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Domenica notte calci e
insulti a tre ragazzi «Andateneve via: avete rovinato il nostro
paese»
TORRE DEL LAGO. «'Ricchioni
andate via da Torre del Lago. Avete rovinato il paese». E poi giù
calci. Sono le due di domenica notte quando il paese si scopre
razzista. E partorisce la prima aggressione vera e propria contro
alcuni - tre almeno - colpevoli di andare a una festa sulla
spiaggia. Non era mai successo prima. Finora le polemiche sulla
presenza gay a Torre del Lago erano state verbali. E al massimo
l'intolleranza (di qualche frangia) si era trasformata nei
tafferugli di piazza, al Belvedere, contro uno spettacolo di cabaret
omosex. Domenica notte no. Le parole, gli insulti, si sono
trasformati in botte. I fattacci - che si trasformeranno in una
denuncia - accadono lungo la strada sterrata che dal viale Europa
porta alla spiaggia, dove da qualche giorno è stato aperto un
locale per l'estate. «Stavo andando alla festa sul mare - racconta
Andrea - quando sono saltati fuori tre tipi da dietro la siepe che
costeggia la strada. Hanno cominciato a insultarmi e hanno tentato
di prendermi a calci. Li ho scansati quasi tutti, meno uno. Allora
ho deciso di tornare verso il "Mamma mia" e mi hanno
seguito. Qui mi hanno raggiunto. Uno di loro mi ha detto che aveva
un figlio e che gli anormali come me rischiavano di rovinarglielo».
I «normali» - quelli che vanno in giro a tirare calci agli
omosessuali - sono, invece (stando alle descrizioni di chi è stato
aggredito) ragazzi tra i 20 e i 25 anni, uno dei quali con un
piercing al labbro. E si divertono a insultare gli omosessuali
chiamandoli «finocchi di m...a». Oppure li apostrofano dicendo che
«starebbero bene solo nei forni». Crematori, si intende. E,
all'insegna dei locali, aggiungono: «Vi bruceremo e via feremo
chiudere tutti». Uno degli aggressori - dice Alessio De Giorgi,
presidente regionale di Arcigay - vantandosi delle sue origini
napoletane ha anche minacciato di morte due ragazzi: «La prossima
volta faccio venire quelli della Camorra e vi faccio ammazzare». I
due ragazzi aggrediti in coppia non vogliono parlare. Non ci
riescono. A raccontare l'episodio è Giovanni che si trovava a poche
decine di metri quando è avvenuta l'aggressione. «I due ragazzi
gay - ricorda - stavano lasciando la spiaggia, intorno all'una di
notte, dopo essere stati alla festa di Giordano. Gli altri due, che
si sono dichiarati torrelaghesi, stavano arrivando da viale Europa.
Come li hanno incrociati, hanno cominciato a urlare: "Finocchi
di m... andate a casa vostra". E insulti anche peggiori. Un gay
ha reagito: ha replicato a uno dei due ragazzi di starsene a casa
sua se non gli piaceva l'ambiente o la situazione. Così sono volate
le botte». Non contenti i due aggressori sono anche andati al Mamma
mia e al Boca Chica a infastidire i gay. «Uno dei due - riprende
Giovanni - ha anche detto che sarebbe ritornato con i suoi amici con
la pistola». Invece con la pistola non è tornato, ma i ragazzi
aggrediti annunciano lo stesso una denuncia. «E se ci sarà un
processo - garantisce De Giorgi - Arcigay si costituirà parte
civile. Siamo preoccupati perché non erano mai successe aggressioni
ai gay a Torre del Lago. Noi da tempo puntiamo sull'integrazione
perché non ci va di sentirci chiusi nel ghetto di viale Europa. Ma
vogliamo anche avere un posto dove poter stare tranquilli, senza
rischiare di essere picchiati. Come avviene, invece, quando si
mischia gente diversa fra la quale si nasconde chi vuole sballare a
tutti i costi. Uno degli aggressori era ubriaco». Ma neppure questo
basta a giustificarlo.
Parla il sindaco -
Condanna per il fatto razzista
VIAREGGIO. «Sono
molto colpito dalla gravità di questa notizia, che apprendo dal
Tirreno. Mi aspetto, comunque, che all'aggressione segua una
reazione democratica». Così parla il sindaco Marco Marcucci
stupito che a Torre del Lago alcuni gay siano stati aggrediti,
insultati e presi a botte. «Questo episodio - prosegue Marcucci
(che ieri pomeriggio ha fatto interessare alla questione l'assessore
alla cultura, Cristina Boncompagni) - è assai più grave di una
delle risse di cui sono stato informato in passato. È assai più
grave perché in questo caso la violenza è stata scatenata da
motivazioni razziste. Ma davanti a questi fatti, mi aspetto da tutti
una reazione democratica. La stessa reazione che questa aggressione
suscita in me. Comunque farò in modo di mettermi in contatto quanto
prima con le persone coinvolte in questa vicenda».
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