Luca Fregona - Alto Adige - 8.10.01
OMOFOBIA
Lesbiche. Picchiate selvaggiamente per un bacio
AGGRESSIONE RAZZISTA
 
Il "branco" ha assalito le due ragazze mentre passeggiavano mano nella mano
BOLZANO. Pestate per un bacio: un gruppetto di ventenni le ha aggredite solo perché lesbiche. È successo l'altra notte nel parcheggio dell'ex Monopolio, all'inizio di via Dante. Rita e Stefania erano scese a portare il cane. Come tutte le coppie si tenevano per mano. Come tutte le coppie si sono scambiate qualche effusione ed un bacio. È bastato per scatenare la reazione animalesca e razzista del branco: prima una serie di insulti irripetibili, poi una grandinata di calci e pugni.
Una notte che non dimenticheranno mai. Da incubo. Da arancia meccanica. Sono le tre di mattina della notte tra venerdì e sabato. Rita e Stefania sono una coppia, vivono insieme in centro città, in un piccolo appartamento. Sono appena rientrate da una festa. Scendono a portare giù il cane. Arrivano fino al parcheggio dell'ex monopolio. Si tengono per mano. Si scambiano qualche effusione, un bacio. Da una Golf rossa e da una Fiat Uno bianca parcheggiate nel piazzale, partono degli insulti in dialetto tedesco. Dentro ci sono una decina di ragazzotti. Età tra i 20 e i 30. Facce normali. Ragazzi normali. «È stato tremendo - racconta Stefania - ci insultavano pesantemente.». Le due donne fanno finta di niente, ma il branco continua. Stefania è mistilingue e capisce tutta. Cercano di recuperare il cane, ma quelli continuano. Rita ad un certo punto sbotta. Non ce la fa più. Si gira, è scocciata, urla di piantarla. I giovani scendono dall'auto. Sono furie. Due hanno un barlume di coscienza, si mettono di mezzo e cercano di fermare gli altri: «Lasciatele stare sono solo delle lesbiche». Errore: è proprio per quello che vogliono menarle. In otto si gettano su Stefania e Rita. Rita prende subito un pugno allo stomaco. Cade per terra. Uno le salta addosso. Le mette le mani intorno al collo. Cerca di strozzarla. Stefania riceve una grandinata di pugni e calci su tutto il corpo. Passa un ragazzo con la fidanzata, vede tutto. Chiama la polizia. L'ex monopolio non è lontano dalla Questura. Le pattuglie ci impiegano due minuti. Il "branco" vede i lampeggianti, sente le sirene. Gli aggressori risalgono i macchina e scappano. «Eravamo completamente sotto shock - continua Stefania -. Non abbiamo avuto la prontezza di tirare giù i numeri di targa. Eravamo lì, per terra...piene di lividi. Sono scoppiata a piangere. Non potevo credere di essere stata picchiata per il solo fatto di essere lesbica». Appena arrivati, i poliziotti prestano soccorso alle ragazze. «Sono stati magnifici. Ci siamo sentite subito protette. Ci hanno scortato fino a casa». Rita e Stefania rifiutano il ricovero. «Eravamo talmente sconvolte e impaurite da non sapere cosa fare. Siamo tornate a casa, e abbiamo cercato di razionalizzare quello che ci era successo». Nel tardo pomeriggio di ieri hanno deciso di presentare formale denuncia e di allegare una perizia medica.
Il comunicato di GayLib 
Il capoluogo teatro di un'agressione razzista: sul grave fatto di cronaca verificatosi sabato sera nel parcheggio dell'ex Monopolio, dove due ragazze omosessuali, Rita e Stefania, sono state insultate e picchiate a sangue da un gruppo di ragazzi, perché si scambiavano qualche effusione, prende posizione con un comunicato il movimento nazionale gay liberali e di Centro-Destra. «GayLib, l'associazione nazionale esprime sgomento per quanto successo sabato sera a Rita e Stefania - si legge nella nota - nella civilissima città sul Talvera è sufficiente essere due ragazze lesbiche per essere insultate e brutalmente aggredite da un gruppo di giovani. Quanto avvenuto rappresenta un fatto gravissimo ed è la dimostrazione di quanto odio e di quanta omofobia si possa ancora annidare in una società definita, per antonomasia, tollerante e «multitutto».
GayLib - prosegue il comunicato - si augura che le istituzioni, anche quelle che operano a livello locale, si apprestino al più presto a promulgare leggi che tutelino i diritti civili delle persone omosessuali. Si tratta di un passo imprescindibile di maturazione sociale necessario affinché si realizzi l'integrazione naturale delle coppie gay e lesbiche nella società.
L'associazione dei gay liberali e di Centro-Destra - conclude - invita le istituzioni scolastiche ad educare i giovani alla tolleranza ed al rispetto delle diversità».

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