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Magnus Hirschfeld

 
22 novembre 2003
CONVEGNO "IL SESSO DEGLI ANGELI"
Taormina
6 settembre 2003 - MANIFESTAZIONE A LUCCA contro la violenza omofoba - "Il silenzio è connivenza"
UN PACS AVANTI campagna nazionale di Arcigay per l'approvazione di una legge sul patto civile di solidarietà
10° CONGRESSO Nazionale Arcigay 2-3 febbraio 2002
QUEER FOR PEACE - Rete internazionale di gay lesbian transgender contro la guerra
LE ORIGINI DEL GAY PRIDE. Da Stonewall ad oggi
LA NOSTRA BANDIERA - storia e significati del nostro più importante simbolo
LA PRIMA MANIFESTAZIONE GAY AMERICANA (dopo Stonewall)

 

 

 

 

 

 

Lo scorso Novembre 2002, a Firenze, durante il seminario su gay, lesbiche e neoliberismo è stata lanciata l'idea di una missione di pace GLBT in Palestina per giugno 2003; nei mesi successivi, l'idea è stata estesa alla creazione di un movimento internazionale GLBT contro la guerra e per la globalizzazione dei diritti umani.

L'idea di una iniziativa in Palestina nasce dall'esigenza sentita da molt* di noi di accompagnare la teoria ad una pratica politica che ci rendesse soggetti attivi del cambiamento, portandoci ad interagire con gli eventi e con il resto del movimento portando/partendo dal nostro specifico. Ovvero utilizzare linguaggi e modalità condivise per incontrarsi, parlarsi e cercare, insieme, le alternative alla guerra, allo sfruttamento, alla violenza, alla povertà, al razzismo e all'emarginazione.

La forte accelerazione impressa a tutte le dinamiche di consolidamento della società neoliberista ha cancellato, in parte, i frutti di anni di politiche basate sulla differenza attraverso una forte semplificazione tutta incentrata sulla contrapposizione. Inoltre, la continua militarizzazione delle nostre vite dovuta alla nuova strategia di controllo sociale ed economico, la “guerra al terrorismo”, ha compresso ancora di più i nostri spazi di libertà fisica e politica. Infatti in suo nome possono venire cancellati diritti e libertà civili anche in occidente. Attorno a noi si moltiplicano gli episodi di repressione fascista e poliziesca, i divieti e le criminalizzazioni di chi manifesta, mentre cresce l’omofobia della destra al potere, si cancellano i diritti dei lavoratori/trici, e chi migra attraverso il mondo deve aspettarsi rifiuto e segregazione nei nuovi lager.

Questa situazione ha dato alle politiche di liberazione, come quella di liberazione sessuale, un carattere puramente difensivo, riducendole ad un rivendicazionismo spesso funzionale al sistema etero/liberista.

Abbiamo pensato alla Palestina per il valore simbolico che il conflitto israeliano/palestinese ha assunto nel tempo come paradigma dell'imperialismo, ma anche di quell'incomunicabilità violenta, che radicalizza le posizioni e foraggia fondamentalismo e autoritarismo. Ma anche perché in Palestina, come in gran parte dei paesi arabi cosiddetti moderati, il crescente potere delle organizzazioni fondamentaliste, assieme ad una sorta di militarizzazione dei rapporti sociali dovuta alla guerra, ha interrotto la tradizionale "tolleranza repressiva" nei confronti dell'omosessualità iniziando una vera e propria persecuzione in cui i gay sono arrestati, torturati e, quando vengono espulsi da Israele e spediti a Gaza, anche uccisi come collaborazionisti.

È per questi motivi che abbiamo deciso di dedicare il Pride 2003 al tema della pace e dei diritti che sono strettamente collegati fra loro. Una delegazione partirà per Isarele il 10 Giugno, per incontrare esponenti della società civile israeliana e del parlamento e dire loro che 36 anni di occupazione sono troppi e che violenza, morte e distruzione non portano la pace ma solo odio e altra distruzione. E con questo messaggio parteciperemo al Pride di Gerusalemme, città simbolo dell’incontro fra culture, religioni e popoli diversi. Dal 15 Giugno andremo nella West Bank e a Gaza per vedere gli effetti dell’occupazione e della guerra. Ma soprattutto per incontrare esponenti dell’associazionismo e della politica palestinese per dire loro che la lotta di liberazione di un popolo è tanto più forte quanto più riconosce al suo interno i diritti fondamentali degli individui, come il diritto alle identità e all’orientamento sessuale. E sono già diversi i dirigenti palestinesi che hanno dato la loro disponibilità e altri si aggiungeranno.

Partenza da Roma: 10 Giugno
Ritorno a Roma: 20 Giugno
La permanenza è a Gerusalemme, da dove ci sposteremo per:
Tel Aviv (12 Giugno)
Ramallah (16 Giugno)
Gaza (17/18 Giugno).
Il Pride di Gerusalemme è il 13 Giugno.
Per l’alloggio le opzioni sono: case private, ostello, albergo.
Per una migliore organizzazione vi preghiamo di segnalare le disponibilità con un piccolo anticipo.

(dal sito QUEERFORPEACE)


Rassegna stampa (trovate 5 corrispondenze):
19/06/2003 - ***
Gay.it
FROCI PER LA PACE
"Queer for Peace", la missione internazionale del movimento glbt in Palestina, si avvia verso la conclusione: domani il Pride di Gerusalemme. Il resoconto di un attivista.
09/06/2003 - ***
Il Manifesto
In Terra santa per i diritti gay e per la pace
Queer for peace arriverà mercoledì: visite ai Territori occupati e «Pride» il 13
29/05/2003 - ***
Liberazione
"Queer for peace", il movimento omosessuale parte per la Palestina
Dal 10 al 20 giugno una delegazione italiana del movimento gay, lesbico, bisessuale e transgender (Glbt) andrà in Palestina per una missione di pace e per partecipare, il 12, al secondo Pride di Gerusalemme.
21/05/2003 - ***
La Nuova Sardegna
Un’iniziativa del movimento omosessuale sardo
La delegazione sarà in Palestina dal 15 giugno per instaurare un dialogo politico
17/05/2003 - ***
Gay.it - Giulio Maria Corbelli
GAY PER LA PACE IN PALESTINA
Una delegazione di omosessuali arriverà in Medio Oriente per parlare a israeliani e palestinesi. E' "Queer for Peace" il coordinamento gay internazionale nato in Italia per un mondo senza guerre.
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