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cronaca |
Legato e soffocato fra cani e canarini Fabrizio Roncone - Corriere della Sera - 24.10.01 a |
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Il corpo di Benito Giacalone è stato scoperto da una vicina. Un testimone: c’era spesso uno strano viavai di ragazzi Ancora un omicidio omosessuale. Ex sarto, cantante di messe sacre, assassinato in casa a Centocelle Il cadavere dell’uomo era vegliato da una coppia di canarini gialli, immobili sulla spalliera del letto. Alla spalliera, l’uomo aveva i polsi legati con del nastro adesivo marrone, quello che solitamente viene usato per imballare i pacchi. Un pezzo dello stesso nastro gli chiudeva la bocca e il naso. È morto così Benito Giacalone detto «Giorgio», di anni 59, pancia all’insù, in maglietta e mutande bianche, con una tartaruga che lo osservava dal corridoio e uno dei suoi quindici cani che, triste e accucciato accanto alla poltrona, aspettava l’arrivo degli investigatori. La prima persona ad accorgersi dell’omicidio è però stata una vicina di casa. Questo capita piuttosto frequentemente, in certi delitti. Specie quando la vittima è una persona irreprensibile, anonima e perbene. Come sembra appunto essere quest’ex sarto di Centocelle, che da anni non tagliava più stoffe, preferendo dedicare il suo tempo agli animali e alle messe sacre, nella parrocchia di San Felice, dove provava a cantare con la sua voce forte, da tenore fallito. Quando l’hanno ucciso, però, e probabilmente è successo nella notte tra ieri e lunedì, la voce non gli è servita. Non un urlo, non un lamento, se chi l’assassinava - per rapina? O, piuttosto, al termine di un gioco erotico esagerato? - è potuto scappare indisturbato, lasciando l’uscio aperto. Quell’uscio socchiuso ha insospettito l’inquilina dell’appartamento accanto, quarto piano di una palazzina che sta al numero civico 62 di via dei Pioppi, una stradina che taglia via Palmiro Togliatti proprio dove ciò che resta dell’Acquedotto Felice risale il quartiere Alessandrino. La donna si è trovata dentro la scena di un delitto che sembrava effettivamente uscito da una sconosciuta pagina del «Libro della giungla». Appartamento di tre camere, più un bagno, una cucina e una terrazza infestata da piante rampicanti, cactus e strani fiori tropicali. Una ventina di uccelli che svolazzano liberamente. E poi le tartarughe, e nemmeno piccole, ma con il guscio largo come un cappello da uomo. E infine i cani - tra cui uno shar-pei che il benzinaio Ip che sta giù all’angolo, aveva mandato a partorire «su da Giorgio, che gli animali sapeva davvero come prenderli». Quando è arrivata una delle due sorelle dell’ex sarto, il funzionario della Mobile Bruno Failla ha avuto qualche momento di incertezza. Lei, infatti, ha chiesto: «L’avete già portato all’ospedale?». Il poliziotto ha dovuto prima spiegarle ciò che era accaduto e poi farle pure qualche incresciosa domanda. «Mio fratello omosessuale? No, giuro che no...». La donna non ha saputo indicare altre possibili piste. Gli investigatori, per questo, battono quella che porta diritta agli ambienti della prostituzione gay, soprattutto quelli frequentati da giovani immigrati dell’Est. «Sebbene non sembri esserci stato furto... tutto è così in ordine...». Ci sono già stati interrogatori. Il verduraio che ha la bottega giusto accanto al portone del numero civico 62, sostiene di aver visto «un paio di tipi piuttosto strani che, almeno quattro volte negli ultimi due giorni, sono venuti a parlottare lì al citofono». Ha fatto buio e ancora, raccontano i vicini, sull’armadio della camera da letto c’era un pappagallo che ripeteva: «Giorrrrgio! Giorrrrgio». |
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