| Lo scorso Novembre 2002, a Firenze,
durante il seminario su gay, lesbiche e neoliberismo è
stata lanciata l'idea di una missione di pace GLBT in Palestina
per giugno 2003; nei mesi successivi, l'idea è stata
estesa alla creazione di un movimento internazionale GLBT contro
la guerra e per la globalizzazione dei diritti umani.
L'idea di una iniziativa in Palestina nasce dall'esigenza
sentita da molt* di noi di accompagnare la teoria ad una pratica
politica che ci rendesse soggetti attivi del cambiamento,
portandoci ad interagire con gli eventi e con il resto del
movimento portando/partendo dal nostro specifico. Ovvero utilizzare
linguaggi e modalità condivise per incontrarsi, parlarsi
e cercare, insieme, le alternative alla guerra, allo sfruttamento,
alla violenza, alla povertà, al razzismo e all'emarginazione.
La forte accelerazione impressa a tutte le dinamiche di consolidamento
della società neoliberista ha cancellato, in parte,
i frutti di anni di politiche basate sulla differenza attraverso
una forte semplificazione tutta incentrata sulla contrapposizione.
Inoltre, la continua militarizzazione delle nostre vite dovuta
alla nuova strategia di controllo sociale ed economico, la
“guerra al terrorismo”, ha compresso ancora di
più i nostri spazi di libertà fisica e politica.
Infatti in suo nome possono venire cancellati diritti e libertà
civili anche in occidente. Attorno a noi si moltiplicano gli
episodi di repressione fascista e poliziesca, i divieti e
le criminalizzazioni di chi manifesta, mentre cresce l’omofobia
della destra al potere, si cancellano i diritti dei lavoratori/trici,
e chi migra attraverso il mondo deve aspettarsi rifiuto e
segregazione nei nuovi lager.
Questa situazione ha dato alle politiche di liberazione,
come quella di liberazione sessuale, un carattere puramente
difensivo, riducendole ad un rivendicazionismo spesso funzionale
al sistema etero/liberista.
Abbiamo pensato alla Palestina per il valore simbolico che
il conflitto israeliano/palestinese ha assunto nel tempo come
paradigma dell'imperialismo, ma anche di quell'incomunicabilità
violenta, che radicalizza le posizioni e foraggia fondamentalismo
e autoritarismo. Ma anche perché in Palestina, come
in gran parte dei paesi arabi cosiddetti moderati, il crescente
potere delle organizzazioni fondamentaliste, assieme ad una
sorta di militarizzazione dei rapporti sociali dovuta alla
guerra, ha interrotto la tradizionale "tolleranza repressiva"
nei confronti dell'omosessualità iniziando una vera
e propria persecuzione in cui i gay sono arrestati, torturati
e, quando vengono espulsi da Israele e spediti a Gaza, anche
uccisi come collaborazionisti.
È per questi motivi che abbiamo deciso di dedicare
il Pride 2003 al tema della pace e dei diritti che sono strettamente
collegati fra loro. Una delegazione partirà per Isarele
il 10 Giugno, per incontrare esponenti della società
civile israeliana e del parlamento e dire loro che 36 anni
di occupazione sono troppi e che violenza, morte e distruzione
non portano la pace ma solo odio e altra distruzione. E con
questo messaggio parteciperemo al Pride di Gerusalemme, città
simbolo dell’incontro fra culture, religioni e popoli
diversi. Dal 15 Giugno andremo nella West Bank e a Gaza per
vedere gli effetti dell’occupazione e della guerra.
Ma soprattutto per incontrare esponenti dell’associazionismo
e della politica palestinese per dire loro che la lotta di
liberazione di un popolo è tanto più forte quanto
più riconosce al suo interno i diritti fondamentali
degli individui, come il diritto alle identità e all’orientamento
sessuale. E sono già diversi i dirigenti palestinesi
che hanno dato la loro disponibilità e altri si aggiungeranno.
Partenza da Roma: 10 Giugno
Ritorno a Roma: 20 Giugno
La permanenza è a Gerusalemme, da dove ci sposteremo
per:
Tel Aviv (12 Giugno)
Ramallah (16 Giugno)
Gaza (17/18 Giugno).
Il Pride di Gerusalemme è il 13 Giugno.
Per l’alloggio le opzioni sono: case private, ostello,
albergo.
Per una migliore organizzazione vi preghiamo di segnalare
le disponibilità con un piccolo anticipo.
(dal sito
QUEERFORPEACE) |