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PRIDE - febbraio 2002
Indice dei principali articoli del periodico (se il titolo dell'articolo è in azzurro potete cliccarlo per leggerlo)

2002/2/3
Ammucchiata a Pisa
di Nicola Luigiani
Carabinieri, polizia, vigili, pompieri: un blitz in piena regola all'Absolut, bar gay di Pisa.
2002/2/3
Venti anni dopo
di Franco Grillini
Sfrattati dopo vent'anni dalla storica sede del "Cassero" Arcigay nazionale e "Circolo 28 giugno". in cambio di una sede prestigiosa e grande il doppio! Una sconfitta o una vittoria? Per i gay bolognesi certamente un grosso successo.
2002/2/3
COSA FARANNO LE NOSTRE DIVE NEL 2002?
di Scialba Buch
Donna Clelia e Gardenia Fullin: le due simpatiche attrici che entusiasmano da anni folle di fans, hanno acconsentito a rispondere ad alcune domande per "Pride". Scialba Buch, un nostra nuova redattrice, le ha incontrate nella loro abitazione, un simpatico cottage sulle colline bolognesi. Le due star, come è noto, quando non sono in tournée, vivono ritirate in questa dimora di campagna, tra stambecchi, cinghiali e mirtilli.

 

 
Nicola Luigiani
Ammucchiata a Pisa
Carabinieri, polizia, vigili, pompieri: un blitz in piena regola all'Absolut, bar gay di Pisa.

È la sera del 21 dicembre, proprio qualche giorno prima di Natale, e il
presidente dell'Arcigay di Pisa, Alessio De Giorgi, sta tranquillamente
cenando con il suo compagno quando squilla il telefono. "Ci stanno
perquisendo il locale, puoi venire qui subito?", dicono dall'altro capo del
filo. Alessio monta in macchina e via di volata. Cos'era successo?



Quella sera circa tredici persone, tra polizia, carabinieri, vigili e
pompieri, chi in borghese chi in divisa, erano entrate all'Absolut, un
circolo ricreativo affiliato all'Arcigay, avevano fatto abbassare la musica,
fatto un controllo del locale e avevano incominciato a controllare i
nominativi delle persone presenti.

Fosse stato solo questo non vi sarebbe stato nulla di eccezionale, a parte
un abnorme dispiegamento di forze; però i nominativi non venivano solo
controllati ma, stando alla ricostruzione fatta dalle persone presenti,
anche trascritti su un'agenda.

Inoltre alcuni agenti si sono rifiutati di mostrare il proprio tesserino e
per finire è stato richiesto all'incaricato del controllo delle tessere di
presentarsi il giorno successivo in questura con l'elenco dei soci. Ce n'era
più che abbastanza per allarmare i gestori del circolo, che hanno subito
contattato il presidente dell'Arcigay locale e il proprio avvocato.

Si è scoperto in seguito che alcuni giorni prima il SILB, il sindacato
italiano locali da ballo, aveva fatto un esposto in questura denunciando
come il venerdì ed il sabato all'Absolut vi sia musica ad alto volume e si
balli senza le autorizzazioni necessarie, ed è stato questo il motivo
scatenante del blitz.



Abbiamo intervistato l'avv. Corrada Giammarinaro, legale dell'Absolut, per
capire meglio la situazione.



Le forze dell'ordine avevano il diritto di agire in questo modo?

Il controllo era legittimo, però hanno fatto tre cose gravissime che non
potevano assolutamente fare.

Primo, con la scusa di verificare che vi fossero solo soci all'interno del
circolo hanno richiesto di esibire la tessera e un documento di identità,
per verificare che la tessera corrispondesse effettivamente al proprietario
(e fino a qui tutto è legittimo), poi però hanno anche trascritto i nomi dei
presenti. Quindi, dietro la parvenza di una verifica accurata, hanno
intimidito i soci.

Secondo, hanno chiesto di portare l'elenco dei soci, cosa che i gestori
hanno rifiutato di fare, ed infatti poi non è stato più richiesto, proprio
perché illegittimo.

Terzo, alla domanda di esibire il tesserino identificativo gli agenti si
sono rifiutati, quando c'è l'obbligo per legge di esibirlo, quindi ora non
si sa chi ha partecipato al controllo. La questura, ovviamente, nega tutto.
Io, in qualità di avvocato, chiederò al prefetto, in presenza di risultanze
diverse, di avviare un'inchiesta interna.



Come si spiegano secondo te questi abusi?
A mio parere o vi è stato un "eccesso di zelo" nel cercare di tutelare gli
interessi del sindacato locali da ballo, oppure la denuncia del SILB è stato
un pretesto, perché l'essere gay viene considerato ancora dalle forze
dell'ordine un dato da schedare per altre indagini.

Noi però abbiamo intenzione di andare fino in fondo a questa storia.



Sulla vicenda abbiamo fatto qualche domanda anche ad Alessio De Giorgi,
presidente dell'Arcigay "Pride!" di Pisa.



Credi che l'elenco dei soci verrà consegnato in questura?

Assolutamente no. Quando l'hanno chiesto gli agenti hanno palesemente
abusato del loro potere, in quanto l'elenco dei soci lo può chiedere solo il
magistrato e solo per motivi ben determinati e circoscritti. Il presidente
del circolo ha subito precisato che nessun nome di socio sarebbe stato
consegnato in questura ed io ho denunciato alle autorità locali l'assoluta
arbitrarietà di tale richiesta.


Come mai, a tuo parere, per un controllo che doveva essere di routine sono
intervenute ben 13 agenti fra polizia, carabinieri, vigili e pompieri?

Non credo in una regia dall'alto, voluta dal Ministero o dai vertici locali.
Piuttosto, penso che qualche dirigente delle forze dell'ordine non abbia
capito quali implicazioni, anche di natura politica, avrebbe avuto un
"blitz" di tredici persone in un circolo Arci, e in particolare in un
circolo Arcigay.

Credo però che vi sia un preciso "intento punitivo" ai danni dei circoli
ricreativi come è l'Absolut e come sono tanti altri circoli a Pisa (si sa,
la Toscana è la terra dell'associazionismo anche ricreativo e marcato a
sinistra) e a favore delle discoteche. Non a caso, il tutto è nato da un
esposto del SILB, il sindacato locali da ballo.


Pensi che il fatto che fosse un circolo omosessuale abbia fatto sentire
qualcuno autorizzato ad andare al di là delle sue prerogative, senza timore
di conseguenze?

Penso di sì. Anche qui non credo che vi sia una regia dall'alto, ma qualche
subordinato oggi, col clima politico che stiamo vivendo, si sente in diritto
di fare cose che un anno fa si sarebbe sognato di fare. È un po' quello che
è successo a Genova...

Peraltro, non va sottovalutato il fatto che qualche settimana prima tre
occupazioni studentesche sono state interrotte dalla polizia, che è
intervenuta sgomberando le scuole. In qualche modo, il clima è anche questo,
e il fatto che tutto ciò accada in una zona schierata al 60% con l'Ulivo e
contro situazioni che fanno riferimento a quell'area politica, non è un
caso. Non dimentichiamoci che all'Absolut sono venuti a fare campagna
elettorale e sono stati apertamente sostenuti Luigi Berlinguer, Maura
Cossutta, Titti De Simone, Ezio Menzione ed Ermete Realacci: insomma,
l'Absolut è un circolo ricreativo, ma molto vicino all'Arcigay di Pisa,
anche perché è stato messo su da persone che provengono dalla militanza nel
movimento.


Cosa sta facendo l'Arcigay di Pisa perché episodi del genere non si
ripetano?

Ci siamo mossi subito. Mentre si stava svolgendo il blitz, sono riuscito a
raggiungere telefonicamente il presidente della Provincia di Pisa, Gino
Nunes, che è un amico "storico" della nostra associazione e che è riuscito a
bloccarlo, contattando i vertici locali delle forze dell'ordine. Il giorno
dopo abbiamo scritto al sindaco, al presidente della Provincia ed in copia
ai vertici delle forze dell'ordine chiedendo loro di intervenire a tutela
della legalità e della democrazia, per capire cosa fosse successo e perché
fossero stati commessi questi abusi.

Con l'Arci e con gli altri circoli ricreativi della zona che si rivolgono
alla popolazione giovanile, abbiamo infine chiesto un incontro al sindaco,
al prefetto ed ai parlamentari della zona, e stiamo costituendo un pool di
avvocati perché crediamo che in qualche modo ciò che è accaduto sia un'
avvisaglia di problemi ben più gravi per l'associazionismo ricreativo (gay o
no, in questo caso non importa).


Che riscontri avete avuto dopo la denuncia di ciò che è successo da parte
delle autorità e delle altre realtà di Pisa?

Sindaco e presidente della Provincia si sono attivati subito ed hanno
inviato dure lettere ai vertici locali delle forze dell'ordine per
comprendere i motivi dell'azione e denunciare le irregolarità commesse:
grazie al cielo, viviamo in una città in cui le istituzioni ci sono
fortemente amiche.

Ho saputo informalmente che sono stati presi provvedimenti disciplinari, ma
come si sa in questi casi non trapela nulla. Solidarietà ci è stata espressa
pubblicamente dai Democratici di Sinistra, da Rifondazione Comunista, dalla
Sinistra Giovanile, dall'on. Ermete Realacci con cui in quei giorni siamo
stati in contatto quasi quotidiano, dall'Arci provinciale e da alcuni
circoli ricreativi della zona.


Come ha vissuto la comunità gay pisana la vicenda?

C'è sicuramente chi per paura non metterà piede in un circolo Arcigay per
qualche settimana, ma credo siano casi isolati.

Sicuramente c'è tanta curiosità per quanto è avvenuto, ed anche
preoccupazione.

Credo però che la pronta reazione di Arcigay, l'evidenza che la vicenda ha
avuto sulla stampa (la notizia era sulle pagine regionali di tutti i
quotidiani locali) e le dichiarazioni delle istituzioni rassicurino tutti, e
confermino un po' la particolarità di questa zona, in cui l'aria che si
respira è diversa da quella del Lazio di Storace o della Lombardia di
Formigoni...

 
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Rivista mensile a cura dell'Associazione Pride-Guide. Distribuzione gratuita nei locali GLBT. In edicola e libreria costa 2,5 € da Gennaio 2004. Edita da Frank Semenzi - Direttore responsabile Giovanni Dall'Orto

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