01/08/2002 - Varie
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Una breve biografia di Carlo Coccioli
fonte : Istituto Italiano di Cultura - Città del Messico

Nato a Livorno il 15 maggio 1920, segue il padre ufficiale in Tripolitania e poi in Cirenaica. A Bengàsi trascorre buona parte della sua infanzia e prima adolescenza. Viene quindi inviato a studiare in Italia, a Fiume, dove rimane fino agli inizi della guerra. Con l'avvicinarsi del fronte si trasferisce in Toscana con la madre, mentre nel frattempo viene richiamato alle armi. Dopo l'8 settembre 1943 raggiunge i primi nuclei partigiani formatisi sull'Appennino tosco-emiliano. Catturato dai tedeschi è protagonosta, con altri, di una spettacolare fuga dal carcere di Bologna. Questo episodio gli vale una medaglia di riconoscimento a guerra terminata.

Nell'immediato dopoguerra si laurea in Lingue e Letterature Orientali (Ebraica e Araba) presso l'Istituto Orientale di Napoli.

Le sue prime esperienze letterarie risalgono a questo periodo; esse continuano con la pubblicazione del romanzo "Fabrizio Lupo" (1952) a Parigi, dove rimane fino alla prima metà cinquanta. Giunge in Messico, per la prima volta, nel 1953, e decide di stabilirvisi definitivamente per proseguire con la sua attività di scrittore. È per primo in Messico che pubblica i suoi principali libri, tra cui "David" (1976), che gli vale in seguito il premio Strega. Tra i suoi libri degli anni sessanta assume rilievo "Documento 127", piú noto col titolo in lingua spagnola: "He incontrado el Diós de Israël", un originale itinerario di conversione al giudaismo.

C.C. scrive correntemente in tre lingue : italiano, francese, spagnolo e rappresenta un caso piú unico che raro, almeno nell'ambito letterario italiano, di scrittore che traduce se stesso, e alla perfezione.

La sua vastissima bibliografia nelle tre lingue comprende, oltre a quelli citati, una cinquantina di titoli, di cui ricordiamo qui i principali : " Il migliore e l'ultimo" (1946), "La piccola valle di Dio" (1948); "Il cielo e la terra" (1950); "Il gioco"(1950);

"Manuel, il messicano" (1956), "L'erede di Montezuma" (1964); "Uomini in fuga"(1972); "Requiem per un cane" (1973); "Le case del lago" (1980); "Uno e altri amori" (1984); "Piccolo karma"(1987); "Tutta la verità" (1995).

Sempre nel 1995 pubblica "Por que yo soy yo" di cui esiste una traduzione in Italiano. Nel luglio 1998 presenta al pubblico di Città del Messico il suo ultimo libro "San Benjamin Perro", un testo dedicato alla memoria del suo cane Benjamin, alla sua morte avvenuta in circostanze misteriose nei pressi di una casa che lo scrittore possiede a San Antonio (Texas) e quindi al mistero dell'abbandono delle creature piú umili davanti all'imperscrutabile.

Parallelamente alla sua attività di scrittore, da molti anni C.C. mantiene un'intensa attività pubblicistica, principalmente sulle colonne del noto quotidiano messicano "Excelsior" e su quelle del settimanale "Siempre". Piú discontinua la sua collaborazione sulla stampa italiana. Di recente ha ripreso a scrivere su "il Giornale" di Milano. I suoi articoli vertono quasi sempre sul tema della condizione umana contemporanea, sulla disumanizzazione della vita nei grandi insediamenti urbani e sulla difesa degli esseri piú deboli. Ed è in questo modo che C.C. ha raggiunto una notevole popolarità presso il pubblico messicano. Nel 1991 è stato insignito del titolo di "Cavaliere" O.M.R.I. (Ordine al Merito della Repubblica Italiana).

Dal 1997 ha scelto di vivere a Cuernavaca, accompagnato dal suo unico figlio, Javiér, pur decidendo di mantenere il suo indirizzo di sempre a Città del Messico: Obrero Mundial n°165, Colonia del Valle 03100 - México D.F.

Di lui scrisse su L'Espresso, nel 1987, Pier Vittorio Tondelli: "...cominciai a leggere Carlo Coccioli alla metà degli anni settanta...Ogni libro di Coccioli che scopro in librería rappresenta per me un'avventura che mi spinge subito a leggerlo... Rispetto e amo questo "scrittore assente", lo stile di vita, lo stile di vita, l'amore per gli umili e i reietti, l'incessante tormento teologico, l'angoscia mistica, la sensualità, l'assoluta fedeltà alle sue ragioni d'ispirazione e scrittura...;insomma, la lotta titanica di un uomo con Dio... Mi sono quindi precipitato su questo abbagliante, misuratissmo, straordinario "Piccolo Karma", redatto da Coccioli sotto forma di "minutario" ... Come appaiono lontani il poema di "David" e la versificazione de "La casa di Tacubaya" (1982), sede messicana degli Hare Krishna! Come appare superata la disperazione esistenziale di Fabrizio Lupo (1952) o la furia autolesionista di Don Ardito de "Il Cielo e la terra" (1950)! Invecchiando - e uso la parola con l'opportuna ironia - sembra che Coccioli sia giunto all'essenza stessa della sua scrittura e del suo mondo (un mondo che include naturalmente anche i sosia), un po' come accadde a Isherwood in "Ottobre"...".

Carlo COCCIOLI - Elenco dei principali titoli : 1946 - Il migliore e l'ultimo (Firenze)

1947 - La difficile speranza (Firenze)

1948 - La piccola valle di Dio (Firenze)

1950 - Il giuoco (Milano)

1950 - Il cielo e la terra (Firenze)

1954 - L'immagine e le stagioni (Firenze)

1956 - Manuel, il messicano (Parigi)

1957 - Journal ( ...1956) (Parigi)

1958 - Le caillou blanc (Parigi)

1959 - Los fanaticos (teatro) (Buenos Aires)

1959 - Un suicide (Parigi)

1961 - Ambroise (Parigi)

1961 - Soleil (Parigi)

1962 - Omeyotl, diario messicano (Firenze)

1964 - L'erede di Montezuma (Firenze)

1967 - Le corde dell'arpa (Milano)

1970 - Documento 127 (Firenze)

1970 - El esperado (teatro) (Città del Messico)

1973 - Uomini in fuga (Milano)

1976 - Davide (Milano)

1977 - Requiem per un cane (Milano)

1978 - Fabrizio Lupo (Milano)

1980 - Le case del lago (Milano)

1981 - La casa di Tacubaya (Milano)

1984 - Uno e altri amori (racconti) (Milano)

1986 - Rapato a zero (Firenze)

1987 - Piccolo Karma (Milano)

1995 - Tutta la verità (Milano)

1998 - San Benjamin Perro (Città del Messico)

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