Udine - "Abbiamo paura e da stanotte usciremo dal bar con apprensione. Siamo preoccupati, per noi ma anche per i nostri clienti. L'augurio è che si tratti di una bravata, ma certo non fa piacere trovare quelle scritte. Il messaggio è molto brutto". Questo il commento di uno dei due soci del locale, ritrovo abituale di gay e lesbiche, che nella notte tra venerdì e sabato è stato preso di mira da ignoti i quali, armati di bomboletta, hanno imbrattato il marciapiede, le vetrine e le insegne dell'ambiente con scritte omofobe. I primi a notarle, ieri mattina presto, sono stati i vicini che subito hanno provveduto a chiamare i titolari del bar. "Appena mi hanno avvisato sono corso al locale - dice ancora il gestore - e mi sono trovato di fronte a uno spettacolo poco edificante: la scritta più grande sul marciapiede diceva "Gay al rogo", poi c'erano svastiche e altre scritte offensive. E' la prima volta che ci capita di ricevere minacce di questo tipo. Proprio alcuni giorni fa abbiamo festeggiato il primo anno di apertura del locale che tra l'altro non è frequentato solamente da gay e lesbiche, ma anche da eterosessuali". Dopo aver controllato di non aver subito altri danni, i titolari hanno provveduto a cancellare le scritte (anche perché alcuni passanti si erano lamentati), ma solamente dopo averle fotografate. L'intenzione è infatti quella di sporgere denuncia contro ignoti in Procura. L'appello rivolto alle forze dell'ordine è invece quello di aumentare i controlli. Interessato dell'accaduto, il consigliere comunale e membro dell'Arcigay, Enrico Pizza, ha inoltre chiesto al pronto intervento della polizia municipale di conservare le cassette delle videocamere della zona che potrebbero aver registrato i fatti, avvenuti dopo la chiusura del locale sabato mattina intorno alle 3. "Proprio sabato - ricorda Pizza - abbiamo fatto una manifestazione di solidarietà con gli immigrati regolari che vivono a Udine. Lunedì sera in consiglio abbiamo visto dei militanti di destra tra il pubblico, con ben ostentati i loro simboli sulle giacche. Non è che l'episodio di stanotte - si domanda Pizza - si inserisce in un innalzarsi dell'intolleranza in città, magari tra le frange estreme e i balordi che le circondano?". I presidenti delle associazioni Arcigay-Arcilesbica di Udine, rispettivamente Daniele Brosolo ed Eva Dose hanno voluto esprimere preoccupazione per questi episodi che - spiegano - "richiamano alla memoria il precedente del banchetto dell'associazione devastato - unico tra i tanti - a Friulidoc nel 2005". Secondo Brosolo e Dose "non si tratta di un semplice atto vandalico perché l'episodio si inserisce in una scia di odio crescente verso i gay". Particolarmente grave, a parere di Arcigay e Arcilesbica, il richiamo al nazismo tramite le svastiche. Nemmeno due anni fa l'Arcigay aveva infatti organizzato una mostra in Sala Ajace per ricordare lo sterminio nazifascista delle persone omosessuali. L'auspicio dei titolari però, è che si sia trattato di una bravata frutto soprattutto dell'ignoranza al punto che stasera nel locale è prevista una festa di solidarietà alla quale - assicurano - "oltre ai nostri clienti abituali sono invitati anche gli autori del gesto che, anziché operare di notte e di nascosto, potrebbero venire a conoscere direttamente le persone che offendono".
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