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cronaca |
Legato e strangolato: gay ucciso per rapina MARCO DE RISI e LUCA LIPPERA - Il Messaggero - 24.10.01 |
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Il corpo trovato immobilizzato e seminudo sul letto di casa La vittima è un ex sarto di 59 anni di Erano in due, suonavano con insistenza, volevano entrare ad ogni costo. Il fruttivendolo sotto casa, in via dei Pioppi 62, a Centocelle, forse ha visto gli assassini. «Due stranieri biondastri — racconta Guido Borghi — che lunedì pomeriggio citofonavano nervosamente a casa di Giorgio». Giorgio: lo chiamavano tutti così. Ma il suo vero nome era Benito Giacalone, 59 anni, un ex sarto che abitava da solo in una palazzina a tre piani sopra al negozio di frutta e verdura. Lo ha trovato ieri pomeriggio, verso le due, un vicino, "attirato" dalla porta socchiusa dell’appartamento. Il signor Benito, omosessuale, era sul letto a faccia in su, con la bocca e gli occhi spalancati, le mani legate alla spalliera da un nastro adesivo, un altro giro di scotch sul viso e intorno al collo, una canottiera azzurra, un paio di boxer, la tv accesa. Secondo la polizia, non ci sono dubbi sul fatto che l’uomo sia stato ucciso. Probabilmente gli assassini lo hanno soffocato e i due stranieri sarebbero ricercati. Giacalone, se le prime ipotesi verranno confermate, sarebbe il quarto gay ammazzato dall’inizio dell’anno. L’abitazione della vittima, nel popoloso quartiere della periferia est, è una piccola casa composta da cucina, salottino, ingresso e camera. Era stato un allevatore di cani, il signor Giorgio, e adesso divideva l’esistenza con una dozzina di pappagalli, alcune tartarughe, due coppie di canarini, cinque amatissimi Yorkshire e l’ultimo arrivato: un cane Sharpei. Sul corpo non sarebbero stati trovati segni di violenza, ma soltanto l’autopsia, in programma oggi all’obitorio della Sapienza, darà risposte definitive. Gli investigatori, diretti da Bruno Failla, dirigente della sezione Omicidi della Squadra Mobile, pensano che Giacalone sia stato strangolato, sebbene anche il nastro sulla bocca possa aver contribuito al soffocamento. Forse durante un gioco erotico. «Lo conoscevo da cinque anni — racconta una vicina — Viveva da solo. Condividevo con lui la passione per i cani». Quando la notizia del delitto si è diffusa, a via dei Pioppi sono circolate le voci più strane. Una su tutte: che Benito fosse stato allontanato dal coro della chiesa, la parrocchia San Felice di Cantalice, «perché il prete non voleva lì uno come lui». Una voce, a quanto pare, del tutto infondata. «Benito — dice padre Gianfranco Palmisani, 50 anni, il parroco — veniva in chiesa tutti i giorni a fare la comunione. L’unica cosa vera è che gli piaceva cantare, seduto laggiù, agli ultimi banchi, e aveva anche una gran bella voce». "Giorgio" aveva trascorso la domenica a casa di una delle due sorelle, Maria, che lo aveva invitato a pranzo. Era un tipo «molto riservato, ma disponibile e gentile». Sembra che anni fa convivesse con un uomo. Ultimamente il giro delle sue amicizie si era molto allargato. È possibile, dicono gli investigatori, «che ci fossero nella sua vita incontri occasionali e che sia rimasto vittima di uno di questi». Sull’ora del delitto nessuna certezza. Il medico legale, dopo il primo esame, ha detto che Giacalone potrebbe essere stato ucciso nella notte tra lunedì e ieri. Il movente, forse, una rapina. Ma bisognerà capire se qualcosa è stato portato via dall’abitazione. Un appartamento un po’ disordinato in cui però non ci sono segni evidenti di un furto. I PRECEDENTI Quello di Benito Giacalone è il quarto omicidio a sfondo omosessuale consumato a Roma nel 2001. Ma sono 48, almeno ufficialmente, dal 1980. Il 9 maggio del ’96 muore Luciano Petrini, ingegnere di 37 anni, ucciso nel suo appartamento a Villa Bonelli. Il 17 ottobre del ’96, viene trovato morto nella sua casa di via Livorno il docente universitario Dante Cappelletti di 50 anni e il 5 dicembre dello stesso anno stessa sorte per Mario Chiarani, di 67 anni. Il 2 aprile del ’97, a Nuova Ostia, viene ucciso Claudio Pavone, 48 anni. L’8 agosto del ’97 è la volta del professore Luis Inturrisi, 56 anni, ucciso in casa a Villa Panphili. Il 5 gennaio del ’98 tocca al gentiluomo del Papa Enrico Sini Luzi, 66 anni. E ancora: il 12 marzo Emilio Polverini, 67 anni, nella sua casa di via Ostiense. Il 30 aprile del 2000 viene ucciso padre Giovanni Granados in piazzale Prenestino. Il 22 ottobre del 2000 viene incaprettato un transessuale brasiliano. Siamo al 2001: il 17 luglio in piazza di Porta Capena viene trovato il corpo di Francesco Alessandro Bertolini. L’8 agosto nel laghetto dell’Eur viene ripescato il cadavere di Christian Bichis e dopo 20 giorni viene ucciso nella sua casa di San Giovanni Francesco Mercanti di 61 anni.
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