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cronaca

L’ex sarto ucciso, caccia a due sbandati
Corriere della Sera - 25.10.01 c

Confermata la pista omosessuale per la morte di Benito Giacalone. Un testimone: lo aspettavano sotto casa

Questa sera incontro sulla violenza metropolitana organizzato da Massimo Consoli

Ha cercato di difendersi, con tutte le sue forze, ma alla fine si è dovuto arrendere. Ad uccidere Benito Giacalone, 59 anni, l’ex sarto trovato martedì pomeriggio senza vita nel suo appartamento a Centocelle, sarebbe stata più di una persona. Non solo. A legarlo al letto con due corde e a tappargli la bocca con una striscia di nastro adesivo marrone da imballaggio può essere stata soltanto gente molto robusta, che la vittima conosceva bene. A questa conclusione sono giunti gli investigatori della Squadra mobile che stanno cercando di risolvere il giallo di via dei Pioppi. La posizione in cui è stato rinvenuto il cadavere di Benito Giacalone farebbe infatti pensare a un’aggressione premeditata, portata a compimento da individui che il pensionato era solito ricevere in casa, senza curarsi troppo dei commenti dei vicini. Prende così definitivamente corpo la pista gay per un omicidio ancora avvolto dal mistero. Nelle ultime ore gli investigatori della III sezione, guidati da Bruno Failla, hanno esaminato i tabulati delle due linee, cellulare e via cavo, in utenza alla vittima. Lunedì l’ex sarto aveva ricevuto diverse chiamate, ora tutte al vaglio della polizia. Sempre ieri sono state riascoltate le sorelle di Giacalone, insieme con alcune persone che frequentano la parrocchia di San Felice da Cantalice e il centro Caritas dove il pensionato faceva volontariato. L’ipotesi che la vittima possa aver conosciuto i suoi aggressori nel corso della sua attività di assistenza agli emarginati e ai ragazzi di strada è abbastanza credibile, e viene messa in relazione a un paio di testimonianze nelle quali si parlerebbe di giovani stranieri, forse dell'Est europeo, visti nei giorni scorsi fuori dal palazzo. Benito Giacalone, ha ricordato ieri il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, è la terza vittima gay quest’anno. «Chiediamo alle nostre istituzioni - dice il presidente del circolo, Massimo Mazzotta - di dare un chiaro segnale che metta fine all'omofobia nel nostro paese». «Non ce la facciamo più neanche a tenere il conto delle nostre vittime», osserva Massimo Consoli, uno dei fondatori del movimento omosessuale in Italia, che invita la comunità gay romana e i singoli individui (lesbiche, bisessuali e transgender) a partecipare stasera a un incontro sulla violenza metropolitana al circolo «Events». Il deputato e presidente onorario di Arcigay Franco Grillini, inoltre, ieri pomeriggio ha incontrato l'assessore alla Sicurezza Liliana Ferraro e il comandante della polizia municipale, ai quali ha proposto di istituire nell'ufficio sicurezza del Campidoglio un settore con persone che conoscano la materia e una campagna di informazione e prevenzione rivolta in particolare agli omosessuali a rischio, oltre i 50 anni di età, e a coloro che si prostituiscono. R. Fr.

 

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