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OMOSESSUALITA'
E POLITICA

 
I CANDIDATI GAY alle elezoni amministrative del 18 maggio 2003
LA TRATTATIVA di Arcobaleno Milano col Comune di milano
MARIO FORTUNATO - Un caso di discriminazione politica (20.2.02)
GAY E GLOBALIZZAZIONE -Il CIG aderisce alla manifestazione di Genova del Social Forum (21.7.01)
ELEZIONI 2001 - IL CIG Arcigay Milano incontra il Comitato Rutelli
I CANDIDATI GAY alle elezioni politiche del 2001
ELEZIONI 2001 - LA SINISTRA e i gay

IL BANNER di Berlusconi su Gay.it (9-5-01)

ELEZIONI 2001 - LA DESTRA candida i gay?
SINDACO DI PARIGI un omosessuale dichiarato: Bertrand Delanoë (18.3.01)
LA REGIONE LOMBARDIA boccia il Festival del Cinema Gaylesbico di Milano (20.9.00)
LA DESTRA E I GAY - Collezione di perle più o meno omofobe (dichiarazioni di politici dopo il world pride 2000)

 

 

 

 

 

 


VERSOLE ELEZIONI 2001
La Destra candida i gay?

Un gay per An. Donna Assunta Almirante espone una filosofia della vita liberale e anti-bigotta  
da Il Foglio del 29.03.01

Elezionie gay. Oliari, Gaylib, scrive una lettera aperta a Fini  
da Gay.it del 28.03.01

«Un candidato sindaco gay in Italia avrebbe problemi» 
di R.Bru. da Il Corriere della Sera del 24.03.01

Roma. Enrico Oliari è pronto.  Le scivolate di Fini. La Mussolini non è ipocrita. Le clausole di Storace
da Il Foglio del 23.03.01

Missino, fece votare il no all'antisemitismo. Ora e' per eleggere un gay in An La proposta di Palmesano 
da Il Foglio del 21 marzo 2001 

DESTRA E GAY. UTOPIA O REALTA'? Intervista esclusiva a Enrico Oliari di Gaylib: "La destra omofoba non si rende conto che gli italiani sono cambiati" 
di Giacomo Leso 08-MAR-2001


Un gay per An. Donna Assunta Almirante espone una filosofia della vita liberale e anti-bigotta 
da Il Foglio del 29.03.01

Roma. Donna Assunta Stramandinoli, vedova Almirante, si diverte e non si scandalizza. A lei, che per decenni è stata al fianco di Giorgio – un mito, più che un segretario, per il mondo missino – l’idea di militanti gay all’ombra della Fiamma (pur l’attuale rimpicciolita che, notò qualche anno fa, “sembra quella della Pibigas”) non procura alcun problema. Anzi, “diciamoci pure la verità: hanno tanto più buon gusto di certi cafoni eterosessuali”. Né, da donna di spirito, si offende se qualcuno le fa notare che con i suoi anni gagliardamente portati, le sue pettinature perfette, i suoi gioielli che brillano e i suoi tailleur colorati, potrebbe essere quasi un’icona per i gay di destra. “E perché dovrei offendermi? Io posso dire solo bene di quelle persone, ne conosco e ne apprezzo molte”. Si confidano con lei? “Me lo dicono loro, mica glielo vado a chiedere io. Non mi metterei mai a fare dissertazioni sulla vita privata di qualcuno, per la quale non provo interesse”. Intanto, di sicuro donna Assunta è un’icona per An: gira sezioni da una parte all’altra della penisola, vede militanti che applaudono lei ricordando ancora Giorgio, partecipa in prima fila a tutte le manifestazioni, “adesso devo organizzare qualche iniziativa per alcuni nostri candidati”. Non si è chiusa nella bella casa di via Archimede, non si nega il piacere di dire la sua se glielo chiedono. Sorride quando sente parlare di un gay candidato nel partito come rappresentante dei gay (come ha proposto Enzo Palmesano avanzando il nome di Enrico Oliari), “ho grande rispetto per il modo di fare e per le scelte di ogni persona. Le istituzioni e i partiti si regolano come credono, ma il rispetto io ce l’ho”. Saggiamente, ha una convinzione: “Anche dicendo di no, noi non siamo in grado di condizionare la vita di un individuo”. C’era molta tolleranza nel Msi, verso gli omosessuali, come ricordano alcuni degli attuali dirigenti di An? “Mah, la verità è che non si parlava di queste cose. Ma le ripeto: per me le scelte sessuali di una persona sono indifferenti, mi limito a rispettare la vita privata, a non intromettermi perché non sono affari miei”. Però, aggiunge, “vivendo molto dentro il nostro mondo e conoscendo mol-issime di queste persone, debbo riconoscere che sono tutti estremamente garbati e gentili. Io non amo l’ostentazione – e questo ovviamente vale per chiunque, donne e uomini – ma francamente non ne vedo moltissima: non riuscirei a distinguere uno di loro da un eterosessuale, ad individuarlo all’interno di un gruppo. Poi sa, mica esistono dei certificati che dicono: questo qui è fatto così e non così. E in ogni modo sono assolutamente contraria a mettere da parte qualcuno”. Un lungo amore, e difficile Vera e propria Imperatrice Madre della Fiamma che fu e della Fiammella che c’è, nelle riflessioni di donna Assunta hanno certo un peso anche le vicende passate, il lungo e all’inizio difficile amore con Giorgio Almirante, la sua precedente condizione di vedova, “ho sempre presente il mio passato di donna, il tempo in cui dovevo andare avanti con i gomiti. Ho cercato sempre di realizzarmi una vita mia, anche senza credere nel femminismo”. E figurarsi se oggi, dunque, si fa impressionare dalla possibilità di un gay candidato, “se credono lo facciano pure, ci sono tanti uomini intelligenti tra di loro, magari condizionati dalla natura ma che in nessun modo vanno tenuti in isolamento come appestati. Sarebbe incivi-le un atteggiamento del genere. Gliel’ho detto: succede di ricevere a volte, proprio da loro, lezioni di buon gusto, una cosa che a me sta molto a cuore”. Ricorda bene quella sera che Fini, al Maurizio Costanzo Show, fece la famosa uscita sui gay che non potevano fare i maestri. Con pazienza, donna Assunta spiega: “La mia impressione è che a Gianfranco quella cosa l’abbiano fatta dire. Lui è prudente, molto attento e misurato, lo conosco bene da tanti anni e certe uscite non sono nella sua natura. Quella sera evidentemente lo hanno provocato e lui ha reagito come abbiamo visto”. La saggezza porta donna Assunta a diffidare della paura, “con la paura non si realizza niente”, e a negarsi ogni intenzione “di andare a cercare nell’animo della gente, perché quello che c’è appartiene solo a noi stessi”. Non ha immagini torbide degli omosessuali nella sua memoria, “anzi, spesso sono non solo divertenti, ma anche capaci”, mai ha giudicato, dice, la scelta di uno di loro, “potrei dirmi quasi indifferente, mi piacciono le persone per quello che sono, mica per ciò che fanno in privato”. Donna meri-dionale, che è stata orgogliosamente missina, che ricorda Fini giovanotto quando frequentava Almirante, ride tranquillamente di ciò che imbarazza anche diversi ex camerati più giovani. C’è del bigottismo, probabilmente, da qualche parte su questa fac-cenda dei gay. Ma a sorpresa, se qualcuno si aspetta di trovarlo anche nel salotto di donna Assunta resterà deluso. “Il bigottismo non mi piace, conclude, ho sempre paura di quelli che sono bigotti. Quelli che si battono il petto non mi danno garanzie, non mi fido”. E, icona tra le icone, leggera e colorata, si prepara alla campagna elettorale. 

Elezionie gay. Oliari, Gaylib, scrive una lettera aperta a Fini

Caro Presidente,

è stata proposta dalle anime autenticamente liberali del centrodestra l’idea della mia candidatura alla Camera dei Deputati, una scelta che, a quanto ha dimostrato, La vede profondamente contrario. Riservare a me, omosessuale dichiarato, un collegio e, come chiede Enzo Palmesano dell’Assemblea nazionale, addirittura un “collegio blindato”, sembra essere ai Suoi occhi una cosa improponibile. Ha pure dimostrato di non tenere nella benché minima considerazione i consigli del lungimirante Giuliano Ferrara, il quale La invita a dare un segnale di vera apertura al tema dei diritti civili e soprattutto a ridare alla Destra italiana quell’immagine di partito attento a chi è discriminato ed alle minoranze, come lo volle Giorgio Almirante.

Il riciclaggio in AN di certi esponenti della vecchia DC, con il relativo carico di cultura bigotta e sessuofobica, mi fa pensare ad una svendita del patrimonio ideale del nostro partito nel tentativo di assicurarsi il maggior numero possibile dei voti delle parrocchie, che, con scarso rispetto, vengono evidentemente ridotte a covo di radicalismo omofobico. Francamente non so quanto possa pagare il mettere da parte quei sublimi valori improntati sulla liberà che sono usciti dal Congresso di Fiuggi.

In tutta Europa hanno capito l’importanza di presentarsi preparati ai temi centrali della nuova era a cui andiamo incontro, e cioè le libertà individuali, la piena uguaglianza di tutti i cittadini e le pari opportunità di accesso agli istituti giuridici.

Eppure il nostro partito, in questa campagna elettorale, punta tutto sul tradizionalismo e sul più duro conservatorismo e mi chiedo se veramente AN non rischi di diventare una democrazia cristiana di Destra. Persino la formazione di centrosinistra, che in cinque anni di Governo non ha dato nulla alla comunità omosessuale Italiana, ha scelto di dare un chiaro segnale candidando Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay e da sempre impegnato nella mia stessa lotta.

Attenzione, quindi, perché in un’Europa che vede molti stati membri portare avanti i diritti civili delle minoranze sessuali (tre milioni di persone in Italia!), dove Portogallo e Germania hanno superato di gran lunga l’Italia e dove il parigino Delanoe ha trionfato, Alleanza Nazionale sembra proporre una ricetta troppo antica e di atavica memoria.

La mia candidatura non sarebbe la candidatura di un omosessuale soltanto, ma quella di una persona da anni in prima linea nella lotta per i diritti civili e non è mio costume, mi creda, sbandierare il mio orientamento sessuale per impormi sulla scena politica. E neppure nessuno si sogna di mettere in discussione il matrimonio fra uomo e donna o di pretendere le adozioni di minori, o addirittura, come dichiarano certi esponenti di Forza Nuova, causare l’estinzione della specie.

Tuttavia se Alleanza Nazionale è veramente quella Destra moderna e moderata, se a Fiuggi non si è andati solo per i bagni medicali e se nel nostro partito è rimasto ancora qualcosa di laico, io, omosessuale di AN in lotta per i diritti civili della più grande minoranza del Paese, la invito a prendere in considerazione la proposta della mia candidatura.
Enrico Oliari  http://www.oliari.com

«Un candidato sindaco gay in Italia avrebbe problemi» di R.Bru. da Il Corriere della Sera del 24.03.01

MILANO - Un sindaco gay dichiarato? Nessun problema, dice Gianfranco Fini, ma in Francia, non in Italia. Il leader di An, durante un filo diretto ai microfoni di Radio 24 , interviene sul dibattito in corso, anche dentro An, sulle candidature di omosessuali. Fini osserva di non aver trovato «nulla di male» nell’elezione a sindaco di Parigi di Bertrand Delanoë, politico socialista che ha pubblicamente dichiarato la sua omosessualità. «Ma credo - aggiunge il presidente di Alleanza nazionale - che in Italia un candidato gay avrebbe qualche problema». Il motivo risiederebbe nell’ostilità dell’elettorato. «Un gay - spiega - avrebbe problemi con i cittadini che di fronte a un’ostentata preferenza sessuale del candidato potrebbe dire: perché dovrei votarlo?». Fini non dà invece una risposta al collega di partito Enzo Palmesano, distintosi in passato per aver chiesto una condanna esplicita dell’antisemitismo, che nei giorni scorsi ha proposto la candidatura di Enrico Oliari, presidente di Gay-Lib, l’associazione che raccoglie gli omosessuali del centrodestra. «Potrebbe essere il nostro Delanoë», si è augurato Palmesano. Una causa che è stata sposata dal Foglio di Giuliano Ferrara, il quale ha lanciato un vero e proprio appello anche dalle colonne di Panorama . «Che serve - ha scritto rivolgendosi a Fini - aver "lasciato la casa del padre" con dignità, come voi avete fatto? A che serve la rottura di anni con le destre europee dell’intolleranza e del fanatismo nostalgico? Che senso ha la tentazione della modernità, se poi uno se ne resta crucciato a spupazzare i suoi pregiudizi?». Intanto anche nei Ds non è stata ancora presa una decisione ufficiale sulla candidatura in Emilia del fondatore dell’Arcigay, Franco Grillini.

Roma. Enrico Oliari è pronto. 
da Il Foglio del 23.03.01

L’invocato candidato gay, che potrebbe miracolosamente fare di An un partito libertario, basta volerlo e scende in campo. Il presidente di Gaylib – omosessuali organizzati di centrodestra, postmissini e forzisti e leghisti, “siamo virili, non siamo checche” – è un infermiere di 31 anni di Bolzano, iscritto dai tempi del Msi, “e posso garantire che non sono l’unico, ce ne sono tanti nel partito”. La bizzarria di fare il gay tra i postfascisti da anni in molti gliela fanno notare, ma lui non si scompone, “i gay a destra sono tanti quanto a sinistra”, e siccome mal comune fa mezzo gaudio, “a destra i gay vivono in mezzo all’omofobia e al bigottismo, a sinistra vivono in mezzo all’immobilismo e all’ipocrisia”. Una volta Oliari fu pure cacciato dal partito, “e fui riammesso proprio grazie a Fini e ad Alessandra Mussolini”, né vuole dimenticare Giorgio Holzmann, “che mi ha sempre sostenuto a livello locale, opponendosi agli eventuali colpi che potevo ricevere”. Se non fosse un gay dichiarato, insomma, sarebbe quasi il candidato ideale, dato che “l’orientamento sessuale è uno dei dati della nostra vita, ma poi c’è la disoccupazione, la sicurezza nelle città, l’immigrazione clandestina, e su questi problemi sento più vicine le soluzioni politiche del centrodestra”. Belle e sentite parole, ma un gay che organizza gay, a destra nientemeno. Vero che Fini aveva parlato di maestri e non di deputati, ma neanche bisogna troppo allargarsi. Oliari ride: “Il presidente del partito ogni tanto scivola su una buccia di finocchio”. Lui vorrebbe An più aperta, “le posizioni omofobiche di certi dirigenti sono dovute più a ignoranza che ad altro”, e a volte “sembra di stare in una Dc di destra”, gli piacerebbe “meno bigottismo e meno clericalismo”, senza sentire “scambiare l’omosessualità col vizio, con la perversione e con la pedofilia”. Aspetta e spera (ma senza esagerare), Oliari, e non dispera. Anzi, ricorda ancora con un certo piacere “una discussione con quelli di Forza Nuova, non eravamo d’accordo su niente, però c’erano certe belle mascelle romane!”, dissenso politico e apprezzamento estetico. Del resto, pure a sinistra i diesse fanno storie per candidare il suo amico Franco Grillini, leader dell’Arcigay (di cui Oliari è pure stato dirigente, bipolarismo perfetto e perfetta identica paura di trovargli un posticino in lista). Buontempo e le regole della politica Fini, al momento, sulla faccenda tace, “ma quando ha parlato dei gay non è scivolato su bucce di alcun genere, ha ben meditato”, tengono a precisare i suoi. “I gay non devono stare né sopra un piedistallo né sotto”, filosofeggia Teodoro Buontempo. Er Pecora di An la vede così: “Le persone sono capaci o incapaci, chi fa politica con amore e chi per arricchirsi. Ogni altra differenza è fuori luogo”. Anche perché nel Msi, assicurano quelli che c’erano e ci sono oggi, ma in An, nessuno è mai stato discriminato, “c’era una nostra senatrice che viveva tranquillamente con la sua donna”. Per Ignazio La Russa “la discriminazione è mettere in lista uno solo perché gay, negli anni Settanta abbiamo avuto candidati e dirigenti omosessuali senza alcun problema, erano solo capaci e bravi camerati”. Ad esempio, “il segretario della sezione più ‘calda’ di Milano di quegli anni era un signore di cinquant’anni, farmacista e gay evidente, soprannominato Robiolina, amatissimo dai nostri attivisti più duri”. Nessun problema, “noi sapevamo e loro sapevano che sapevamo”, ma un gay in lista in quanto gay “discrimina e basta”. Alessandra Mussolini anni fa diede un’intervista a Babilonia, mensile degli omosessuali, in loro difesa. “E’ normale avere questa sensibilità, anormale è chi non ha questi sentimenti”, dice oggi. Il gay in lista? “Ma perché, non ci sono già? Inutile chiudere gli occhi su una realtà che esiste. Contestai anche Fini quando fece la sua uscita sui maestri: delle volte la violenza è maggiore tra gli eterosessuali”. Francesco Storace ha una posizione, come dire?, più classica. “Se un gay vuole candidarsi la sua condizione non deve impedirgli questo diritto”, annuncia. Poi aggiunge: “E’ sufficiente che sottoscriva il programma in cui si ribadisce che la famiglia è quella naturale, secondo Santa Madre Costituzione fondata sul matrimonio. E che inoltre sottoscriva un progetto secondo cui possiamo mettere le tasse ai cittadini per mantenere i figli di famiglie povere e non per pagare il vizio”. Conclusione: “Non ha senso proporre la candidatura di un gay in questa maniera, a meno che non si voglia candidare un esibizionista”. A due omosessuali diessini che abbandonavano il partito titubante, proprio Oliari propose pubblicamente di restare, “incazzatevi con certe posizioni di Rutelli con la stessa energia con cui io mi incazzo con quelle di Fini”. Sarà, probabilmente, incazzatura continua. 

 Missino, fece votare il no all'antisemitismo. Ora e' per eleggere un gay in An La proposta di Palmesano da Il Foglio del 21 marzo 2001 

Roma. E se (mentre sulla faccenda l'Ulivo, nientemeno intimorito da Pierluigi Castagnetti, tartaglia fugge e sabglia) fossero proprio i postfascisti a prendere un loro gay e a spedirlo in Parlamento? Che colpo d'immagine (e che colpo per Francesco Storace, che lietamente l'altro giorno si e' rimesso a fare ipotesi sui giovanili rapporti tra Marco Pannella e Francesco Rutelli). Ad avanzare la proposta, con tanto di nome del possibile candidato, Enrico Oliari, e' stato ieri Enzo Palmesano. E' uno strano tipo, Palmesano: ex capo delle pagine politiche del Secolo D'Italia ed ex direttore responsabile del Roma, da quattro anni fa il disoccupato nel suo paese di Pignataro Maggiore e, nelle rare volte che se ne presenta l'occasione, il membro dell'Assemblea nazionale di An. Meglio dirlo subito: e' cattolico e non e' gay, anche se ha sfilato nel corteo del Gay pride ("possiamo averne uno anche noi", equivoco' a quel tempo Gustavo Selva). Lui Oliari lo vorrebbe in Parlamento "come forte segnale dell'impegno di An in difesa dei diritti delle persone omosessuali", e in perfetto e tollerante stile bipartisan aggiunge di "non riuscire a capire perche' nel centrosinistra fanno storie su Franco Grillini, persona di notevolissima intelligenza". Ovviamente, a quelli di An non passa neanche per l'anticamera del cervello di dargli retta, ma lui, missino dal '72, virilmente ne' arretra ne' cede. Sospira e ricorda: "Nel Movimento sociale stavamo sempre con i piu' deboli, poi dopo la sacrosanta svolta di Fiuggi sono arrivati tutti quei vecchi arnesi dc, praticanti dell'omofobia e della sessuofobia". Al calore della vecchia fiamma le passioni, garantisce, porevano essere ben piu' eterodosse di quelle in vigore nella governativa di An. E infatti tra i vecchi missini c'e' chi ricorda quel primo cinema gay a Milano "aperto da due camerati che stavano insieme", il mito di Gabriele D'Annunzio con i virili legionari a Fiume, i camerati femminielli di Napoli. E quando Gianfranco Fini annuncio' che non era bene far fare i maestri ai gay, la migliore battuta fu quella di un assessore regionale ai gia' convinti postfascisti: "Non facciamo scherzi: il presidente ha detto maestri, mica assessori". Racconta Palmesano dal suo esilio di Pignataro Maggiore: "Il vecchio missino, con tutte le sue nostalgie, anche se puo' sembrare strano per istinto stava piu' con l'indifeso, col gay piuttosto che con chi discrimina. Il massimo che poteva capitare era la battuta cretina, sempre meglio del silenzio di adesso". Ebbe il suo momento di gloria, l'ex redattore del Secolo, quando al congresso di Fiuggi presento' un emendamento sull'antisemitismo, "che venne approvato il 27 gennaio, il giorno in cui venivano abbattuti i cancelli di Auschwitz", ma da tempo a via della Scrofa e' difficile trovare qualcuno che lo veda di buon occhio. Per esempio, se uno chiede un'opinione sulla candidatura di un gay a destra, Maurizio Gasparri la mette cosi': "Palmesano l'ho protetto per tutta la vita, ma desso neanche voglio sapere cosa propone. Sono contrario a scatola chiusa. Ogni tanto lui e Lerner pretendo di insegnarci cosa fare".

Le proteste di Fiori, Selva e Pedrizzi "Un vecchio missino e' comunque sempre meglio di tanta democristianeria arrivata poi, il cui prototipo e' Selva, e di tanti integralisti cattolici come Alfredo Mantovano, che contano ormai tanissimo", continua Palmesano. "Quando sento qualcuno di An, il partito per il quale votero', mi viene la tentazione di controllare se il passaporto e' a posto". E a occhio e croce, se per Grillini sara' dura, per Oliari, presidente del Gay-Lib, candidato ideale del tollerante Palmesano, sara' durissima. Ecco Publio Fiori, dc di rango oggi con fini: "I diritti degli omosessuali li sappiamo difendere benissimo noi parlamentari, non ne dobbiamo eleggere per forza uno. Senno' poi tocca ai tranvieri e alle casalinghe e magari ai transessuali. Questo e' il ritorno del corporativismo". E il citatissimo (da Palmesano) Gustavo Selva: "Niente discriminazioni, ma ho riserve a esibire un candidato in quanto gay. Non mi pare l'offerta migliore da dare ai nostri giovani". E Riccardo Pedrizzi, che segue le sorti dell'italica famiglia per conto di Fini: "Guai se dovessimo candidarne uno perche', allora, bisogna candidare quell'altro solo perche' stallone". Palmesano non ci crede e non ci sta: "Se il partito ha paura dei diritti, anche Fini risultera' un leader dimezzato". Ma a lui chi glielo fa fare? "Negli anni Settanta prendevo le botte perche' missino, volevo cambiare il mondo, e adesso accetto una discriminazione?". 

DESTRA E GAY. UTOPIA O REALTA'? Intervista esclusiva a Enrico Oliari di Gaylib: "La destra omofoba non si rende conto che gli italiani sono cambiati" di Giacomo Leso 08-MAR-2001

"Destra e sinistra per me uguali sono. Da bocciare. La sinistra in 5 anni per i gay non ha fatto nulla, la destra continua a odiarci perché non ci conosce". Enrico Oliari, 30 anni, infermiere, presidente nazionale di "GayLib" l'associazione dei gay liberali e militante di Alleanza Nazionale è un fiume in piena. "Questa destra non è più la destra di Fiuggi" dice "dopo quella svolta viaggiava verso il liberalismo, ora invece torna indietro e si prostra davanti al Papa-Ré. Per stare al passo con Forza Italia, Alleanza Nazionale ha modificato la sua linea dal nazional-liberalismo al catto-fascismo". E poi, i diritti civili dei gay? "La destra prende tempo sebbene sia chiaro che prima o poi anche l'Italia deve fare qualcosa. La gente ci rispetta. È disposta a riconoscerci matrimonio o unioni civili. Cosa aspettiamo?". Arcigay? "I gay devono parlare tutti la stessa lingua. Per contare dobbiamo unirci in un'associazione delle associazioni". Intervista esclusiva.

Enrico Oliari, ci possiamo dare del tu? Non ti pare un'utopia fare quello che fai? Presidente di una associazione gay che si riconosce nella destra...

Mi piacciono gli utopisti. Le persone con le idee. La nostra è una lotta senza fine. Lottiamo, quando rimproveriamo agli stessi esponenti della Casa delle Libertà le loro uscite illiberali e forcaiole e lottiamo anche quando accusiamo il centrosinistra di immobilismo e di tradimento nei confronti della comunità gay italiana.

Ma secondo te un gay può votare degli omofobi impenitenti quali Bossi o Fini? Il primo non perde occasioni per dire no ai diritti delle coppie gay, il secondo qualche tempo fa ha sostenuto che non vi debbono essere maestri gay nelle scuole. Sono cose che un gay non può perdonare...

No, ma ritengo che un cittadino non debba essere liberale, comunista o fascista a seconda del proprio orientamento sessuale. I diritti dei gay sono cose importantissime, ma vi sono altri temi che riguardano la vita sociale, come il federalismo, i valori storici, la politica estera, l'economia... Ecco, per altri temi ognuno può rifarsi a diverse aree politiche, e sarebbe riduttivo ritenere che egli debba rinunciare a tutto il resto ed abbracciare teorie contrapposte alle sue idee, solo per il fatto che taluni, solo a chiacchiere, sostengono di portare avanti i diritti e gli interessi degli omosessuali italiani.

Vabbé, però, una cosa è predicare bene e razzolare male come ha fatto il centro sinistra in questi cinque anni, un'altra cosa è attaccare i gay. E opporsi a diritti che sono loro riconosciuti (sottolineo riconosciuti e non concessi dall'alto) in sempre maggiori paesi europei... Anche il Portogallo si sta muovendo... E la puritana Inghilterra...

Certo, il problema è che i gay italiani sono soli. Costretti a fare a pugni, svendendosi a partiti che dimostrano, coi fatti, di non avere interesse alla liberazione gay. Io scommetto una cosa: la Destra odia i gay perché non li conosce. A volte ci sono di quelle uscite che più che farmi arrabbiare, mi fanno scompisciare dalle risate. Come quella di Fini sui maestri gay di cui parlavi prima. Non ci ho messo nemmeno un secondo ad attaccarlo duramente sul Corriere della Sera. Ma ci pensi, con che politica mi devo confrontare?

Sì che ci penso, la tua è un'avventura stoica. E la conduci con un fervore ammirabile. Anche perché il percorso che fai è minato...

Certo è il fatto che, come c'è Sinistra e Sinistra, c'è anche Destra e Destra. La destra attuale non è più la destra di Fiuggi. Quella svolta aveva rappresentato un avvio verso il liberalismo, tant'è vero che era una Destra che piaceva e convinceva e che, come tale, aveva raccolto una barca di consensi. Arriva il Giubileo ed i partiti si attaccano alle tonache dei cardinali. Tutti, persino i Radicali che chiedono l'abolizione dello Stato Vaticano, si inchinano davanti al Santo Padre. Pannella gli porta persino un regalo... E quindi la Destra, conservatrice per tradizione, si prodiga a garantire l'immediata applicazione dei suggerimenti del Papa-Ré.

Evidentemente in Italia i politici non hanno capito che lo Stato non ha sede in Vaticano ma che è il Vaticano che ha sede a Roma... Ma ci parli della posizione politica dei partiti della Destra italiana rispetto ai gay...

Le scelte fatte sulla tematica gay sono il frutto di una convenienza propagandistica. Per spiegarci: per stare al passo con Forza Italia, la linea di AN è passata dal nazional-liberalismo al catto-fascismo.

Insomma ci sta dicendo che Forza Italia nelle questioni gay sta più a destra di Alleanza Nazionale?

Questo non lo possiamo affermare. Forza Italia è un grande partito nato come forza liberale e quindi un grande partito di raccoglimento. Già prima del Giubileo si vedevano segnali di uno spostamento verso il Vaticano. Con molta attenzione quel partito usa la strategia di non pronunciarsi sulle tematiche gay... E' tanto grande che in esso si dice tutto ed il contrario di tutto (il ministro Guidi aveva promesso di occuparsi della questione omosessuale). E poi tutti sanno che la questione gay sarà un campo di battaglia centrale nei prossimi anni. Stanno prendendo tempo.

Ma perché la destra si dimostra così omofoba?

La Destra italiana usa l'omofobia, che non ha basi storiche, per arraffare voti. I dirigenti della Casa delle Libertà dimenticano però che il popolo italiano ultimamente è evoluto. Si è aperto alle libertà individuali, ha preso in considerazione la possibilità di riconoscere i diritti delle persone omosessuali. E' la strada tracciata dalla storia, va nella stessa via del riconoscimento di divorzio e aborto.

L'aborto, appunto, il Cavalier Berlusconi su Famiglia Cristiana promette di rimettere mano alla legge 194 sull'interruzione di gravidanza...

Manovre elettorali e propagandistiche, si vedrà di cosa si tratta. La Chiesa spinge in questo senso ed è inutile negare che FI si sta trasformando nella DC del terzo millennio. Non sottovalutiamo però gli spiriti liberali alla base di quel partito.

Sì, ma la DC la legge sull'aborto l'ha approvata, non cancellata... Questo è oscurantismo...

Propaganda, ti dico, staremo a vedere.

Te e Gaylib eravate presenti al Congresso di Napoli della Casa delle Libertà con volantini e documenti gay. Come siete stati accolti?

Con curiosità. Devo dire che anche il volantinaggio ha avuto il suo effetto. Mi spingo oltre: ritengo che la nostra presenza abbia funto da deterrente per affermazioni più acide da parte di Fini e di Bossi, i quali si erano spesi in attacchi addirittura più pesanti in epoca giubilare.

La potremmo chiamare strategia della tensione...

La politica dei periodi pre-elettorali suona sempre allo stesso modo. D'Alema aveva detto, durante un'assemblea di giovani cattolici a Siracusa, che l'unico modello di famiglia è quello tradizionale. Bisogna dire che almeno quella promessa l'ha mantenuta. Io ritengo che, sia con un Governo di Sinistra, che con uno di Destra, per noi gay non cambierà nulla. Tutto continuerà come fino ad ora. Pesa molto la presenza della Chiesa. Ti dirò, sono convinto che la nostra unica possibilità possa venire dalla spinta della Conferenza episcopale tedesca.

Dalla Chiesa tedesca?

Sì, in Germania si sta sviluppando una Chiesa con grandi aperture verso la tematica gay, oltre che verso i divorziati e via dicendo. Ora sappiamo che i nostri problemi derivano dalla presenza dei cattolici nel governo, che si rifanno al Vaticano, che si rifà al Papa e quindi alla sua politica di austerità e di moralizzazione. La salita al soglio di Pietro di un Papa di area culturale vicina al liberalismo ed appoggiata dalla Chiesa tedesca, può rivelarsi il motore immobile di un cambiamento nell'intera politica del Paese, e quindi anche di visione della tematica Gay. Non è una cosa impossibile, tant'è vero che lo stesso Giovanni Paolo I, predecessore di quello attuale, aveva dato segnali di svolta in questo senso.

Forse proprio per quello Papa Luciani è durato solo poco più di un mese...

Forse

Torniamo a Bossi: a Napoli c'è andato giù un po' duro...

Bossi al Congresso ha premesso di non avere nulla contro le coppie gay, ma di lottare affinché non possano ottenere i diritti civili. La nostra posizione, al contrario, è per l'allargamento del matrimonio civile alle coppie omosessuali (va oltre, quindi, alle timide proposte delle associazioni di centrosinistra). Per combattere il nemico bisogna sempre stare attenti a dove si colpisce. Si rischia altrimenti di essere messi da parte e di vedere bloccata la propria strada. Combattere la Destra stando dentro la destra, è questa l'opera di erosione in cui noi crediamo e che, siamo convinti, possa portare la Destra ad attenuare i toni e a lasciare libertà di coscienza ai propri esponenti.

Fini e Bossi sono contro le coppie gay. Berlusconi e Tajani, proprio in una intervista a gay.it hanno dichiarato che se saranno eletti osteggeranno le coppie gay. Berlusconi ha detto no alle adozioni e Tajani no alle unioni civili. Secondo te questa armata brancaleone omofoba merita di vincere le elezioni?

Se se lo merita, non è certo per l'appoggio alle coppie gay. Tajani è un democristiano, e come tale da lui non mi aspetto altro. Ma anche noi gay dobbiamo stare attenti a che carte giocare. Meno slogan da disperati e più calcolo politico, perché è con quella gente che lavoriamo. Quello che manca al movimento gay è l'univocità, cioè un semplice "dire tutti la stessa cosa". Si tratta di un elemento importantissimo, e davvero non capisco perché le maggiori associazioni mettano sempre da parte la mia idea di costituire "l'associazione delle associazioni", un'Ilga tutta italiana. Tutti gli esponenti del mondo politico gay sanno quanto sia utopistico parlare di adozioni... La gente ci vede con rispetto ed è disposta a darci il matrimonio o le unioni civili, solo se non chiediamo le adozioni. Sono contento però che Berlusconi non si sia opposto alle coppie gay.

Ti assicuro, appena ha visto la buccia di banana arrivare è fuggito prima che gli sia stata infilata sotto la scarpa. Ma lasciamo perdere, permetti una domanda ironica... Oltre a te vi sono altri gay nella destra italiana?

Certo, ce ne sono tanti a Destra quanti a Sinistra. La tematica gay è diventata la cartina di tornasole grazie alla quale si misura l'apertura e la disponibilità di un partito, ma, credimi, non pensare che all'esame sia finora bocciata solo la Destra: la Sinistra non è da meno.

Enrico Oliari in 10 date

Febbraio 1993: espulso dal Fronte della Gioventù e dal Partito. Poi reintegrato dalla Mussolini e da Fini.

Febbraio 1995: "Mamma, sono gay". Prima conferenza pubblica.

Ottobre 1995: eletto presidente dell'Arcigay di Trento (carica rinnovata anche nel 1996).

Febbraio 1996: eletto consigliere Nazionale di Arcigay.

Giugno 1997: organizza, con altri, il Gay Pride di Venezia.

Ottobre 1997: fonda GayLib assieme a degli amici

Aprile 1998: attacca Fini sulla stampa per l'uscita del leader di AN contro i maestri gay

13 novembre 1998: incontra Fini

Aprile 1999: interviene all'assemblea del Mille su invito dei Radicali, a Roma

Febbraio 2001: presenta il documento sui diritti delle persone omosessuali alla conferenza programmatica di AN di Napoli

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