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DIBATTITO SU GAY.IT E IL BANNER DI BERLUSCONI
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Consiglio Direttivo del C.I.G. - Centro di Iniziativa Gay -
Arcigay Milano riunitosi questa sera ha deliberato all'unanimita'
lo spostamento delle proprie pagine Web dal portale di Gay.it ad
altro indirizzo.
Milano, 9 maggio 2001 Si e' giunti a questa decisione a seguito dell'apparizione di banner di pubblicita' elettorale riferiti al leader di una coalizione all'interno della quale l'atteggiamento verso la popolazione, le problematiche e le tematiche gay, lesbiche e trans e', nel migliore dei casi, di ipocrita indifferenza ma molto più spesso di arrogante, volgare e violenta aggressione, nella negazione assoluta di quelli che sono e devono essere i diritti fondamentali di ogni persona. Riconosciamo il carattere commerciale di Gay.it S.p.A.ed il diritto di effettuare ogni tipo di scelta imprenditoriale ma proprio per questo ce ne allontaniamo, non potendo accomunare questo all'etica che contraddistingue associazioni come la nostra che, giornalmente, faticosamente e gratuitamente combattono per il raggiungimento di quei diritti che la coalizione politica pubblicizzata ci ha sempre negato. Vogliamo ritenere che si sia trattato di un errore di valutazione, seppur colossale, ma nonostante ciò riteniamo insufficienti le spiegazioni della scelta effettuata da Gay.it e queste non ci rassicurano affatto sulla possibilita' che episodi del genere non si possano ripetere in futuro. Pertanto crediamo sia più corretta l'indipendenza tra le associazioni di carattere politico-culturale e il mondo commerciale. Eventuali forme di collaborazione potranno studiarsi di volta in volta ad un livello di parità. Proponiamo pertanto che l'ARCIGAY Nazionale insieme ai maggiori Circoli Territoriali nonche' alle altre maggiori Associazioni GLBT italiane si facciano promotrici per l'attivazione di un portale indipendente che possa essere utilizzato anche da quelle Associazioni o Gruppi che per le loro dimensioni non potrebbero permetterselo. Paolo Ferigo presidente del C.I.G. Centro di Iniziativa Gay - Arcigay Milano Lettera ad Alessio su Queer-it 20.5.01 Caro Alessio, mi sento di dover rispondere alla tua mail sia in quanto il C.I.G. di Milano e' stato il primo, e forse l'unico, circolo Arcigay che ha deciso di uscire da Gay.it, sia perche' ritengo che questo sia un buon argomento di discussione e confronto. Sono d'accordo con te sul fatto che Gay.it sia un'azienda commerciale, con le sue spese, i suoi costi e che quindi debba puntare a pareggiare i conti e anche a produrre utili. Non intendo entrare quindi nel merito delle scelte che quest'azienda fa per raggiungere il suo scopo. Ritengo altresi' che se Gay.it vuole dare un servizio a tutta la comunita' GLBTQ debba cercare di mantenersi indipendente economicamente da tutte le parti politiche. Non credo inoltre che i pochi soldi incassati dalla Casa delle Liberta' abbiano dato una svolta al bilancio di Gay.it. Diciamo che e' stata una scelta azzardata ed evitabile. Non sono assolutamente daccordo invece quando difendi Forza Italia. Innanzitutto voglio sottolineare che il banner publicizzava la Casa delle Liberta e Berlusconi come Leader di questa coalizione. E' noto a tutti che oltre a F.I. e a lei alleati all'interno della formazione sono presenti Alleanza Nazionale, Lega e CCD CDU, partiti dei quali certo non si puo' dire ci siano amici. Sul fatto che poi Forza Italia non sia nostra nemica vorrei portare l'esempio del nostro beneamato sindaco, di Forza Italia che ha definito l'omosessualita' "legittima ma opinabile" che poi vuol dire legale ma discutibile. Quanto ci vorra' perche' divenga illegale? E noi speriamo di ottenere i diritti che chiediamo a gran voce da questi personaggi? Non sto a entrare nel merito delle accuse di disfattismo che muovi verso una parte del movimento, ritengo ogniuno libero di esprimere la propria opinione ed assumersene le responsabilita', seppur condanno gli insulti personali che sono sempre gratuiti. Non capisco cosa significhi "frattura tra movimento e mondo commerciale": sono in gran parte gia' due mondi con finalita' diverse se per commerciale si intende rivolto soltanto all'utile. Il C.I.G. e' uscito da Gay.it per essere indipendente ed equidistante, pur mantenendo la volonta' di collaborare, senza polemiche e senza offese personali. Volonta' di collaborazione che da parte tua invece non c'e' stata, vista la velocita' con cui hai provveduto a cancellare il link al nuovo indirizzo del sito del C.I.G. Lavoreremo per la nascita di un sito non commerciale dove ogniuno potra' sentirsi libero di esprimere ogni opinione senza correre il rischio di trovarsi sulla testa (della pagina web) una faccia non gradita. Non e' nelle nostre intenzioni entrare in concorrenza con Gay.it ne con altri siti simili, e non abbiamo accettato l'ospitalita' offertaci da vostri concorrenti. Forse falliremo ma dobbiamo tentarci. Mi spiace che tu abbia preso la decisione di lasciare la dirigenza dell'Arcigay ma non posso che ritenermi soddisfatto se il movimento comincia a sentirsi sufficientemente forte da prendere posizione con piu' decisione, abbandonando, almeno in parte, quell'atteggiamento "attendista" e moderato che ben poco ci ha fatto guadagnare. Quanta strada si e' fatta nell'ultimo anno dopo il World Pride di Roma rispetto a tutto il passato? Questo ci ha insegnato che non pssiamo accontentarci di chiedere i nostri diritti, dobbiamo cominciare a pretenderli con decisione. Per quanto riguarda l'apertura di dialogo con il centrodestra, dopo la chiesa ha ripetutamente "presentato il conto" ai vincitori, dopo che le formazioni componenti la maggioranza non hanno fatto che ribadire la centralita' della famiglia basata sul matrimonio, sull'importanza della procreazione per la nazione etc etc (vedi programma della CdL) non sono molto ottimista e la presenza di quel banner, del quale sono convinto Berlusconi non sapeva nulla, certo non mi fa cambiare opinione, e se anche il cavaliere ne era al corrente lo trovo molto opportunista. Noi stiamo a lottare per gli ideali e per i diritti e lui, e te, ci parlate dei soldi. E' questa la differenza. Personalmente sono disposto a parlare con chiunque sostenga le nostre lotte, anche se solo una, a patto che almeno non ci sia contro nelle altre. Non ho sentito nessuna disponibilita' da parte della Casa delle Liberta', ne da suoi componenti, ne da altri provenienti dal centrodestra. Un saluto e un augurio di buon lavoro. Paolo Ferigo |