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LUI GUIDEMAGAZINE - maggio 2003
Indice dei principali articoli del periodico (se il titolo dell'articolo è in azzurro potete cliccarlo per leggerlo)

LA SCIENZA E NOI
'O SPUSARIZIO MASCULINO
di Andrea Jelardi
Lo sposalizio partenopeo tra maschi. Il "fenomeno" dell'amore gay visto da un antropologo. Abele De Blasio, docente universitario (1858-1945), fu il primo serio studioso di omosessualità umana e animale in Italia. Demolì i pregiudizi dell'epoca e influenzò, tra le altre, le opere di Giuseppe Patroni Griffi di - ajelardi@virgilio.it
LA NOSTRA STORIA
L'ISOFILO FELICE
di Massimo Consoli
Alle radici di una comunità L'omosessualità come messaggio divino di Henry Fitzgerald Heard (1889-1971)* Traduzione di Massimo Consoli Non a tutti sono graditi termini quali "omosessualità", od "omofilìa". Altri, come l'autore di questo articolo, preferiscono inventarne uno nuovo, come "isòfilo", che significa semplicemente "amante dello stesso". Comunica quindi un'accentuazione dell'amore e si collega a una più complessa teoria che integra il sesso, la natura, il divino e la sua comunità.
MUSICA
CHIESE GAY E MUSICA FOLK
di Simone Bisantino e Kiko Loiacono
Intervista al leader Joel Gibb. Arriva il pop dei canadesi Hidden Cameras di sommario Una formazione di quattro ragazzi che suona una musica folk ispirata alle varie chiese, anche a quelle... gay. Incorpora fino a undici ballerini che si presentano mascherati da animali per i loro spettacoli
CLUBBING
IL BILLY
Tunf tunf tunf tunf tunf. Sembra il solito sottofondo di una discoteca vietata ai maggiorenni e invece. . .

 

 
LA SCIENZA E NOI
Andrea Jelardi
'O SPUSARIZIO MASCULINO
Lo sposalizio partenopeo tra maschi. Il "fenomeno" dell'amore gay visto da un antropologo. Abele De Blasio, docente universitario (1858-1945), fu il primo serio studioso di omosessualità umana e animale in Italia. Demolì i pregiudizi dell'epoca e influenzò, tra le altre, le opere di Giuseppe Patroni Griffi di - ajelardi@virgilio.it

Contrariamente a quanto si sarebbe portati a pensare, Napoli, pur essendo una città del sud, vanta una tolleranza verso l'omosessualità da parecchi secoli. Al punto che questa fu qui già studiata dal punto di vista antropologico. E' cosa nota che a Napoli, in ogni quartiere storico della città, la presenza di gay e soprattutto, nel passato, di travestiti, è oltre che ampiamente tollerata, anche in un certo senso "utilizzata" per le attività e gli scopi più diversi. Con il termine "ricchione" è indicato l'omosessuale con caratteristiche maschili in tutto e per tutto, mentre i travestiti sono da sempre chiamati più semplicemente "femminielli". La presenza dei femmenielli è tanto radicata in città da essere stata, ovviamente, oltre che soggetto di romanzi, anche oggetto di studi antropologici. Non deve quindi stupire se uno dei pionieri che per primo si dedicò a ricerche di questo genere, Abele De Blasio, visse ed operò a Napoli. Il De Blasio, le cui opere sono state ristampate fino ai giorni nostri, era un medico originario di Guardia Sanframondi, paese della provincia di Benevento, ove nacque il 5 settembre del 1858. Definirlo però semplicemente un medico significherebbe sminuire le sue indiscusse e poliedriche capacità di studioso. Egli fu anche botanico, antropologo, criminologo, paletnologo ed etnologo; oltre alla laurea in medicina, aveva conseguito anche quelle in chimica farmaceutica e scienze naturali. Abele De Blasio insegnò antropologia generale all'Università di Napoli, fu poi titolare delle cattedre d'antropologia pedagogica e di ortofrenia; nella stessa città fondò anche una scuola pedagogica e il primo Ufficio Antropometrico d'Italia. Uno degli aspetti più all'avanguardia della ricerca scientifica del De Blasio riguarda proprio gli studi sull'omosessualità, argomento certamente inconsueto e scabroso per l'epoca. In particolare, è importante sottolineare le sue indagini proprio sui "femmenielli", detti anche "vasetti", ai quali dedicò ampio spazio nel volume "Usi e costumi dei camorristi", del 1897, con un capitolo intitolato "O spusarizio masculino (il matrimonio tra due uomini)", in cui si esamina uno strano e inconsueto legame, che all'epoca univa un delinquente comune, indicato dallo studioso come "pederasta attivo", a un omosessuale, generalmente travestito, detto "pederasta passivo" (vedi foto d'epoca, tratta dal suo libro, in questa stessa pagina). I due erano uniti da una sorta di vincolo ufficiale, con una cerimonia a cui presenziavano un gruppo di omosessuali e alcuni suonatori di organetto, e che generalmente si svolgeva in uno dei terranei dei quartieri spagnoli. Al termine di tale "rito", il "femmeniello" offriva ai partecipanti vino e tarallucci, per poi ritirarsi con il suo nuovo compagno per l'intera notte. La mattina successiva, la coppia riceveva la visita di uno dei più vecchi omosessuali del quartiere, "o ricchione anziano" che, accompagnato da un caffettiere ambulante, offriva loro due tazze di latte e caffè, e compiva un'ispezione onde accertarsi della regolarità del "sacrifizio" notturno. Di qui poi aveva inizio l'attività di prostituzione del "femmeniello", che adescava i propri clienti nei quartieri ricchi e li conduceva, a seconda della categoria sociale più o meno elevata, presso la locanda del "capo tammurro", o nella casa di una tenutaria; durante l'atto sessuale spesso un complice, nascosto sotto il letto, derubava l'ignaro cliente. Gran parte del ricavato andava, ovviamente, al "marito". Abele De Blasio si avvicinò allo studio dei travestiti discontandosi dalle teorie lombrosiane, che aveva invece seguito per l'analisi dei soggetti camorristi, e analizzò invece le loro abitudini, il loro modo di essere, i loro sentimenti. Concluse con queste parole il suo studio: "Le nostre femminelle di giorno si occupano di faccende domestiche... come fanno le donne, e poi in ora stabilita si fanno alla finestra ad aspettare i loro amanti. Parecchi vasetti per rendersi ai soggetti più attraenti, si truccano gli occhi, altri si fanno tatuare sul viso qualche neo di bellezza e molti, mediante ovatta, cercano rendersi più formose le parti posteriori e più sporgente il petto. Qualcuno si femminizza anche nel nome. Il prezzo che ricavano dal loro ignobile mestiere lo versano ai loro mantenuti". Ad Abele De Blasio, accorto studioso anche dell'animo umano, non sfuggì il lato sentimentale della storia, che vede alla base di tutto un forte sentimento d'amore del "femmeniello" verso il proprio uomo; per suffragare questa tesi raccolse e pubblicò questa toccante lettera di addio, scritta da uno di questi omosessuali, Carlo C., al proprio amante, Francesco T., in procinto di convolare a nozze, prima di suicidarsi col fosforo, ingoiando una grande quantità di "capuzzelle" (testine) di fiammiferi: Caro Ciccillo, io mi avveleno colle capuzzelle di fiammiferi perché tu ammogliandoti non potrai più abbracciare chi tanto ha sofferto per te arrivando a darti finanche il suo onore. Del resto io ti perdono dell'offesa fattami, perché sei cattivo come tutti gli altri uomini. In qualche momento della tua vita e delle tue gioie, arricordati del tuo aff.mo amante Carluccio'. Per commentare la lettera, il De Blasio utilizzò le parole di Paolo Mantegazza che pure si era occupato dell'omosessualità nel volume "Gli amori degli uomini", del 1886, dicendo: "La sodomia psichica non è un vizio, ma passione: passione colpevole, schifosa, ributtante finché volete, ma passione". Queste accurate e profonde analisi dei modi di vita e dei sentimenti di categorie sociali disagiate, furono corredate dal De Blasio anche da studi e ricerche scientifiche delle patologie in esse riscontrate con più frequenza; vanno citati i suoi studi del 1918 sul Grembiule di Venere in una prostituta italiana e un saggio sulla Secrezione lattea nei pederasti passivi, pubblicato a Torino sul periodico "Archivio di Antropologia, Criminologia, Psichiatria e Medicina Legale". I suoi interessi poliedrici lo portarono a interessarsi dei comportamenti degli animali, messi a confronto con quelli umani; sull'argomento pubblicò due saggi: "Criminalità in animali domestici" e "Amori anomali in animali domestici". Abele De Blasio morì a Napoli il 5 aprile del 1945. Fu stimatissimo nell'ambiente culturale napoletano dell'epoca; alcune delle sue duecento opere sono state infatti ristampate più volte fino ai giorni nostri; inoltre, il paese in cui nacque gli ha intitolato una strada e gli ha dedicato una lapide in ricordo. Il merito maggiore di questo studioso fu indubbiamente l'aver effettuato personalmente tutte le proprie ricerche, dando avvio a una produzione letteraria e artistica sull'argomento di grande rilievo, che va dai romanzi di Giuseppe Patroni Griffi, alle belle fotografie di Luciano De Crescenzo, il quale negli anni '70 immortalò questo mondo della Napoli antica che va ormai scomparendo.

DIDASCALIE Abele De Blasio Illustrazione dal libro di De Blasio "Usi e costumi dei Camorristi", raffigura un "Pederasta passivo rapinante" XIX secolo, panorama di piazza Municipio, con alle spalle la collina del Vomero XIX secolo, veduta di via Caracciolo con il Castel dell'Ovo.


Box:

I FEMMENELLI FANNO TOMBOLA Vera e propria comunità a se stante, una volta l'anno si ritrova nella centrale via Toledo per recarsi, in coloratissimi pellegrinaggi, al vicino Santuario di Montevergine. Così i "femmenelli" rendono omaggio alla Madonna, la cosiddetta Mamma Schiavona, da loro scelta quale protettrice. La città da sempre tollera e guarda divertita a questa allegra comitiva in pellegrinaggio, e da tempi immemorabili; tranne qualche polemica l'anno passato, anche la chiesa accoglie senza problemi quel gruppo che dopo la preghiera si intrattiene per ore in festa sul sagrato del Santuario. Perfettamente integrati, i femmenielli svolgono le più diverse attività, dalla prostituzione al contrabbando, fino ai lavori più onesti; talvolta, in qualche negozio del centro non è raro trovarli come commessi e addirittura qualcuno ha raggiunto il successo come cantante in televisioni locali. Caratteristica tipicamente napoletana, a cui i femmenielli si dedicano volentieri, è la Tombolella, cioè il gioco della tombola che si pratica per tutto l'anno nei bassi dei quartieri più antichi della città, in genere verso mezzanotte, dove gli uomini non sono ammessi a partecipare perché secondo un'antica tradizione i pantaloni porterebbero sfortuna ai giocatori. Nel gioco, uno dei ruoli principali dei trans del quartiere è quello di "chiamare", annunciare, i numeri estratti, con il relativo significato della Smorfia, sotto lo sguardo divertito delle altre giocatrici. A. J.


DIDASCALIA Alcune immagini dei travestiti napoletani impegnati nel gioco della "Tombolella". Opera di Luciano De Crescenzo e pubblicate in "La Napoli di Bellavista"

 
LUI GUIDEMAGAZINE
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Nato come "Guide" nel 1997 con direttore Dario Enriquez, diventa "Guidemagazine" nel 1999. Cambia proprietà, formato e nome (da "Guidemagazine" a "Lui Guidemagazine"), con il numero di Aprile 2004.

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