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DIBATTITO SU GAY.IT E IL BANNER DI BERLUSCONI
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PERCHE'
I BANNER DI FORZA ITALIA Alessio de Giorgi su Gay.it del 7.5.01 Chi si collegherà da oggi fino a venerdì su gay.it troverà, tra gli altri, il banner elettorale di Silvio Berlusconi e della Casa delle Libertà. C'è chi troverà tutto ciò sbagliato, chi darà che quelli di gay.it sono dei venduti, chi dirà che è l'ennesimo esempio di deriva a destra del mondo gay, chi urlerà allo scandalo. Abbiamo ampiamente riflettuto se accettare o meno la campagna e, nel fare questo, non abbiamo minimamente tenuto conto degli orientamenti politici che vi sono nella redazione. Dico subito che se la campagna fosse stata di Alleanza Nazionale, della Fiamma Tricolore o di qualcun altro di quei partitini cattolici che per il World Pride, o in altre occasioni, hanno duramente attaccato le battaglie del movimento gay e lesbico italiano, in tal caso non avremo avuto alcun dubbio nel non accettare la campagna: come dice l'amico Gianpaolo Silvestri in una intervista rilasciata giorni fa al nostro sito, "penso che il masochismo sia un'ottima pratica erotica, se la si vuol fare, ma in politica è solo auto-distruzione, auto-castrazione e auto-annientamento". La campagna era però di Forza Italia: un partito che sulla questione gay ha avuto prese di posizione differenti e che ha al suo interno un'anima laica e liberale, per quanto il suo peso politico è progressivamente diminuito negli ultimi anni. Con questo non voglio dire che condividiamo quella pubblicità: ma che più semplicemente avremo evitato pubblicità di partiti omofobi, con lo stesso criterio con cui un mese fa abbiamo rifiutato pubblicità di una ditta che produce armi. Gay.It non è un organo di partito, nè il giornale dell'Arcigay o di quella parte del movimento gay e lesbico che è schierata a sinistra. Certo, Gay.it ha scelto in queste elezioni di sostenere i candidati gay: ma questa è una scelta che prescinde dalle appartenenze politiche, è una scelta di sostenere i nostri candidati. Punto e basta. Gay.It è una azienda che per centrare gli obiettivi che si è posta ha bisogno di raccogliere pubblicità e Forza Italia è un partito politico che ha scelto di non escludere gay.it dalla sua pianificazione per la campagna elettorale. E' unicamente sulla base di questa considerazione che abbiamo scelto di accettare la campagna pubblicitaria di Silvio Berlusconi ed è unicamente sulla base di questa considerazione che vi prego di giudicarci. Non sottovalutiamo poi il fatto che Forza Italia abbia deciso di fare campagna elettorale anche su gay.it: oltrechè un segnale forte per noi di riconoscimento della nostra capacità di raggiungere molti utenti, ciò è palesemente un ulteriore esempio di "sdoganamento" della questione gay anche in quel partito. A chi infine ci dice che ci siamo venduti al 'dio denaro', ricordo che gay.it vive di pubblicità e che nel 2001 l'obiettivo per il pareggio di bilancio, e non per portare utili agli azionisti, supera il miliardo di lire.... siete così sicuri che saremo disposti a trovare 25.000 gay in Italia disposti a pagare un 'abbonamento' annuale di 50.000 lire ? Un caro saluto Alessio De Giorgi, direttore email: adegiorgi@gay.it Risposta a Giacomo su Queer-it Giacomo eccoti due dichiarazioni ad una domanda sulle unioni civili. La prima: "La questione del riconoscimento delle coppie omosessuali divide i gruppi e le forze politiche in tutto il mondo. Il nostro partito è favorevole al voto libero di coscienza sull'argomento" La seconda: "Purché non si equipari la famiglia così come definita dall'art. 29 della Costituzione alla cosiddetta "famiglia di fatto" etero od omosessuale, ritengo possibile trovare una modalità per riconoscere gli effetti giuridici derivanti da forme diverse di convivenza siglate da un contratto privatistico da oggi possibile con il quale i soggetti contraenti assumono nei confronti dell'altra persona impegni di solidarietà e mutua assistenza. Sono contrario alla definizione ex ante da parte di una qualunque istituzione pubblica delle cosiddette "famiglie di fatto", mentre ritengo che ex post si possa prendere in esame la rilevanza giuridica di alcune fattispecie, peraltro adombrate dalla giurisprudenza recente: ad esempio l'intestazione di canoni o di proprietà (fatti salvi i diritti dei legittimi eredi diretti), la possibilità di assistenza in caso di malattia, ecc" Vedi grandi differenze? Una volta tradotte dal politichese, riesci tra le due a definire amici e nemici, favorevoli e sfavorevoli? Definiresti una di queste omofoba e l'altra "friendly"? Un mese fa, a Volterra, mi sono trovato in un dibattito con un ds, un popolare e una di forza italia. Alla fine, ci siamo trovati in tre contro uno: indovina chi? Io, il ds e quella di forza italia contro il popolare. La tipa di Forza Italia era favorevole non alle unioni civili, nè alla soluzione contrattuale stile Belillo, nè al voto libero di coscienza sull'argomento: era favorevole alla soluzione danese e olandese (non l'attuale, ma quella precedente), istituto specifico e nuovo per le coppie gay. E non era una stupida: era nella segreteria regionale di Forza Italia. Sicuramente un fiore tra tanto secco, ma pur sempre un fiore. Altra considerazione: pur con mille difficoltà e impedimenti, pur attraverso una strada per niente semplice, non mi sembra che ad alcune iniziative culturali gay non arrivino finanziamenti da giunte di centro-destra. E, a quanto so, spesso i nostri alleati nella maggioranza sono uomini e donne di Forza Italia. Ultima considerazione: Realacci, candidato dell'Ulivo qui a Pisa, è stato apertamente sostenuto da Arcigay ed è venuto ad una bella iniziativa elettorale da noi organizzata nel locale gay cittadino, l'Absolut. Sai con chi ha dovuto litigare il buon Realacci per venire all'Absolut? Con i segretari regionali e provinciali del Partito Popolare, incazzati neri e preouccupati per una così forte apertura da parte del candidato locale dell'Ulivo. Certo, chiunque potrà portare esempi in cui Forza Italia è apertamente nostra nemica. Ma non mi sembra che nessuno di noi ha avuto a sinistra la porta _sempre_ aperta: tutti noi - ed io tra tanti - ha dovuto conciliare, comprendere, attendere, verificare, rispettare le compatibilità.... Lungi da me invitare a votare Forza Italia, lungi da me sostenere quel partito, lungi da me dire che è un partito amico. Ma voglio tentare di leggere la realtà con occhi non appannati dalla crudezza di una competizione elettorale che abbiamo perso. Alessio De Giorgi Lettera che annuncia le dimissioni da Arcigay Care amiche, cari amici, rispondo a quanti - circa un'ottantina di persone - hanno scritto in questi giorni a me personalmente, a gay.it, sui forum del sito o sulla mailing list queer-it a proposito della nostra decisione di non rifiutare la proposta della nostra concessionaria di pubblicità di ospitare i banner di Forza Italia. Nonostante le critiche - ma anche le tante testimonianze di solidarietà e di condivisione della scelta che sono pervenute-, continuo a pensare che gay.it abbia fatto la scelta giusta, per quanto non gradita ad una parte del pubblico. Ripeto quanto ho già detto. In primo luogo gay.it è una azienda che è stata finanziata da Seat e da Gay.com per produrre utili, e non per fare politica: così lo è stato da quando, a partire da giugno, sono arrivate le prime risorse per assumere personale e fare investimenti. La scelta è stata quindi una scelta aziendale e non politica, volta non certo a schierarsi a destra - come qualcuno ha sussurrato- o a prendere le distanze dalla sinistra, ma più semplicemente volta a raggiungere il budget di vendite che ci siamo prefissi. In secondo luogo, è anche vero quello che è stato detto da alcuni: gay.it non è una azienda qualunque, ma è una azienda che ha una comunità di riferimento abbastanza coesa da un punto di vista politico e che ha al suo vertice persone che vengono da una esperienza del movimento e che appartengono allo schieramento politico del centro-sinistra. Sul primo punto, mi spiace che una parte dei visitatori del nostro sito si siano sentiti offesi - non semplicemente infastiditi, come lo sono stato io, peraltro - dal banner di Berlusconi: debbo dire che, peraltro, costoro rappresentano una minoranza davvero piccola, per quanto rilevante, su 19000 visitatori al giorno. Sul secondo punto, gay.it ha una sua etica che è palesemente diversa da quella di questi: per noi il discrimine è l'omofobia, i banner di AN non li avremo mai accettati, ma rivendico che Forza Italia non è AN e non v'è grande differenza tra parti maggioritarie della Margherita e parti maggioritarie di Forza Italia. Ad elevarsi sono state tante persone in buona fede, che stimo e continuerò a stimare, ma anche alcune persone in malafede che non vedevano l'ora di poter sparare addosso a me, all'azienda che dirigo e, soprattutto, all'area politica del movimento cui faccio riferimento. Nella scorsa settimana si è consumato un vero e proprio linciaggio politico con insulti personali e peggiore accuse: l'ennesima dimostrazione che per certa sinistra l'avversario interno è infinitamente più pericoloso di quello esterno ed è questo il nemico numero uno. Si è consumata una frattura molto grave tra parte del movimento gay e un'azienda che nel movimento era nata e che - credo - ne abbia fortemente favorito la visibilità, soprattutto da un anno e mezzo a questa parte. Un'ennesima frattura tra il movimento ed il mondo commerciale, segno che vi sono all'interno di una parte del movimento gay forti preclusioni ideologiche che ci distinguono da altri paesi e sono, credo, una delle cause dell'arretramento delle nostre battaglie nella società. Ma questa è evidentemente una mia personale opinione, del tutto non condivisibile. A cori del tutto attesi - tra cui una Imma Battaglia che ha utilizzato la vicenda per tentare di riconquistare, tirando fuori dal cappello un nuovo nemico, la dirigenza del Mieli - si è unito anche Sergio Lo Giudice, presidente nazionale dell'associazione di cui ero dirigente nazionale. Una comparsa nel coro del tutto inaspettata, perchè Sergio era persona che stimavo e che non mi aspettavo divulgasse una lettera che era personale e che conteneva espressioni assai infelici - come quel demagogico "odore dei soldi" in chiusura -. Ma la valutazione che ha dato Sergio non si è limitata ad una precisazione sull'assetto proprietario di gay.it e sul rapporto tra gay.it e Arcigay, ma è andata ben oltre. Ho quindi giovedì scorso dato le mie dimissioni dalla Segreteria Nazionale, riservandomi nei prossimi giorni di capire quale sorte debba avere il mio complessivo impegno nel movimenti italiano. Lascio la dirigenza nazionale di Arcigay con tristezza ma con, soprattutto, una forte preoccupazione. La vicenda mi dà il segno di un movimento che assume posizioni radicali, intransigenti, di forte opposizione e di un movimento che sostanzialmente ridiventa antagonista. Questo è quello che maggiormente mi preoccupa: un movimento che non sa dialogare con le forze politiche non omofobe ma solamente con le forze politiche di sinistra, è un movimento che mi interessa molto poco e che non mi rappresenta, perchè fa gli interessi non della comunità gay e lesbica ma di una parte politica ben precisa. Mesi fa ripetevo la litania che non potevamo legare il benessere dei gay e delle lesbiche italiane ad una parte politica, peraltro allora destinata alla sconfitta. Quell'analisi nè chiedeva nè preludeva - nè a livello personale nè a livello dell'associazione - un cambio di schieramento. Più semplicemente quell'analisi chiedeva una apertura del dialogo con parti di forze politiche dell'allora opposizione, con le personalità libere e aperte e con i non allineati (ad iniziare dagli amici radicali). Quell'analisi oggi si rivela drammaticamente vera: Berlusconi è lì pronto a governare per i prossimi cinque anni, e vedo già alcuni parlare di resistenza, erigere le barricate e far funzionare la logica del "tanto peggio, tanto meglio". Chi mi conosce sa bene che non cambio nè cambierò campo. Mi sono iscritto alla Fgci quando avevo 14 anni, nelle settimane scorse ho fatto campagna elettorale per Titti De Simone ed Ezio Menzione (entrambi candidati per Rifondazione) e il mio cuore continua a battere a sinistra. Ma un movimento gay che non parlerà con chi, a prescindere dagli schieramenti, è pronto a sostenere anche _solo una_ delle nostre battaglie è un movimento che non farà gli interessi di gay e lesbiche. Un caro saluto a tutte/i Alessio P.s.: nei giorni sorsi il server ha ricevuto ben due attacchi di hacker (sarà un caso?). Il primo purtroppo ci ha colti impreparati perchè eravamo in attesa di cambiare il server e ci ha costretto ad un blocco totale della funzionalità dal server di circa 8 ore, con un danno che potete immaginare. E' per questo che Queer-it è stata bloccata per tre giorni. Chi ne da una interpretazione diversa è disonesto e strumentale perchè dà giudizi senza minimanente essersi informato sugli accaduti. 18.5.01
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