IL DIBATTITO SU GAY.IT E IL BANNER DI BERLUSCONI

Lettera di protesta del Circolo Mario Mieli
da Queer-it del 9.5.01

Cari compagni e care compagne,

aprire il sito di gay.it e vedersi la faccia del Cavaliere che ci chiede  se vogliamo pagare meno tasse, non sappiamo ancora se ci abbia sconvolto  o insultato.
Dopo la pubblicazione di un sondaggio senza alcun criterio scientifico  che dava la vittoria a Berlusconi, prontamente sfruttato dai media come  un orientamento a destra dell'elettorato gay, crediamo che collocare ad  una settimana dalle elezioni il banner della casa delle libertà sia  stato un gesto altamente scorretto e una possibile manipolazione  elettorale per tutti coloro indecisi sul proprio voto. Giudichiamo  questo un atteggiamento pericolosamente schizofrenico: come si può pubblicizzare l'appoggio ai candidati gay, sostenere la campagna di  Franco Grillini, e contemporaneamente fare pubblicità al polo. Riteniamo un assurdo la dissociazione di forza italia dal resto degli  alleati. Non esiste, infatti niente nel programma del suddetto partito  sulla tematica dei diritti per le persone omosessuali, ma attenzione, caro De Giorgi, il banner è della casa delle libertà dove convivono AN, Lega e in alcune regioni anche l'MSI, che certo non si dichiarano a  favore dei nostri diritti, anzi. Il 5 maggio i compagni del Pink sono  stati picchiati dai fascisti di forza nuova e il 7 compare la pubblicità della casa degli orrori: è proprio vero PECUNIA NON OLET, di fronte ai soldi non si guarda in faccia nessuno.

Non regge la giustificazione dell'attività commerciale; gay.it fa una campagna politica schierata con i candidati gay e questo non è commercio. Anche in un'attività commerciale esiste e deve esistere  un'etica; un sito internet fa comunicazione sociale e non può prescindere da un'etica e da una coerenza nei confronti dei suoi visitatori.

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli chiede che il link al proprio sito venga eliminato, e in quanto editore della rivista AUT, magazine GLBT politicamente schierato a sinistra, sospenderà dal prossimo mese di giugno lo spazio pubblicitario a Gay. It. Tale pubblicità contravviene allo spirito editoriale della rivista e alla nostra differente visione su ciò che è politico e ciò che è puramente commerciale. Invitiamo infine tutti i compagni e le compagne gay, lesbiche, transessuali e bisessuali a non visitare il sito gay.it fino a quando compare tale orrendo consiglio per gli acquisti.
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli