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Il CIG-Arcigay
Milano ha votato all'unanimità, nell'assemblea straordinaria
appositamente convocata, la partecipazione, con il proprio
striscione, alla manifestazione indetta dal Global Forum a
Genova il giorno 21 luglio 2001.
"Nell'ambito delle
manifestazioni in occasione del G8 di Genova il C.I.G. partecipera'
al corteo per sottolineare il proprio appoggio alla rivendicazione
dei diritti fondamentali dell'uomo. Diritti che non possono
sottostare agli interessi economici di pochi ma che al contrario
devono condizionarli."
A Genova ci sarà, vicino allo
spezzone delle donne, uno spezzone GLBT italiano, il cui luogo
d’incontro sarà comunicato al più presto; comunque a Genova è
in funzione un punto informativo sulla manifestazione in Piazzale
Kennedy, sul lungomare
Resoconto
della manifestazione
Una grande
manifestazione, una serie infinita di gruppi e associazioni che
partecipavano con varie e differenti motivazioni unite dal grido
unanime che "un'altro mondo è possibile".
Subito però, chi scrive è rimasto meravigliato dal fatto che
diversi manifestanti mi impedivano di fotografarli. Infatti la festa
è durata pochissimo, il corteo enorme è stato quasi subito
bloccato e diviso in più spezzoni da incidenti e scontri che
avvenivano in diversi punti del corteo.
Lo spezzone delle donne e dei gruppi gay non hanno potuto formarsi.
I vari gruppi gay lesbici (Catania, Verona, Bologna, Firenze,
Milano, Torino, Roma e altri più alcuni gruppi stranieri) erano
sparpagliati lungo tutto il corteo.
A differenza di tante altre manifestazioni, tra cui gli ultimi
grandi Pride, la città era completamente assente, nessuno ai bordi
del corteo, negozi completamente chiusi, finestre sbarrate tranne
pochissime eccezioni. La cosa diventava facilmente comprensibile
osservando una serie ininterrotta di vetrine spaccate, macchine
distrutte o incendiate, cassonetti capovolti e dati alle
fiamme.
Chi scrive ha assistito alla prima spaccatura del corteo, corteo che
mentre percorreva il lungomare ha dovuto anticipare la svolta in una
strada verso il centro della città per evitare di incontrarsi con
un gruppo di "Black Bloc" che, spaccando le vetrine di una
banca, venivano incontro al corteo e si portavano dietro gli
attacchi con candelotti della polizia. Cambiare il percorso del
corteo è servito solo a guadagnare qualche minuto perchè siamo
stati ugualmente raggiunti dalle "Tute Nere" che volevano
distruggere una stazione di benzina della Esso a fianco del corteo.
Qui alcuni manifestanti della Fiom Cgil hanno tentato di fermarli
scontrandosi con loro e riuscendo a farli indietreggiare, ma ormai i
candelotti della polizia arrivavano quasi sul corteo che si è
spaccato in un fuggi fuggi generale di manifestanti intossicati dal
fumo. Tremendo lo spettacolo di giovani, donne e anziani con gli
occhi piangenti e infiammati che vomitavano e cercavano invano di
proteggersi dal fumo.
Questi attacchi, dei Black Bloc e della polizia, si sono ripetuti
per tutto il pomeriggio e la serata. Il comizio finale è stato
brevissimo, gli organizzatori del GSF hanno subito gridato dal palco
di defluire verso Marassi per permettere al corteo di defluire e
sfuggire agli attacchi. Ma anche da Marassi abbiamo dovuto scappare.
Ad un certo punto eravamo tutti sparpagliati con notizie allarmanti
che arrivavano da tutte le parti. Anche la stazione dei treni,
Brignole, era stata attaccata ed era impossibile raggiungerla. Solo
verso le otto di sera hanno aperto la stazione e quasi subito sono
partiti i primi treni.
Una
manifestazione di duecentomila persone, un corteo ed un comizio
finale, condizionati ed in balia di poche centinaia di facinorosi
che sembrava avessero l'unico scopo, senz'altro raggiunto, di
trasformare una grande lotta politica, sociale, democratica e
pacifica in un dimostrazione di violenza gratuita, ingiustificata e
assurda. Probabilmente l'unico scopo di questi facinorosi (e
forse di qualcun altro) è quello di isolare, denigrare e
distruggere il grande movimento di massa che sta nascendo e
crescendo a livello mondiale.
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