| Maternità e
paternità omosessuale: cosa dice la legge in Italia
Le
possibilità per una coppia omosessuale che voglia avere
dei figli sono oggi pressoché nulle.
Soprattutto perché in nessun modo a due persone dello
stesso sesso può essere riconosciuta la patria potestà
sul bambino.
Dobbiamo comunque sempre parlare di genitori singoli. Della
coppia, il genitore non riconosciuto non avrà nessun
diritto sul figlio. Ad esempio se il genitore “ufficiale”
morisse, l’affidamento del minore sarebbe a completa
discrezione del giudice il quale, se di non larghe vedute,
potrebbe strappare il bambino alla famiglia, per affidarlo
a parenti prossimi del defunto.
La legge italiana, appena approvata, non prevede
(cosa potevamo aspettarci?) nessuna possibilità di
inseminazione artificiale per le donne single, ancor
meno se omosessuali.
Una donna o coppia lesbica che desideri
l’inseminazione artificiale, si può recare in Belgio,
dove la maternità o paternità omosessuale è
legalmente riconosciuta.
L’inseminazione artificiale
in Belgio.
Per accedere al trattamento di inseminazione artificiale bisogna
innanzitutto iscriversi ad una lista d’attesa; le donne
più anziane hanno la priorità rispetto alle
più giovani.
Dopo circa 4 mesi si viene contattati dall’ospedale
che fissa un appuntamento per diversi colloqui in un’unica
giornata, e invia una lista di esami da eseguire prima del
primo appuntamento.
Il primo incontro si tiene con uno psicologo che valuta la
coppia candidata all’inseminazione. Si valuta l’equilibrio
psicologico della famiglia in cui nascerà il bambino.
Il suo benessere è di primaria importanza. Il fatto
che la famiglia sia costituita da due donne non rappresenta
un fattore di anormalità, ma viene analizzato come
queste affrontino il rapporto tra la propria omosessualità
a livello personale, sociale, famigliare.
Tutto il personale dell’ospedale accoglie la coppia
omosessuale come una qualsiasi coppia di persone responsabili,
che hanno diritto a soddisfare il proprio desiderio di procreazione.
È fondamentale che la coppia sia convivente e che sia
assolutamente trasparente nei confronti dei genitori e della
famiglia. La reazione negativa delle famiglie non costituisce
però un ostacolo, al contrario lo psicologo fornisce
strumenti per spiegare al bambino il perché di una
eventuale non accettazione da parte dei nonni.
In Belgio le donne singole eterosessuali o lesbiche, non possono
accedere all’inseminazione artificiale: la famiglia
deve comunque essere composta da due adulti e il bambino non
deve venire al mondo per colmare un buco affettivo e creare
una famiglia che ancora non esiste.
Il secondo incontro della giornata si svolge con un ginecologo
che accerta l’idoneità fisica della futura madre,
anche in base ai risultati degli esami fatti in precedenza.
Il terzo colloquio è con un’infermiera specializzata
che spiega tutto il percorso del trattamento.
Costi
Costo preliminare di 150 € circa, pagabili con bonifico
bancario o direttamente in ospedale
Bisogna prepagare 3 inseminazioni per un costo di 900 €,
non recuperabili se tutto funzionasse all a prima. Si paga
anche il materiale medico usato per ogni sessione, circa 100
€
Altre possibilità di pseudo-genitorialità
La legge italiana, in particolare l’art. 2 L.184/83
prevede l’affidamento familiare, che si discosta dall’adozione
per il suo carattere di temporaneità. Un minore che
sia temporaneamente nella condizione di non poter vivere nella
famiglia d’origine, può essere affidato per un
periodo definito, ad una famiglia alternativa.
Anche se una famiglia dove siano presenti altri minori viene
preferita ad altre situazioni, la legge indica come possibili
affidatari anche singoli, famiglie di fatto o comunità
familiari.
Deve essere indicato un periodo presunto di durata dell’affidamento,
ma la legge non ne indica un limite. Una situazione di inidoneità
della famiglia di origine può quindi essere protratta
a discrezione del giudice. Questo può essere quindi
il giusto strumento nelle mani del giudice lungimirante che
si trovasse a gestire la situazione citata nell’esempio
più sopra. Potrebbe il giudice, in caso di premorienza
del genitore, usare l’affidamento per lasciare il minore
al compagno del defunto.
In tutti gli altri casi dubitiamo che un bambino venga dato
in affido ad una coppia di uomini o donne che ne facesse richiesta.
"Un grazie a Renata per
la collaborazione"
Ci
incontriamo ogni primo luned́ del mese, a partire dalle ore 21, presso il CIG di Via Bezzecca, a Milano.
|