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OMOSESSUALITA'
E POLITICA

 
LA TRATTATIVA di Arcobaleno Milano col Comune di milano
MARIO FORTUNATO - Un caso di discriminazione politica (20.2.02)
GAY E GLOBALIZZAZIONE -Il CIG aderisce alla manifestazione di Genova del Social Forum (21.7.01)
ELEZIONI 2001 - IL CIG Arcigay Milano incontra il Comitato Rutelli
I CANDIDATI GAY alle elezioni politiche del 2001
ELEZIONI 2001 - LA SINISTRA e i gay

IL BANNER di Berlusconi su Gay.it (9-5-01)

ELEZIONI 2001 - LA DESTRA candida i gay?
SINDACO DI PARIGI un omosessuale dichiarato: Bertrand Delanoë (18.3.01)
LA REGIONE LOMBARDIA boccia il Festival del Cinema Gaylesbico di Milano (20.9.00)
LA DESTRA E I GAY - Collezione di perle più o meno omofobe (dichiarazioni di politici dopo il world pride 2000)

 

 

 

 

 

 


I GAY E IL MOVIMENTO ANTIGLOBALIZZAZIONE

 21 Luglio 2001 - Manifestazione a Genova del GSF 

Il CIG-Arcigay Milano ha votato all'unanimità, nell'assemblea straordinaria appositamente convocata, la partecipazione, con il proprio striscione, alla manifestazione indetta dal Global Forum a Genova il giorno 21 luglio 2001. 

"Nell'ambito delle manifestazioni in occasione del G8 di Genova il C.I.G. partecipera' al corteo per sottolineare il proprio appoggio alla rivendicazione dei diritti fondamentali dell'uomo. Diritti che non possono sottostare agli interessi economici di pochi ma che al contrario devono condizionarli."

A Genova ci sarà, vicino allo spezzone delle donne, uno spezzone GLBT italiano, il cui luogo d’incontro sarà comunicato al più presto; comunque a Genova è in funzione un punto informativo sulla manifestazione in Piazzale Kennedy, sul lungomare

Resoconto della manifestazione 

Una grande manifestazione, una serie infinita di gruppi e associazioni che partecipavano con varie e differenti motivazioni unite dal grido unanime  che "un'altro mondo è possibile". 
Subito però, chi scrive è rimasto meravigliato dal fatto che diversi manifestanti mi impedivano di fotografarli. Infatti la festa è durata pochissimo, il corteo enorme è stato quasi subito bloccato e diviso in più spezzoni da incidenti e scontri che avvenivano in diversi punti del corteo. 
Lo spezzone delle donne e dei gruppi gay non hanno potuto formarsi. I vari gruppi gay lesbici (Catania, Verona, Bologna, Firenze, Milano, Torino, Roma e altri più alcuni gruppi stranieri) erano sparpagliati lungo tutto il corteo. 
A differenza di tante altre manifestazioni, tra cui gli ultimi grandi Pride, la città era completamente assente, nessuno ai bordi del corteo, negozi completamente chiusi, finestre sbarrate tranne pochissime eccezioni. La cosa diventava facilmente comprensibile osservando una serie ininterrotta di vetrine spaccate, macchine distrutte o incendiate, cassonetti capovolti e dati alle fiamme. 
Chi scrive ha assistito alla prima spaccatura del corteo, corteo che mentre percorreva il lungomare ha dovuto anticipare la svolta in una strada verso il centro della città per evitare di incontrarsi con un gruppo di "Black Bloc" che, spaccando le vetrine di una banca, venivano incontro al corteo e si portavano dietro gli attacchi con candelotti della polizia. Cambiare il percorso del corteo è servito solo a guadagnare qualche minuto perchè siamo stati ugualmente raggiunti dalle "Tute Nere" che volevano distruggere una stazione di benzina della Esso a fianco del corteo. Qui alcuni manifestanti della Fiom Cgil hanno tentato di fermarli scontrandosi con loro e riuscendo a farli indietreggiare, ma ormai i candelotti della polizia arrivavano quasi sul corteo che si è spaccato in un fuggi fuggi generale di manifestanti intossicati dal fumo. Tremendo lo spettacolo di giovani, donne e anziani con gli occhi piangenti e infiammati che vomitavano e cercavano invano di proteggersi dal fumo. 
Questi attacchi, dei Black Bloc e della polizia, si sono ripetuti per tutto il pomeriggio e la serata. Il comizio finale è stato brevissimo, gli organizzatori del GSF hanno subito gridato dal palco di defluire verso Marassi per permettere al corteo di defluire e sfuggire agli attacchi. Ma anche da Marassi abbiamo dovuto scappare. Ad un certo punto eravamo tutti sparpagliati con notizie allarmanti che arrivavano da tutte le parti. Anche la stazione dei treni, Brignole, era stata attaccata ed era impossibile raggiungerla. Solo verso le otto di sera hanno aperto la stazione e quasi subito sono partiti i primi treni.

Una manifestazione di duecentomila persone, un corteo ed un comizio finale, condizionati ed in balia di poche centinaia di facinorosi che sembrava avessero l'unico scopo, senz'altro raggiunto, di trasformare una grande lotta politica, sociale, democratica e pacifica in un dimostrazione di violenza gratuita, ingiustificata e assurda. Probabilmente  l'unico scopo di questi facinorosi (e forse di qualcun altro) è quello di isolare, denigrare e distruggere il grande movimento di massa che sta nascendo e crescendo a livello mondiale.

 

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