| Sono
passati diversi anni e di strada ne abbiamo fatta…..
e non solo nell’ acquisire esperienza ma anche nel vero
e proprio significato del termine.
Nato diversi anni fa come progetto per la prevenzione AIDS,
il Gruppo Aids si occupa di contribuire ( purtroppo nonostante
i ristrettissimi finanziamenti), alla prevenzione dell’
Hiv e più in generale alle malattie a trasmissione
sessuale, distribuendo materiale informativo sui centri di
screening e sul sesso sicuro, regalando preservativi e fornendo
ogni tipo di informazione venga richiesta su tale argomento.
Il Gruppo nasce circa otto anni fa con l’obiettivo di
affrontare le tematiche inerenti l’ Hiv nell’
ambiente omosessuale, sull’ onda della sempre maggiore
diffusione dell’ Aids.
Qualche anno dopo, con finanziamenti dapprima dal Comune di
Milano e dalla ASL, prende vita il progetto Unità di
strada, che ha l’obiettivo fondamentale di distribuire
materiale informativo sui centri di screening e sul sesso
sicuro, regalare preservativi e fornire ogni tipo di informazione
venga richiesta su tale argomento mediante l’utilizzo
di un unità mobile, ossia di un “furgone”
che possa facilmente spostarsi e sostare nei luoghi di incontro
di prostituzione maschile e di incontro all’ aperto.
Tre anni fa infine, con la sovvenzione della Regione Lombardia
e ancora con la collaborazione della ASL Città di Milano
( che ha inserito nel Programma Territoriale di Prevenzione
dell’ Hiv il progetto “3S- SAFE SAME SEX”),
l’ Unità mobile prende nuovamente vita e slancio,
ottenendo sempre maggior consenso e attenzione da parte della
comunità omosessuale “di strada”.
Il progetto ha come obiettivo una serie di iniziative volte
ha mantenere viva la percezione del rischio rispetto all’
Hiv e alle altre MTS nella popolazione omosessuale.
L’ Unità mobile, in queste occasioni, ha attivamente
cercato di stabilire un contatto con persone omosessuali offrendo
materiale informativo e counseling in tema di prevenzione
e raccogliendo dati in forma anonima.
Per far questo , il Gruppo utilizza una decina di operatori
, formati attraverso un iniziale corso di formazione specificatamente
rivolto a loro ( grazie anche alla collaborazione con altre
associazioni operanti nel settore) o attraverso corsi interni
all’ Arcigay più generali rivolti alla formazione
di operatori anche di altri Gruppi dell’ associazione.
Le uscite, con cadenza di due giornate settimanali, sono
composte solitamente da tre o quattro operatori che, dalle
ore 22,00 all’1,00 ( solitamente il giovedì e
il sabato), sostano con “l’unità mobile”
nei luoghi all’aperto sia di incontro o batuage omossessuale,
sia in quelli di prostituzione maschile. Ogni ultimo lunedì
del mese ( ma per necessità degli operatori gli incontri
possono essere anticipati o posticipati) infine il Gruppo
si riunisce per programmare le uscite del mese successivo
e per affrontare eventuali problematiche che possono essere
sorte nel mese precedente.
Certamente le difficoltà sono molte; il contatto con
le persone non è sempre facile. Ma rotto ghiaccio,
si scopre un vero e proprio universo parallelo.
Molti prendono volentieri i preservativi, ma sono anche incuriositi
dai vari opuscoli informativi. Altri ancora chiedono chiarimenti,
su dove per esempio è possibile fare il test per l’
HIV gratuitamente. Altri ancora si dimostrano preparatissimi
( non si sa poi se per accellerare il nostro allontanamento
e chiudere la conversazione o perché lo siano effettivamente).
Insomma le difficoltà sono molte ma tutti gli operatori,
tutti volontari, sono pronti a superarle. Tutto questo è
certamente fonte di esperienza personale. Si impara necessariamente
un diverso modo di rapportarsi con il prossimo e di “incontrare”
il prossimo. Ci sono altri luoghi invece, dove per avere più
contatti è necessario un approccio più soft.
Ed è qui che l’attività dei volontari
si fa più importate. Tutti infatti, indipendentemente
dal loro trascorso, sembra che siano poco interessati o addirittura
poco informati sui rischi delle malattie a trasmissione sessuale;
altri ancora sono convinti che sarà il partner che
se desidererà chiederà di usare il preservativo,
salvo poi scoprire inaspettamente che l’ altro ha fatto
il medesimo tipo di ragionamento e quindi nel momento più
delicato si fa finta di nulla.
Ed è proprio qui sul campo che si capisce come è
possibile che, nonostante le massicce campagne di prevenzione
AIDS fatte a livello nazionale e locale, tutte le malattie
a trasmissione sessuale, HIV compreso, stiano negli ultimi
anni crescendo in maniere preoccupante .
E come si fa solitamente quando i soldi sono pochi, si raddoppia
lo sforzo. Ed è per questo motivo che ultimamente,
il Gruppo ha deciso di accostare alle solite uscite “all’
aperto”, anche uscite all’ interno di locali.
Così dopo l’ esperimento pilota con uscite e
banchetti con frequenza settimanale in una nota sauna milanese
il risultato è stato talmente positivo che l’
iniziativa è stata estesa ad altri locali milanesi
con l’impegno, volontari permettendo, di cadenzare le
nostre uscite con maggior frequenza.
Tutto questo sulla convinzione, spesso data da questi anni
di esperienza, che alcuni dei frequentatori dei rinomati locali
gay milanesi, siano poi anche coloro che affollano a sera
inoltrata i luoghi di incontro all’ aperto.
Tutto questo nella convinzione che il contributo nostro e
di coloro che ci vorranno aiutare in futuro, anche se per
il momento piccolo sia un valido aiuto alla prevenzione dell’
AIDS e delle malattie a trasmissione sessuale in un settore
e in un ambiente ,per le ragioni a tutti note, già
fortemente discriminato.
Walter Pigino
(coordinatore del servizio) |
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