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INFO DAL GRUPPO
PRESENTAZIONE - Le finalità e il lavoro del gruppo
INCONTRI DEL GRUPPO
2° semestre 2003
1° semestre 2003
LETTERA inviata ai docenti per proposta di collaborazione
ARTICOLO apparso sul Corriere della Sera sull'iniziativa del Gruppo Scuola del CIG
VOLANTINO distribuito in occasione del primo gay pride milanese (giugno 2001)
RASSEGNA STAMPA
Le ultime notizie dal mondo della scuola

 

 

 

 

 

 

INCONTRI DEL GRUPPO
1° semestre 2003

9 GIUGNO 2003

La riunione è iniziata con la proiezione del video "Nessuno uguale", girato in una scuola superiore di Milano, nel quale un gruppo di ragazzi omosessuali dibatte con un gruppo di ragazzi eterosessuali circa le questioni legate all'amore, all'affettività ed alla sessualità. Abbiamo valutato che risulterebbe dispersivo proporne la visione ai ragazzi durante gli interventi nelle scuole: difatti richiederebbe più di un'ora, oltre alla disponibiltà di un televisore o un proiettore adeguati. Abbiamo pensato di tenerlo come "asso nella manica" nel caso in cui la situazione permetta di usarlo; ad esempio in cui abbiamo molto tempo a disposizione, oppure in cui ci confrontiamo solo con una o due classi in un piccola aula. Sarebbe inoltre positivo poter lasciare direttamente la videocassetta alle scuole durante il nostro intervento oppure, meglio ancora, prima del nostro incontro, in modo tale che gli organizzatori (professori o studenti) si possano fare un'idea dell'incontro stesso.

La riunione è proseguita con la visione della puntata di "Self Help"
(gay.TV) a cui hanno partecipato Claudio e Gabriele per raccontare la storia e gli obiettivi del Gruppo Scuola.

Infine abbiamo discusso nuovamente gli obiettivi fondamentali del gruppo. Una proposta è stata quella di permettere anche a ragazzi bisessuali ed eterosessuali di far parte del gruppo ed intervenire nelle scuole. Difatti può sembrare riduttivo e limitante parlare solamente di omosessualità, quando le carenze informative della scuola per quanto riguarda la sfera affettiva e personale sono totali. Parlando di più forme diverse di attrazione sessuale potrebbe aiutare a sopperire a queste lacune. La decisione a riguardo, però, è stata quella di continuare a mantenere il Gruppo Scuola in senso strettamente omosessuale. Questo nasce sia dal fatto che il gruppo appartiene all'Arcigay, e dunque con l'intento di combattere come prima cosa i pregiudizi ed i luoghi comuni legati all'omosessualità, sia dalla constatazione pratica che in un intervento di circa due ore risulterebbe dispersivo un messaggio indirizzato vagamente agli "orientamenti sessuali" piuttosto che in modo specifico ad uno solo. Probabilmente per un adolescente "a cui piacciono i ragazzi" e che si sente dunque "confuso", risulta più incisivo un incontro in cui si presentano dei ragazzi gay, pienamente consci della propria identità e che possono chiaramente parlare delle proprie esperienze in questo senso, piuttosto che con un gruppo di ragazzi "misto" (gay, bisessuali ed eterosessuali), che non riescono a demarcare chiaramente un senso di "identità sessuale" che proprio manca durante l'adolescenza. In conclusione, la decisione è stata quella di cercare nuove persone interessate a partecipare al Gruppo Scuola, che possano portare nelle scuole un senso di tranquillità strettamente legato ad una precisa identità affettiva e sessuale, alla quale i ragazzi che si sentono "confusi" possano fare riferimento. Il messaggio principale è "non siete soli".

19 MAGGIO 2003

In questo incontro abbiamo ripreso in mano la discussione sul tipo di messaggio che intendiamo portare nelle scuole, ed i metodi per farlo. Ognuno ha espresso il proprio punto di vista a riguardo. In generale, per tutti noi la cosa più importante è cercare di comunicare con quegli studenti che stanno vivendo un certo disagio nella loro situazione affettiva (ragazzi che sanno di essere gay, oppure che "lo sanno" ma non lo ammettono, ecc..). A questi ragazzi dobbiamo innanzitutto far sapere che "non sono diversi", e già la nostra presenza nella scuola aiuta in questo senso.

Ma oltre alla semplice presenza, che cosa possiamo dire loro? Qualcuno propone di fornire messaggi positivi e di tranquillità, come "stai sereno, l'omosessualità non è una disgrazie, l'adolescenza è un periodo difficile per tutti"; qualcun altro sostiene che non si dovrebbe neppure "esagerare" con messaggi di questo tipo, ma semplicemente fornire una descrizione di normalità, che ovviamente può comprendere anche disagi.

Insomma, una cosa molto importante è parlare di cose terrene, come la nostra esperienza, la nostra crescita, i nostri amici, la nostra vita; bisogna ancora decidere se sia meglio puntare direttamente solo su messaggi "positivi", o se invece fornire una descrizione più completa di tutti gli stati d'animo che può portare il fatto di essere un ragazzo omosessuale.

Un altro messaggio da portare ai ragazzi gay presenti tra gli studenti è quello di non sentirsi soli. Indubbiamente il fatto di avere di fronte a sé altri ragazzi gay li aiuta; bisogna decidere se oltre a questo sia utile portare riferimenti di vita gay esterni alla scuola in sé (libri, film, luoghi..) oppure se lasciare che siano i ragazzi stessi a decidere se e quando cercare questi riferimenti.

Negli incontri, non bisogna comunque dimenticare che la maggior parte dei presenti è eterosessuale. Come sfruttare l'incontro per far giungere anche a loro un messaggio sull'omosessualità? Qualcuno propone di metterli direttamente di fronte ai loro pregiudizi, e farli dunque riflettere sui pregiudizi che in generale regnano contro l'omosessualità. E' importante anche trasmettere che l'omosessualità non è una minaccia, e non bisogna dunque avere nessuna "paura". L'approccio nei confronti dei ragazzi eterosessuali può essere diretto: nel caso ad esempio di domande (curiosità) che sottointendano un atteggiamento omofobo, è importante farli riflettere sulla natura stessa della domanda e su come spesso si diano per scontate opinioni come "l'omosessualità non è normale", "l'omosessualità è una scelta", "l'omosessualità è sbagliata", che sono in realtà false.

Bisogna ancora decidere se scegliere di tenere un tono "tranquillizzante" nei confronti degli studenti, oppure più diretto e "sorprendente" (perché vengono scardinati in poco tempo molti luoghi comuni e molte opinioni ottuse). Inoltre bisogna ancora parlare di quali metodi utilizzare per portare il discorso nella direzione da noi desiderata: utilizzare ancora il film "Nessuno uguale" per rompere il ghiaccio? Proporre una serie di domande su un tabellone? Distribuire bigliettini per scrivere domande anonime?

Per finire, siamo tutti invitati a leggere il libro "Figli diversi" scritto da Giovanni dall'Orto, per avere un esempio di come si possano facilmente distruggere molti luoghi comuni presenti nella società contro l'omosessualità

 

 



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