1 - primo Domenica, maledetta domenica
Di John Schlesinger (1971). Con Peter Finch, Glenda Jackson, Murray Head. Un medico ebreo di mezza età e una divorziata si dividono cuore e grazie di un giovane scultore egocentrico. Quando questi se ne va negli Usa, ai due non resta che dividere una sconsolata solitudine. Una splendida regia di atmosfera coglie nei dettagli le vite quietamente disperate di gente comune. L'improvviso successo (4 nomination agli Oscar e un Golden Globe) stimolò l'inglese Schlesinger a lavorare per un po' in America.
2 - secondo La legge del desiderio
Di Pedro Almodòvar (1987). Con Eusebio Poncela, Carmen Maura, Antonio Banderas. Un famoso regista si innamora di un ragazzo possessivo sino all'omicidio. Almodóvar, non ancora idolo giobalizzato, sciorina i fiori del suo giardino: mélo, grottesco, noir e gusto per le provocazioni ardite, tra cui, efficace, quella di Carmen Maura nei panni di un romantico transessuale.
3 - terzo Philadelphia
Di jonathan Demme (1993). Con Tom Hanks, Denzel Washington, Antonio Banderas. Ferito dalle accuse di omofobia per il suo Il silenzio degli innocenti, Demme realizza un tesissimo docudrama su un avvocato gay licenziato cla[ suo studio perché ammalato di Aids. Al servizio di una doverosa battaglia civile allora di trepidante attualità, gli attori danno il massimo. Infatti al protagonista Tom Hanks, impegnato in un ruolo straziante, tocca il meritato Oscar.
4 - quarto Festa per il compleanno del caro amico Harold
William Friedkin (1970). Con Leonard Frey, Cliff Gorman. Per la prima volta il mondo gay viene descritto da Hollywood senza ribrezzo, disprezzo o sarcasmi. Da un successo di Broadway, la cronaca "spietata" di un party, in cui i partecipanti (nove, di cui uno etero) rivelano umanità, crudeltà e debolezze. Più tardi Frieclkin si sarebbe fatto odiare dai gay con il cupo e torbido Cruising (1980).
5 - quinto Una giornata particolare
Di Ettore Scola (1977). Con Marcello Mastroianni, Sophia Loren. Roma, 1938. Mentre Hitler è in visita ufficiale a Roma, una casalinga madre di 6 figli conosce il vicino di casa, ex annunciatore radiofonico omosessuale in partenza per il confino. Anche la fotografia virata di Pasqualino De Santis dà il suo contributo per questo splendido e amaro piccolo affresco storico di Scola. Per Mastroianni, nomination agli Oscar.
6 - sesto Happy Together
Di Wong Kar-wai (1997). Con Tony Leung Chiu-Wai, Leslie Cheung. Cronaca di amore, emigrazione e sradicamento. Due giovani cinesi a Buenos Aires si amano, si tradiscono, si lasciano. Stile sublime (e fotografia raffinata di Chris Doyle) per un raggelato mélo che vince il premio per la regia a Cannes.
7 - settimo La moglie del soldato
Di Nei( Jordan (1992). Con Stephen Rea, Forest Whitaker, Jaye Davidson. Un militante dell'Ira stringe amicizia con il suo prigioniero, un militare di colore. Dopo l'esecuzione di questi, il terrorista va a Londra in cerca della ragazza evocata dal soldato. Varie scoperte manderanno definitivamente. in tilt il suo sistema di valori. Oscar alla sceneggiatura e 5 altre nomination per una storia che sorprende a ogni curva.
8 - ottavo Querelle de Brest
Di Rainer Werner Fassbinder (1982). Con Brad Davis, Franco Nero, Jeanne Moreau. Film ingombrante, sofisticato e gelidamente splendido. Dal maledetto Jean Genet, il canto d'amore postumo di Fassbinder (esce dopo la sua morte) il marinaio Querelle, evidente oggetto dei desiderio del capitano Sablon, in una notte aranciata e brunita a Brest (tutto è girato in studio, da qui anche l'indefinibile atmosfera claustrofobica), si getta in un tour de force di perdizione e delirio. Brad Davis (già in Fuga di mezzanotte, altro gay movie di culto) morirà di Aids nove anni dopo.
9 - nono Il bacio della donna ragno
Di Hedor Babenco (1985). Con William Hurt, Raul Julia Sonia Braga. Nel carcere di un paese sudamericano sotto dittatura, un gay e un rivoluzionario si scambiano valori, affetto e solidarietà. Da un "perfetto" romanzo di Manuel Puig, un elegante film d'attori con William Hurt sull'altare (premi a Cannes e Oscar).
10 - decimo Il vizietto
Di Edouard Molinaro (1978). Con Ugo Tognazzi, Michel Serrault. All'inizio c'è la commedia teatrale, poi, dopo il successo internazionale (Cesra, David e Globo d'oro per Serrault), due seguiti (di volta in volta sempre più mosci) e un remake hollywoodiano (Piume di struzzo, 1996).
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