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OMELIA DI UN GIOVANE OMOSESSUALE ALLA MESSA DI MEZZANOTTE DI NATALE 2003
DOCUMENTO DEL VATICANO CONTRO LE UNIONI CIVILI OMOSESSUALI firmato dal Cardinal Ratzinger
La Rassegna Stampa
LEXICON - Termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni etiche. A cura del Pontificio consiglio per la famiglia

LA CHIESA LICENZIA
Don Vitaliano, un prete scomodo

ALFREDO ORMANDO
un martire gay cristiano

 

 

 

 

 

 


IL DOCUMENTO DEL VATICANO CONTRO LE
UNIONI CIVILI OMOSESSUALI

CONSIDERAZIONI CIRCA I PROGETTI DI RICONOSCIMENTO LEGALE DELLE UNIONI TRA PERSONE OMOSESSUALI
Joseph Card. Ratzinger
Il documento di Ratzinger
Il comunicato del CIG Arcigay Milano
Il comunicato di Arcigay
La manifestazione


31.7.03 - Il Vaticano continua a sparare sulle persone omosessuali. Il documento firmato da Ratzinger contro le unioni omosessuali vorrebbe essere una cannonata definitiva, e sicuramente farà i suoi morti, ma potrebbe anche rivelarsi un poderoso boomerang, come accadde per l'opposizione che nell'anno 2000 il Vaticano mise in campo contro il World Pride, spingendolo invece verso un grandioso successo.

Riportiamo di seguito le più significative dichiarazioni in merito apparse sulla stampa.

AURELIO MANCUSO (Segretario Arcigay)
“Se la Chiesa non vuole chiamarlo matrimonio, ma unione civile o Pacs, noi dell’Arcigay siamo disponibili a discuterne: basta che ci siano i diritti. Le relazioni d’amore tra persone omosessuali hanno la medesima dignità e responsabilità di quelle tra persone eterosessuali e devono godere degli stessi diritti... Incredibile è la distinzione fra sfera privata e sfera pubblica: di nascosto un omosessuale può fare ciò che vuole, ma quando si trova in un contesto pubblico il discorso cambia. Togliere ogni diritto ad una coppia equivale a toglierle ogni possibilità di esistere. ”

MOVIMENTO GAY SPAGNOLO (FEGT)
''un nuovo attentato contro i diritti e le liberta' di tutti i cittadini... se la Chiesa vuole fare politica, allora si presenti alle elezioni'

ENRICO OLIARI (Gay Liberali e di Centrodestra)
" La presa di posizione della Santa Sede, liberticida e non a passo coi tempi, frena il naturale sviluppo sociale del popolo italiano proponendo teorie medioevali e sessuofobiche."

GIANNI GERACI (Coordinamento Cristiani Omosessuali)
"la chiesa non odia tutti gli omosessuali, solo quelli che sono felici di esserlo e lo raccontano in giro. Bisognerebbe fare un ragionamento complesso sull'importanza dell'omosessualità repressa come fonte di energia per la chiesa cattolica..."

FRANCO GRILLINI (Parlamentare DS)
"il documento vaticano dice bugie, come quando afferma che le coppie omossessuali non hanno un valore sociale: e' sbagliato perche' qualsiasi nucleo familiare fondato sulla solidarieta' tra i suoi componenti e sull'amore e' una formazione sociale degna di tutela in base alla nostra Carta costituzionale, e non lede diritti acquisiti da altri''.

MASSIMO MAZZOTTA (Presidente Mario Mieli)
"il Vaticano sforna un documento offensivo e lesivo della libertà civile, umana e nazionale, siamo arrivati all'indecenza, vorremmo un moto d'orgoglio di tutti i parlamentari. Accogliere i gay con compassione e delicatezza? Non sono oggetti di porcellana ma persone rese forti dai tanti schiaffi presi"

LUCIANO VIOLANTE (capogruppo DS)
''La Chiesa ha il diritto di esprimere la propria posizione, ma certamente non puo' esigere il condizionamento della vita politica di un paese laico"

DANIELE CAPEZZONE (segretario Radicali Italiani)
''E' la stessa linea che il Vaticano segue sulla ricerca scientifica e sull'eutanasia, una linea che significa imporre malattia, sofferenza, morte. Ed e' anche un problema della politica italiana: occorre che ci si genufletta un po' di meno e si reagisca da Parlamento libero, italiano e non Vaticano''

MAURIZIO TURCO (deputato radicale Europeo)
"il partito chiedera' al Parlamento europeo di ritirare l'invito fatto al Pontefice e chiedera' a Francia, Belgio, Lussemburgo e Danimarca di porre il veto, alla conferenza del prossimo 3 ottobre a Roma sulla convenzione europea, all'articolo 51 che sancisce l'origine giudaico-cristiana dell' Europa"

ANTONIO DI PIETRO (Italia dei Valori)
''Richiamandoci a quel diritto naturale a cui fa riferimento proprio il cardinal Joseph Ratzinger, ritengo che le persone siano uguali di fronte a Dio e di fronte alla Legge, qualunque sia la loro tendenza sessuale''

TITTI DE SIMONE (deputata RC)
"'sono fortemente preoccupata dai toni integralisti delle gerarchie vaticane e temo una fase regressiva in Italia sul piano dei diritti civili''

KATIA BELILLO (ex ministro, Pdci)
''La posizione del Vaticano mi sembra molto politica e il riconoscimento delle coppie di fatto e' una questione di civilta', di rispetto delle liberta' individuali e anche delle convinzioni etiche e religiose di chi non la pensa come coloro che si riconoscono nella religione cattolica''

ANGELO PEZZANA (leader storico movimento gay)
"il matrimonio gay, come lo intende la Chiesa, non esiste: nemmeno nei Paesi dove esiste il riconoscimento delle unioni di fatto. Perché è un riconoscimento legale, una questione di diritti. Quindi non è una cosa che riguarda la Chiesa né la religione"

LIVIA TURCO (ex ministro DS)
"Mi colpisce la veemenza, il dogmatismo. Parlare dei legami gay come di un fenomeno di devianza, definirli «il male» significa contraddire il messaggio evangelico. Lo dico con dispiacere, da credente. Perché brandire l´arma ideologica su un tema così delicato?...non c´è amore in questo approccio, non c´è voglia di misurarsi con un pezzo di umanità. L´omosessualità non è devianza. E´ una scelta di vita che appartiene al mistero umano. Come persona mi sento impegnata a rispettarla. Come cittadina attiva in politica, considero mio dovere far sì che siano consentite tutte le possibili espressioni di vita, che non si consumino discriminazioni"

ALESSANDRO PIGNATIELLO (FGCI)
«La gerarchia ecclesiastica oggi lancia l'ultima 'caccia alle streghe' del ventunesimo secolo»

ALESSIO DE GIORGI (direttore di www.gay.it)
"...se da una parte si continua a dire che tutto questo è peccato, che i gay devono vivere in clandestinità e non hanno neppure diritto a una famiglia, be’ allora si crea intolleranza, sospetto e odio. Questi comportamenti, poi, creano nella comunità omosessuale atteggiamenti schizofrenici ed esibizionistici"

NICHI VENDOLA (deputato RC)
"Così facendo si rimettono in piedi le gerarchie e torna in pista la "destra di Dio". Un destra blasfema e gonfia d'odio, che divora le persone nel nome dei precetti, che mette in croce gli amori irregolari e istiga alla discriminazione. Sono capaci di dannarsi l'anima pur di non perdere il controllo repressivo del corpo degli altri. Continueranno a farci del male ma continueranno a perdere. Hanno già perso. Le loro parole sono così avare di speranza e così povere di fede..."

ALESSANDRA MUSSOLINI (da Il Secolo IXX del 23.8.03)
«Non si può gettare un marchio d'infamia sulle coppie gay non me la sento di affermare che sono nocivi. Mi pare pericoloso: stiamo diventando fondamentalisti. Sono d'accordo sul fatto che i più giovani siano più riflessivi nell'uso del loro corpo. Ma a patto che non diventi un atteggiamento cupo, che siano consigli di persone di buon senso»

MONSIGNOR LUIGI BETTAZZI Vescovo di Ivrea (La Repubblica del 3.8.03)
«Gli omosessuali non sono malati, ma diversi. L´omofobia è frutto di pregiudizio e ignoranza. La Chiesa non può autorizzare le unioni tra omosessuali, ma può accoglierli e rispettarli nella loro diversità. Pace è anche non mettere se stessi al di sopra di tutto, avere rispetto degli altri, anche degli emarginati e dei "diversi"»

MASSIMO CONSOLI (storico)
"...Oggi, immediatamente dopo le criminali dichiarazioni della stessa chiesa cattolica, ancora una volta dirette contro la nostra comunita', si consuma una feroce aggressione che ha per vittima uno degli esponenti piu' qualificati di questa stessa comunita', Michele Bellomo. Sta a voi trarre le dovute conclusioni..."

ALESSANDRO ZAN (dirigente Arcigay)
«Quando parla Ratzinger io sono sempre contento. Credo che i suoi toni e il suo linguaggio si commentino da soli e siano una ragione di più per impegnarci e ottenere l'approvazione di questa legge, che è una battaglia di libertà generale perché riconosce legalmente tutte le coppie di fatto, etero e omosessuali».

LE PRIME INIZIATIVE

ESPOSTO DEI RADICALI (depositato in procura il 31.7.03)
«verrebbe posto a carico dei politici cattolici, in relazione alle cariche ricoperte, un vero e proprio obbligo di opporsi a passaggi legislativi che prevedano la equiparazione giuridica delle coppie omossessuali alle coppie eterosessuali. Ma emerge anche una vera e propria istigazione compiuta da autorevolissimi esponenti della Santa Sede a discriminare le coppie, i cittadini e gli individui omosessuali»

DEPOSITATA PROPOSTA DI LEGGE SUI PACS
Nello stesso giorno i Ds hanno presentato alla Camera una proposta di legge a tutela dei diritti di chi forma famiglie di fatto: coppie gay, coppie eterosessuali non sposate, single, vedovi. Tra i firmatari, un centinaio di parlamentari del centrosinistra, tra cui il segretario Ds Piero Fassino, il capogruppo Luciano Vilante e il presidente Massimo D’Alema.

VOLANTINAGGIO E SIT-IN CONTRO IL VATICAN
A Padova il 3.8.03 manifestazione promossa dal circolo Arcigay davanti al Duomo con distribuzione di volantini ai fedeli che usciranno dalle messe per protestare contro il documento che condanna le coppie gay. «Questa iniziativa fortemente simbolica - dice il presidente Alessandro Zan - vuole anche essere un ponte verso tutti quei cattolici che non condividono le tesi omofobe e razziste di questo documento».

DAL MONDO DELLA CULTURA

LIDIA RAVERA (L'Unità)
"...Voi dite che le unioni omosessuali «precludono il dono della vita», ma vi rendete conto che, boicottandole, voi «precludete il dono dell'amore» a vite che sono già in questo mondo? Sono violente, queste dieci pagine di considerazioni. Non sono figlie della stessa cultura che voleva impedire una inutile carneficina. Se gli uomini sono tutti uguali, sono TUTTI UGUALI. E vanno rispettati nello stesso modo, e sono titolari degli stessi diritti...

GIANNI VATTIMO (Repubblca)
"... Di mandarli a quel paese, Papa e Ratzinger compresi. Il loro documento non serve a nulla, è inutile, ma è anche razzista. Per la Chiesa noi gay siamo i nuovi ebrei, da ghettizzare e da opprimere. Facendo così, il Papa tradisce la sua missione e dà legittimità a una cosa orribile, a un´arretratezza che la gente comune, compresi i fedeli, non comprende più. Ecco perché quelle parole sono inutili..."

STEFANO RODOTA' (Repubblica)
"..Nel legittimo esercizio del suo magistero la Chiesa decide di chiudersi al mondo, e perciò finisce con lo schiacciare gli omosessuali con una condanna senza appello, rischiando così di travolgere pure l´esile rispetto per la condizione omosessuale legato all´invito a viverla in castità..."

ERNESTO GALLI DELLA LOGGIA (Corriere della Sera)
"...Così come forse dovremmo tutti chiederci cosa significa che su un tema come quello delle unioni tra omosessuali, così come su tanti altri analoghi, la supposta soverchieria della Chiesa cattolica, la sua supposta volontà di egemonia culturale, il suo orrendo dogmatismo, in realtà non trovino mai uno straccio di sostegno vero presso l’opinione pubblica. Nelle ultime quarantott’ore quale giornale che conta, quale uomo pubblico di peso, quale esponente della cultura ha speso una parola in difesa del cardinale Ratzinger? Anche i cattolici, a cominciare dai politici, hanno mantenuto sull’argomento un silenzio di tomba..."

FRANCESCO MARGIOTTA BROGLIO (Corriere della Sera)
"..E’ evidente, quindi, il legame tra il documento del cardinale Ratzinger e l’accanimento con il quale la Santa Sede e le autorità di alcune Chiese uscite dalla Riforma protestante si battono ancora per ottenere l’inserimento delle «radici cristiane» nel preambolo delle futura costituzione Ue. L’illusione di riuscire con quel richiamo a sbarrare la strada alle leggi non conformi alla morale cristiana..."

SANDRO CURZI (Il Sec.IXX)
«Sulle prime, piercing, tatuaggi e sesso, avevo dato poca attenzione. Ma sui gay sono rimasto profondamente ferito. E’ una cosa brutta, non è neanche un ritorno al passato. E’ peggio: ci si allinea alla cultura di Bush. E’ da reazionari. E’ una corsa partita da tempo, che forse nasconde una battaglia in Vaticano per la successione».

MARINO NIOLA (Il Mattino di Padova)
"Se davvero il matrimonio fosse così naturale non occorrerebbe escogitare tante regole, né religiose né laiche, per disciplinarlo, quindi per farlo esistere. Oltretutto gli argomenti fondati su presunte leggi naturali rischiano spesso di produrre, come ci insegna la storia, pericolose derive di tipo integralistico o razzista che finiscono per demonizzare e criminalizzare le differenze."

UMBERTO CECCHI (Il Resto del Carlino)
"visto che anche la Chiesa si evolve, e chiede scusa, fra qualche anno ci sarà di certo qualche buon Santo Padre che chiederà scusa anche ai gay, permetterà loro unioni davanti all'altare e ammetterà la fecondazione in vitro di almeno un paio di 'loro' figli"

ANILO D'ANGELO (La Repubblica)
"La Chiesa, nel corso della storia, è stata la paladina delle discriminazioni, a seconda del periodo ha adottato le contromisure che riteneva più adeguate: roghi, inquisizione, crociate, ghetti, scomuniche, e ai giorni nostri le "esortazioni ai politici". Le unioni omosessuali non vanno bene perché non assicurano la procreazione e la sopravvivenza della specie umana? Come dire, se sei omosessuale sei inutile. Anche se sei disoccupato sei inutile, perché non produci ricchezza per il tuo paese, anche se sei disabile sei inutile, perché crei disagi… Dal punto di vista delle conquiste sociali, oggi la Chiesa è solo una palla al piede"

MIRIAM MAFAI (La Repubblica)
"A me questo sembra il tentativo, drammaticamente fuori tempo, di riaffermare il primato della Chiesa sulle istituzioni politiche, quasi una nostalgia del Medioevo, il sogno di un trionfante integralismo cattolico. Un sogno che è destinato a rimanere tale ... La nostra società, basata sulla espansione dei diritti e dei consumi individuali, comporta infatti inevitabilmente, la rottura di tutte le gabbie e le regole che per secoli sono state proposte o imposte dalla religione"

MARCO POLITI (La Repubblica)
" La durezza del diktat corrisponde ad una paura segreta: che anche in Italia la maggioranza della popolazione sia piuttosto favorevole alla legalizzazione delle coppie di fatto... Non è solo nell´area Ulivo che avanza il progetto di legge per il "patto civile di solidarietà", ma anche nel Polo ci sono proposte. Dario Rivolta, Fi, presenterà a settembre il progetto di un "patto di coabitazione" così generico ed elastico da ricomprendere qualsiasi ipotesi. E´ il trasversalismo che inquieta maggiormente la gerarchia ecclesiastica"

GASPARE BARBIELLINI AMIDEI (Corriere della Sera)
"Non c’è straniero nel mondo più straniero di un omosessuale. Per lui è più difficile che per un clandestino vivere come gli altri e fare tutto ciò che la legge potrebbe consentire a lui come consente agli altri"

GABRIELE POLO (Il Manifesto)
"Ratzinger, preferisce comunque il politicamente scorretto: gli omosessuali sono persone moralmente sottosviluppate, da tenere fuori dalla portata dei bambini, e quando stanno in coppia addirittura «nocive per il retto sviluppo della società umana». Inoltre non fanno figli, e dunque non rivestono alcun ruolo sociale e non meritano alcun riconoscimento legale, anche se il cardinale non spiega come la mettiamo con gli eterosessuali sterili.."

VITTORIO SGARBI (Il Sec. IXX)
«Con un governo che si definisce liberal, ma impone la chiusura delle discoteche alle tre, tralasciando però i suoi scandali interni, mi pare che la Chiesa si allinei. Non capisco perché si occupi di sesso, anticoncezionali, tatuaggi e piercing. Evidentemente scherzano. Parlano contro i gay con quello che succede nei seminari e nella chiesa Usa? E’ una campagna dissennata. Ma con un governo bacchettone, la Chiesa non può essere da meno e farsi scavalcare. Un governo di morti di sonno che pensa solo a proibire: si occupi di altro».

PLATINETTE (Il Sec. IXX)
«Mi ha colpito l’intensificarsi dei messaggi, quasi un ritorno agli anni 70 nei quali poi la libertà sessuale è stata dannosissima per i rapporti. Il Papa fa il suo lavoro e siccome è anziano, spara tutte le sue cartucce. Ma anche l’Aids è in calo e non c’è nulla che possa far pensare a una crisi morale. Credo sia un “post it” per ricordare. Magari anche che tra le promesse del governo c’era quella di essere moderno e liberale. Mi fa paura questo livore. Non oso pensare che altro s’inventeranno ».

LE POSIZIONI FAVOREVOLI AL VATICANO

VITTORIO MORERO (L'Avvenire)
"L'allarme del documento suona allora non solamente come ammonimento morale, ma anche come richiamo antropologico chiaro e netto che include necessariamente un impegno politico non di semplice preferenza quanto di assoluta obiettività per cui non è possibile sottrarsi, pena la negazione della propria visione dell'uomo"

MIMMO LUCA' (segreteria DS)
Si dice pronto all’obiezione di coscienza. «Sull’equiparazione delle unioni di fatto con la famiglia non sono d’accordo, quanto ai diritti economici sarebbe meglio istituirli con provvedimenti amministrativi, senza legiferare».

ROSY BINDI (La Margherita)
«Il documento del Vaticano? Mi dispiace ma finché non l’ho letto non parlo. Ho sempre fatto così sulle cose dei preti.»

DARIO FRANCESHINI (La Margherita)
«...non c’è nulla di male a che la Chiesa rivolga il suo messaggio ai politici di tutto il mondo», ma lui «da cattolico liberale che ha imparato la lezione di Sturzo e De Gasperi», ascolta e poi deciderà «in modo autonomo».

CLEMENTE MASTELLA (UDC)
Aveva annunciato la firma della legge ds: «Vorrà dire che firmerò e poi non voterò», cercando di conciliare obiezione di coscienza e ragioni di coalizione.

ROBERTO CALDEROLI (Lega Nord)
«ciascuno è libero di fare le scelte che vuole nel campo della propria sessualità, sempre che le stesse non vadano a danneggiare i diritti degli altri. Il sottoscritto continua a considerare giusta la propria sponda e sbagliata quella dei gay... Nessuno venga mai a chiederci di dare riconoscimento legale alle unioni tra persone omosessuali».

FEDERICO BRICOLO (Lega Nord)
"la Chiesa prenda definitivamente atto che la difesa della famiglia non rientra nei programmi della sinistra» e si scaglia contro «quei parroci e vescovi che appoggiano palesemente, anche con indicazioni di voto, le componenti dell'Ulivo e del centrosinistra».

GIANCARLO GIORGETTI (Lega Nord)
«Finché ci sarà questa maggioranza qui non passa nulla sui gay».

RICCARDO PEDRIZZI (AN)
«Agli omosessuali che fanno coppia non si possono riconoscere gli stessi diritti della famiglia, non perché essi sono omosessuali, ma perché non sono una famiglia»

MARIA IDA GERMONTANI (AN)
"il documento di Ratzinger, che non deve essere interpretato come un'ingerenza della Chiesa nell'ordinamento dello Stato, bensì come un appello alla coscienza"

ITALO BOCCHINO (AN)
"nel nostro Paese non c’è spazio per il riconoscimento della coppia omosessuale. Il Papa fa le sue battaglie. Ma sull’indulto, ad esempio, abbiamo rispettato le indicazioni del Vaticano senza però seguirle"

TEODORO BONTEMPO (AN)
«Il Vaticano ha capito che la politica è debole e vuole anticipare gli eventi».

GUSTAVO SELVA (AN)
Definisce l’unione tra gay «contro natura» e guarda con orrore alla possibilità che un giorno le coppie lesbiche possano ricorrere alla procreazione assistita. «Contro scenari come questo sono pronto all’obiezione di coscienza».

FRANCESCO GIRO (FI)
«Quello del Vaticano è un documento in linea con i principi sanciti dalla nostra Costituzione»

ANTONIO TAJANI (FI)
«Ognuno può vivere con chi vuole, ma al Parlamento europeo ho sempre votato contro ogni proposta di riconoscimento per le coppie gay».

 

 




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