COMUNICATO STAMPA DEL CIG ARCIGAY MILANO
26.9.2000
Con profonda amarezza apprendiamo della decisione della Commissione
Cultura della Regione Lombardia di emendare il Festival di Cinema
Gaylesbico di Milano dal piano cinema per le attivita relative
al 2000. Il piano, proposto dall'Assessore Ettore Albertoni
e votato positivamente dalla Giunta, prevedeva un contributo
di dieci milioni per la manifestazione svoltasi lo scorso giugno
al Cinema Pasquirolo. Si tratta quindi di un evento già
avvenuto il cui finanziamento non riguarda un eventuale prossimo
festival come sostenuto dai media e, con nostra sorpresa, dalla
Presidente della Commisiione Cultura Silvia Ferretto. Sottolineamo
che la Regione Lombardia, governata dalla stessa maggioranza
ha gia' finanziato e
riconosciuto il valore culturale dell'iniziativa ben due volte,
nel 1998 e nel 1999.
Nonostante il tentativo di screditare un evento culturale
gratificato e rafforzato dalla grande partecipazione di pubblico,
suona del tutto impreciso e fuorviante il commento del consigliere
leghista Daniele Belotti,
che definisce "pellicole pornografiche omosessuali"
gli oltre settanta titoli di film, documentari e cortometraggi
provenienti dai maggiori festival di cinema internazionali.
Il tema di quest'anno era la memoria.
Tra le pellicole che vorremmo ricordare ai distratti componenti
della commissione cultura ci sono due film in particolare.
"Aimee und Jaguar", dedicato alla tragica storia
vera di due donne perseguitate per il loro amore dal regime
nazista. La pellicola, inedita in Italia, ha inaugurato il
Festival di Cinema di Berlino nel 1999,
dove le due attrici protagoniste hanno vinto l'Orso d'oro
ex-aequo per la migliore interpretazione femminile. E il documentario
"Paragraph 175", la drammatica testimonianza delle
storie di cinque omosessuali
ultraottantenni, sopravvissuti alle persecuzioni naziste nei
campi di concentramento e perseguitati per la loro identita'
sessuale, film che ha vinto, tra gli altri, il premio come
miglior documentario al Sundance e al Festival di Cinema di
Berlino 2000. Liquidare la memoria e la storia come pornografia
offende profondamente. E se la cultura della tolleranza e
del dialogo ha bisogno di riconoscimenti, il Festival Internazionale
di cinema Gaylesbico di Milano gode da anni del riconoscimento
e del sostegno degli Istituti di cultura stranieri in Italia:Goethe
Institut, Centro
Culturale Francese, Ambasciata del Canada, Consolato Generale
del Canada di Milano, Agenzia di promozione culturale del
Quebec, British Film Institute.
Ad esso s'aggiunge il sostegno degli assessorati ai Giovani
e alla Cultura del Comune di Milano, dell'assessorato alla
Cultura della Provincia di Milano, del Ministero delle Attivita'
e dei Beni Culturali e del Ministero Pari Opportunita'. Ma
allora, di quale cultura si occupano i componenti della settima
commisione regionale? Nelle prossime settimane i consiglieri
saranno chiamati ad esprimere il loro voto sull'emendamento
in questione.
Sottolineamo ancora una volta come l'obiettivo principale
del Festival sia quello di costruire ponti, creare collegamenti
tra le diverse identità sociali. Per confrontarsi in
nome di una cultura dell'inclusione, nemica della paura e
dell'ignoranza. Per favorire una convivenza civile e rispettosa
in cui le differenze, l'una accanto all'altra, sono fonte
di prezioso arricchimento per tutti, anche per chi giudica
senza conoscere.
Lo staff del 14° Festival Internazionale di Cinema Gaylesbico
di Milano
Jamapolo Marzi, Emiliano Placchi, Tony Aventino, Paolo Besana,
Claudia Mauti, Daniele del Pozzo.
Il Centro di Iniziativa gay Arcigay Milano - C.I.G.
Il Presidente
Massimiliano Colombi
COMUNICATO STAMPA ARCIGAY NAZIONALE
Arcigay Nazionale sul festival gaylesbico:
Bossi mira all'apartheid culturale
Militanti e dirigenti omosessuali della Lega escano finalmente
allo scoperto e denuncino il fanatismo integralista del loro
capo.
32 progetti culturali per più' di un miliardo di contributi.
Solo uno di questi è stato bloccato, per l'opposizione
dei due componenti leghisti della commissione consiliare della
Regione Lombardia preposta alla valutazione dei progetti.
Sulla scia del delirante fanatismo antigay, nuova tendenza
dell'Haider della Padania, la lega Nord milanese ha deciso
sopprimere l'omosessualità dal panorama culturale della
Lombardia, cassando i finanziamenti alla 15° edizione
del Festival internazionale del Cinema gaylesbico, organizzato
dall'Arcigay e dall'Arcilesbica di Milano e Bologna.
Siamo alla farsesca ripetizione di ben altre tragedie: i
leghisti puntano all'apartheid culturale nei confronti del
5% della popolazione italiana, pretendendo di negare ad una
parte sociale ampia ed articolata la possibilità di
espressione culturale.
Noi non crediamo che una simile furia razzista ed omofoba
possa essere condiviso dalla base leghista. Chiediamo ai tanti
militanti e dirigenti omosessuali della Lega di uscire finalmente
allo scoperto e di denunciare il fanatismo fascista del loro
capo, e a tutti gli elettori leghisti di riflettere sulla
responsabilità che si stanno assumendo assecondando
la svolta integralista di Bossi.
Il ras della Lega incita all'odio eterosessista e alla discriminazione
sociale e culturale, calunnia i gay confondendoli con i pedofili,
li addita a bersaglio dell'odio sociale, rispolverando quelle
congiure pluto -giudaico- massoniche che furono alla base
del genocidio degli ebrei in Germania.
E' questa la Casa degli Orrori che Berlusconi si prepara a
proporre come futuro governo del paese?
Sergio Lo Giudice
Presidente Nazionale Arcigay
RASSEGNA STAMPA
Corriere della Sera 26 Settembre 2000
Niente soldi al festival del cinema gay
La Regione Lombardia nega i finanziamenti alla rassegna: pornografia
L'appuntamento da 14 anni «Accodati alle tesi razziste
di Bossi»
MILANO - «Non una lira alla kermesse gay». La
Regione Lombardia ha ritirato il finanziamento al prossimo
festival internazionale di cinema gay e lesbico. Il contributo
era poco più che simbolico - dieci milioni - e la manifestazione
si svolge da quattordici anni a Milano e a Bologna. Ma dalla
commissione cultura della Lombardia è arrivato il no,
su proposta del consigliere leghista Daniele Belotti. Motivazione:
«È inaccettabile che un‚istituzione finanzi
e
automaticamente patrocini una rassegna pornografica di film
omosessuali». Alla proposta del Carroccio ha aderito
il Polo, e anche il consigliere popolare Paolo Danuvola: finanziamento
bocciato. Il presidente Arcigay, Sergio Lo
Giudice, sottolinea che «in Lombardia sono stati approvati
tutti i progetti tranne questo». E poi attacca: «I
leghisti puntano all‚apartheid culturale del 5% della
popolazione italiana. È ora che i tanti militanti e
dirigenti omosessuali della Lega escano allo scoperto e denuncino
il fanatismo fascista del loro capo». Il riferimento
è alla manifestazione annunciata dal Carroccio per
il 21 e il 22 ottobre, quando i «gazebo» torneranno
nelle piazze per
raccogliere firme contro il riconoscimento delle unioni di
fatto. Per il segretario della Lega Lombarda Roberto Calderoli
«un‚iniziativa doverosa. Se gli omosessuali possono
manifestarsi con iniziative di dubbio gusto come il Gay pride,
avremo a nostra volta il diritto di dire come la pensiamo?
O no?».
Ma il centrosinistra lombardo insorge. Per il verde Carlo
Monguzzi il no al contributo è «un fatto vergognoso
dal punto di vista morale e civile. Io spero che la maggioranza
ritrovi il senno». Mentre secondo Roberto Biscardini
(Sdi), «in un clima sempre più intollerante,
la maggioranza si accoda alle terroristiche posizioni di Umberto
Bossi».
Le prese di posizione si moltiplicano. Franco Grillini, presidente
onorario di Arcigay, lancia un appello a Fini e a Berlusconi
«perché prendano le distanze da un atteggiamento
che ricorda lo stile di Goebbels». La presidente diArcilesbica
Titti De Simone annuncia una «campagna contro il rifiuto
delle diversità: organizzeremo presidi e sit-in nelle
città del Nord in cui la Lega
raccoglierà le sue firme». Ma contro Grillini
interviene la consigliera lombarda Silvia Ferretto (An): «I
gay dovrebbero chiedere i danni a Grillini per l‚immagine
che dà di loro con le carnevalate che organizza. E
in Lombardia non c‚è alcuna discriminazione nei
confronti dei gay. Ma non è scritto da nessuna parte
che la Regione debba finanziarne le manifestazioni».
Il Manifesto
26 settembre 2000
Una tangherata anti gay
La Lega chiede, la regione acconsente: via i soldi al festival
MANUELA CARTOSIO - MILANO
"Il capo parla e i soldatini eseguono", dice Sergio
Lo Giudice, segretario dell'Arcigay. Il capo è Umberto
Bossi, da mesi in monomaniaca guerra contro gli omossessuali,
che lui chiama gli "sporcaccioni"; i soldatini,
in questo caso, sono due consiglieri regionali della Lega.
Ieri, in commissione cultura, i due hanno proposto di togliere
il contributo di dieci milioni al Festival internazionale
del cinema gay-lesbico che da quattrodici anni si tiene a
Milano. I coinquilini della Casa delle libertà (An
e Fi) li hanno volentieri accontentati. E così, su
32 iniziative cinematografiche da finanziare - per un totale
di un 1 miliardo e 250 milioni - l'unica depennata è
stata la rassegna gay. Perché? "Perché
quella gay non è cultura", hanno sostenuto i due
leghisti, senza diffondersi in ulteriori spiegazioni. Tra
un paio di settimane la delibera arriverà in aula al
Pirellone e il contributo al Festival gay potrebbe essere
ripristinato; dipenderà dai sensi di colpa della cosiddetta
ala liberal di Forza Italia.
"Una vergognosa tangherata", commenta la consigliera
Maria Chiara Bisogni (Ds), resa "ancor più bieca"
dalla modestia della somma. "Razzisti e cretini",
dice il verde Carlo Monguzzi, che avverte: "il passo
seguente è il totalitarismo e il fascismo". "Decisione
grave e inammissibile, degna del peggior stato etico, denota
non solo intolleranza, ma anche mancanza di cultura",
afferma il gruppo radicale. Tace, invece, il leghista Ettore
Albertoni, assessore "alle culture e all'identità
padana".
Il Festival gay-lesbico non è nuovo a queste esperienze.
Un paio d'anni fa, i 10 milioni vennero stoppati dall'allora
assessore regionale alla cultura Marzio Tremaglia (An). Ancor
prima, ai tempi della giunta Formentini, a ritirare il finanziamento
fu palazzo Marino. In entrambi i casi, dopo polemiche e pressing,
i soldi furono concessi. "Non saranno 10 milioni in meno
a impedirci di fare la quindicesima edizione", dice Paolo
Besana, tra gli organizzatori del festival. 7mila le presenze
in una settimana lo scorso giugno, "il grosso del finanziamento
viene dal pubblico". Gli organizzatori aspettano una
"spiegazione" dall'assessore Albertoni, visto che
l'emendamento cancella una decisione della stessa giunta.
"E' il segno di una campagna che danneggia e impoverisce
tutti, un esempio di razzismo rivendicato ed esibito - conclude
Besana - si stanno saldando fondamentalismo cattolico, leghismo
identitario e destra politica". Quanto basta per essere
"preoccupati, molto preoccupati".
"A Bossi risponderemo in piazza", annuncia Lo Giudice,
i particolari della manifestazione Arcigay e Arcilesbica li
renderanno noti tra qualche giorno. L'attacco "cieco,
ottuso, fanatico" che il leader della Lega sta conducendo
contro gli omosessuali "è in linea con i peggiori
movimenti europei; anzi, su questo tema, Bossi è peggio
di Haider". Perché lo fa? Secondo il segretario
dell'Arcigay, "per un calcolo opportunistico, per calamitare
i voti cattolici di destra". Chiamiamolo pure opportunismo,
ma l'ennesima "riconversione" leghista a difesa
della "famiglia naturale" e contro il "mondialismo
che cancella le differenze" ripesca elementi presenti
da sempre nel Bossi-pensiero. Che si saldano con i temi mai
dismessi dell'immigrazione e della finanza (che nel linguaggio
di Bossi sta per ebrei).
La Repubblica
26 settembre 2000
Regione Lombardia: non è cultura
MILANO (r.s.) - "La cultura gay non è cultura",
dicono i leghisti in Regione Lombardia. Che fanno cancellare
uno stanziamento di 10 milioni per finanziare il 14simo festival
di cinema gay-lesbico in programma a Milano.
E' successo ieri durante i lavori della commissione cultura
del Consiglio regionale. All'ordine del giorno i contributi
del Pirellone alle iniziative in campo cinematografico: in
tutto un miliardo e 250 milioni che l'assessorato alla Cultura
- guidato da un leghista - avrebbe dovuto destinare a 32 progetti.
Uno dei quali - il festival gay- lesbico - non è stato
ritenuto degno di essere finanziato dai consiglieri del Carroccio,
che non hanno dovuto faticare per convincere gli alleati del
Polo.
Protestano i Verdi: "Una cosa vergognosa, non solo dal
punto di vista morale e civile - commenta il consigliere Carlo
Monguzzi - Questa decisione colpisce lo spirito profondo della
libertà culturale, i passi seguenti sono il totalitarismo
e il fascismo". Ma ora la proposta di finanziamento,
così com'è stata licenziata dalla commissione
Cultura, deve essere discussa in Consiglio. "Facciamo
appello alla maggioranza - insiste Monguzzi - perché
ritrovi il senno e alle associazioni che si battono per la
libertà di espressione, di religione e di cultura perché
intervengano per modificare questa situazione".
La crociata leghista contro i gay marcia di pari passo con
quella contro i musulmani. A Lodi i supporter di Bossi stanno
tappezzando i muri con manifesti che gridano allo scandalo
di fronte alla decisione della giunta di centrosinistra di
concedere un terreno comunale alla comunità musulmana
per la costruzione di una moschea.
La Repubblica
27 settembre 2000
"Offensiva contro i gay"
I diesse: "An e Lega uniti dall'intolleranza"
Polemiche dopo che la Regione ha rifiutato il patrocinio
al cinefestival omosessuale
GIUSEPPINA PIANO
Amarezza, certo. E indignazione per una decisione, attaccano
i Ds, che non a caso arriva «mentre si sta delineando
una vera e propria offensiva contro gli omosessuali
e i loro diritti civili e di cittadini, che vede
Bossi e Fini uniti nell'intolleranza e nella volontà
discriminatoria». Certo è che ha fatto
un gran rumore, la decisione della maggioranza
LegaPolo in Regione di non concedere più
finanziamenti al Festival del cinema gay e lesbico.
Possibile non vedere un disegno politico generale, dietro
la decisione del Pirellone?
No, è la certezza dei Ds. Che con Franco Mirabelli,
membro della segreteria regionale del partito, dicono
che quello che più preoccupa è che
la bocciatura arriva proprio mentre la Lega e An in tutto
il Paese vanno saldando un fronte contro gli omosessuali.
Nello specifico lombardo, poi, «l'idea che una
forma artistica come quella cinematografica diventi spazzatura
o pornografia se dedicata a rappresentare la vita
e le culture del mondo omosessuale è offensiva,
discriminatoria e illiberale».
Basta? No, perché i Ds di Milano annunciano anche
contromisure concrete di piazza. Il 22 ottobre, giorno
in cui la Lega annuncia gazebo in strada per una raccolta
di firme contro l'affidamento di bambini alle coppie gay,
ci saranno anche presidi e volantinaggi dei Ds. «E
proietteremo i film dell'ultima edizione del Festival
gay in una sala di Milano», promette il coordinatore
cittadino dei Ds, Pierfrancesco Majorino. Anche il gruppo
dei RadicaliLista Bonino in Regione dice che «la
scelta di escludere proprio il festival di cinema gay
e lesbico è altamente discriminante e segue lo
spirito delle
dichiarazioni intolleranti e volgari di Bossi
a Venezia».
«Amarezza» è invece il sentimento
espresso dagli organizzatori della rassegna. Festival
per nulla estemporaneo, visto che è arrivato alla
sedicesima edizione e quest'anno ha in cartellone
un film come Almee und Jaguar le cui protagoniste
hanno vinto l'Orso d'oro a Berlino nel 1999 per
la migliore interpretazione. Eppure a quella rassegna
la commissione Cultura della Regione ha negato i
dieci milioni di finanziamento richiesti per l'edizione
dello scorso anno. Un assegno poco più che simbolico.
Un'assoluta miseria a fronte di un assegno globale di
un miliardo e 250 milioni che l'assessorato alla Cultura
(guidato dalla Lega) vuole spendere per sostenere 32
eventi in campo cinematografico. Eppure il Carroccio
ha imposto la sua linea, bocciando proprio il Festival
del cinema gay. Un messaggio politico che ieri ha ribadito
con Roberto Calderoli, il segretario nazionale della Lega
Lombarda: «Noi vogliamo che i soldi pubblici
siano spesi degnamente e difendiamo i valori della famiglia
tradizionale. Gli omosessuali non pretendano solidi pubblici per
i loro svaghi». Un passo indietro di fronte al
vespaio sollevato? Neanche per idea. Il Carroccio risponde:
«È la cultura del piagnisteo: una minoranza
vuole i soldi di tutti per baloccarsi con le proprie cose».
ANSA
Milano, li 25 settembre 2000
RADICALI: CINEMA GAY: NON SOLO INTOLLERANZA MA ANCHE MANCANZA
DI CULTURA
"La Commissione Cultura della Regione Lombardia ha oggi
tolto il contributo di dieci milioni per il festival del cinema
gay lesbico su proposta di un consigliere della Lega. Si tratta
di una decisione grave e inammissibile, degna del peggior
stato etico. Non solo, siamo di fronte a una decisione puramente
politica e strumentale che non tiene conto dell'alto valore
culturale che ha rappresentato in questi anni per Milano,
e non solo, la possibilità di proiettare film di livello
altrimenti sconosciuti. Per fortuna il provvedimento nelle
prossime settimane passerà in aula dove potremo correggerlo
con emendamenti che fin d'ora preannunciamo. Speriamo che
i colleghi di maggioranza e opposizione non facciano mancare
il loro appoggio." ha dichiarato Yasha Reibman, Consigliere
Regionale del Gruppo Radicali - Emma Bonino della Regione
Lombardia.
(ANSA) - MILANO, 25 SET - Sulla vicenda e' intervenuto anche
Roberto Biscardini (Sdi) affermando che ''la Regione Lombardia
si allinea alle posizioni piu' illiberali della destra italiana''.
''E' una vergogna - ha aggiunto -: in un clima sempre piu'
intollerante la Giunta regionale si e' accodata alle terroristiche
quanto razzistiche posizioni di Umberto Bossi.
Per la prima volta dopo anni e anni abbiamo la controprova
che il Polo della Liberta', almeno in Lombardia, alla liberta'
fa fare passi indietro''. Per
il consigliere regionale dei radicali Yasha Reibman ''si tratta
di una decisione grave e inammissibile, degna del peggior
Stato etico''.
In serata e' anche arrivata una precisazione da parte del
consigliere della Lega Daniele Bellotti che ha presentato
in commissione l'emendamento che ha portato alla bocciatura
del contributo. ''La delibera della Giunta - ha spiegato Bellotti
- prevede tra gli obiettivi e i criteri la promozione di produzioni
cinematografiche ed audiovisive di qualita', e rimarca come
requisito per l' attribuzione del contributo l'importanza
culturale del programma presentato. Visti questi presupposti
e' inaccettabile che un' istituzione come la Regione Lombardia
finanzi e automaticamente patrocini una rassegna pornografica
di film omosessuali''.
A favore dell'emendamento della Lega hanno votato il centrodestra
ed il rappresentante del PPI, Danuvola.
(ANSA)
FESTIVAL CINEMA GAY: GRILLINI, E' LA CAMPAGNA OMOFOBA LEGA
(2)
(ANSA) - ROMA, 25 SET - La campagna nazionale contro il rifiuto
delle diversita' comincera' il prossimo 22 ottobre, data annunciata
da Bossi per la raccolta delle firme contro il riconoscimento
delle coppie omosessuali.
''Nelle stesse citta' del Nord dove la Lega raccogliera' le
sue firme - ha annunciato Titti De Simone, presidente di Arcilesbica
promotrice, insieme ad Arcigay, dell'iniziativa - organizzeremo
sit-in e presidi di piazza. Il messaggio e' contro la Lega,
che si dimostra la piu' agguerrita contro gli omosessuali,
ma e' un monito a tutta la destra che sta cavalcando l'omofobia
come cavallo di battaglia''. (ANSA)
FESTIVAL CINEMA GAY: ARCILESBICA, ATTO DI MATRICE FASCISTA
(V. ''REGIONI: LOMBARDIA; NEGATO...'' DELLE 13.12)
(ANSA) - BOLOGNA, 25 SET - ''Un atto di grave autoritarismo
di matrice fascista'': cosi' l' Arcilesbica commenta la decisione
della Regione Lombardia di revocare il finanziamento di 10
milioni al Festival
internazionale gay-lesbico di Milano.
''Il Polo e la Lega dimostrano cosi' la propria vera
natura reazionaria sferrando l' ennesimo attacco alla liberta'
di espressione e di opinione di una componente sociale del
paese - afferma in una nota Titti De Simone,
presidente nazionale di Arcilesbica - E' un segnale inquietante
per la democrazia, che disvela le vere intenzioni razziste
della destra capeggiata da Bossi, Fini e Berlusconi e oggi
alleata con la parte integralista delle
gerarchie vaticane''. Il rischio, secondo Titti De Simone,
e' quello ''di un' ondata di pulizia etnica, culturale e religiosa''.
L' Arcilesbica chiede pertanto alla commissione cultura della
Regione Lombardia di riconsiderare la propria decisione concedendo
il contributo al festival del cinema, ''in virtu' del ruolo
laico e democratico che questa istituzione riveste, non apponendo
scelte e motivazioni gravemente discriminanti nei confronti
degli
omosessuali''.
(ANSA).
REGIONI: LOMBARDIA; NEGATO FINANZIAMENTO FESTIVAL CINEMA GAY(2)
(ANSA) - MILANO, 25 SET - ''Non c'e' nessuna discriminazione
nei confronti dei gay'', ha ribattuto Silvia Ferretto (An),
presidente della Commissione Cultura del Consiglio regionale
lombardo. ''Anch'io - ha aggiunto - sono a favore di tutte
le liberta' d' espressione e non stiamo dicendo che i gay
non possono fare il festival, solo che l' iniziativa non rientra
nella finalita' culturali della Regione''. ''Possono farlo
a spese loro - ha
concluso Ferretto - e la Regione puo' spendere questi soldi
in modo migliore''. Oltre alla maggioranza di centrodestra,
contro il finanziamento al festival gay ha votato anche il
rappresentante dei popolari, Paolo
Danuvola.
Il contributo richiesto e' di 10 milioni, su un totale di
un miliardo e 250 mln (e non 250 mln) a disposizione del piano
di riparto per le iniziative in campo cinematografico. Tra
quelle approvate dalla Commissione, ricevera' i finanziamenti
maggiori (180 mln) il Bergamo Film Meeting, seguito da 'Lombardia
Cinema Ragazzi' dell' Associazione nazionale esercenti cinematografici
(112 mln) e dalle attivita' cinematografiche e audiovisive
della Provincia di Milano (100 mln). Tra i finanziamenti minori,
5 milioni
alla rassegna ''Il Mago Ozu, l' arte di un genio giapponese''.
E' la seconda volta che in Regione Lombardia si apre la querelle
sul finanziamento al
festival del cinema gay e lesbico. Due anni fa era il finanziamento,
tolto dalla Giunta era stato poi reintegrato dal consiglio.
(ANSA).
|