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T  Omofobia

Giovani gay aggrediti a Torre del Lago
Il Tirreno - 19.6.01
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Domenica notte calci e insulti a tre ragazzi «Andateneve via: avete rovinato il nostro paese»

TORRE DEL LAGO. «'Ricchioni andate via da Torre del Lago. Avete rovinato il paese». E poi giù calci. Sono le due di domenica notte quando il paese si scopre razzista. E partorisce la prima aggressione vera e propria contro alcuni - tre almeno - colpevoli di andare a una festa sulla spiaggia. Non era mai successo prima. Finora le polemiche sulla presenza gay a Torre del Lago erano state verbali. E al massimo l'intolleranza (di qualche frangia) si era trasformata nei tafferugli di piazza, al Belvedere, contro uno spettacolo di cabaret omosex. Domenica notte no. Le parole, gli insulti, si sono trasformati in botte. I fattacci - che si trasformeranno in una denuncia - accadono lungo la strada sterrata che dal viale Europa porta alla spiaggia, dove da qualche giorno è stato aperto un locale per l'estate. «Stavo andando alla festa sul mare - racconta Andrea - quando sono saltati fuori tre tipi da dietro la siepe che costeggia la strada. Hanno cominciato a insultarmi e hanno tentato di prendermi a calci. Li ho scansati quasi tutti, meno uno. Allora ho deciso di tornare verso il "Mamma mia" e mi hanno seguito. Qui mi hanno raggiunto. Uno di loro mi ha detto che aveva un figlio e che gli anormali come me rischiavano di rovinarglielo». I «normali» - quelli che vanno in giro a tirare calci agli omosessuali - sono, invece (stando alle descrizioni di chi è stato aggredito) ragazzi tra i 20 e i 25 anni, uno dei quali con un piercing al labbro. E si divertono a insultare gli omosessuali chiamandoli «finocchi di m...a». Oppure li apostrofano dicendo che «starebbero bene solo nei forni». Crematori, si intende. E, all'insegna dei locali, aggiungono: «Vi bruceremo e via feremo chiudere tutti». Uno degli aggressori - dice Alessio De Giorgi, presidente regionale di Arcigay - vantandosi delle sue origini napoletane ha anche minacciato di morte due ragazzi: «La prossima volta faccio venire quelli della Camorra e vi faccio ammazzare». I due ragazzi aggrediti in coppia non vogliono parlare. Non ci riescono. A raccontare l'episodio è Giovanni che si trovava a poche decine di metri quando è avvenuta l'aggressione. «I due ragazzi gay - ricorda - stavano lasciando la spiaggia, intorno all'una di notte, dopo essere stati alla festa di Giordano. Gli altri due, che si sono dichiarati torrelaghesi, stavano arrivando da viale Europa. Come li hanno incrociati, hanno cominciato a urlare: "Finocchi di m... andate a casa vostra". E insulti anche peggiori. Un gay ha reagito: ha replicato a uno dei due ragazzi di starsene a casa sua se non gli piaceva l'ambiente o la situazione. Così sono volate le botte». Non contenti i due aggressori sono anche andati al Mamma mia e al Boca Chica a infastidire i gay. «Uno dei due - riprende Giovanni - ha anche detto che sarebbe ritornato con i suoi amici con la pistola». Invece con la pistola non è tornato, ma i ragazzi aggrediti annunciano lo stesso una denuncia. «E se ci sarà un processo - garantisce De Giorgi - Arcigay si costituirà parte civile. Siamo preoccupati perché non erano mai successe aggressioni ai gay a Torre del Lago. Noi da tempo puntiamo sull'integrazione perché non ci va di sentirci chiusi nel ghetto di viale Europa. Ma vogliamo anche avere un posto dove poter stare tranquilli, senza rischiare di essere picchiati. Come avviene, invece, quando si mischia gente diversa fra la quale si nasconde chi vuole sballare a tutti i costi. Uno degli aggressori era ubriaco». Ma neppure questo basta a giustificarlo.

Parla il sindaco - Condanna per il fatto razzista

VIAREGGIO. «Sono molto colpito dalla gravità di questa notizia, che apprendo dal Tirreno. Mi aspetto, comunque, che all'aggressione segua una reazione democratica». Così parla il sindaco Marco Marcucci stupito che a Torre del Lago alcuni gay siano stati aggrediti, insultati e presi a botte. «Questo episodio - prosegue Marcucci (che ieri pomeriggio ha fatto interessare alla questione l'assessore alla cultura, Cristina Boncompagni) - è assai più grave di una delle risse di cui sono stato informato in passato. È assai più grave perché in questo caso la violenza è stata scatenata da motivazioni razziste. Ma davanti a questi fatti, mi aspetto da tutti una reazione democratica. La stessa reazione che questa aggressione suscita in me. Comunque farò in modo di mettermi in contatto quanto prima con le persone coinvolte in questa vicenda».

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