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GRUPPO
GENITORI GAY

 
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ARTICOLO SU BABILONIA
di Gennaio 2004
MATERNITA' E PATERNITA' OMOSESSUALE
UN ARTICOLO SU GAP - La mia storia
INTERVISTA A PAOLO GHIARA
intervenuto a Self-Help su Gay.tv

 

 

 

 

 

 
Ci troviamo il primo luned́ feriale di ogni mese, presso il CIG di Via Bezzecca 3, alle 21

Maternità e paternità omosessuale: cosa dice la legge in Italia


Le possibilità per una coppia omosessuale che voglia avere dei figli sono oggi pressoché nulle.
Soprattutto perché in nessun modo a due persone dello stesso sesso può essere riconosciuta la patria potestà sul bambino.
Dobbiamo comunque sempre parlare di genitori singoli. Della coppia, il genitore non riconosciuto non avrà nessun diritto sul figlio. Ad esempio se il genitore “ufficiale” morisse, l’affidamento del minore sarebbe a completa discrezione del giudice il quale, se di non larghe vedute, potrebbe strappare il bambino alla famiglia, per affidarlo a parenti prossimi del defunto.
La legge italiana, appena approvata, non prevede (cosa potevamo aspettarci?) nessuna possibilità di inseminazione artificiale per le donne single, ancor
meno se omosessuali.
Una donna o coppia lesbica che desideri l’inseminazione artificiale, si può recare in Belgio, dove la maternità o paternità omosessuale è legalmente riconosciuta.

L’inseminazione artificiale in Belgio.
Per accedere al trattamento di inseminazione artificiale bisogna innanzitutto iscriversi ad una lista d’attesa; le donne più anziane hanno la priorità rispetto alle più giovani.
Dopo circa 4 mesi si viene contattati dall’ospedale che fissa un appuntamento per diversi colloqui in un’unica giornata, e invia una lista di esami da eseguire prima del primo appuntamento.
Il primo incontro si tiene con uno psicologo che valuta la coppia candidata all’inseminazione. Si valuta l’equilibrio psicologico della famiglia in cui nascerà il bambino. Il suo benessere è di primaria importanza. Il fatto che la famiglia sia costituita da due donne non rappresenta un fattore di anormalità, ma viene analizzato come queste affrontino il rapporto tra la propria omosessualità a livello personale, sociale, famigliare.
Tutto il personale dell’ospedale accoglie la coppia omosessuale come una qualsiasi coppia di persone responsabili, che hanno diritto a soddisfare il proprio desiderio di procreazione.
È fondamentale che la coppia sia convivente e che sia assolutamente trasparente nei confronti dei genitori e della famiglia. La reazione negativa delle famiglie non costituisce però un ostacolo, al contrario lo psicologo fornisce strumenti per spiegare al bambino il perché di una eventuale non accettazione da parte dei nonni.
In Belgio le donne singole eterosessuali o lesbiche, non possono accedere all’inseminazione artificiale: la famiglia deve comunque essere composta da due adulti e il bambino non deve venire al mondo per colmare un buco affettivo e creare una famiglia che ancora non esiste.
Il secondo incontro della giornata si svolge con un ginecologo che accerta l’idoneità fisica della futura madre, anche in base ai risultati degli esami fatti in precedenza.
Il terzo colloquio è con un’infermiera specializzata che spiega tutto il percorso del trattamento.
Costi
Costo preliminare di 150 € circa, pagabili con bonifico bancario o direttamente in ospedale
Bisogna prepagare 3 inseminazioni per un costo di 900 €, non recuperabili se tutto funzionasse all a prima. Si paga anche il materiale medico usato per ogni sessione, circa 100 €

Altre possibilità di pseudo-genitorialità
La legge italiana, in particolare l’art. 2 L.184/83 prevede l’affidamento familiare, che si discosta dall’adozione per il suo carattere di temporaneità. Un minore che sia temporaneamente nella condizione di non poter vivere nella famiglia d’origine, può essere affidato per un periodo definito, ad una famiglia alternativa.
Anche se una famiglia dove siano presenti altri minori viene preferita ad altre situazioni, la legge indica come possibili affidatari anche singoli, famiglie di fatto o comunità familiari.
Deve essere indicato un periodo presunto di durata dell’affidamento, ma la legge non ne indica un limite. Una situazione di inidoneità della famiglia di origine può quindi essere protratta a discrezione del giudice. Questo può essere quindi il giusto strumento nelle mani del giudice lungimirante che si trovasse a gestire la situazione citata nell’esempio più sopra. Potrebbe il giudice, in caso di premorienza del genitore, usare l’affidamento per lasciare il minore al compagno del defunto.
In tutti gli altri casi dubitiamo che un bambino venga dato in affido ad una coppia di uomini o donne che ne facesse richiesta.

"Un grazie a Renata per la collaborazione"


Ci incontriamo ogni primo luned́ del mese,  a partire dalle ore 21, presso il CIG di Via Bezzecca, a Milano.  


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