Presentazione (dalla copertina se non indicato diversamente):
Questo libro trae origine dallo studio The man Jesus loved del pastore protestante americano Theodore Jennings, ma non ne costituisce né la traduzione né un semplice riassunto. Le considerazioni che Gianni De Martino svolge nelle prime 50 pagine (le altre sono occupate da interviste e documentazioni) sono pregevoli e affidate ad una penna magica. Ne esce un quadro della vita omosessuale pieno di dignità, liberato dai linguaggi polarizzati. "Continuo a pensare, scrive De Martino, che i gay credenti siano all'avanguardia nel rinnovamento delle chiese cristiane perché amano davvero e molto, forse fin troppo, Gesù" (pag. 43). "Purtroppo c'è l'errata credenza che gli omosessuali siano quelle persone che pongono il sesso al centro del loro interesse e delle loro relazioni con se stessi, con gli altri e con l'universo." (pag. 35). In una relazione d'amore tra due gay "il sesso, anche se è importante, è solo un aspetto della somma dei piaceri amichevolmente e teneramente condivisi. Si mettono infatti alla prova i sentimenti, gli affetti e un vivere insieme che comporta una storicità e un processo di apprendimento alla dedizione, all' affidabilità nei confronti dell'altro e alla responsabilità" (pag. 36). La tesi del pastore Jennings, dal quale il libro prende lo spunto per un discorso più articolato su fede e omosessualità, non rappresenta una novità: si tratta della "tesi di un'eventuale omosessualità di Gesù, attivamente praticata e non soltanto psicologica" (pag. 6)... Franco Barbero (vedi articolo nelle recensioni) |