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OMOSESSUALITA'
E POLITICA

 
LA TRATTATIVA di Arcobaleno Milano col Comune di milano
MARIO FORTUNATO - Un caso di discriminazione politica (20.2.02)
GAY E GLOBALIZZAZIONE -Il CIG aderisce alla manifestazione di Genova del Social Forum (21.7.01)
ELEZIONI 2001 - IL CIG Arcigay Milano incontra il Comitato Rutelli
I CANDIDATI GAY alle elezioni politiche del 2001
ELEZIONI 2001 - LA SINISTRA e i gay

IL BANNER di Berlusconi su Gay.it (9-5-01)

ELEZIONI 2001 - LA DESTRA candida i gay?
SINDACO DI PARIGI un omosessuale dichiarato: Bertrand Delanoë (18.3.01)
LA REGIONE LOMBARDIA boccia il Festival del Cinema Gaylesbico di Milano (20.9.00)
LA DESTRA E I GAY - Collezione di perle più o meno omofobe (dichiarazioni di politici dopo il world pride 2000)

 

 

 

 

 

 

LA DESTRA E I GAY


Collezione di perle più o meno omofobe
«Il vero vizio non è quello dei diversi ma quello di Storace, ovvero di chi perde il pelo, ma non il vizio di una cultura fascista e razzista» Franco Grillini 
 

Dichiarazioni di politici dopo il World Pride 2000 

Umberto Bossi (Lega) Il Gazzettino del 11.5.01
Intervista di Alvise Fontanella 
- E' colpa della sinistra se l'Italia fa pochi figli?

«Un po' sì: quando il fisco ti costringe a scegliere tra viver bene e fare figli, manca una politica a favore della famiglia. Noi esenteremo dalle tasse una coppia fino a 22 milioni l'anno, ma fino 32 milioni se ha un figlio, fino a 42 milioni se i figli sono due, fino a 52 se sono tre. Non faremo come la sinistra, che è schierata contro la famiglia. È nemica della famiglia tradizionale, favorisce la cosiddetta famiglia omosessuale, che non esiste».

- Non esiste.

«No che non esiste! Al massimo c'è una coppia omosessuale, due persone che vivono insieme. Lo facciano pure, mica voglio proibirlo. Ma quando si scrisse nelle Costituzioni che la famiglia è il fondamento della società, si intende la famiglia tradizionale, quella che s'impegna di fronte a tutti a crescere i figli, perché i figli sono il futuro della società. la sinistra sa che distruggendo la famiglia distrugge l'identità dei popoli. La sinistra, in Europa, vuole la droga libera, vuole l'eutanasia, vuole la famiglia omosessuale, l'invasione degli immigrati possibilmente dall'Oriente. Vuole distruggere i valori tradizionali, la fede dell'Occidente, l'identità stessa dell'Europa. Dire che la Lega è il nemico dell'Europa è la grande menzogna della sinistra. Il futuro dell'Europa sta nella difesa dei valori della civiltà europea. E il nemico di questi valori è la sinistra».

Gabriele Albertini (FI) da Gay.it del 9.5.01
La Repubblica di oggi riporta una intervista al sindaco di Milano Albertini in cui si affrontano anche domande relative alla posizione del sindaco sull'omosessualità. Il giornalista affronta di petto l'argomento chiedendo ad Albertini quale sia il problema relativo alle affermazioni di Bossi in cui si sospettava la sua omosessualità; Albertini replica senza scomporsi: «Non c'è problema, né l'uno né l'altro. Non sono omosessuale e non lo sono mai stato». E aggiunge: «Per quanto mi riguarda continuo a non spiegarmi da dove vengano fuori le voci su di me, se non forse dal fatto che ho una compagna che è molto tassativa nel non voler comparire». 
Il sindaco in questi giorni è anche al centro di polemiche da parte di Arcobaleno, il comitato organizzatore del Pride milanese, per aver concesso Piazza Duomo per una manifestazione di AN dopo averla rifiutata per il Gay Pride. Nel corso dell'intervista commenta le sue posizioni riguardo ai gay dicendo: «Il Gay Pride: non siamo in condizioni di impedire alcunché, né vogliamo farlo. Ma siamo liberi di dare o meno il nostro patrocinio: e non lo diamo. Perché l'omosessualità è un atteggiamento legittimo ma opinabile, che contraddice un principio fondante della nostra società. E poi che senso hanno queste manifestazioni? C'è quella degli omosessuali, potrebbe esserci quella degli etero, oppure quella degli onanisti».

E Albertini assicura che in quella degli onanisti «ci si riconoscerebbero in molti: almeno una volta ci siamo passati tutti».

Umberto Bossi (Lega) Il Manifesto 8.5.01
.... A giro di agenzia il leader del Carroccio che, con la consueta grazia, non smentisce il suo antieuropeismo: "Sono decisamente contrario al progetto che la sinistra ha sull'Europa - tuona Bossi - Un superstato guidato da una banda di tecnocrati e da quelli che sono contro la famiglia tradizionale e vogliono le adozioni per gli omosessuali e magari anche dei pedofili. Noi vogliamo un'Europa confederale". Di cui però, come di tante altre posizioni leghiste, non c'è traccia nel programma del centrodestra....
Luigi Caruso (MSI) La Stampa 8.5.01
La corsa del missino di governo
Il comizio di Caruso: il mio rivale? E’ gay.

TRA Luigi Caruso e il suo sogno, diventare il primo missino di governo della storia della Repubblica, e magari il voto decisivo al Senato, c’è questo signore dal volto democristiano riprodotto sul manifesto, «il mio avversario più pericoloso», contro cui l’on. Caruso ha però affinato un argomento politico definitivo: «E’ arruso. Insomma: gay». Dichiarato? «Noooo. Però lo sanno tutti». E lei lo dice in pubblico? «Noooo - qui Caruso dà di gomito -. Alludo». Ecco infatti le sottile allusioni, riferite stenograficamente dal comizio di ieri a Francofonte: «Il mio avversario è ambiguo; politicamente ambiguo, e non solo politicamente. E il suo schieramento non è né carne né pesce, né uomo né donna». Poi un’impennata: «E cosa ha portato a casa in dieci anni di governo regionale? Quindici guardiacaccia, uno e mezzo all’anno». Per il candidato dell’Ulivo, invece, c’è un altro argomento: «Avete visto che volto augurale? Che faccia da portafortuna? Lo sapete che al Senato quando lo vedono toccano ferro?». Arrusi e menagrami. «Ma loro mi chiamano fascista». Con qualche ragione, si direbbe. Il 28 aprile del ’96, la settimana dopo la sua elezione al Senato - con i resti: 20% nel collegio, 60% nella sua città, Pachino, penultimo comune d’Italia prima di Capo Passero, pomodori e distese di serre di plastica -, l’on. Caruso commemorò l’anniversario della morte di Mussolini con messa solenne a Bosco Minniti. E per la celebrazione della marcia su Roma, tutti al ristorante a Predappio. «C’è anche un po’ di goliardia in quelle cene - spiega lui -. Nei paesini c’è ancora chi mi accoglie sbattendo i tacchi e salutando romanamente. Ma io non mi considero fascista. Missino, sì. Di destra, sì. Con le idee chiare, sì». Eccome. Caruso è favorevole alle riforme più azzardate, ad esempio «non ho nulla contro la parità tra uomo e donna», ma insomma «i matrimoni misti non funzionano in America, figuriamoci qui, siamo troppo diversi dai nordafricani, loro hanno altre regole e neanche le rispettano, si ubriacano, praticano la poligamia, sottomettono le donne. Be’, questa è un’usanza che si potrebbe recuperare - dà ancora di gomito il senatore -. Le smancerie con le donne non funzionano, più le tratti male più ti si appiccicano. E’ che io sono un gentiluomo e non ne sono capace. Con mia moglie, però, patti chiari dal fidanzamento: io a lavorare, lei a casa a badare ai figli», due, Paolo di 20 anni e Francesco di 17.

Umberto Bossi (Lega) Repubblica 8.5.01
Il Senatur accusa l'Europa "Tecnocrazia di pedofili"
MILANO - Onorevole Bossi, ancora una volta, lei, per l'Europa, è l'elemento inaffidabile: Giuliano Amato definisce la sua posizione come «bizzarra». Il centrosinistra europeo non la ama quando lei parla di «congiura massonica». «Vorrebbero una Europa dei tecnofili. Un super stato guidato da una banda di tecnocrati, dalla grande finanza e anche da quelli che sono contro la famiglia tradizionale, quelli che vorrebbero dare in adozione alle coppie omosessuali i bambini». Tecnocrazia, finanza, più pedofilia, siamo nell'hard. «Che in Europa ci sia un meccanismo per cui la grande finanza si è alleata con la sinistra per concentrare il potere in mano alla tecnocrazia è chiaro. Basti pensare a come in Italia abbiamo ceduto, grazie al governo Amato, la nostra sovranità alla Commissione europea. Poi per quanto riguarda il sesso, io non ho nulla contro l'omosessualità. Sono contro il fatto che si possa dare un bambino in adozione a una coppia gay, come hanno tentato di fare. Noi siamo per la difesa della famiglia naturale, uomodonna». Ad Amato cosa risponde.(GUIDO PASSALACQUA)
Ferdinando Aiuti Corriere della Sera 1.5.01
Contro Zaccaria: «Il presidente Rai se ne deve andare». Contro Veronesi: «Sul caso Celentano ha fatto male». Contro Rosy Bindi: «Alcuni punti della sua riforma sono incostituzionali». E poi gli omosessuali, le liste di proscrizione, la trasmissione del molleggiato... Non risparmia nessuno il professor Fernando Aiuti, candidato alla Camera nel collegio Appio Tuscolano per la Casa delle libertà. Sul palco del teatro Orione, dove Gianfranco Fini e Domenico Fisichella fanno le presentazioni ai 500 di An, lo scienziato noto nel mondo per i suoi studi sull’Aids ha parole per tutti. Anzi, pallottole. Quando prende il microfono per giurare fedeltà a Fini la voce quasi si incrina, ma in pochi minuti la sala è tutta per lui ... I ricordi, infine. Madre Teresa lo implorò di non dire più in tv «quella parola». «Non sono d’accordo, ma c’è anche la fedeltà di coppia, c’è l’astinenza...». E il Gay Pride? Va condannato, ma niente discriminazioni. Poi, a sopresa: «Non è vero che nelle file di An non ci sono omosessuali». Qualcuno grida «bravo», Aiuti chiede un applauso, la platea esegue ma non trascina Fini. La chiusura è tra le ovazioni, con tanto di regalino al presidente: due foto, Storace che bacia Aiuti e i due insieme, le dita alzate in segno di vittoria.
(Monica Guerzoni)
Roberto Bussinello (F.N.) Il Manifesto 30.4.01
L'avvocato Roberto Bussinello, una gioventù nel Fuan, poi nella Fiamma, ha scatenato qualche applauso quando ha ribadito i concetti fondanti dell'azione di Forza nuova: l'identità nazionale, che va difesa a tutti costi per non diventare una terra senza radici come gli Stati Uniti, la lotta all'immigrazione, che va "impedita", la lotta contro la criminalità, cioè contro gli immigrati, e infine la lotta per la famiglia. Se parlando dell'identità nazionale Bussinello ha raggiunto toni di insolito lirismo: "Non ce ne frega niente - ha detto - della cultura multietnica perché a noi interessa la cultura dei nostri padri, i nostri figli devono imparare questa storia, da Cicerone a D'Annunzio, Dante, i pittori del Rinascimento", il top l'ha raggiunto nelle dichiarazioni sulla famiglia "il primo dei valori". "Non ci interessano - ha detto - le riunioni degli omosessuali, non devono andare in piazza facendo vedere le loro aberrazioni come a Roma. Forza nuova sostiene il rapporto uomo-donna secondo natura"
Pino Rauti (MSI) La Repubblica 29.4.01
Anche Pino Rauti scende in campo per Berlusconi dicendo che «quella dell'Economist è una rozza ingerenza nella campagna elettorale». Gli inglesi, intima il segretario della Fiamma tricolore, farebbero meglio «a guardare al loro interno». Il motivo? Perché «nel governo inglese siedono ben quattro gay».
Riccardo Migliori (A.N.) Il Manifesto 27.4.01
Convinto sostenitore della svolta di Fiuggi, da sempre uomo delle istituzioni ("dove è cresciuta una destra diversa da quella delle sezioni"), Riccardo Migliori non è certo un nostalgico. Ma quando gli si chiede cosa è cambiato per lui in questi anni non ha dubbi. "Io sono sempre quel ragazzo del '68, con lo stesso fuoco sacro e, soprattutto, gli stessi valori: la comunità nazionale e locale e la famiglia". Con orgoglio mostra il manifesto della "Consulta etico religiosa" di Gustavo Selva che garantisce l'impegno della "destra per la centralità della famiglia". "Su questo c'è uno scontro forte in Toscana - spiega il consigliere regionale di An - Molti comuni di sinistra, a Cascina come a Pisa, hanno legalizzato le unioni di fatto, sia etero che omosessuali. E questo è contro la Costituzione. Perché per me ognuno può fare quello che vuole, ma se non sono un marito e una moglie non possono chiamarsi famiglia. Tantomeno ottenere i vantaggi sulla casa o quant'altro".
Francesco Storace (AN) La Repubblica  26.4.01
Dal Kosovo, dove inaugura due scuole, il presidente del Lazio apre anche un fronte antigay: «Voglio che le tasse pagate dai cittadini vengano utilizzate dai figli dei poveri e non per pagare i vizi dei diversi». Si riferisce a un altro progetto prossimo venturo: modificare la legge regionale sulla famiglia: «A partire dal primo articolo - avverte il governatore - che equipara ogni tipo di convivenza e che sembra la sanatoria di un abuso edilizio. Perché un omosessuale ha diritto a una casa popolare? Solo per essere un omosessuale? Così diventa una discriminazioneprivilegio». 
Roberto Calderoli (Lega) Adnkronos  20.4.01
... Calderoli trova ''curioso come le minacce a Berlusconi suscitino dubbi e dileggio, mentre quelle a Rutelli vengono prese immediatamente sul serio. Chissa' poi quali rischi corre davvero Rutelli. Forse -conclude- quello di trovarsi intrappolato con il motorino in un corteo di qualche gay pride. E magari non gli spiacerebbe neanche''.
Umberto Bossi (Lega) Adnkronos 3.4.01
Intervistato da Famiglia Cristiana, Umberto Bossi delinea il ruolo della Lega in un eventuale governo Berlusconi.
“La famiglia riguarderà il ministero del Lavoro. E toccherà a noi perchè altri non ne hanno di esperti di lavoro e pensioni, mentre noi abbiamo il secondo sindacato del Nord. Altrimenti facciamo l’errore dell’altra volta, quando mettemmo Mastella, che non sapeva neppure cosa fosse una pensione. E fu una tragedia”. 
“Il Lavoro -aggiunge il leader leghista - se lo piglia sulla schiena chi è capace, chi ha l’esperienza. Vedremo: non è che noi chiediamo e Berlusconi ci dà. Noi chiediamo e Berlusconi ci dà la devolution. Su lì non scherziamo. Noi riteniamo la famiglia un punto base della società. Se passa la famiglia omosessuale, quelle cose lì, il mondo salta per aria”.
Gabriele Albertini (F.I.) Lettera di risposta ad Arcobaleno che chiedeva il patrocinio per il Pride. 4.4.01
"L'Amministrazione comunale di Milano è espressione di tutti i cittadini e ne rispetta i convincimenti personali, i costumi e le sensibilità individuali. Vi è sicuramente noto che una parte consistente di cittadini considera inopportune e lesive dei sentimenti religiosi manifestazioni pubbliche inneggianti all'omosessualità. Pur condividendo e facendo propria la condanna di ogni forma di pregiudizio o discriminazione nei confronti delle persone omosessuali, questa Amministrazione ritiene dunque di non poter dare il proprio patrocinio alla vostra iniziativa, pur impegnandosi a dare la collaborazione necessaria per il suo migliore svolgimento." Gabriele Albertini 
Gianfranco Fini (A.N.) Corriere della Sera 24.3.01
Un sindaco gay dichiarato? Nessun problema, dice Gianfranco Fini, ma in Francia, non in Italia. Il leader di An, durante un filo diretto ai microfoni di Radio 24 , interviene sul dibattito in corso, anche dentro An, sulle candidature di omosessuali. Fini osserva di non aver trovato «nulla di male» nell’elezione a sindaco di Parigi di Bertrand Delanoë, politico socialista che ha pubblicamente dichiarato la sua omosessualità. «Ma credo - aggiunge il presidente di Alleanza nazionale - che in Italia un candidato gay avrebbe qualche problema». Il motivo risiederebbe nell’ostilità dell’elettorato. «Un gay - spiega - avrebbe problemi con i cittadini che di fronte a un’ostentata preferenza sessuale del candidato potrebbe dire: perché dovrei votarlo?».
Ignazio La Russa (A.N.) Il Foglio 23.3.01
Per Ignazio La Russa "la discriminazione e' mettere in lista uno solo perche' e' gay, negli anni Settanta abbiamo avuto candidati e dirigenti omosessuali senza alcun problema, erano solo capaci e bravi camerati". Ad esempio, "il segretario della sezione piu' 'calda' di Milano in quegli anni era un signore di cinquant'anni, farmacista e gay evidente, soprannominato Robiolina, amatissimo dai nostri attivisti piu' duri". Nessun problema, "noi sapavamo e loro sapevano che sapevamo", ma un gay in lista in quanto gay "discrimina e basta".
Francesco Storace (A.N.) Il Foglio 23.3.01
"Se un gay vuole candidarsi la sua condizione non deve impedirgli questo diritto", annuncia. Poi aggiunge: "E' sufficiente che sottoscriva il programma in cui si ribadisce che la famiglia e' quella naturale, secondo Santa Madre Costituzione fondata sul matrimonio. E che inoltre sottoscriva un progetto secondo cui possiamo mettere le tasse ai cittadini per mantenere i figli di famiglie povere e non per pagare il vizio". Conclusione: "Non ha senso proporre la candidatura di un gay in questa maniera, a meno che non si voglia candidare un esibizionista".
Enrico Aimi (AN) La Gazzetta di Modena 15.3.01
A scuola si va per studiare e non a lezione di sodomia con tanto di proiezione di un video intitolato «Adolescenti e omosessualità»: è quanto rammenta di nuovo Enrico Aimi, presidente provinciale di Alleanza nazionale di Modena.
Condanna così l'iniziativa organizzata all'Istituto «Meucci» con dibattito tra Arcigay e studenti e rende noto che «l'ufficio legale di Alleanza Nazionale si sta attivando per tutte le iniziative giudiziarie che il caso impone, non esclusa l'ipotesi risarcitoria in caso di danno psichico arrecato agli adolescenti».
«Invitiamo il preside dell'istituto tecnico commerciale Meucci - è il suggerimento di Enrico Aimi - a revocare l'incontro e a proseguire il normale corso delle lezioni senza interferire ulteriormente sulla coscienza di ragazzi minorenni che potrebbero peraltro subire seri traumi nell'evoluzione della personalità». In caso contrario, ossia nell'ipotesi in cui si dovesse procedere con l'organizzazione dell'iniziativa, invita i ragazzi a «disertare» l'incontro e i genitori a non far partecipare i propri figli all'assemblea in segno di protesta.
Gabriele Albertini (F.I.) Repubblica 8.3.01
«Appoggio le richieste degli omosessuali, anche se non condivido la loro scelta di organizzare un corteo. È una manifestazione che, oltre a poter creare disagio agli altri cittadini, ha una carica di ostentazione e di sfida che ritengo inutile se non addirittura controproducente».
Rocco Buttiglione (CDU) ANSA 5.3.01
“Il comportamento omosessuale è tecnicamente indice di disordine morale”. E’ quanto ha affermato il leader del Cdu, Rocco Buttiglione ai microfoni di Radio Radicale nel corso di un filo diretto con gli ascoltatori. Buttiglione ha quindi ribadito di essere contrario alla manifestazione del Gay Pride in programma a Milano la prossima primavera: “Una cosa - ha spiegato - è tutelare il diritto civile di tutti a manifestare liberamente, altra cosa è promuovere cortei evidentemente provocatori”. Alle critiche di alcuni radioascoltatori, Buttiglione ha così replicato: “Tutti sono liberi di chiamarmi bigotto e intollerante, ma io, altrettanto liberamente, posso definire il comportamento omosessuale tecnicamente indice di disordine morale”. “In più - ha concluso il segretario del Cdu - come credo sia sbagliato manifestare contro gli omosessuali o a favore dell’orgoglio eterosessuale, credo sia altrettanto sbagliato farlo per l’orgoglio omosessuale”.
Roberto Calderoli (Lega) Repubblica 3.3.01
«E se facessimo una contromanifestazione etero e poi ci contassimo?». È questo il primo commento dell'onorevole Roberto Calderoli, segretario Nazionale della Lega Lombarda alla notizia della manifestazione gay in programma per giugno a Milano.
«Non abbiamo niente contro l'omosessualità come scelta personale» ci tiene a precisare il segretario leghista aggiungendo poi un piccolo elenco di no alle richieste, alle tematiche più volte sollevate dai gay.
«Un bambino deve crescere con un padre e una madre, quindi siamo contrari alle adozioni a gay o lesbiche. Siamo contrari ai cortei, alle marce, a queste ostentazioni pubbliche dei propri gusti sessuali, le manifestazioni narcisistiche che vogliono provocare e scandalizzare e finiscono per essere carnevalate goliardiche e di dubbio gusto».
Secondo l'onorevole leghista Roberto Calderoli, il pretesto del Gay pride milanese è un attacco la destra. «In campagna elettorale anche una sfilata di questo tipo può essere definita evento politico e diventare occasione di propaganda. Nel vocabolario politico c'era la parola trasformismo. Adesso bisognerà aggiungere il travestitismo»?
Riccardo Pedrizzi (AN) ANSA 3.3.01
“Ma quale centro teologico? E’ un sindacato degli omosessualisti”: il sen. Riccardo Pedrizzi, vicepresidente dei senatori di AN chiede al “Centro di studi teologici di Milano, che stasera ha polemizzato col card. Tettamanzi sul ruolo del diavolo, di “chiamarsi con il proprio nome”. “Perchè - domanda il senatore - questa fantomatica associazione di teologi 'eterodossi non si rivela per quello che è, cioè uno dei tanti sindacati degli omosessualisti sorti come funghi nel nostro paese negli ultimi tempi e, in quanto tale, non perde occasione per dare prova della sua cattofobia aggressiva e intollerante?”.
Gianfranco Fini (A.N.) La Stampa 24.2.01
...«Non c’è stata nessuna ingerenza della Chiesa» tuona Fini dal palco. Ha appena fatto cenno alla catastrofe demografica. Niente figli, uguale niente famiglia, uguale niente valori. Sui valori prende fiato. Sui valori, niente moderazione, ma intransigenza. Per l’esattezza, «sui valori c’è bisogno di una reazione intransigente». Reazione. Ed è così che all’insegna di questo rinverdito intransigentismo, An rivendica oggi il proprio essere un partito reazionario. «Pedofilia, eutanasia, gay pride , genetica» elenca Fini. Sì alla famiglia, quella vera. No alle unioni gay, all’aborto, all’antiproibizionismo: «Nemmeno se ce lo dovesse chiedere la coalizione».
Umberto Bossi (Lega) Conferenza Programmatica di AN a Napoli il 25.2.01
«Noi non abbiamo nulla contro le coppie omosessuali, ma se chiedono di diventare una famiglia allora gli dobbiamo fare un esame. Gli dobbiamo chiedere quali sono i loro programmi e che fecondazione c'è». Queste le parole pronunciate da Umberto Bossi a proposito delle unioni omosessuali in occasione della conferenza programmatica di AN, tenutasi a Napoli nei giorni scorsi. «La famiglia non e' una parola di sinistra - ha aggiunto il leader della Lega - non a caso il governo di sinistra in Olanda ha riconosciuto le coppie omosessuali». Come a conferma della sua tesi, Bossi ipotizza che se fosse stata accolta la tesi della sinistra a proposito della fecondazione eterologa, «magari si presentava una donna alta due metri e la fecondavano con un ometto di un metro e venti...». Insomma, conclude il leader lumbard, la famiglia è quella tradizionale perché «un conto e' la famiglia, altro conto e' un uomo, una donna e dei bambini e basta».
Francesco Storace (A.N.) Conferenza Programmatica di AN a Napoli il 25.2.01
Storace dichiara che «si parla tanto di omossesuali, ma io pago le tasse per una societa' che va avanti, si evolve perché ci sono i figli, non pago le tasse per un vizio».
Gianfranco Fini (A.N.) Conferenza Programmatica di AN a Napoli
Corriere della Sera 24.2.01
Parte dalla difesa dei valori la relazione (quasi tutta a braccio) di Fini, e sembra una risposta a chi gli chiede di fare davvero la destra. «L’espressione "moderatismo" non mi piace - incalza -, perché nella nostra società quello che serve è piuttosto decisionismo, scelte nette, il contrario dei compromessi e degli inciuci». Tanto che il leader di An annuncia che non avrà paura a farsi definire «politicamente scorretto» da chi pecca di «lassismo», e per farsi comprendere è pronto con un esempio: «La famiglia per noi mai potrà essere istituzione diversa dall’unione tra uomo e donna», perché è il «diritto naturale» a porre confini alla politica. E dunque è chiaro che sempre lotta sarà contro quella sinistra che tenta «maldestramente» di accreditarsi in Vaticano nonostante le posizioni su «aborto, fecondazione artificiale, gay pride, droga».
Francesco Storace (A.N.) La Repubblica 18.2.01
Aiuti alle famiglie sì, ma non alle coppie di fatto. L’iniziativa della Regione solleva un nuovo polverone politico, dopo le polemiche sul bonus scolastico, sullo screening agli immigrati, è ancora scontro tra centrodestra e opposizione, che parla di «provvedimento propagandistico» e di «ritorno all’oscurantismo».
Il progetto è firmato da Francesco Storace, che intende raddoppiare da due a quattro miliardi il fondo per i nuclei in difficoltà, ma gli stanziamenti andranno solo alla famiglie legate da matrimonio. «Quei soldi spiega il presidente della Regione erano destinati persino alle coppie omosessuali, ma ora si cambia registro, abrogheremo la precedente legge, che stanziava fondi anche per coppie di fatto». E aggiunge: «La famiglia che vogliamo aiutare è quella indicata dall’articolo 29 della Costituzione, quella fondata sul matrimonio».
Piergiorgio Prosperini (A.N.) Corriere della Sera 17.2.01
Gay pride, il centrodestra dice no. No al patrocinio da parte delle istituzione alla manifestazione dell’orgoglio omosessuale che si svolgerà il prossimo 23 giugno a Milano. E per qualcuno, no alla manifestazione tout court. L’intervento più duro viene da Piergianni Prosperini (An). «È l’ennesima mancanza di buon gusto - dice - della canaglia cattocomunista. Se vogliono essere diversi lo facciano pure, ma nelle loro alcove». Di più: «Si vuole porre l’omosessualità come un esempio e un modello. Mai e poi mai le amministrazioni (Prosperini è consigliere sia in Comune che in Regione, ndr ) devono dare il patrocinio a chi non si adegua alla morale e all’etica italiana».
Aldo Brandirali (F.I.) Corriere della Sera 17.2.01
Sul Gay Pride milanese Aldo Brandirali (Fi) preannuncia un intervento in consiglio comunale: «Chiederò a tutti i miei coleghi di ignorare la manifestazione nella maniera più assoluta». Una strategia del silenzio nei confronti «di maniaci dell’esibizione». E tuttavia, il Gay pride 2001 sarà all’insegna della lotta alle discriminazioni e della parità dei diritti. «Non esiste lobby più potente di quella dei gay - sostiene Brandirali - discriminazioni io non ne vedo. E se comunque ci fossero non è una parata la sede opportuna per affronatre il problema».
Gustavo Selva (A.N.) La Stampa 25.01.01
"Di ritorno dall’estero, leggo con ritardo la lettera di Enzo Palmesano sulla vicenda del «Gay pride». A Palmesano, che reclama da me delle scuse sul modello Bossi-Albertini, dico che, evidentemente, non ha ben capito la mia posizione. Io ho criticato l’esibizione dell’«orgoglio omosessuale» nell’anno del Giubileo. Per questa mia idea, condivisibile o no, non debbo scusarmi con nessuno, tantomeno con Palmesano che non ho mai chiamato con il nome di «Enza» o «Palmesana»."
Umberto Bossi (Lega) Intervenendo ad un'assemblea di leghisti a S. Angelo Lodigiano il 2.11.00
Il leader della Lega Nord ha duramente attaccato il fatto che la Carta dei Diritti dell'Uomo menziona la "famiglia" e non la "famiglia naturale", l'unico modello di unione che può essere inteso come tale. Bossi ha inoltre dichiarato che la Lega non intende discriminare gli omosessuali, ma non capisce "quali diritti possano vantare i gay: il diritto di scambiarsi le mutande, forse?"
Umberto Bossi (Lega) Da "La Padania" del 22.10.00 - resoconto di un tour elettorale in Umbria
Contro le coppie gay: «Non bisogna legittimarle, sennò poi tocca procurargli la casa, la pensione e quant’altro...». I documenti preparatori del vertice europeo di Nizza non vanno bene «perché servono alla sinistra per far passare le sue forzature sulla famiglia omosessuale. Questi qui vogliono soltanto un clima da "mutande libere", altroché!».
Lega Nord Manifesto leghista affisso per la raccolta firme del 22.10.00
"Firma anche tu nei gazebo. No! alle adozioni contro natura. Petizione monito all'Europa. "Adozione per le famiglie naturali e non per le famiglie omosex". Uniti contro la dittatura del mondo alla rovescia.
Gianfranco Fini (AN) da "Repubblica del 16.10.00
"Si dovrà arrivare a non finanziare più la cultura. Fino ad oggi i finanziamenti sono stati destinati a scopo politico: credo invece che sia più importante garantire a tutti pari dignità". Il leader di An lo ha detto rispondendo all'on. Giuliano Pisapia (Prc) nel corso di un'intervista a Telelombardia, a proposito dei mancati finanziamenti della Regione Lombardia al Festival del cinema gay che si tiene a Milano.
Riccardo pedrizzi (AN) da "Il Foglio" del 8.10.00
I gay, con rispetto parlando, sono una delle passioni (politiche) del senatore. Che vede così la faccenda: "Lo Stato non può ignorare le strutture psichiche della sessualità umana, rinunciando a essere il garante e il produttore della relazione eterosessuale". E allarmato avverte: "Riconoscere ugual valore a tutte le forme d'associazione affettiva provocherà una grave dissociazione della vita affettivo sessuale che sarà destrutturante e demoralizzante per gli individui che non sapranno più come ricollegarsi alla società". E' un mondo assediato, vicino al baratro della "dittatura del modello liberatorio e radicale che ha come istanza suprema la libertà, così come intesa dalla Rivoluzione francese: è lecito tutto quello che è liberamente voluto".
Silvio Berlusconi (F.I.) da Gay.it del 28.9.00
Le adozioni ai gay? “No, le coppie gay non danno garanzie”. Le coppie di fatto? “No, in Italia noi non le istituiremo”. Queste affermazioni arrivano, nell'ordine, dal presidente di Forza Italia e leader della Casa delle Libertà Silvio Berlusconi, e dal suo portavoce Antonio Tajani, entrambi a Parigi per l’incontro con il Presidente della Repubblica francese Jacques Chirac.
Umberto Bossi (Lega) A Venezia. Da Repubblica del 18.9.00
'Chi sta con la Lega sceglie le cose naturali, una famiglia naturale, figli naturali e acqua naturale'

"I poteri occulti hanno tentato di far passare in Europa, con l'appoggio dei comunisti e delle lobby gay, l'affidamento dei bambini in adozione alle coppie omosessuali. Non abbiamo niente contro gli omosessuali, ognuno fra le lenzuola fa quello che vuole, ma lanciamo un monito alla nuova famiglia Addams. Guai, Europa! Giù le mani dai bambini, sporcaccioni!"

"I poteri forti sostengono la famiglia omosessuale. Non possono fare figli, e quindi si scardinano i valori. E la sinistra, i nazisti rossi, non amano la famiglia tradizionale. Alleati con i banchieri e i poteri forti, sognano l'utopia. Della morale unica, della razza unica, della taglia unica, dell'utero artificiale".

"Il Gay Pride è stato un campanello d'allarme. E finisce che un giorno ci troviamo le città piene di pistoloni di plastica".

''Magari - ha ironizzato - se Rutelli organizza un Gay pride generale qualcuno si puo' anche divertire e magari prendono voti. Se fosse Carnevale vincerebbero, ma non e' sempre Carnevale''.

Umberto Bossi (Lega) intervenuto a Chiavari, alla Festa della Liberta' della Lega Nord il 26.8.00
''Hanno iniziato i socialisti - ha detto - negli anni '60 a Milano, sostenendo la prima casa editrice che ha introdotto in Italia la pornografia; e' stata poi la volta della rivoluzione sessuale e di quella femminista, progettata politicamente a tavolino e fatte passare come fattori culturali. Hanno proseguito gli psicoterapeuti della sinistra - ha continuato - che professavano l'individualismo e la felicita' personale dei genitori a discapito di quella dei figli. Non c'e' bisogno di scandalizzarsi, quindi, se oggi assistiamo ad orribili casi di pedofilia o vediamo i gay rivendicare adozioni: esistono responsabili materiali per i gesti criminali nei confronti dei minori, ma i veri mandanti sono politici e si chiamano D'Alema e Amato''
Mario Spallone, Sindaco di Avezzano da Gay.it del 19.8.00
"Condivido pienamente le affermazioni di Cucullo. Sono un medico e gli omosessuali sono malati. Per fortuna non sono contagiosi ma sono comunque contro la morale e contro l'educazione dei nostri figli".
Nicola Cucullo (AN) Lettera a Rutelli del 16.8.00
"Condanno il fatto che lei, come sindaco e come commissario per il Giubileo, abbia promosso ufficialmente questa manifestazione disponendone finanche il finanziamento con i soldi dei contribuenti. Come non pensare all'"abominio della desolazione nel luogo santo" annunciato dal profeta Daniele? Le vie e le piazze di Roma hanno visto il trionfo dell'empietà e hanno udito le grida anticristiane dei manifestanti. Note associazioni omosessuali hanno attaccato specificamente la famiglia con spettacoli scandalosi, danze erotiche di coppie gay, veri e propri spettacoli di spogliarelli di pederasti travestiti da lesbiche e le sfilate di moda gay nelle strade principali di Roma. Con l'aiuto di Dio è necessario e urgente reagire anche a questa ennesima provocazione, a questa sfida ben architettata e preannunciata organizzando una vasta campagna di protesta. Il presidente Amato non ha fatto nulla per impedire questa ignobile carnevalata. Sindaco Rutelli, non metta mai più piede a Chieti. Se per malaugurata ipotesi avesse ancora l'ardire di farlo, mi creda, troverà un bel corteo di maschiacci, anche di colore, volontari, che a titolo gratuito sfileranno per le vie della città alla caccia pacifica dei gay per farli felici senza vaselina. Un caro saluto cameratesco".

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