Mario
Fortunato, uno dei maggiori scrittori contemporanei (vedi
scheda "L'amore rimane"), omosessuale dichiarato,
è direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Londra e sembra
che il governo Berlusconi abbia intenzione di rimuoverlo perchè
non adeguato ai canoni di decenza della nuova maggioranza.
E' partita subito, prima in Inghilterra poi anche nel nostro
paese, una forte campagna di protesta guidata da vari artisti
e personalità del mondo della cultura. L'Onorevole Franco
Grillini ha presentato una specifica interrogazione al Ministro
ad interim degli Esteri (Berlusconi) sospettando un grave
atto di discriminazione e omofobia.
Gli artisti britannici: Mario Fortunato non deve
andarsene
NOI - 25.2.02
La battaglia degli artisti britannici per la conferma di Mario
Fortunato alla direzione dell'Istituto Italiano di Cultura
a Londra approda sulle pagine di "The Observer".
Il domenicale di "The Guardian" dichiara che Fortunato
non ha molte possibilità di mantenere la carica, perché
"dichiaratamente omosessuale e troppo di sinistra per
i gusti di Berlusconi".
Colin Firth, l'attore capofila dei firmatari della lettera
comparsa sulla stampa italiana che chiede di non silurare
Fortunato, afferma che che "il governo Berlusconi è
stato molto franco con lui": "riconoscono che ha
fatto un eccellente lavoro, ma lo scenario politico è
cambiato e la sua politica non è più in sintonia
con quella del governo". Firth rincara la dose commentando
la prospettiva di una nuova nomina: "ho paura a pensare
chi potrebbero piazzare al suo posto. L'idea di un istituto
di cultura sotto Berlusconi è quasi una contraddizione
in termini. Ma dovrebbero capire che questa non è una
buona cosa né per l'Italia né per Londra".
* * *
Grillini ed altri deputati presentano una interrogazione
Franco Grillini - NOI - 26.2.02
Al Ministro degli Esteri si chiede se risponde a verità
che l'addetto culturale a Londra viene esonerato per la sua
omosessualità
Al Ministro ad interim per gli Esteri On. Silvio Berlusconi
Premesso che
gli organi di stampa hanno dato notizia un appello di intellettuali,
scrittori e artisti britannici al governo italiano nel quale
si esprime preoccupazione per la paventata sostituzione di
Mario Fortunato alla direzione dell’Istituto di Cultura
italiano a Londra;
fra i firmatari, Salman Rushdie, Ian McEwan, Nick Hornby,
Michael Nyman, Haneif Kureishi, Harold Pinter;
nell’appello si sottolinea con toni fortemente elogiativi
l’eccezionale livello del lavoro svolto da Mario Fortunato,
individuando nella sua capacità di conciliare tradizione
e modernità e nello suo sforzo di rendere l’Istituto
italiano un luogo aperto e vivace dove le voci più
innovative del panorama culturale britannico e italiano possono
conoscersi e vicendevolmente arricchirsi, i meriti principali
del direttore in carica;
in data 24 febbraio è inoltre apparso su “The
Observer” un lungo articolo nel quale con grande chiarezza
si riportano umori e retroscena della vicenda. Si apprende
così che il governo italiano si sarebbe espresso in
termini estremamente franchi con lo stesso Fortunato, elogiandone
il lavoro, ma avvertendolo che il mutato quadro politico a
Roma rende incompatibile la sua permanenza alla direzione
dell’Istituto di cultura italiana a Londra. Sempre secondo
The Observer, che riporta le opinioni degli illustri sostenitori
di Fortunato, egli pagherebbe una doppia discriminazione riconducibile
alla sua simpatia per lo schieramento di centro-sinistra e
alla sua dichiarata omosessualità;
mancano ancora due anni alla fine del suo mandato di Mario
Fortunato e nella storia ormai cinquantennale dell’istituto
non è mai accaduto che un direttore fosse sostituito
prima della fine del suo mandato;
Si chiede se:
non crede che la sostituzione anticipata di Mario Fortunato
alla direzione dell’Istituto culturale italiano privi
innanzitutto l’istituto medesimo di energie e competenze
di altissimo livello e già felicemente sperimentate;
impedisce, inoltre, allo stesso Fortunato di concludere e
consolidare un lavoro cominciato due anni fa, e universalmente
riconosciuto per il suo alto valore culturale e organizzativo,
penalizzando così la stessa presenza dell’Istituto
nella vita culturale della città nonché paradossalmente
il lavoro del futuro successore;
non crede altresì che la sostituzione anticipata si
configura come stravagante precedente nella storia dell’Istituto,
a fronte tra l’altro dei risultati estremamente positivi
raggiunti da questa stessa direzione, suscitando legittimi
sospetti sulle reali motivazioni della sostituzione medesima,
non ultime, la sua simpatia per lo schieramento di centrosinistra,
nonché la sua dichiarata omosessualità. Se così
fosse, si legittimerebbe innanzitutto metodi di nomina che
contraddicono correttezza e buon senso, prefigurando un uso
strumentale degli istituti inconciliabili con la loro funzione
e i loro obiettivi; e si promuoverebbe una discriminazione
odiosa contro le persone di orientamento omosessuale, in contrasto
con la normativa europea e più in generale con il sentimento
comune e diffuso dei cittadini italiani ed europei;
non crede, infine, che la mobilitazione di artisti e intellettuali
britannici così significativi, non politicamente riconducibili
ad alcuno schieramento o area politico-culturale, meriti particolare
attenzione, pena l’addensarsi sul nostro istituto di
nuovi e consolidati scetticismi, nonché il crearsi
un più generale danno per l’immagine del nostro
paese e delle sue istituzioni.
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Lettera di Laura Betti al N.10 di
Downing street, 28.2.02
Dear Mr. Blair, leggo sul "Corriere
della sera" che Mario Fortunato, uno dei pochi notevoli
scrittori italiani, dopo essere diventato direttore dell'Istituto
di cultura italiana di Londra - con viva soddisfazione di
chiunque ami pensare e, quindi, esistere - sia oggi caduto
in disgrazia e sia stato "pregato" dal signor Berlusconi
di andarsene prima della scadenza del mandato. Stando al "Corriere
della sera" il motivo sarebbe semplice: "omosessualità".
Nella notte della tolleranza del nostro regime politico, supportata
dalla consueta filosofia del tanga che sembra proteggere molti,
ma che ci ha francamente stancato, vorrei capire se lei Mr
Blair ha così tanta paura della solitudine, della mancanza
improvvisa di passeggiatine e pacche sulla spalla col nostro
presidente del consiglio, da accettare senza proferir verbo
una simile pressione contro Mario Fortunato pur di cacciare
dall'orizzonte dei rapporti bilaterali l'ombra di Oscar Wilde
(che, invece, a noi è sempre piaciuto tanto).
Laura Betti, Roma
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