MARZO 2003
GUIDEMAGAZINE
La nostra storia - Il laboratorio gay più importante del mondo
LE UNIONI CINESI - Sotto l'Impero Celeste l'omomatrimonio era una realtà
di Massimo Consoli
 

SOMMARI

Mentre nel mondo Occidentale vigeva la linea repressiva più dura, nell'Estremo Oriente e in Cina in particolare, le relazioni omosessuali erano vissute pubblicamente in tutti i ceti sociali. Due amici che volevano assicurarsi a vicenda il riconoscimento sociale, potevano definirsi "fratelli asciutti". Queste unioni erano celebrate con solennità davanti a testimoni, avevano lo stesso valore degli atti per iscritto e ammettevano i diritti concessi ai reali genitori

1."Quando il sovrano volle alzarsi dal letto, una manica della vestaglia rimase sotto il corpo del ragazzo. Per non disturbarlo, preferì tagliarla. In ricordo di questo delicato atto d'amore, i cinesi chiameranno "maniche tagliate" gli uomini che amano i ragazzi"
2. "Coniglietto" è una graziosa espressione cinese in uso fino a pochi decenni fa, per indicare l'omosessuale maschio.
3. Confucio considerava l'amicizia come strumento di educazione dei giovani. Per lui, l'amore verso i discepoli fu più decisivo dell'amore coniugale testo

TESTO

E' nota per le metafore erotiche, la lingua cinese. Il sesso non è quasi mai indicato in maniera diretta, ma usando giri di parole spesso tortuosi e che, comunque, richiedono una viva immaginazione da parte del lettore. Così, fare l'amore è definito come "il gioco delle nuvole e della pioggia". Il rapporto tra due maschi è "la pioggia sottosopra", e così via. Anche i soprannomi sono altrettanto fantasiosi. Basta una piccola novità, un'abitudine, un fatto straordinario per far cambiare nome ad una persona. Così, in questo divertente racconto, l'autore narra di un servitore chiamato Cassa di Libri per la sua bravura nell'occuparsi della biblioteca del maestro Wei Yang-Cheng. Ma il ragazzo è bravo in tante altre cose. Ad esempio, sa come far felice il suo padrone, alzando nel modo giusto la sua "sala delle udienze", e intrattenendolo "al gioco del vento e della luna"... Siamo talmente abituati a pensare in termini occidentali e contemporanei, che ci sembra quasi impossibile siano esistiti tempi e luoghi nei quali l'omosessualità non abbia avuto alcuna connotazione negativa. Addirittura, è incredibile scoprire come già a metà dell'Ottocento, dall'altra parte del mondo, si prospettassero trapianti di organi che solo oggi stanno diventando realtà. Ancora nel 1899, il Dr. Matignon ne parlava ai suoi lettori con queste parole: "L'opinione pubblica è completamente indifferente a questo tipo di distrazione, non facendoci caso per niente, se non per dire che, visto che al partner dominante sembra piacere, e visto che l'altro partner sembra consenziente, allora non si fa del male a nessuno (1)". Secondo lui, gli eunuchi occupavano posizioni di grande responsabilità e possedevano qualità morali molto eccellenti ed amabili (2). E Matignon era un esperto in materia. Ricordando di quand'era medico presso la legazione francese a Pechino, nel 1901 sottolineava che gli "eunuchi non sono affatto senza desideri sessuali, che cercano la compagnia delle donne e gratificano i loro desideri nei modi che possono, visto che i loro organi sessuali sono stati del tutto rimossi" (3). Il rapporto che i cinesi preferivano era tra un uomo ed un ragazzo molto giovane, bello e intelligente, che fosse il più possibile simile ad una fanciulla.

LA MANICA TAGLIATA E sembra che questo tipo di omosessualità transgenerazionale fosse antica come la Cina stessa, godendo di grande rispetto e accettazione ed essendo praticata in tutte le classi sociali fino ai tempi moderni (4). L'episodio più indicativo, e che ha dato origine ad uno degli appellativi più popolari, è quello della Manica Tagliata. Il giovane Dong Xian, vissuto nel I° secolo d.e.c., si addormenta fra le braccia del suo signore, Ai Ti (6 AEC/2 DEC). Ad un certo punto il sovrano vuole alzarsi dal letto perché richiesto dai doveri verso lo Stato, ma una sua manica è rimasta sotto il corpo del ragazzo. L'affetto dell'imperatore per il giovane Xian è così grande che, per non disturbarlo, preferisce tagliarsi la manica della vestaglia. In ricordo di questo delicato atto d'amore, i cinesi chiameranno "maniche tagliate" gli uomini che amano i ragazzi (5). In effetti, il periodo meglio conosciuto per queste pratiche, è durante la dinastia Han (202 AEC/220 dDEC). Dei primi tre imperatori, come degli ultimi, si dice che abbiano mogli e "ragazzi incipriati e imbellettati", senza che nessuno batta ciglio. Lo stesso è vero durante il Periodo delle Cinque Dinastie (907-960): "Quando il più vecchio ch'i hsung è invitato a casa del più giovane ch'i ti, l'intera famiglia gli da' il benvenuto e lo accoglie come se si tratti di un futuro sposo. Se, più tardi, il ch'i ti prende moglie, è d'uso che sia il ch'i hsung a pagare le spese del matrimonio (6)". La prostituzione presenta degli alti e dei bassi. E' vietata durante il periodo Cheng-ho (111/117), mentre fiorisce sotto le dinastie Sung del Nord e del Sud (1127/1279), fino a portare alla creazione di qualcosa di molto simile ad un sindacato delle marchette e alla religiosità verso un loro Dio, Tcheou-Wang. Se ne accorge anche Matteo Ricci, che visita Pechino (nel 1583 e poi nel 1609/10). Senza rendersi conto della sua stessa contraddizione, il gesuita italiano prima spiega che a questi ragazzi poveri e ignoranti s'insegna a suonare gli strumenti musicali, a cantare, a danzare ed a vestirsi, elevandoli dalla loro condizione, e poi li definisce "miserabili... iniziati in questo terribile vizio".

IL MOMENTO DI MAGGIOR GLORIA Ma è durante la dinastia Manciù Qing (1644/1911) che questa omosessualità ha il suo momento di maggior gloria. Sintomaticamente, le case di piacere maschili si chiamano "Cortili dell'Eterna Primavera", quelle femminili "Palazzi Senza Notte". Ciò che conta è assicurarsi una discendenza, dopodiché, se un uomo preferisce i ragazzi alle donne, nessuno se ne scandalizza. E' costume che quando due maschi si amano, il più grande (fratello giurato maggiore o qixiong o ch'i hsung) si faccia carico di tutte le spese del più giovane (fratello giurato minore o qidi o ch'i ti), comprese quelle del matrimonio (7) di questi con una donna. In tutta la letteratura cinese più autorevole sono descritte storie o caratteri omosessuali presentati con naturalezza e, quel che più conta, si tratta di un tipo di relazione diffusa a tutti i livelli, dal popolo minuto fino alla corte degli imperatori. La società sosteneva "un sistema di iniziazione culturale nel quale le relazioni omosessuali tra maestro e discepolo venivano incoraggiate, così come quelle tra i discepoli dello stesso maestro (8). Ad un certo momento ci sarà perfino un secondo Dio ad hoc. Un certo Hu Tianbao, ucciso a legnate per aver spiato un bel funzionario statale mentre stava facendo i suoi bisogni (l'offesa riguarda la violazione della privacy, non l'omosessualità), appare in sogno ad alcuni amici ed afferma che "il Giudice della Prefettura Oscura lo ha nominato Dio dei Coniglietti, addetto alle questioni d'amore fra uomini. Allora in suo onore viene innalzato un tempio frequentato da tutti gli uomini con pene d'amore per altri uomini (9). Coniglietto, ci ricorda Giovanni Vitiello, è una graziosa espressione cinese in uso fino a pochi decenni fa, per indicare l'omosessuale maschio. Un'altra è pesca condivisa. Il duca di chissà quale feudo, un bel giorno, mentre passaggia nel suo giardino, prende una pesca da un albero, ne mangia una metà, e l'altra la offre al suo cortigiano che gli fa compagnia ed al quale è legato da profondo affetto. Poi, i missionari cristiani li convinceranno che queste cose non si fanno e perfino l'Ultimo Imperatore, Pu Yi (ma Bertolucci non lo dice nel suo film), si troverà un po' a disagio, quando capirà di essere omosessuale proprio la notte delle nozze con la prima delle sue... cinque mogli (10). Cacciato il sovrano, i comunisti di Mao si sentiranno improvvisamente sfruttati anche sessualmente dai capitalisti, così le maniche tagliate diventeranno omosessuali e scompariranno dalla storia di questo Paese, tranne per la notizia di qualche esecuzione capitale che, di tanto in tanto, riuscirà a trovare la sua via verso l'occidente (11). Per un lungo periodo anche in Cina, come nell'Inghilterra elisabettiana, alle donne è vietato calcare le scene del palcoscenico (dal 1772 al 1911), e le parti femminili vengono recitate da ragazzi chiamati t'an (12). Lo "Specchio Prezioso per Guardare i Fiori", del quale pubblichiamo in queste pagine uno dei racconti più significativi, è un romanzo incentrato proprio sul mondo del teatro cinese, a cavallo tra il diciottesimo ed il diciannovesimo secolo. Uno degli aspetti più caratteristici di questo impero millenario, erano gli eunuchi, giovani di bella presenza e intelligenza che venivano castrati per il piacere dei sovrani, dei mandarini e dei ricchi signori. Spesso si eviravano da sé, per poter avanzare socialmente ed economicamente. E' curioso (ed anche un po' spaventoso) come spesso in queste storie non ci sia un profondo risentimento dell'eunuco verso il signore che lo ha privato dei suoi attributi, dal quale molto spesso, addirittura, viene scelto come amante e talvolta finisce per diventarne il consigliere o la persona di fiducia.

RUOLO DEGLI EUNUCHI Gli "eunuchi giocavano un ruolo importante nell'amministrazione dello Stato, facendo da contropeso ai politicamente litigiosi mandarini. Anche se non tutti avevano relazioni omosessuali, spesso gli imperatori ed i principi avevano delle storie con loro, così come con altri uomini che non erano eunuchi (13). Forse una storia del genere è dietro al forte rapporto di amicizia che legò tra loro il giovane Ma, poi diventato Zheng He, conosciuto anche come Cheng Ho, o con il soprannome di San Bao (che vuol dire "Tre Gioielli"), diventato famoso in occidente come Sinbad il marinaio, protagonista di tante avventura cinematografiche e televisive (anche a puntate) dove, regolarmente, fa strage di cuori femminili. Sinbad, in realtà, era stato castrato all'età di 13 anni e messo al servizio del 25enne principe Zhu Di e..., ma questo ve lo racconterò nella prossima puntata. Per adesso è più utile sapere che secondo il Dr. Wu Shan Sheng, la pederastia era talmente istituzionalizzata, in Cina, da diventare un elemento importante nel progresso degli attori. "Il costume richiedeva che il maestro deflorasse i suoi giovani allievi, seguendo un metodo peculiare. Nelle loro classi, gli studenti sedevano su delle panche, con i meno esperti relegati in fondo all'aula. Sui sedili c'erano dei pioli rotondi di legno, che diventavano sempre più grossi man mano che si avvicinavano all'insegnante. Lo studente, di conseguenza, progrediva poco alla volta, insieme alla sua arte. Ad ogni avanzamento, si sottometteva alla penetrazione con un piolo sempre più grosso (14). Questa storia è stranamente simile a quanto avveniva in Giappone, durante il periodo feudale. Un samurai corteggiava un ragazzo. Se quest'ultimo accettava, allora i suoi genitori lo preparavano al rapporto sessuale inserendogli gentilmente e gradualmente un oggetto di legno nel retto (15). "Nell'antica Cina c'era un curioso costume, che aveva a che vedere sia con il matrimonio omosessuale che con i contratti di adozione, e che si chiamava delle relazioni asciutte". Due amici che volevano sigillare la loro amicizia ed assicurarsi a vicenda qualche tipo di riconoscimento sociale, potevano definirsi fratelli asciutti. Il più grande, che voleva legarsi davanti agli occhi di tutti al suo amato, dichiarava che questi era il suo figlio "asciutto", Kann erl-dze. Queste relazioni asciutte avevano il privilegio di ammettere i diritti di reali genitori dentro la famiglia di coloro che erano stati così uniti. Venivano celebrati con solennità davanti a testimoni ed avevano lo stesso valore degli atti più formali messi per iscritto (16). Una spiegazione di questo rispetto verso le relazioni sessuali e sentimentali tra maschi è senz'altro dovuta al fatto che i cinesi, beati loro, non hanno subìto la perniciosa influenza ebraico-cristiana, che è all'origine di buona parte dei nostri mali. Un altro motivo, è la grande importanza attribuita da Confucio all'amicizia come strumento di educazione dei giovani. Addirittura, l'amore che aveva per i suoi discepoli lo considerò più decisivo dell'amore coniugale, e quando gli chiesero quale fosse il suo più grande desiderio, rispose: Vorrei che gli anziani vivessero in pace, che tutti gli amici fossero fedeli l'uno all'altro, che tutti i giovani amassero quelli che sono più vecchi di loro (17)". 1. Continua

NOTE

1. Matignon J.J., "La Péderastie en Chine", su Archives d'Anthropologie Criminelle, Jan. 1899.
2. Riportato da Ellis Havelock, "Studies in the Psychology of Sex", 1937. vol. II-1 p. 184.
3. Matignon J.J., "Superstition, Crime, et Misère en Chine" su "Les Eunuques du Palais Impérial de Pekin", 1901.
4. Churchill Wainright, "Homosexual Behavior Among Males", Hawthorne Books, New York, 1968, p. 77-78.
5. Beurdeley, et Al., "Chinese Erotic Art", Chartwell Books, New Jersey, 1969, p.161-169.
6. Greenberg David, "The Construction of Homosexuality", The University of Chicago Press, Chicago, 1988, p. 161.
7. Vitiello Giovanni (Ameng Di Fu), in "La Manica Tagliata", Sellero, Palermo, 1990, p. 129.
8. Churchill, p. 133.
9. Anche il missionario, William Ellis, nelle sue "Polynesian Researches" (Rutland, originalmente pubblicato nel 1831, ristampato nel 1969), racconta che gli omosessuali di quelle terre, non solo godevano dell'approvazione dei preti, ma perfino del diretto esempio di una delle loro divinità...
10. Brackman Arnold C:, "The Prisoner of Peking", Van Nostrand Reinhold, New York, 1975, p. 121.
11. Come il caso del povero barbiere trucidato, del quale scrive Jean Pasqualini (Chelminski Rudolf - Bao Ruo-Wang,) "Prisoner of Mao", Coward, McCann & Geoghagan, New York, 1973.
12. Beurdeley, et Al., p. 162.
13. Greenberg, p. 439-440.
14. Wu Shan Sheng, "Eroticism in China", riportato da Beurdeley, et Al., p. 162.
15. Walter L. Williams, "The Spirit and the Flesh - Sexual Diversity in American Indian Culture", Beacon Press, Boston, 1986, p. 265.
16. De Becker Raymond, "The Other Face of Love", Bell Publishing Co., New York, 1964. pp. 76-77. 17. De Becker, pp. 76-77.

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