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GRUPPO
GENITORI GAY

 
PRESENTAZIONE - I nostri obiettivi
ARTICOLO SU BABILONIA
di Gennaio 2004
MATERNITA' E PATERNITA' OMOSESSUALE
UN ARTICOLO SU GAP - La mia storia
INTERVISTA A PAOLO GHIARA
intervenuto a Self-Help su Gay.tv

 

 

 

 

 

 
Ci troviamo il primo lunedì feriale di ogni mese, presso il CIG di Via Bezzecca 3, alle 21


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Ero sposato da dieci anni e i miei ragazzi avevano sei e tre anni, quando mi resi conto che ero omosessuale e compresi che la mia vita come marito e padre non aveva più senso ne' futuro.   

 


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Io e Marco stavamo insieme già da otto anni, quando ci dicemmo che il nostro amore mancava del suo frutto più bello: un bambino da allevare. Così, grazie all'aiuto di un'amica un po' matta come noi, è nato Enrico.

- Non mi sembrava vero che Antonella venisse da un'esperienza così simile alla mia: divorziata e con due bambini. Questo ha reso la nostra unione una cosa veramente speciale. Ora stiamo tutti assieme, i suoi figli ed i miei vanno d'accordo anche se per lei all'inizio non è stato facile e ce n'è voluto perché i suoi accettassero che la loro madre amava una donna.

-         Quando conobbi Anna, sentivo che non avrei mai potuto vivere pienamente la mia vita emotiva, senza essere padre. Pur senza rinnegare le mie inclinazioni, ho imparato a volerle bene. Con lei ho raggiunto una grande intesa, c'è complicità nell'accettare il fatto che, pur amandola, non sono eterosessuale e lei è l'unica donna di cui mi sia potuto innamorare. Sto con Anna da tre anni e dalla nostra unione pochi mesi fa è nata Sara. Non c'è nulla che mi abbia mai dato maggiore felicità.

-         Ho conosciuto Giuliano nella sede dell'ArciGay. È stato il classico colpo di fulmine, mi ha subito attratto per la sua vitalità a simpatia, e poi era anche un sacco carino, in breve dopo due volte che lo vedevo ero già cotto di lui. Quando, candidamente, mi disse che era divorziato e che sua moglie se n'era andata lasciandogli un bambino di sette anni, sentii come se quel castello da favola che stavo costruendo su di lui mi crollasse addosso. Io ero gay da sempre, tutto intento a vivere la mia vita gay, fatta di notti di musica, di divertimento e di sesso.Come poteva funzionare una storia con un papà, più preso dalle riunioni a scuola che dai locali gay, più felice di passare un pomeriggio al cinema a vedere un cartone animato, che una sera a ballare in discoteca. Beh, sono passati otto anni e da sette viviamo insieme come una vera famiglia. Il piccolo Vittorio ormai va al liceo e a volte ci porta a conoscere qualche fidanzatina. È un bravo ragazzo ed ha sempre accettato l'omosessualità di suo padre.

Nell'universo omosessuale ci siamo anche noi. Per una precedente esperienza eterosessuale o per una precisa scelta, ci ritroviamo ad essere genitori e facciamo fronte al solito mondo che se già accetta poco gli omosessuali, ancor meno vuole comprendere quelli fra noi che vogliono vivere a pieno diritto la loro maternità/paternità.

 Spesso una tardiva presa di coscienza della propria omosessualità, quando ci sono dei figli, è una cosa molto dolorosa.

I dubbi e le difficoltà che incontriamo nel dirlo ai nostri ragazzi, spesso ci portano a non riuscire ad essere sinceri con loro e questo ci pesa.

Presso il Centro Iniziativa Gay di Milano, è nato il 3G, Gruppo Genitori Gay,  dove persone che hanno alle spalle esperienze simili a quelle descritte, si incontrano, si scambiano opinioni, lavorano per poter essere d'aiuto a chi è all'inizio di questo percorso  di accettazione sia personale che da parte dei nostri figli.


Ci incontriamo ogni primo lunedì del mese,  a partire dalle ore 21, presso il CIG di Via Bezzecca, a Milano.
 


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