|
VERSO
LE ELEZIONI 2001 |
|
>>"L'OMOSESSUALITA' RIGUARDA TUTTI" Intervista esclusiva a Imma Battaglia: dal Mario Mieli alla politica - da Gay.it del 8.03.01 >>Gay
e lesbiche non hanno dubbi, «Voteremo per il Cavaliere» da
il Resto del Carlino 03-MAR-2001 |
|
"L'OMOSESSUALITA'
RIGUARDA TUTTI"
Intervista esclusiva a Imma Battaglia: dal Mario Mieli alla politica. di Giulio Maria Corbelli 08-MAR-2001 da Gay.it Imma Battaglia candidata per Rifondazione? Imma Battaglia lascia il Mario Mieli? Le voci sul conto della protagonista del World Pride romano del 2000 sono tante. Abbiamo chiesto a lei di fare un po' di chiarezza. Anche sulla politica italiana relativa alla questione omosessuale. Allora Imma, questo sondaggio di Gay.it ha sollevato un polverone. Che cosa ne pensi? Io ho fatto un comunicato sulla manipolazione che è avvenuta da parte di alcuni giornali del centro destra del sondaggio che voi state proponendo. La mia posizione è che quello che è indicativo del sondaggio - che non ha alcuna garanzia statistica, nel senso che non è fatto con metodi scientifici e statistici - è che la questione omosessuale è una questione trasversale, che è una questione che va posta in termini di obiettivi e di programma a tutti i partiti. Deve essere portata all'attenzione tutti i giorni in tutti i luoghi. Più se ne parla e più ci sarà una crescita informativa, quindi una crescita culturale e un cambiamento sociale; probabilmente, come hanno insegnato le battaglie su divorzio e aborto, solo quando ci sarà aggregazione intorno al tema specifico della questione omosessuale da parte di tutti i nostri rappresentanti, finalmente al cambiamento sociale e culturale farà eco un cambiamento legislativo. Però il sondaggio dà un segnale importante: che il movimento omosessuale non è solo appannaggio della sinistra... Il segnale importante, è che lì si dice: affrontiamo l'argomento in maniera aperta, parliamone con tutti gli schieramenti, in tutte le città, parliamo di tutto, di questione omosessuale, di leggi contro le discriminazioni, unioni civili, adozioni, fecondazione artificiale, leggi sull'identità di genere e il cambiamento di sesso. Questi sono punti cruciali, su cui bisogna fare informazione nelle scuole, campagne informative sul diritto negato agli omosessuali, non la manipolazione che il movimento omosessuale cambia idea e vota Berlusconi, perché non è vero. Primo perché Gay.it non è il movimento omosessuale, secondo perché sappiamo bene che il movimento omosessuale non esiste ma esistono le persone. Noi siamo dei contribuenti, e subiamo degli abusi fiscali, perché siamo contribuenti single, quindi siamo quelli più tassati in questa società, e non possiamo ricorrere a nessuna forma di detrazione. Questa è la rivoluzione che dobbiamo fare e in cui io mi riconosco: dialogo chiaro e trasparente su un tema, e non manipolazione. Oliari di GayLib nell'intervista oggi on-line a Gay.it, dice che destra e sinistra sono uguali. Che ne pensi? Penso che la questione omosessuale è un questione traversale perché è una questione di diritti umani. Bisogna smascherare la destra come la sinistra: questi omosessuali che sono convinti di votare Berlusconi, hanno chiesto a Berlusconi che cosa farà per la questione omosessuale? Io li invito a farlo. Io che mi riconosco nei valori di sinistra, ma non in quanto omosessuale, perché mi riconosco in certi valori, alla sinistra dico basta, dite chiaramente cosa avete intenzione di fare, perché ci siamo rotti le scatole. Infatti il dato più importante è la gente che non voterà. Il lavoro che sta facendo Oliari all'interno di Alleanza Nazionale è comunque un lavoro importante, perché portare a un convegno di fascisti ripuliti o ex-fascisti chiamateli come vi pare, il tema dell'omosessualità, vuol dire fare rivoluzione culturale, vuol dire scardinare posizioni rigide, vuol dire creare turbolenza e chiarire che bisogna parlarne. E' un lavoro improbo, ma importantissimo, che si deve continuare a fare. Io non voglio chiusure. Io ho chiusure quando uno dice che il World Pride non si sarebbe dovuto fare, perché tutto questo non si sarebbe scatenato senza World Pride. Io ho letto il documento che Oliari ha portato a Napoli da Alleanza Nazionale: noiente da dire, bravo. Sono in completo disaccordo con lui quando in pieno World Pride dice "Non siamo d'accordo". Tu devi essere per la visibilità omosessuale, perché se tu sei andato aggi da Alleanza Nazionale è perché c'è stato il World Pride, perché si è rotto un incantesimo, l'incantesimo dell'omertà. E' l'omertà che noi dobbiamo distruggere. In questo sono assolutamente rigida: la visibilità è fondamentale, comunque uno scelga di farla, su internet, al pride, o in qualsiasi altro modo. Ma è fondamentale. A proposito del World Pride che hai organizzato con il circolo Mario Mieli: si vocifera di una tua possibile separazione dal Circolo... Non c'è nulla di ufficiale, né voglio alimentare le voci. Non vorrei neanche parlarne più di tanto, almeno per qualche giorno. C'è da dire solo che io sono contro ogni forma di ghettizzazione, io sono una persona moderna, lavoro nella new economy e penso che sia il momento di fare grandi progettazioni riguardanti la questione omosessuale. Non si può rimanere ancorati al passato, ma bisogna fare progetti per non restare indietro. Il mondo dta cambiando e noi dobbiamo stare al suo passo. Questo è il tema che stiamo dibattendo. Parliamo di candidature: quella di Grillini molto attesa tra i DS, la tua di cui si è parlato per Rifondazione... Io credo che la cosa fondamentale ora sia sapere con chiarezza quali sono i programmi in merito alla questione omosessuale. Non le candidature: vogliamo sapere le posizioni sulla questione omosessuale, le unioni civili, il diritto all'adozione, la fecondazione artificiale. Questi sono i nostri temi. E se nessuno dei due schieramenti ci dà risposte soddisfacenti, prendiamo in considerazione la possibilità di fare una battaglia, facciamo il partito del non voto, annulliamo, non so in che forma possiamo dare battaglia, magari scrivendo sulle schede "siamo tutti gay", ma in qualche modo va fatto. Non promettiamo niente a nessuno. La domanda è chiara: ce l'hai o non ce l'hai, nel programma, la questione omosessuale? O mi accontenti mettendo un gay in Parlamento e credi che io devo stare contento e buono. Non è questo il punto; il punto sono gli obiettivi e i programmi. Altrimenti non rappresenti niente, cosa rappresenti? Perché c'è Grillini? Ma sono anni che Grillini fa questo lavoro, e non è perché Grillini non è bravo, non è questo il punto. Il punto è che se non si creano delle alleanze intorno alla questione omosessuale non ce la facciamo. Noi dobbiamo fare un lavoro culturale, dobbiamo scardinare, distruggere le certezze. Sono stanca di posizioni assunte, di dover vivere un predominio, anche di questo modo di fare dell'Arcigay, di Grillini. Nessuno ha riconosciuto che l'idea del World Pride è mia, io la rivendico, mi appartiene, mi sono fatta in quattro per quell'idea e non perché voglia fare carriera politica, perché ho un lavoro completamente soddisfacente. Io ho 41 anni, voglio vedere qualche cosa cambiato prima di morire. Mi voglio dare da fare non voglio essere imbavagliata. Non è un caso che io non accetto candidature, accetto solo che si parli di programmi. In cosa devono cambiare gli omosessuali italiani per vincere le loro battaglie? La critica che devo portare agli omosessuali è che cercano sempre un ariete e si mettono tutti dietro gli arieti. Non è una responsabilità di Franco Grillini o di altri se parlano sempre loro, anch'io parlo sempre. Ognuno, però, dovrebbe manifestarsi. Io voglio che venga fuori il dibattito che vengano fuori anche le differenze che ci sono tra di noi nei modi di ragionare, nella preparazione. ##### Per il sondaggio di gay.it Berlusconi vince su Rutelli. Gay e lesbiche non hanno dubbi, «Voteremo per il Cavaliere» da il Resto del Carlino 03-MAR-2001 ROMA — Gay e lesbiche si dichiarano delusi dal centrosinistra e alle prossime elezioni voteranno per Berlusconi e il centrodestra. È' quanto emerge da un sondaggio promosso dal sito internet gay.it, secondo il quale la comunità omosessuale ha deciso di abbandonare il centrosinistra anche perchè «in cinque anni non ha saputo produrre una legge a favore degli omosessuali». Il Cavaliere è in testa alle preferenze: con il 23,5% supera, dopo un lungo testa a testa, Rutelli (23,2%). Al terzo posto Emma Bonino (14,5%), seguita da Bertinotti (12,1%). Gianfranco Fini, con il 7,49% delle preferenze ha superato negli ultimi giorni Veltroni (6,81%). Il politico che meno piace alla categoria è Umberto Bossi. Sondaggi. La sinistra rimane in testa nelle preferenze del voto gay di Franco Grillini 04-MAR-2001 Il sondaggio di gay.it sulle preferenze elettorali degli omosessuali che navigano nel sito è stato riportato dalla stampa italiana del centrodestra come una bizzarra vittoria del centrodestra stesso. In realtà il dato del sondaggio ci dice che Berlusconi e Rutelli sono alla pari come preferenze (rispettivamente 23,5 e 23,2%), che subito dopo viene la Bonino (14,5) e Bertinotti (12,1), mentre Fini con il 7,49 supera Veltroni con il 6,81. Al di la dei numeri bruti occorre però fare il calcolo delle preferenze di schieramento, si scopre così che la sinistra è nettamente in testa (oltre il 60%) e se alla sinistra si aggiunge la Bonino si arriva ad un risultato plebisciatrio per le forze laiche. Che scientificità ha il sondaggio? Assai poca come ognuno può immaginare. Ma i dati di gay.it segnalano una tendenza e tra le righe vi si legge anche una critica precisa ai leader. Rutelli non convince, Veltroni ha un basso numero di consensi nonostante la sua presenza al gay pride. Qui probabilmente emerge una critica allo scarto tra le parole e i fatti concreti che sono piuttosto modesti in termini di realizzazioni. Un dato positivo è la bassissima preferenza per Bossi (2,86) che segnala la consapevolezza dell'omofobia del leader leghista. Preoccupante invece il numero di preferenze per Fini sulla cui omofobia non mi pare ci siano dubbi. Chi naviga in un sito come gay.it in genere possiede un livello culturale medio per cui la scelta non può che essere consapevole. La domanda quindi è: come mai molti omosessuali pur sapendo che i partiti di destra sono fortemente omofobici li scelgono lo stesso? In parte si può dire che gli omosessuali votano come tutti gli altri cittadini, quindi anche per la destra. In parte si può dire che alcuni gay si stentono più rappresentati dalla destra in quanto si sentono più gfarantiti economicamente ("la mia libertà dipende dal mio benessere economico che la destra mi garantisce di più della sinistra"). Personalemnte credo che la ragione vera stia nel fatto che il centrosinistra non ha realizzato nulla della piattaforma e delle riforme richieste e proposte dal movimento gay e lesbico e che, pertanto, agli occhi della comunità omosessuale rimane politicamente assai privo di credibilità quando afferma che a sinistra si difendono meglio diritti e libertà. Vedremo nei prossimi giorni quanti candidati garantiti i partiti di sinistra metteranno nelle loro liste. Purtroppo, tranne rare eccezioni, gli omosessuali italiani rischiano ancora una volta di rimanere senza rappresentanza politica. ###### Gay ed elezioni. Ammettetelo: la sinistra ha ignorato i gay - Lettera con risposta del direttore di Gay.it 05-FEB-2001 Caro Direttore, concordo fino all'ultima parola quanto hanno scritto Gigi prima e Luca Pozzoni in seguito. Sono altresì sbalordito dalle risposte alle due lettere: si sta cercando di convincere il popolo gay che è stato fatto qualcosa di positivo per loro negli ultimi cinque anni: non è assolutamente vero, è rimasto tutto come prima.Gli argomenti di risposta alle due lettere sono la tipica risposta di chi deve difendere a tutti i costi una posizione politica. Vedi, la differenza tra una persona (gay o no non c'entra) politicamente libera e una persona politicamente impegnata è che la prima, pur avendo un'idea, ammette pregi e difetti di una certa parte, cambiando il proprio voto in caso non sia rimasta contenta,le persone politicamente impegnate, soprattutto a sinistra o con la chiesa, continuano imperterrite a votare nello stesso modo nonotante non siano contente e/o convinte di quello che fanno. Io, non pretendo e non voglio che persone come Franco si schierino con il centro-destra, ma vorrei che ammettessero pubblicamente e senza tanti giri di parole che per noi gay i cinque anni di centro sinistra non sono serviti assolutamente a nulla (gaypride a parte) FABIO Reggio Emilia Caro Fabio, ti invito a leggere meglio le risposte agli interventi dei lettori sulle elezioni e, in genere, le critiche radicali che questa testata ha rivolto al centrosinistra nel corso dei 5 anni di governo per la sua incapacità di dare ascolto alle istanze della comunità gay e lesbica italiana. Nessun problema quindi a ripetere ciò che abbiamo sempre detto e cioè che l’alleanza con il centro cattolico ha impedito alla sinistra di realizzare in Italia ciò che altrove è già legge in materia di diritti civili e di libertà per le minoranze. Tant’è che diversi lettori ci hanno accusato di anticlericalismo gratuito (pubblicheremo nei prossimi giorni una lettera che si lamenta dell’eccessiva polemica verso le istituzioni cattoliche), di estremismo e via dicendo. Naturalmente è impossibile mettere d’accordo tutti soprattutto quando si parla del rapporto tra gay e politica, tra gay e partiti. Io dico onestamente la direzione delle mie preferenze, su questa testata pubblichiamo ovviamente anche le opinioni di chi la pensa diversamente e credo che ognuno di noi debba ragionare dando per scontato le scelte di ciascuno e cercando, invece, di capire come, insieme, si può incidere di più e pesare di più nell’arena politica e in quella elettorale vista la prossima scadenza. L’ideale sarebbe cercare una unità di intenti trasversale tra tutti coloro, di destra e di sinistra, che ritengono giusta la battaglia per i diritti civili. Detto questo però non si può dire, nonostante tutto, che destra e sinistra siano la stessa cosa. Io sono tra coloro che non hanno un atteggiamento apocalittico sulla probabile vittoria, almeno stando ai sondaggi, del centrodestra. Certo, non avremo la legge sui matrimoni gay con Buttiglione all’istruzione e Gasparri agli interni (naturalmente sono felicemente pronto ad essere smentito). Ma secondo me non avremo nemmeno gli sfracelli previsti dagli apocalittici. Per fortuna siamo in un quadro di garanzie europeo che dovrebbe metterci al riparo da tentazioni eccessivamente omofobiche di qualsivoglia governo. Tuttavia ritengo che in questi 5 anni di centrosinistra qualcosina sia stato fatto (e pertanto mi auguro che lo stesso centrosinistra prevalga al di la di tutto anche stavolta) e provo ad elencare: - in moltissimi comuni (con il voto contrario pressoché sempre del centrodestra, tranne lodevoli eccezioni) è stato varato il registro delle famiglie di fatto e l’estensione di questa iniziativa è stata così vasta da suscitare le ire papali e diversi interventi dell’Osservatore Romano volti a bloccarne la diffusione; - molte amministrazioni di sinistra, ed anche qualcuna di destra, hanno finanziato le attività culturali e sanitarie dei gruppi gay (l’elenco sarebbe lungo, basti pensare ai finanziamenti al festival del cinema o ai vari consultori); - è stata istituita la “Commissione diritti e libertà” (presieduta dal sottoscritto) presso il ministero per le Pari Opportunità che, tra l’altro, ha ottenuto la modifica dei decreti che vietavano la donazione di sangue da parte degli omosessuali; - la commissione Affari Costituzionali della Camera aveva avviato al discussione sul progetto di legge contro le discriminazioni per orientamento sessuale nell’estate del ’99, poi affossato unanimemente dal centrodestra (in quel caso il relatore è stato l’on Paolo Palma del PPI, a dimostrazione che non tutti i cattolici in politica sono la stessa cosa); - il Ministero della sanità ha finalmente fatto propaganda all’uso del preservativo (e c’era la Bindi quando è partita la campagna) e anche qui ire papali; - il ministero degli Esteri si è detto favorevole a riconoscere l’asilo politico per gli omosessuali extracomunitari perseguitati nei loro paesi; il ministero della Pubblica Istruzione ha ufficialmente riconosciuto i corsi di formazione nazionali (di cui NOI ha dato ampia informazione) dell’ARCIGAY per gli insegnanti e ha firmato la convenzione con l’AGEDO per interventi nelle scuole (che sono stati fatti) e corsi di formazione degli insegnanti contro il bullismo e il pregiudizio antigay; - infine il ministro Bellillo ha partecipato alla testa della manifestazione del world pride e ha difeso in tutti i modi e in tutte le circostanze possibili i diritti della comunità GLBT (ultima iniziativa l’istituzione della commissione “Identità di Genere sui diritti dei transessuali”). Certo, si doveva fare e si poteva fare di più, ma sarebbe sciocco dire che non è stato fatto nulla anche per rispetto al lavoro di chi si è impegnato all’inverosimile per questi – sia pur magri – risultati. Ciò non significa affatto difendere la sinistra a tutti i costi o sminuirne le carenze. Significa piuttosto interrogarsi e interrogarci anche sulle carenze della comunità gay, quindi anche le nostre, nel portare avanti le nostre proposte di riforma e la nostra piattaforma. Ma su questo proseguiremo il dibattito. ####### Un
lettore ci scrive proponendo la fondazione di un partito omosesusale che
si presenti direttamente alle elezioni. Risponde il direttore di Noi. Le statistiche più o meno ufficiali dicono che i gay e le lesbiche sono circa il 5-10 per cento della popolazione. Aggiungendo qualche simpatizzante, o qualche amico secondo me non è escluso che partecipando alle prossime elezioni, in almeno una delle due camere sia possibile avere uno o più rappresentanti del partito gay italiano. Per ora lo chiamo cosi, ma sarà compito di qualcun altro trovare un nome magri più interessante. E non c'è dubbio che molti di noi hanno paura a mostrare la propria carta di identità quando devono farsi la tessera dell'arcigay, ma nel segreto dell'urna penso che non abbiamo poi molte esitazioni a mettere una croce al posto giusto. Avere un rappresentante nostro in parlamento, nostro perchè voluto da noi e non ricevuto con accordi politici dalle sinistre sarebbe le migliore risposta a un clericalismo eccessivo e a una destra omofobica. Anche la campagna elettorale contribuirebbe a rendere un po' più evidente la nostra presenza con temi concreti di politica sostanziale e non sfilate e manifestazioni che spesso prestano il fianco a feroci critiche. La società gay italiana ha parecchi nomi di persone di elevate capacità politiche e culturali da poter presentare in una eventuale lista, che al di là del dato economico (più di 12 milioni al mese più una quota pensionabile) sarebbero disposte, spero, a spendere il loro nome in una futura candidatura. E non penso sia una cosa impossibile fondare un partito e candidarsi e già questo sarebbe una svolta unica nel nostro piccolo Paese poi, per i voti, quelli arriveranno da soli. Ciao Paolo A. Caro Paolo, sono d’accordo alle critiche alla sinistra, quella italiana in particolare, sia per la sua inadeguatezza culturale per quanto riguarda la cultura dei diritti e delle libertà sia per la sua cronica mancanza di coraggio su temi che non solo i gay ma una buona parte della popolazione condivide. Proprio per la difficoltà di avere una rappresentanza effettiva delle nostre istanze nella politica italiana 10 anni fa al 4° congresso nazionale dell’ARCIGAY proposi di trasformare anche nel nome l’associazione aggiungendo alla sua denominazione la dicitura “Movimento libertà civili” (il suggerimento era del politolo prof. Gianfranco Pasquino). Ci furono molte polemiche per questa decisione. I duri e puri del movimento ci videro un annacquamento dell’ARCIGAY, altri non volevano affatto che l’associazione si trasformasse in un partito o in un movimento politico che, magari, potesse affrontare anche altre questioni politiche connesse alle nostre battaglie. In realtà molti di noi pensavano con quel progetto di porre le premesse per un movimento politico che, in caso di necessità, fosse anche in grado di presentarsi autonomamente sulla scena politica. Le cose non sono andate così, come si vede, e oggi riflettere sulla possibilità di dar vita ad un partito gay non è un fatto peregrino, soprattutto se l’esito delle elezioni prossime sarà deludente in termini di rappresentanza degli omosessuali in Parlamento. Più che un partito vero e proprio (ce ne sono sono già 45…) che stenterebbe a decollare e per il quale occorrerebbero risorse ingenti che non abbiamo e che non avremo, l’idea è quella di un movimento politico trasversale che metta assieme gay e lesbiche di ogni appartenenza politica ed anche eterosessuali convinti della centralità della battaglia per i diritti e le libertà e della laicità dello Stato. Proprio su questo portale ospitiamo le pagine di “Italialaica” che raccolgono il meglio degli argomenti di carattere generalistico sulle iniziative libertarie e culturalmente orientate verso una critica liberale alla società e all’incipiente clericalismo. Più che un partito, quindi, mi sentirei di proporre un nuovo movimento politico che sia il vero braccio politico dell’associazionismo omosessuale e che cominci a rappresentare una vera minaccia, oltreché una risorsa per la società, per quei partiti, di destra o di sinistra che siano, che sono sordi alle esigenze di 4 milioni di cittadine e cittadini italiani. ###### Un
lettore ci scrive una lunga e bella lettera a proposito della
delusione nella battaglia per i diritti. Risponde il direttore di Noi
29-GEN-2001 A mio modo di vedere, né la destra, né la sinistra hanno in sè una componente rilevante "laica" di questo genere, che faccia sentire la sua voce e permetta, all'interno dei due schieramenti, di difendere i nostri diritti (gay, lesbiche, ma anche giovani che vogliono essere liberi di scegliere le convivenze che credono). Dico difendere, perché di averne di diritti, non se ne parla a quanto pare. E' già tanto che riusciamo a non essere attaccati, discriminati e demonizzati. Ma non dalla destra conservatrice clericale, il che me lo aspetto, ma anche dalla sinistra stessa! Infatti dopo aver votato l'Ulivo, dopo 5 anni di governo del centrosinistra, non posso non fare un bilancio personale di quanto è stato fatto e quanto non è stato fatto. 1) legge contro le discriminazioni: prevedeva almeno il risarcimento in caso di descriminazione per orientamento sessuale al lavoro, in affari e da parte di altri cittadini. Mai approvata, era più importante approvare altre norme e difendere i pensionati 50 enni per molti componenti del centrosinistra. E' più importante difendere la dignità dell'embrione, che non è ancora una persona, a detta di molti. Le commissioni di bioetica e di censura fatte di preti, ecco quello che abbiamo con questo governo. Noi gay, non abbiamo dignità umana, invece. Non esistiamo, anche se veniamo descriminati. Un esempio personale: ultimamente sul sito gay.it è comparso un interessante articolo sulle coppie gay che chiedono un mutuo. Io lo feci un anno fa e il funzionario della banca mi chiese subito:"ma cosa c'entra Lei con questo signore?" Io gli risposi che era il mio compagno da quasi 5 anni e iniziò il calvario. Il funzionario ci fece perdere tempo dicendo di avere spedito la documentazione alla commissione centrale per la delibera sul mutuo. Invece la pratica era "infognata" nella sua scrivania. Per fortuna, il fattaccio è stato scoperto, anzi non per fortuna, ma grazie alla cortesia di un alto dirigente della banca "gay friendly". Risultato? Persa la casa, persi milioni. Scenata del funzionario di fronte al Direttore che lo accusava, inchiodandolo alle sue responsabilità, presente il notaio, io, il mio compagno, e... tutti dipendenti della banca, avvicinatisi per le urla provenienti dalla nostra zona.. Risultato? Mi sono rivolto a un avvocato specializzato in cause "gay" consigliato anche da Babilonia. Risultato? Non si può fare nulla. Niente. La legge in Italia non c'è. In compenso tutti i dipendenti della banca fanno commenti ogni volta che devo andare in agenzia. La mia privacy? Non c'è più. NOn è che me ne fregasse molto, della privacy, ma non è piacevole che tutti i dipendenti mi additino come "quello là" stile il film "quei due" con l'immagine patetica della vecchia coppia gay. Questa legge almeno mi avrebbe permesso di vedermi riconoscere il danno materiale. Non si è riusciti ad approvare nemmeno quella. Zero diritti. 2) legge sulle adozioni: approvata SOLO per coppie sposate o che si sposano entro l'anno. Bella riforma laica. Non hanno fatto alcuna pressione neanche su questa legge, a sinistra. I single non esistono. C'è una mentalità anche a sinistra sempre e solo orientata alla famiglia tradizionale. Sempre colpa dei cattolici? Non credo. Non è una bella risposta e non ha senso chiedere i voti per i candidati gay, se questi non servono nemmeno per fare pressione di lobby. Zero diritti anche qui. 3) legge sulle spese riconosciute per il mantenimento degli animali domestici: è detraibile la spesa per il veterinario. E sono stati anche sbandierati i risultati. Ma certo! E' importante il nostro cane o il nostro gatto. Quella bestia del fidanzato a carico, laureato in lettere con il massimo dei voti, che aveva perso il posto perché bisognava tenere insegnanti assunti senza la laurea o incompetenti, che però votavano a sinistra, invece conta meno degli animali. L'ho mantenuto per anni, ma conta meno delle bestie per questo governo di centrosinistra.Con tutto rispetto per le bestie, si intende. MA per i gay, zero diritti. 4) legge sulla
donazione degli organi: "il ministro bindi ha fatto la riforma
sanitaria di sinistra" dichiarazione di tutti, arcigay compresa. Io
muoio, mio padre che mi ha cacciato di casa perché gay, decide di NON
donare i miei organi. Il mio compagno, foss'anche un convivente da 20
anni, non conta nelle decisioni. Complimenti vivissimi! Zero diritti,
neanche morti. 6) tassa sul celibato: ebbene sì!!! ce l'abbiamo anche noi nel terzo millennio, non solo il fascismo nel ventennio! Dimostrazione? Aiuti in soldi e detrazioni fiscali alle famiglie con più figli (io ne vorrei ma si vedano i punti 5, 2 ecc. ecc.), riduzione delle detrazioni dei single, bollette dell'Enel (ma dove starebbe la privatizzazione???) che penalizzano le famiglie con un solo membro (in realtà siamo due, ma si sa, non esistiamo). Zero diritti e meno soldi. 7) legge ereditaria: riforma dell'imposta di successione e noi gay non solo non possiamo dichiarare erede universale il compagno, che rischia, come me, di essere cacciato dalla propria casa se il compagno muore in un incidente e quindi ereditano i genitori. Se i genitori sono vivi, hanno diritti, io no. Se sono morti, io come erede pago quattro o cinque volte quanto paga un erede parente. Ma io e il mio compagno mica possiamo regolarizzare la nostra parentela!! Aspettiamo fiduciosi un segnale: la sinistra ha voluto inasprire le imposte di successione per i non parenti legittimi. Come si vede eccola la politica omofoba. Zero diritti e fuori dalla casa del partner. 8) Oltre al problema della donazione degli organi, esiste e sussiste sempre quello dell'assistenza medica, sanitaria e previdenziale. La mia pensione non sarà mai reversibile. Non posso nemmeno entrare all'ospedale dove il compagno è ricoverato: decidono solo i parenti e io non sono parente. Come risolvere? Beh la Coca Cola, la Mc Donald's.. e tutte le principali compagnie multinazionali (ops... hai visto a volte la globalizzazione.. che caso..) assicurano copertura ANCHE PER IL PARTNER OMOSESSUALE. Leggendo gli annunci di lavoro c'è scritto esplicitamente, lo puoi vedere il venerdì sul corriere della sera, che le compagnie "non descriminano per orientamento sessuale sia in fase di selezione sia durante il rapporto di lavoro e proteggono i propri dipendenti da comportamenti dei colleghi che siano descriminatori". Lo Stato ci descrimina, le società odiate, i capitalisti, le multinazionali che la sinistra di Seattle attacca, no. Non sarà che non è un caso? Perché dobbiamo sorbirci la beffa di vedere osannati i miti della sinistra, tipo fidel castro che poi lo sappiamo tutti che vorrebbe castrare i gay, quando non serve nemmeno ad avere i nostri diritti?? Perché dobbiamo essere identificati con quelli che vanno a Nizza a lottare contro la globalizzazione, come Imma Battaglia, che scrive anche un sacco di cose errate sulle posizioni teologiche della chiesa, se poi in quel trattato c'è il riconoscimento dei diritti della famiglia di fatto come avviene nei Paesi nord europei? Non è il caso di fare una seria autocritica? Non dico di dire alla gente di votare per Fini, quello è chiaro, io non lo farei mai, ma non si può dare un segno concreto di defezione da questa sinistra cattolica bacchettona? Non vi viene il sospetto che abbiano usato la classica tecnica dell'imbonitore e che ci abbiano fatto perdere 5 anni, con promesse, e fumo negli occhi, mentre in TUTTI gli altri Paesi vicini sono passate le leggi sulle coppie di fatto? Anzi più di 5. Perché adesso ci saranno almeno altri 5 anni di oscurantismo a destra quindi avremo perso un decennio e la responsabilità morale di questi della sinistra sarà ancora maggiore. Non è il caso di decidere iniziative serie e di "ricatto" con i partiti invece che "farcire" l'arcigay di militanti di sinistra con la tessera, così non hanno il coraggio di fare niente? Il giorno delle elezioni, io farei così. Mobiliterei il popolo gay dicendo di acquistare 2 quotidiani a testa, di una testata come il COrriere, La Repubblica e la Stampa, e di infilarne un ritaglio con la data, nella scheda elettorale annullata con la scritta "gay power". Sarebbe un segnale di quanto sappiamo mobilitare le persone e di quanto PESIAMO. Anche per le agenzie di raccolta pubblicitaria che mantengono i giornali. Così facendo i giornali metterebbero in risalto anche i nostri diritti e non solo l'ultima frecciata del Papa, vista la forza economica della lobby. Grazie per la pazienza di avermi letto. Buona fortuna. Ne avremo bisogno molta, di questo passo. Caro Gigi, condivido la gran parte delle cose che tu dici compreso, ovviamente, la delusione per questa sinistra che a noi ha dato così poco. Non condivido, e te lo dico subito, la proposta di non andare a votare o di annullare la scheda elettorale perché in Italia non abbiamo una destra “normale”, di livello europeo, che consenta una alternanza tra governi senza rischi per il paese. In Italia abbiamo una destra clericofascista che sarebbe un serio problema per i diritti degli omosessuali e la loro libertà. Per cui io farò di tutto per impedire che Bossi, Gasparri, Bottiglione mettano le mani sul governo del paese e chiudano per altri 20 anni la possibilità che in Italia si vari una seria politica per garantire i diritti delle minoranze e degli omosessuali. Detto questo, rimane da discutere sul perché la sinistra italiana sia stata così poco realizzativi sui diritti e le libertà. La prima ragione sta nella sua cultura che è tutt’altro che laica e liberale. La seconda ragione, ma forse la più importante, sta nel fatto che la sinistra non è maggioranza nel paese, non a caso il governo si chiama di centrosinistra. Il ruolo determinante del centro cattolico fa sì che sulle nostre tematiche ci sia un veto difficilmente sormontabile a breve. La domanda che riguarda anche noi, singoli militanti di sinistra e progressisti, è: come mai il consenso alla sinistra in Italia è così basso (coincide grosso modo con un terzo dell’elettorato)? Cosa possiamo fare per allargare questo consenso per ora minoritario? E per caso, non ci sono delle responsabilità anche da parte degli omosessuali italiani nella difficoltà di realizzare gli obiettivi di una piattaforma minima sui diritti degli omosessuali? Pensa, per es, che io sono stato accusato per anni di voler imporre al movimento gay il modello familiare eterosessuale. Poi oggi sono tutti d’accordo sulla rivendicazione dei diritti delle coppie gay e lesbiche, ma quanto tempo si è perso nell’inutile diatriba ideologica detro al nostro movimento? Per non parlare della pavidità di moltissimi gay che non hanno il coraggio di farsi vedere a viso aperto. Recentemente una importante e seguitissima trasmissione televisiva ci ha chiesto una coppia gay per un dibattito sul tema dei diritti delle coppie. Ebbene non abbiamo trovato nessuno disposto ad andare su canale 5 col proprio compagno per parlare dei diritti che tu elenchi nella tua lettera. La mortale è: critichiamo pure la sinistra ma critichiamo prima di tutto le nostre carenze e i nostri difetti. Finchè non ci saranno migliaia di gay e lesbiche, migliaia di coppie gay che si presentano orgogliosamente alla luce del sole non saremo in grado di vincere. Intanto però cerchiamo che almeno la destra, nostra feroce nemica, non vinca le elezioni ###### Caro Grillini,mi chiamo Alberto ed ho 37 anni.Ho appena letto con rabbia la lettera di Gigi sulle conclusioni del malgoverno del centro sinistra in questi anni e mi fa una gran rabbia constatare che purtroppo ha ragione... come del resto hai ragione tu quando dici che bisogna evitare di far salire la destra di stampo tutto "italico" al potere. Anche se l'impressione che ho sul centro sin. è quella di cercare di salvare il Titanic svuotandolo d'acqua con un bicchiere. A volte penso che sarebbe anche auspicabile che il centro destra salisse al potere per far sì che la vera sinistra si destasse e riapropriasse del suo ruolo, e non solo per la questione omosessuale. La verità è che alla fine tutte le forze politiche che si alternano al potere finiscono con l'omologarsi nell'intento di scaldare per bene quella poltrona conquistata per il maggior tempo possibile e col potere maggiore a disposizione. I nostri politici sono tutti delle prime donne che poco conoscono le esigenze del loro paese. Ho letto giovedì scorso sul supplemento del Corriere, Sette, un bell'articolo sulla questione italiana e le coppie di fatto in Europa: un ritratto che certo non ci fa onore e che mi porta alla mente come all'estero ci chiamavano all'inizio del secolo, il "Carnevalpaese". E le tragiche maschere di questo spettacolo sono i politici che abbiamo eletto tutti. Un altro grande rammarico che è per la maggior parte tutto italiano è la questione della visibilità. Quando dici che non hai trovato una coppia disposta a partecipare ad una trasmissione, la cosa mi fa forse anche più rabbia di certe stronzate che possono dire certi politici sui gay. Il mio compagno ed io ci verremmo sicuramente e non perchè siamo diversi da altri, ma perchè siamo orgogliosi di sentirci gay e cittadini di serie A, indipendentemente da ciò che pensano gli altri. Ed all'occorrenza sappiamo anche difenderci. E non siamo super uomini, ma gente comune. Spesso i peggiori nemici dei gay sono proprio i gay. certo, non tutti hanno le capacità, l'intelligenza e gli strumenti necessari per mettersi in gioco in primo piano. Occorre una cultura omosessuale e sociale, un alto senso dei propri diritti e la costanza e la forza di vivere da gay 24 ore al giorno. A me, per esempio, è capitato di essere fermato in auto dalla polizia e dai carabinieri per dei controlli co! me succede a tutti e nel discorso è capitato che dicessi che dovevo raggiungere il mio compagno o che il ragazzo affianco a me era il mio compagno... e il mondo non è mai caduto. E mi è capitato di difendermi da scherni ed altro in più occasiono... e allora? Ho affrontato la situazione e ho ottenuto rispetto... e il mondo non è mai caduto. Certo, sono stato fortunato, ma come me tanti amici miei che conosco e che affrontano la vita in modo chiaro anche se duro a volte. E siamo tutti gente normale. Magari, però, se fossi solo e in un paese del profondo sud o del profondo nord, non parlerei così. Ma mi chiedo: tutti i gay italiani sono dei poveri ignoranti che si considerano di serie B e che hanno il domicilio in realtà così difficili? Non lo credo, onestamente! La verità e che vige la politica del "si fa, ma non si dice". Ottenere dei diritti solo su realtà mediatiche, per giunta filtrate e distorte, non è la via al reale riconoscimento dei nostri diritti. Parrebbe che il gay esista solo in termini catodici e che la realtà concreta della nostra esistenza si materializzi solo in situazioni estreme sia in positivo sia in negativo. La verità e che c'è tutta una quotidianità fatta di piccole cose e di vita quotidiana di cui noi gay dovremmo appropriarci come chiunque altro ed alla luce del sole. Mi auguro davvero che l'orgoglio gay non resti ancora per molto appannaggio dei soliti noti e di fenomeni mediatici importanti che sicuramente avranno smosso più d'uno. Alberto Businco Caro Alberto, prima di tutto ti ringrazio per la tua/vostra disponibilità ad andare in TV a parlare direttamente di coppie gay. E’ vero che la TV non è e non deve essere tutto nella battaglia per i nostri diritti. Ma non c’è dubbio che il senso comune, il pregiudizio di massa, gli stereotipi che albergano nella mente di milioni di persone, si cambiano comunicando con la più larga platea possibile e facendosi vedere, mostrando la propria “visibilità”, la propria vita quotidiana simile a mille altre gay e non. La visibilità nel tubo catodico e nella vita di tutti i giorni, questa è la vera partita. Ci possono essere i “soliti noti” che, meritoriamente occorre dirlo, sono disponibili per le battaglie gay e lesbiche, ma finché i 3 milioni di omosessuali italiani non decideranno di dirlo a tutti coloro che li circondano non ci sarà né conquista di diritti, né cambiamento culturale e nemmeno, soprattutto, una comunità strutturata e forte. E’ così che ancora una volta affrontiamo la vicenda elettorale in ordine sparso, con uno scarso peso della comunità gay e lesbica vista dai partiti, compresi quelli amici, come una minaccia al proprio bacino elettorale e non come una risorsa nella battaglia per i diritti e le libertà. I cittadini omosessuali, attraverso la pratica della visibilità, dovrebbero ottenere non solo che i programmi dei partiti comprendano anche la piattaforma per i diritti degli omosessuali stessi, ma dovrebbero pure imporre ai partiti l’elezione (e non solo la candidatura di bandiera che non si nega a nessuno) dei loro esponenti gay più in vista in modo tale da garantire in Parlamento una rappresentanza della comunità GLBT italiana. Succederà in queste elezioni? Ai lettori l’ardua sentenza in un utile dibattito che NOI vuole proporre proprio ora che è la fase decisiva: quella della composizione delle liste. @@@@@@@@@@@@@@@@ Vincerà la destra, non demonizziamola Prosegue il dibattito su "gay ed elezioni" con un intervento di un lettore che propone il dialogo con il centrodestra. Risponde il direttore.01-FEB-2001 Cari Franco e Gigi, ho letto con interesse la lettera di Gigi, che dà un quadro della situazione dei diritti di lesbiche & omosessuali nel nostro paese dopo cinque anni di governo delle sinistre. Quanto alla risposta di Franco, devo onestamente dire che la trovo molto deludente. Sono d’accordo sullo sconsigliare iniziative di non-voto. Su tutto il resto, ripeto, deluso. 1. Credo sia ora di finirla con lo sbandierare (da entrambi gli schieramenti) timori apocalittici su forze politiche che in Italia scopriamo essere “anormali” (curiosa la coincidenza con quanto l’opinione pubblica pensa di noi gay, non ti pare, Franco?): sai bene, come ha ricordato anche Gigi nella sua lettera, che di fronte a quella che tu definisci una destra clericofascista c’è una sinistra cattocomunista, che ha ampiamente dimostrato di non sapere fare nulla e non voler fare nulla per i nostri diritti. 2. Invece di pensare a “fare di tutto” per impedire che il centrodestra “metta le mani” sul governo del paese, credo sarebbe auspicabile pensare già fin d’ora a come far passare il nostro messaggio a quel centrodestra tanto vituperato e aborrito in tanti salotti gay e non, ma che è inevitabilmente destinato a governare il paese dalla prossima primavera. Caro Franco, non puoi non riconoscere che se forze e personalità politiche con un’identità liberale (repubblicani, socialisti, liberali e altri democratici che hanno scelto di mettere la libertà in cima alla lista delle loro priorità) sono attratte da quell’odiato polo di Berlusconi, qualcosa sotto sotto ci deve pur essere. Invece di agitare ogni volta il pericolo delle destre fasciste (non se ne può più, perfino Berlusconi ha smesso di tirar fuori ad ogni pie’ sospinto la storia dei comunisti, e a torto, a mio parere, perché uno dei motivi per cui oggi la sinistra in Italia letteralmente non esiste è proprio questo, non essere stata in grado di fare i conti con un passato di connivenza con una delle tirannie più spietate dello scorso secolo e di quello attuale, visto che un quinto dell’umanità vive ancora oggi sotto una dittatura comunista, in Cine e altrove, e sarebbe un bene per la sinistra stessa aprire una volta per tutte un capitolo doloroso ma necessario), dicevo, invece di agitare il pericolo del fascismo che sai bene non esserci, perché non cercare di influenzare, all’interno del centrodestra, quelli che sono i germi di una presenza aperta ai nostri diritti (vedi pololaico / www.pololaico.it , o iniziative quali gayliberal / www.gay.it/gaylib/ e simili). E’ inutile (e controproducente) fossilizzarsi sulle posizioni della sinistra italiana, allo sbando tra mille progetti politici e neo-soggetti vegetal-popolari, agitando ansie senza ragion d’essere, e perdere la possibilità di aprire un discorso che ha le carte per rivelarsi produttivo. 3. In realtà, caro Franco, il centrodestra (e noi, se vorremo intervenire nel discorso politico che fra qualche mese sarà inaugurato) si trova davanti una strada in discesa, per quanto riguarda i nostri diritti ancora non riconosciuti, qui in Italia: si tratta infatti di implementare quelle che sono ormai direttive dell’Unione Europea, che in altri paesi, con una sinistra una destra di livello europeo (“normale” mi sembra proprio brutto) sono state già riconosciute e applicate. 4. Non entro nel merito dei motivi del consenso minoritario che la sinistra oggi riscuote nel nostro paese, augurandomi che un vero dibattito finalmente si apra all’interno della sinistra, in modo da restituire all’agone politico una presenza indispensabile che oggi è assolutamente indistinguibile. 5. Non sono neppure d’accordo quando dici che in Italia non c’è tra gay una vera coscienza del gruppo: non sarà così facile trovare una coppia gay felice di andare a Canale 5 (grazie mamma Rai per tutto quello che fai per noi) ma non puoi dimenticare che ci sono state decine di migliaia di persone che si sono presentate orgogliosamente alla luce del sole anche qui in Italia (vedi Gay Pride). Certi modelli (il “movimento”, la “lotta”, la dimensione “collettiva” che annulla l’individuo, etc.) tanto cari alla tua cara sinistra, forse non funzionano più, tutto qui. Dare ai gay italiani una nuova identità, puntando sui valori liberali che oggi uniscono destra e sinistra, è sicuramente più convincente e produttivo, e in grado di far vincere anche noi assieme a quella “feroce nemica” che andrà presto al governo, e che potrebbe rivelarsi una forza in grado di far nascere finalmente in Italia una democrazia liberale nella quale essere serenamente “diversi”. Buon lavoro Luca Pozzoni,Milano, 29/01/2001 Caro Luca, io mi auguro che alle prossime lezioni lo schieramento di centrodestra non prevalga per le ragioni che ho più volte scritto su queste pagine. Da un lato sono un uomo di sinistra che non ha mai fatto mistero della sua appartenenza e penso che sia opportuno discutere fra noi a partire anche dalle proprie convinzioni e dalle proprie identità politiche. Dall’altro c’è un problema oggettivo: se si escludono i gruppi laicoliberali del centrodestra, purtroppo ultramarginali, cui fai riferimento, il resto obbedisce in questo momento agli ordini di scuderia di Berlusconi il quale, come saprai, non solo si è pronunciato contro il gay pride, ma ha sostenuto in tutte le occasioni possibili l’idea che quella gay non si può considerare famiglia e che la coppia omosessuale non è soggetto di diritto. Per non parlare poi di AN, CCD, CDU che sono ferocemente antigay nel loro DNA, basti pensare a come un personaggio come Giovannardi del CCD ha convinto tutto il centrodestra ad affossare la legge antidiscriminatoria in discussione alla Commissione Affare Costituzionali della Camera nel 1999. E lì non si trattava di legiferare su temi complessi come l’adozione alle coppie gay, ma di dire una volta per tutte che è vietato discriminare per orientamento sessuale. Ti faccio anche presente, visto che la politica si misura con i fatti e non con le intenzioni, che il relatore della legge era l’on Palma del PPI il quale ha difeso fino all’ultimo con encomiabile determinazione il progetto stesso. E’ senza dubbio vero che la cultura “cattocomunista” del centrosinistra ha un peso a volte determinate nel frenare in quell’area politica le nostre battaglie. Ma nel caso della legge antidiscriminatoria tutto il centrosinistra era compatto nel volere la sua approvazione. Persino Rosa Russo Jervolino ha dato il via libera di recente alla legge in Commissione anche se ormai la legislatura volge al termine. Con questo non voglio certamente assolvere il centrosinistra per le sue carenze, i suoi errori, le sue pavidità sul terreno dei diritti e delle libertà. Dico semplicemente che io come uomo di idee progressiste, laicoliberali, mi sento decisamente più a mio agio con un governo di centrosinistra che non con la triade Bossi, Berlusconi, Buttiglione. Ciò non toglie che, in caso di vittoria del centrodestra, occorrerà comunque dialogare, o tentare di farlo, con chi sta al governo e con lo schieramento vincente. Chi scrive ha inviato al congresso del Pololaico un messaggio di incoraggiamento che è stato letto ed applaudito. Nessuna demonizzazione, quindi. Probabilmente dovremo lavorare perché si affermi veramente un movimento trasversale dei laici sulle questioni dei diritti e delle libertà. Questo portale sta dando un contributo in questo senso ospitando il sito di Italialaica (www.italialaica.com). Ma anche gay e lesbiche devono imparare a far politica cercando di puntare su pochi punti ma realizzabili e conquistando attorno ad essi quel consenso popolare che ancora manca. |