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OMOSESSUALITA'
E POLITICA

 
I CANDIDATI GAY alle elezoni amministrative del 18 maggio 2003
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I CANDIDATI GAY alle elezioni politiche del 2001
ELEZIONI 2001 - LA SINISTRA e i gay

IL BANNER di Berlusconi su Gay.it (9-5-01)

ELEZIONI 2001 - LA DESTRA candida i gay?
SINDACO DI PARIGI un omosessuale dichiarato: Bertrand Delanoë (18.3.01)
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LA DESTRA E I GAY - Collezione di perle più o meno omofobe (dichiarazioni di politici dopo il world pride 2000)

 

 

 

 

 

 

IL CASO MARIO FORTUNATO

 

Mario Fortunato, uno dei maggiori scrittori contemporanei (vedi scheda "L'amore rimane"), omosessuale dichiarato, è direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra e sembra che il governo Berlusconi abbia intenzione di rimuoverlo perchè non adeguato ai canoni di decenza della nuova maggioranza. E' partita subito, prima in Inghilterra poi anche nel nostro paese, una forte campagna di protesta guidata da vari artisti e personalità del mondo della cultura. L'Onorevole Franco Grillini ha presentato una specifica interrogazione al Ministro ad interim degli Esteri (Berlusconi) sospettando un grave atto di discriminazione e omofobia.

Gli artisti britannici: Mario Fortunato non deve andarsene
NOI - 25.2.02

La battaglia degli artisti britannici per la conferma di Mario Fortunato alla direzione dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra approda sulle pagine di "The Observer". Il domenicale di "The Guardian" dichiara che Fortunato non ha molte possibilità di mantenere la carica, perché "dichiaratamente omosessuale e troppo di sinistra per i gusti di Berlusconi".

Colin Firth, l'attore capofila dei firmatari della lettera comparsa sulla stampa italiana che chiede di non silurare Fortunato, afferma che che "il governo Berlusconi è stato molto franco con lui": "riconoscono che ha fatto un eccellente lavoro, ma lo scenario politico è cambiato e la sua politica non è più in sintonia con quella del governo". Firth rincara la dose commentando la prospettiva di una nuova nomina: "ho paura a pensare chi potrebbero piazzare al suo posto. L'idea di un istituto di cultura sotto Berlusconi è quasi una contraddizione in termini. Ma dovrebbero capire che questa non è una buona cosa né per l'Italia né per Londra".

* * *

Grillini ed altri deputati presentano una interrogazione
Franco Grillini - NOI - 26.2.02

Al Ministro degli Esteri si chiede se risponde a verità che l'addetto culturale a Londra viene esonerato per la sua omosessualità


Al Ministro ad interim per gli Esteri On. Silvio Berlusconi

Premesso che

gli organi di stampa hanno dato notizia un appello di intellettuali, scrittori e artisti britannici al governo italiano nel quale si esprime preoccupazione per la paventata sostituzione di Mario Fortunato alla direzione dell’Istituto di Cultura italiano a Londra;

fra i firmatari, Salman Rushdie, Ian McEwan, Nick Hornby, Michael Nyman, Haneif Kureishi, Harold Pinter;

nell’appello si sottolinea con toni fortemente elogiativi l’eccezionale livello del lavoro svolto da Mario Fortunato, individuando nella sua capacità di conciliare tradizione e modernità e nello suo sforzo di rendere l’Istituto italiano un luogo aperto e vivace dove le voci più innovative del panorama culturale britannico e italiano possono conoscersi e vicendevolmente arricchirsi, i meriti principali del direttore in carica;

in data 24 febbraio è inoltre apparso su “The Observer” un lungo articolo nel quale con grande chiarezza si riportano umori e retroscena della vicenda. Si apprende così che il governo italiano si sarebbe espresso in termini estremamente franchi con lo stesso Fortunato, elogiandone il lavoro, ma avvertendolo che il mutato quadro politico a Roma rende incompatibile la sua permanenza alla direzione dell’Istituto di cultura italiana a Londra. Sempre secondo The Observer, che riporta le opinioni degli illustri sostenitori di Fortunato, egli pagherebbe una doppia discriminazione riconducibile alla sua simpatia per lo schieramento di centro-sinistra e alla sua dichiarata omosessualità;

mancano ancora due anni alla fine del suo mandato di Mario Fortunato e nella storia ormai cinquantennale dell’istituto non è mai accaduto che un direttore fosse sostituito prima della fine del suo mandato;

Si chiede se:

non crede che la sostituzione anticipata di Mario Fortunato alla direzione dell’Istituto culturale italiano privi innanzitutto l’istituto medesimo di energie e competenze di altissimo livello e già felicemente sperimentate; impedisce, inoltre, allo stesso Fortunato di concludere e consolidare un lavoro cominciato due anni fa, e universalmente riconosciuto per il suo alto valore culturale e organizzativo, penalizzando così la stessa presenza dell’Istituto nella vita culturale della città nonché paradossalmente il lavoro del futuro successore;

non crede altresì che la sostituzione anticipata si configura come stravagante precedente nella storia dell’Istituto, a fronte tra l’altro dei risultati estremamente positivi raggiunti da questa stessa direzione, suscitando legittimi sospetti sulle reali motivazioni della sostituzione medesima, non ultime, la sua simpatia per lo schieramento di centrosinistra, nonché la sua dichiarata omosessualità. Se così fosse, si legittimerebbe innanzitutto metodi di nomina che contraddicono correttezza e buon senso, prefigurando un uso strumentale degli istituti inconciliabili con la loro funzione e i loro obiettivi; e si promuoverebbe una discriminazione odiosa contro le persone di orientamento omosessuale, in contrasto con la normativa europea e più in generale con il sentimento comune e diffuso dei cittadini italiani ed europei;

non crede, infine, che la mobilitazione di artisti e intellettuali britannici così significativi, non politicamente riconducibili ad alcuno schieramento o area politico-culturale, meriti particolare attenzione, pena l’addensarsi sul nostro istituto di nuovi e consolidati scetticismi, nonché il crearsi un più generale danno per l’immagine del nostro paese e delle sue istituzioni.

* * *

Lettera di Laura Betti al N.10 di Downing street, 28.2.02

Dear Mr. Blair, leggo sul "Corriere della sera" che Mario Fortunato, uno dei pochi notevoli scrittori italiani, dopo essere diventato direttore dell'Istituto di cultura italiana di Londra - con viva soddisfazione di chiunque ami pensare e, quindi, esistere - sia oggi caduto in disgrazia e sia stato "pregato" dal signor Berlusconi di andarsene prima della scadenza del mandato. Stando al "Corriere della sera" il motivo sarebbe semplice: "omosessualità".
Nella notte della tolleranza del nostro regime politico, supportata dalla consueta filosofia del tanga che sembra proteggere molti, ma che ci ha francamente stancato, vorrei capire se lei Mr Blair ha così tanta paura della solitudine, della mancanza improvvisa di passeggiatine e pacche sulla spalla col nostro presidente del consiglio, da accettare senza proferir verbo una simile pressione contro Mario Fortunato pur di cacciare dall'orizzonte dei rapporti bilaterali l'ombra di Oscar Wilde (che, invece, a noi è sempre piaciuto tanto).

Laura Betti, Roma

 


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