05/11/2006 - Il Resto Del Carlino - redazione
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Il vescovo Vecchi aGrillini: “Bravo asino”
Fra Curia e gay nuove scintille. Il parlamentare replica: «Non rispondo agli insulti»

Bologna - «Le manifestazioni che si stanno chiudendo in questi giorni hanno lo scopo di distruggere le differenze di genere» e di promuovere «l’istinto animale». Monsignor Ernesto Vecchi, vescovo ausiliare, ieri pomeriggio è tornato con queste parole sul caso del festival ‘Gender Bender’ nel corso del suo intervento all’incontro su ‘La chiesa e la città’ all’istituto Tincani. Quando Vecchi pronuncia la parole ‘istinto animale’ aggiunge: «Lo scrivono gli organizzatori, sono andato a leggere prima di parlare. Noi vogliamo ragionare, non censurare e l’intervento fatto da ‘Bologna Sette’», che ha criticato il finanziamento pubblico all’iniziativa «è stato fatto a ragion veduta».

La Curia aveva scelto di non replicare ufficialmente alla durissima presa di posizione di Sergio Cofferati, sindaco di Bologna, sul festival ‘Gender Bender’ ma Vecchi, tra la gente del Tincani che lo ascolta ammirata, decide di lasciare da parte le diplomazie e parla chiaro. «La vocazione europea della nostra città — spiega Vecchi — non sopporta più certe battaglie di retroguardia promosse da esigue minoranze». Il ragionamento termina con una battuta ironica, «bravo l’asino», riservata al deputato Ds, Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay che, dopo aver sentito le posizioni della Curia su ‘Gender Bender’ aveva proposto di togliere i sussidi alle scuole private. La risposta non si fa attendere. «E’ da un po’ di tempo che la gerarchia ecclesiastica, a corto di argomenti, utilizza la politica dell’insulto — ribatte Grillini —. Anche le ultime improvvide dichiarazioni del vescovo ausiliario non smentiscono questa linea». «Non replicherò e non mi metterò sullo stesso piano degli insulti personali che Vecchi ha ritenuto di indirizzarmi», prova a frenarsi il parlamentare. Ma poi incalza: «Vecchi dovrebbe sapere che i diritti che chiediamo in Italia sono già legge in 13 paesi europei e in numerosi paesi del mondo da moltissimi anni, in Danimarca addirittura dal 1989. Sono paesi in cui il potere di veto delle gerarchie ecclesiastiche è pressoché inesistente e dove la chiesa cattolica non fa politica e non s’impiccia delle dinamiche interne ai partiti».

E, pur senza citare direttamente il festival ‘Gender Bender’ o lo spargimento delle ceneri, altra polemica, il cardinale Carlo Caffarra ieri nell’inaugurare l’attività dell’istituto ‘Veritatis splendor’ ha raccomandato di tenersi alla larga, nell’attività pastorale, «da astratte programmazioni, improvvide improvvisazioni, dall’obbedienza cieca a una sedicente tradizione e dalla adorazione delle mode socialmente vincenti». Parole pronunciate durante l’omelia della messa concelebrata da don Giovanni Nicolini.

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