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Ero sposato da dieci anni e i miei ragazzi
avevano sei e tre anni,
quando
mi resi conto che ero omosessuale e compresi che la mia
vita come marito e padre non aveva più senso ne' futuro.
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Io e Marco stavamo insieme già da otto anni,
quando ci dicemmo che il nostro amore mancava del suo frutto
più bello: un bambino da allevare. Così, grazie all'aiuto
di un'amica un po' matta come noi, è nato Enrico.
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mi sembrava vero che Antonella venisse da un'esperienza
così simile alla mia: divorziata e con due bambini. Questo
ha reso la nostra unione una cosa veramente speciale. Ora
stiamo tutti assieme, i suoi figli ed i miei vanno d'accordo
anche se per lei all'inizio non è stato facile e ce n'è
voluto perché i suoi accettassero che la loro madre amava
una donna.
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Quando conobbi Anna, sentivo che non avrei mai potuto vivere
pienamente la mia vita emotiva, senza essere padre. Pur
senza rinnegare le mie inclinazioni, ho imparato a volerle
bene. Con lei ho raggiunto una grande intesa, c'è complicità
nell'accettare il fatto che, pur amandola, non sono eterosessuale
e lei è l'unica donna di cui mi sia potuto innamorare. Sto
con Anna da tre anni e dalla nostra unione pochi mesi fa
è nata Sara. Non c'è nulla che mi abbia mai dato maggiore
felicità.
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Ho
conosciuto Giuliano nella sede dell'ArciGay. È stato il
classico colpo di fulmine, mi ha subito attratto per la
sua vitalità a simpatia, e poi era anche un sacco carino,
in breve dopo due volte che lo vedevo ero già cotto di lui.
Quando, candidamente, mi disse che era divorziato e che
sua moglie se n'era andata lasciandogli un bambino di sette
anni, sentii come se quel castello da favola che stavo costruendo
su di lui mi crollasse addosso. Io ero gay da sempre, tutto
intento a vivere la mia vita gay, fatta di notti di musica,
di divertimento e di sesso.Come poteva funzionare una storia
con un papà, più preso dalle riunioni a scuola che dai locali
gay, più felice di passare un pomeriggio al cinema a vedere
un cartone animato, che una sera a ballare in discoteca.
Beh, sono passati otto anni e da sette viviamo insieme come
una vera famiglia. Il piccolo Vittorio ormai va al liceo
e a volte ci porta a conoscere qualche fidanzatina. È un
bravo ragazzo ed ha sempre accettato l'omosessualità di
suo padre.
Nell'universo
omosessuale ci siamo anche noi. Per una precedente esperienza
eterosessuale o per una precisa scelta, ci ritroviamo ad
essere genitori e facciamo fronte al solito mondo che se
già accetta poco gli omosessuali, ancor meno vuole comprendere
quelli fra noi che vogliono vivere a pieno diritto la loro
maternità/paternità.
Spesso
una tardiva presa di coscienza della propria omosessualità,
quando ci sono dei figli, è una cosa molto dolorosa.
I
dubbi e le difficoltà che incontriamo nel dirlo ai nostri
ragazzi, spesso ci portano a non riuscire ad essere sinceri
con loro e questo ci pesa.
Presso
il Centro Iniziativa Gay di Milano, è nato il 3G, Gruppo
Genitori Gay, dove
persone che hanno alle spalle esperienze simili a quelle
descritte, si incontrano, si scambiano opinioni, lavorano
per poter essere d'aiuto a chi è all'inizio di questo percorso
di accettazione sia personale che da parte dei nostri
figli.
Ci
incontriamo ogni primo lunedì del mese, a partire dalle ore 21, presso il CIG di Via Bezzecca, a Milano.