28/05/2003 - L'Unità - Delia Vaccarello
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A Roma e in Piemonte si vota per i gay. Non a Siracusa.
Agata Ruscica, già assessore ai servizi sociali e portavoce del presidente, raccoglie 630 voti ma non ce la fa. Penalizzata dalla dichiarazione di essere lesbica


“No, perché è omosessuale questa l’obiezione che ha stroncato l'elezione di Agata Ruscica al consiglio provinciale di Siracusa. E’ la prima candidata che in Sicilia ha chiesto di essere eletta perché omosessuale, dopo cinque anni di lavoro alla Provincia, prima come assessora poi come portavoce del presidente. «Sì, ha lavorato bene, ma ... », questo sì sono sentiti dire da più fronti, sinistra compresa, i suoi sostenitori. Le candidature gay danno un buon risultato,al Nord e al centro, segnano la disfatta al Sud. Offrono una fotografia del Paese vista dall'angolatura del rinnovamento per quanto riguarda i diritti delle persone omosex: un'Italia divisa in due. A Ivrea Andrea Benedino portavoce nazionale dei Cods Coordinamento omosessuali Ds, si attesta consigliere anziano, 204 preferenze, il più votato di tutte le liste di maggioranza. Raccoglie i frutti anche del lavoro svolto fino ad ora come presidente del consiglio. Nel caso di Benedino, l'impegno non dell'ultim'ora e la politica schierata per la, questione omosessuale ha davvero raccolto frutti: «II Coordinamento ha, puntato sui dirigenti politici che vivono con orgoglio la loro omosessualità. Una formula vincente. Non abbastanza forte per l'arretratezza del Sud, rispetto alla quale ci impegneremo con grande energia», dichiara Benedino.

Il segnale chiaro e inequivocabile, infatti, monito per tutti (DS, Cods e società intera) della necessità, di rafforzare gli impegni al Sud per le donne e per la questione omosex viene da Agata Ruscica. Ruscica raccoglie ben 630 voti e non viene eletta. Non bastano. Sconta la penalizzazione di presentarsi all'elettorato chiaramente come lesbica, quindi donna e omosessuale. Già nominata consulente per la realtà omosessuale nel '96 dal sindaco pro-tempore di Siracusa Marco Fatuzzo, assessora per le politiche sociali fino al 2000 nella giunta Marziano, fino ad oggi esperta di pari opportunità e portavoce dei presidente, non ce la fa. Il suo lavoro apprezzato negli anni non paga quando è lei a chiedere la preferenza indicando gli impegni svolti fin qui e dicendo chiaramente: “Votatemi anche perché sono omosessuale” «I miei voti sono stati quelli delle persone che mi hanno apprezzato e che non hanno messo la discriminante "no-gay”. Sono stata penalizzata anche dal fatto che il partito era diviso in correnti. Ancora, ha giocato la svalutazione attribuita alle donne». Pochissirne infatti le candidature femminili a Siracusa. “L'elettorato non investe sulle donne, lo stesso partito ,non lo fa, e le donne finiscono col cedere a questa logica, e non si accordano fiducia e valore”.

Soltanto Titti De Simone parlamentare di Rifondazione comunista, ha ottenuto finora la fiducia dell'elettorato facendo la campagna elettorale e dichiarandosi lesbica. Palermitana, è stata eletta a Bologna, all'indomani del World Gay Pride che portò in piazza quasi un milione di persone gay e solidali. Ruscica era la prima donna che chiedeva la fiducia dei siciliani, dei siracusani nella fattispecie, dopo aver dato loro garanzia di competenza in anni di lavoro. E' stata una brava assessora non facendo mistero di essere lesbica. Oggi ha chiesto voti anche perché lesbica: è bastato per far dimenticare anni di lavoro.

Per il resto buon risultato a Roma, che vede l'elezione di Edóardo Del vecchio, Ds, “anche grazie al fatto che il mio partito – dice Del Vecchio – mi ha candidato in un collegio piuttosto sicuro”. Buona affermazione di Mauro Cioffari, Rifondazione comunista, e di Alessandro Cardente con i Verdi. Nessuna elezione a Brescia dei tre candidati Bolognini (RC), Broli (SDI), Masciantonio (Verdi). Tutte candidature di bandiera. “Volevamo garantire la visibilità gay in campagna elettorale e ci siamo riusciti”, dice Stefano Bolognini. Non eletto neanche Riccardo Gottardi, DS, a Pisa. A Palermo, Massimo Dilani (RC) raccoglie 207 preferenze e non può essere eletto in una città che si schiera a destra.

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