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DIBATTITO SU GAY.IT E IL BANNER DI BERLUSCONI
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Lettera
di Alessandro Galvani su Queer-it del 10.5.01
Sulla questione banner di Berlusconi: un paio di cose. Carissimo Alessio, fermo restando il lavoro meraviglioso che hai fatto, con tutta l'equipe di gay.it, in questi anni, mi sembra strano non che si abbia potuto accettare la campagna pubblicitaria di uno schieramento, ma che si sia accettata una campgna implicitamente omofoba. A chi è pratico di internet e delle sue pratiche, verrebbe da pensare che la concessionaria Active Adversiting (che mi pare gestisca gli spazi dedicati ai banner, indipendentemente dai contenuti) possa aver avuto una svista, o magari ha così tanti di siti da riempire di banner che non sta a guardare molto per il sottile; o forse che ha cercato tutto ciò per attirare l'attenzione e scatenare un passa parola per visitare il sito e fare pubblicità ulteriore. Magari una concessionaria come la Manzoni S.p.a. che gestisce la raccolta per il gruppo L'Espresso ha fatto errori simili ma non ce ne siamo mai accorti. Ma questa parte non mi interessa. Alessio, se tu avessi addotto esclusivamente motivazioni economiche alla scelta, avresti zittito tutti (anche me), e la questione sarebbe morta lì. Invece hai preferito illustrare il tutto con una questione quasi esclusivamente politica, che mi preoccupa notevolmente. Riporto per chiarezza la tua affermazione: "La campagna era però di Forza Italia: [...] Con questo non voglio dire che condividiamo quella pubblicità: ma che più semplicemente avremo evitato pubblicità di partiti omofobi, con lo stesso criterio con cui un mese fa abbiamo rifiutato pubblicità di una ditta che produce armi". Alessio, io immagino che si abbia davvero molto da fare in gay.it, ma mi spiace che non ci sia potuti accorgere che i banner dello "scandalo" NON sono di Forza Italia, ma della coalizione cioè ANCHE ed ESPLICITAMENTE di Alleanza Nazionale, della Lega Nord, del CCD e del CDU. Mi spiace, non sono di Forza Italia. Cliccando, non si andava (e non si va) sul sito di Forza italia, ma su quello degli alleati tutti nel Polo. Quindi quei banner SONO di partiti omofobi. Punto. Il che propone due ipotesi, tutte e due allucinanti: o davvero avete visto di cosa si trattava e ve ne siete un po' fregati per motivi economici (niente di male, solo fino ad un certo punto), ma sorge il problema del tentativo effettuato per sminuire la gravità dell'accaduto; o non avete visto bene cosa pubblicavate (e qua torna ancora la questione: ma allora perchè si è cercato con questo editoriale di far passare quei banner per quelli di Forza Italia?). In entrambe i casi, la caduta qualitativa è stata enorme. Avrei preferito la chiarezza, la presa per i fondelli (il sito ironico-gay www.terence/clarence.conm ha dei banner con sfottò di Berlusconi), la dichiarazione "signori, voi non pagate una lira, quindi zitti tutti" (in fondo una rivista gratuita come Pride è libera di fare la stessa operazione, ma guarda caso non la fa. Eppure non è alla fame). Non a caso hai scritto un bell'editoriale, quanche giorno fa, sul voto consapevole in cui fai un elenco dei partiti che hanno fatto e detto qualcosa per i gay; non hai mai nominato non solo il Polo,ma pure Forza Italia. Come si può notare, l'argomentazione successiva non è molto credibile. Infine la tua ipotesi, correttamente provocatoria. trovare 25.000 utenti che paghino 50.000 lire cadauno per avere il gay it che più li aggrada. Be, ti ringrazio per la proposta. io sono uno di quelli che è disposto a pagarli, domattina, e sono disponible ad impegnarmi a trovarne almeno altri 10 come me. Purchè mi sia garantita una qualità degna di questo nome. E sarebbe bello che comunque (invece di protestare solamente) i gruppi gay italiani si facessero avanti per chiedere se sia possibile ottenere un aumento di capitale, e avanzare l'ipotesi d'acquisto di quote della società per azioni da parte delle stesse associazioni gay, Magari con un codice etico un po' più articolato (da una parte) e con l'impegno preciso (dall'altra) di NON condizionare in ogni caso, le scelte redazionali del sito. salutoni buon lavoro a tutto lo staff Alessandro Galvani - Milano |