei figli, e magari manipolazioni più complesse.
L’amore sordo
Massimo Gramellini - La Stampa - 9.4.02 ***

Come ogni innovazione scientifica lasciata al capriccio degli individui, la fecondazione arficiale comincia a mostrare i suoi limiti, i suoi orrori. In America, una coppia di donne sorde dalla nascita, Sharon e Candy, voleva che nascessero sordi anche i bambini e per andare sul sicuro ha scelto il seme di due maschi non udenti. Sgombriamo subito il campo dal ricatto del politicamente corretto.

Quel che stiamo per dire, lo diremmmo anche se al posto di due lesbiche ci fossero degli eterosessuali. Né ci permettiamo di definire completamente astrusa la tesi di Sharon e Candy, che non considerano la loro sordità una diminuzione, ma una dimensione di vita preferibile alle altre, come del resto può sperimentare chiunque guardi un programma di Boldi alla tv togliendogli il volume.

Rimane il fatto che finché la stragrande maggioranza degli esseri umani avrà orecchie più o meno funzionanti, obbligare i propri figli a non usarle sia una decisione autoreferenziale e cupa. Un vizio storico dei genitori è il desiderio di plasmare creature che condividano i loro interessi e tifino per la squadra di calcio di papà.

Ma ora si sta arrivando all'aberrazione di sentirsi il Dio dei propri figli, di decidere se debbano sentire o vedere, in base a valutazioni che, giuste o sbagliate che siano, il bambino sarà costretto a subire per tutta la vita. La scienza può fare ormai tutto, tranne che estirpare l'egoismo dal cuore delle persone. E quello travestito da amore è il più temibile.
Usa, una coppia di lesbiche fa nascere un bimbo completamente sordo come loro
Il Messaggero - 9.4.02
NEW YORK - Una coppia di lesbiche di Washington ha aperto una nuova frontiera nel dibattito sulla riproduzione assistita: Sharon Duchesneau e Candy McCullough sono entrambe sorde dalla nascita e hanno scelto un donatore di sperma affetto anche lui da sordità congenita per assicurare che il figlio nascesse non udente come loro. Gauvin Hughes McCullough, un robusto maschietto, ha visto alla luce con due settimane di anticipo a fine novembre: gli ultimi test audiometrici condotti sul bebè hanno dimostrato che è quasi completamente sordo da entrambe le orecchie. «Avere un figlio - ha confidato Sharon al “Washington Post"- è una benedizione, un figlio sordo è una benedizione speciale». Le due mamme non hanno alcuna intenzione di far portare da Gauvin un apparecchio acustico: deciderà lui, se vuole, quando sarà grande. La controversa decisione di McCullough e Duchesneau ha provocato polemiche negli Usa e c'è chi ha visto nella scelta delle due mamme una sorta di eugenetica alla rovescia: in un mondo in cui gli aspiranti genitori fanno il possibile per evitare nella prole malattie e handicap, Sharon e Candy hanno deciso di cercare di battersi per ottenere proprio questo risultato. «Privare un bimbo della naturale facoltà dell'udito è un'aberrazione», ha protestato Peter Garrett, direttore delle ricerche dell'organizzazione Life criticando un principio che, portato alle sue estreme conseguenze, potrebbe essere esteso secondo lui ad altri handicap come la cecità o il nanismo. «Diciamo no a chi volontariamente sceglie di non avere un bambino perché sordo, ma anche a chi deliberatamente lo fa nascere non udente», ha affermato.
Ma è stata proprio questa la consapevole battaglia di Sharon e Candy: le due giovani mamme, che abitano a Bethesda e lavorano come terapiste per non udenti, appartengono a un crescente movimento negli Usa che vede la sordità non come un handicap, ma come un'identità culturale. E nel loro sforzo di avere un bimbo destinato a essere come loro, hanno cercato un donatore a prova di bomba: un amico di famiglia sordo con un albero genealogico caratterizzato da 5 generazioni di non udenti. Perplesso il presidente emerito del Comitato nazionale di Bioetica, Francesco D'agostino, al quale la notizia sembra «quasi una provocazione». Se è fondata, ha detto, «induce a prendere sul serio il carattere terapeutico e non manipolatorio della medicina, che deve essere pensata sempre per il bene della persona. Se perdiamo di vista questo principio fondamentale, possiamo avallare qualsiasi pratica». D'Agostino ha rilevato inoltre che «una medicina che operasse per togliere agli individui il diritto fondamentale alla salute sarebbe una barbarie».
Bimbo nasce sordo: lo hanno «ordinato» due lesbiche sorde
IL Mattino - 9.4.02
USA, CONCEPITO IN PROVETTA

Un figlio sordo. Non per disgrazia, ma su commissione. Succede anche questo, grazie alla fecondazione artificiale. A Washington Sharon Duchesneau e Candy McCullough, coppia di lesbiche entrambe sorde dalla nascita, hanno scelto un donatore di sperma affetto anche lui da sordità congenita per assicurare che il figlio nascesse non udente come loro. E pare ci siano riuscite. Perché Gauvin Hughes McCullough, il bimbo nato a fine novembre, secondo gli ultimi test audiometrici sarebbe quasi completamente sordo da entrambe le orecchie. «Avere un figlio - ha confidato Sharon al ”Washington Post” - è una benedizione, un figlio sordo è una benedizione speciale».
Ma negli Usa c’è già chi parla di eugenetica alla rovescia: in un mondo in cui si cerca di fare di tutto per evitare alla prole malattie ed handicap, Sharon e Candy si sono battute per ottenere il contrario. «Privare un bimbo della naturale facoltà dell’udito è un’aberrazione» - ha protestato Peter Garrett, direttore delle ricerche dell’organizzazione Lifesmo - «Diciamo no a chi volontariamente sceglie di non avere un bambino perchè sordo, ma anche a chi deliberatamente lo fa nascere non udente». Ma è stata proprio questa la consapevole battaglia di Sharon e Candy: le due giovani mamme, che abitano a Bethesda e lavorano come terapiste per non udenti, appartengono a un crescente movimento negli Usa che vede la sordità non come un handicap, ma come un’identità culturale. Sharon e Candy condividono l’ideologia di Deaf, il movimento che si batte per i diritti e l’orgoglio dei sordi. Entrambe considerano la loro sordità come un’identità, non una malattia che deve essere curata. E nel loro sforzo di avere un bimbo destinato a essere come loro, hanno cercato un donatore a prova di bomba: un amico di famiglia sordo con un albero genealogico caratterizzato da cinque generazioni di non udenti. Per Sharon, poi, la decisione di avere un bimbo sordo nasce anche dal suo trauma personale di bambina cresciuta in una famiglia con un padre dall’udito normale che, rifiutando l’idea di una figlia disabile, la umiliava cercando di correggerla.
Secondo Paolo Gasparini, uno dei massimi esperti di genetica della sordità, dell’univesrità di Napoli e del Tigem, però, scegliere un donatore di spermatozoi sordo non sarebbe sufficiente per avere la certezza di avere un bambino affetto dallo stesso difetto genetico anche perché i geni coinvolti nelle sordità, sono almeno 60.
La vicenda ha sollevato polemiche in Italia. Secondo il presidente emerito del Comitato nazionale di Bioetica, Francesco D’agostino «una medicina che operasse per togliere agli individui il diritto fondamentale alla salute sarebbe una barbarie». Per Cinzia Caporale, bioetica dell’università di Siena, non sono nuovi i problemi posti dal volere un figlio con il proprio handicap.
Sorde a tutto
Il Manifesto - 9.4.02


Una coppia di lesbiche di Washington ha aperto una nuova frontiera nel dibattito sulla riproduzione assistita: Sharon Duchesneau e Candy McCullough sono entrambe sorde dalla nascita e hanno scelto un donatore di sperma affetto anche lui da sordità congenita per assicurare che il figlio nascesse non udente come loro. Gauvin Hughes McCullough, un robusto maschietto, ha visto la luce con due settimane di anticipo a fine novembre: gli ultimi test audiometrici condotti sul bebè hanno dimostrato che è quasi completamente sordo da entrambe le orecchie. «Avere un figlio - ha confidato Sharon al Washington Post - è una benedizione, un figlio sordo è una benedizione speciale». Le due mamme non hanno alcuna intenzione di far portare da Gauvin un apparecchio acustico: deciderà lui, se vuole, quando sarà grande. Negli Usa e c'è chi ha visto nella scelta delle due mamme una sorta di eugenetica alla rovescia: in un mondo in cui gli aspiranti genitori fanno il possibile per evitare nella prole malattie e handicap, Sharon e Candy hanno deciso di cercare di battersi per ottenere proprio questo risultato. «Privare un bimbo della naturale facoltà dell'udito è un'aberrazione», ha protestato Peter Garrett, direttore delle ricerche dell'organizzazione Life.
  
 
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