BLUE NEON
[Prima pagina Milano]
Cara Costanza Sepe, rispondo alla sua bella lettera di ieri. I recenti fatti di cronaca dimostrano che in questo paese la sessualità può costare una patente, come fosse un´infrazione da venti punti. E´ successo in Sicilia, poteva succedere a Milano. I recenti fatti di cronaca dimostrano anche che l´esplosione dei caratteri retrivi dell´omosessualità valgono il successo professionale, in questa città. Moda, media e tutta l´incomprensibile matassa annodata sotto la definizione lifestyle premiano la diversità e i suoi petulanti eccessi. Non credo di fornirle una lettura becera e antica se le dico che trovo tutto quel folklore inadeguato e controproducente per la causa della parità. Se le dico che catene, borchie e silicone accostati a bimbi e lotte ideologiche fanno pensare e inquietano, ricordando tanto da vicino l´allegria posticcia, forzata e isterica del carnevale di Rio. Se a pesare sono i risultati, mi pare che la straordinaria affermazione di Vendola a Bari sia frutto di un percorso ben diverso.
Le esprimo tutta la solidarietà del caso, sentita e sincera, è scandaloso quanto le è successo in ospedale e scandaloso che i funzionari possano sempre rifugiarsi dietro alla cortina pesante di regole e regolamenti ottusi e terribilmente efficaci, disumani. Pronto a combattere al suo fianco l´idiozia di chi non le permetteva di vedere la sua compagna, allo stesso modo manifesto le mie infinite perplessità nei confronti del Gay pride, più simile a una baracconata utile all´immagine dei soliti noti che non a una vera manifestazione di sensibilizzazione dell´opinione pubblica o a una vera festa. Ogni anno di più. Se vogliamo tendere al laicismo vero delle istituzioni e alla parità, facciamolo tutti insieme, con forza e coraggio, ogni giorno e non solo per le feste comandate.