| In questo incontro abbiamo ripreso in mano la discussione
sul tipo di messaggio che intendiamo portare nelle scuole,
ed i metodi per farlo. Ognuno ha espresso il proprio punto
di vista a riguardo. In generale, per tutti noi la cosa più
importante è cercare di comunicare con quegli studenti
che stanno vivendo un certo disagio nella loro situazione
affettiva (ragazzi che sanno di essere gay, oppure che "lo
sanno" ma non lo ammettono, ecc..). A questi ragazzi
dobbiamo innanzitutto far sapere che "non sono diversi",
e già la nostra presenza nella scuola aiuta in questo
senso.
Ma oltre alla semplice presenza, che cosa possiamo dire loro?
Qualcuno propone di fornire messaggi positivi e di tranquillità,
come "stai sereno, l'omosessualità non è
una disgrazie, l'adolescenza è un periodo difficile
per tutti"; qualcun altro sostiene che non si dovrebbe
neppure "esagerare" con messaggi di questo tipo,
ma semplicemente fornire una descrizione di normalità,
che ovviamente può comprendere anche disagi.
Insomma, una cosa molto importante è parlare di cose
terrene, come la nostra esperienza, la nostra crescita, i
nostri amici, la nostra vita; bisogna ancora decidere se sia
meglio puntare direttamente solo su messaggi "positivi",
o se invece fornire una descrizione più completa di
tutti gli stati d'animo che può portare il fatto di
essere un ragazzo omosessuale.
Un altro messaggio da portare ai ragazzi gay presenti tra
gli studenti è quello di non sentirsi soli. Indubbiamente
il fatto di avere di fronte a sé altri ragazzi gay
li aiuta; bisogna decidere se oltre a questo sia utile portare
riferimenti di vita gay esterni alla scuola in sé (libri,
film, luoghi..) oppure se lasciare che siano i ragazzi stessi
a decidere se e quando cercare questi riferimenti.
Negli incontri, non bisogna comunque dimenticare che la maggior
parte dei presenti è eterosessuale. Come sfruttare
l'incontro per far giungere anche a loro un messaggio sull'omosessualità?
Qualcuno propone di metterli direttamente di fronte ai loro
pregiudizi, e farli dunque riflettere sui pregiudizi che in
generale regnano contro l'omosessualità. E' importante
anche trasmettere che l'omosessualità non è
una minaccia, e non bisogna dunque avere nessuna "paura".
L'approccio nei confronti dei ragazzi eterosessuali può
essere diretto: nel caso ad esempio di domande (curiosità)
che sottointendano un atteggiamento omofobo, è importante
farli riflettere sulla natura stessa della domanda e su come
spesso si diano per scontate opinioni come "l'omosessualità
non è normale", "l'omosessualità è
una scelta", "l'omosessualità è sbagliata",
che sono in realtà false.
Bisogna ancora decidere se scegliere di tenere un tono "tranquillizzante"
nei confronti degli studenti, oppure più diretto e
"sorprendente" (perché vengono scardinati
in poco tempo molti luoghi comuni e molte opinioni ottuse).
Inoltre bisogna ancora parlare di quali metodi utilizzare
per portare il discorso nella direzione da noi desiderata:
utilizzare ancora il film "Nessuno uguale" per rompere
il ghiaccio? Proporre una serie di domande su un tabellone?
Distribuire bigliettini per scrivere domande anonime?
Per finire, siamo tutti invitati a leggere il libro "Figli
diversi" scritto da Giovanni dall'Orto, per avere un
esempio di come si possano facilmente distruggere molti luoghi
comuni presenti nella società contro l'omosessualità |