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Sabato 22 novembre a Taormina al museo archeologico
"Il Sesso degli
Angeli"
convegno su omosessualità, morale e famiglia

organizzato da "Evaluna"
di Taormina
con il patrocinio del Comune e la partecipazione di
Don Franco Barbero associazione Viottoli
Pasquale Quaranta giornalista
Delia Vaccarello giornalista dell’Unità
Cristina Arcuri giornalista
Angela Barbagallo giornalista
Coci Coord. Gruppi omosessuali
cristiani d’Italia
Agedo associazione genitori, parenti e amici di
omosessuali
Circolo Lady Oscar ArciLesbica
Associazione Open Mind
"Il
colore della vergogna, dell'incapacità di strappare
la veste della chiusura e dell'indifferenza che da sempre
avvolge drammaticamente questa terra: la Sicilia"
Nel pomeriggio, alle 17:00, presentazione
di "Principesse azzurre" (Oscar Mondadori) con
Cristina Arcuri e Angela Barbagallo
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Resoconto a cura di www.associazionepenelope.it
SICILIA 22 nov 2003 - Nella terra che ha visto la morte
di due ragazzi e la nascita di Arcigay ci sono oggi, 23
anni dopo, donne e uomini nuovi. Qualcuno qui non dimentica
la tragedia Giarre, i due giovani che si erano fatti "suicidare"
perché la loro relazione era dileggiata in tutto
il paese. A Taormina l'Associazione di Solidarietà
Familiare Evaluna ha provato a stimolare il dibattito sul
tema "Omosessualità, morale e famiglia".
Antonella Casblanca, 24 anni, portavoce di Evaluna ha
lavorato sodo per organizzare "Il Sesso degli Angeli",
un convegno che ha coinvolto giornalisti, scrittori, poeti,
frati, sacerdoti e associazioni.
Nel Museo Archeologico della città di Taormina si
è confrontato l'associazionismo GLBT siciliano con
la partecipazione dell'Open Mind (Centro di iniziativa Gay,
Lesbica, Bisex, Trans), dell'AGeDO Catania (Associazione
Genitori di Omosessuali), Circolo Lady Oscar di Palermo
(ArciLesbica), Coci (Coordinamento Omosessuali Cristiani
in Italia), Fratelli dell'Elpis (Gruppo locale gay credenti)
e Piccoli fratelli di Francesco e Chiara (Frati francescani).
Il primo intervento è stato di don Franco Barbero,
presbitero della comunità di base "Viottoli"
di Pinerolo (To) che ha definito l'iniziativa "coraggiosa"
e ha invitato i presenti a smetterla di sospettare del piacere,
perché sentimento e corporeità stanno insieme,
sono componenti dell'amore tra due persone, siano queste
lesbiche, gay, transessuali o eterossessuali. Due parole
sul "Lexicon", il libro vaticano "sporcaccione"
che "sporca l'amore" e nasconde la disperazione
della chiesa di oggi. Applausi.
La sala ha continuato ad "accendersi" con Pasquale
Quaranta, giovane giornalista del movimento gay, che ha
aperto il suo discorso leggendo la relazione di Gianni Geraci
(Pres. Coci) sul panorama attuale dei gruppi gay cristiani,
tra obiettivi raggiunti e speranze di rinascita. Mentre
Quaranta parlava, le sue parole si trasformavano in poesia,
la poesia di un futuro senza più bisogno di lottare
per i propri diritti e dove non si viva con pesantezze l'essere
"omosentimentali". L'invito di Pasquale è
quello di costruirsi con le proprie mani la libertà
riprendendosi l'amore "negato". Pasquale definisce
la vita di don Franco "un lusso dell'esistenza",
teorizza e spiega una "Semiotica dell'omosessualità"
e sulle sue parole si innestano gli interventi del pubblico.
Si fa sentire pacata ma allo stesso tempo deciso Francesca
Giardina (AGeDO) affinché le famiglie cambino atteggiamenteo
nei confronti dei propri figli omosessuali e diventino luogo
di serenità per crescere insieme. In sala un ragazzo
prende la parola: "Potessi avere una madre come te,
Francesca". Tutti d'accordo: bisogna lavorare per una
nuova cultura della diversità.
Sul tema della famiglia si allaccia anche Rosi Castellese
(Pres. Arcilesbica di Palermo) che si sofferma sulla condizione
della vita di una donna in Sicilia. Castellese attacca da
un lato, la legislazione regionale definita iniqua, razzista,
fascista e, dall’altro, sottolinea il difficile legame
tra femminilità, lesbismo e sessualità. Rosi
infine lancia un richiamo affinché tutti si uniscano
nel tentativo di promuovere "iniziative che, come quella
di oggi, possano graffiare il territorio e la mentalità
fatta di nascondigli e sguardi".
A fine serata si è svolta la presentazione del libro
“Principesse azzurre” di Delia Vaccarello, giornalista
del movimento omosessuale che, sulle pagine de “L’Unità”
cura anche una rubrica GLBT. Partecipano alla chiacchierata
le colleghe Angela Barbagallo e Cristina Arcuri. La stanza
è piena di donne, e già dalle prime battute
si respira l’emozione; nasce dentro ad ognuna un "essere
donna" sconosciuto, una sensazione nuova che intinge
ogni pezzo del corpo in una miscela magica di sentimenti.
Fuori è buio, sono state accese delle candele, la
luce dentro è un po’ fioca. E alla fine tra
dediche e sguardi commossi ognuna porta con sé un
pezzo di questa magnifica giornata all’insegna dell’Amore
perché alla fine, parafrasando don Franco e Pasquale
“il problema non è come ami, ma se ami”. |