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OMELIA DI UN GIOVANE OMOSESSUALE ALLA MESSA DI MEZZANOTTE DI NATALE 2003
DOCUMENTO DEL VATICANO CONTRO LE UNIONI CIVILI OMOSESSUALI firmato dal Cardinal Ratzinger
La Rassegna Stampa
LEXICON - Termini ambigui e discussi su famiglia, vita e questioni etiche. A cura del Pontificio consiglio per la famiglia

LA CHIESA LICENZIA
Don Vitaliano, un prete scomodo

ALFREDO ORMANDO
un martire gay cristiano

 

 

 

 

 

 


S. NATALE 2003
A RIGNANO GARGANICO
UN GIOVANE OMOSESSUALE
TIENE L'OMELIA DELLA MESSA DI MEZZANOTTE
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Il manifesto della sesta edizione del Presepe Vivente realizzato a Rignano Garganico per il Natale 2003

L'interno della chiesa S. Maria Assunta di Rignano Garganico

 

25.12.03 - Un prete coraggioso Don Fabrizio Longhi. Sì, perchè nella Chiesa di oggi (è triste doverlo continuamente constatare) ci vuole coraggio per richiamarsi, a parole e nei fatti, ai dettami evangelici di amore verso il prossimo, nessuno escluso, soprattutto verso coloro che troppo spesso sono ignorati e dimenticati (perfino il Papa nell'anno del Giubileo ha perdonato delinquenti e miscredenti ma si è "dimenticato" degli omosessuali) quando non oltraggiati ed offesi.

Così Don Fabrizio Longhi ha organizzato un Natale 2003 anche per le persone omosessuali, un Natale di testimonianza e solidarietà verso tutti gli omosessuali credenti che portano sulle loro spalle, oltre al peso di una diversità spesso difficile da gestire (in famiglia, nella parrocchia, nella società), anche il peso di una fede cristiana che la gerarchia cattolica cerca in ogni modo di umiliare e mortificare con continue dichiarazioni omofobe ("l'omosessualità non ha alcun valore sociale", "Le unioni omosessuali sono nocive", ecc. ecc.).

L'obiettivo dichiarato che la gerarchia vuole perseguire è l'esclusione dalla comunione salvifica con Cristo e col Suo popolo delle persone omosessuali che non vogliono più nascondersi o mentire negando la propria affettività. Affettività che invece, gli omosessuali credenti considerano, come tutto, un grande dono di Dio. E' veramente incomprensibile come si possa pensare di trasmettere un messaggio di amore universale predicando l'odio verso un gruppo particolare di persone.

Nella piccola Chiesa di Rignano Garganico, un paesino di 2000 abitanti in provincia di Foggia, i fedeli che hanno partecipato alla messa di mezzanotte hanno potuto ascoltare un'omelia tenuta anzichè dal loro parroco, Don Fabrizio Longhi, da un giovane omosessuale di 20 anni, Pasquale Quaranta, che ha dato una grande testimonianza d'amore, di fede, di sofferenza e di speranza. I parrocchiani che gremivano la chiesa all'inizio si sono sentiti un po' disorientati ma alla fine della cerimonia sono andati commossi a ringraziare il giovane Pasquale e la sua mamma (dell'Agedo) che l'accompagnava, dicendo che tornavano a casa più ricchi d'amore, di comprensione e di fede.

Noi ringraziamo Don Franco Barbero, Don Fabrizio, Pasquale, sua mamma e tutti gli abitanti di Rignano Garganico per averci fatto il più bel regalo di Natale 2003.

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27.12.03 - COMUNICATO AGEDO:

Se non si fossero realizzate in concomitanza 3 incredibili occasioni, certamente anche la straordinarietà del fatto accaduto nella Parrocchia di Santa maria Assunta a Rignano Garganico non si sarebbe avverata.
Prima di tutto incontriamo la grande disponibilità del suo Parroco, Don Fabrizio Longhi che sicuramente ha voluto finalmente mettere in pratica le parole di Cristo proprio approfittando del momento magico della sua nascita, il santo Natale.
Poi il coraggio e la fierezza del giovanissimo Pasquale che con la sua ingenuità in “questo mondo di lupi” e il suo bisogno di esistere (all’interno della sua Chiesa, partendo da quella piccola chiesa) , come ogni altra persona, senza scherni, senza esclusioni, senza allontanamenti, senza l’ipocrisia di sentirsi dire accolto, ma poi condannato come persona non portatrice di valori. Pasquale ha saputo sbalordire gli animi tortuosi ed intrisi di conformismo di chi normalmente lo condanna.
Non dimentichiamo infine il coraggio di sua mamma Adelaide, membro dell’AGEDO (Associazione di GEnitori Di Omosessuali), che con orgoglio e tanta emozione ha saputo affrontare da un pulpito molta gente - che sicuramente in altri momenti l’avrebbe condannata ed emarginata, - spinta dall’amore per il suo ragazzo, convinta che il suo benessere, la sua libertà, il suo orgoglio e voglia di combattere per i diritti di tutti, avrebbe avuto come conseguenza diretta il benessere di tutte le persone omosessuali, forse anche inconsapevole di fare un grandissimo dono a tutti i nostri figli omosessuali

Paola Dall’Orto
Presidente A.GE.D.O.


TESTO DELL'OMELIA


Adelaide Glorio (la mamma), don Fabrizio Longhi e Pasquale Quaranta

Omelia di Pasquale Quaranta letta dall’autore durante la messa di mezzanotte nella chiesa cattolica “Santa Maria Assunta” di Rignano Garganico (Foggia, 25 dicembre 2003). Dalla registrazione della celebrazione, trascrizione a cura di Serena Corfù.

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Sono venuto da Salerno per parlarvi in questa Chiesa, di omosessualità. Sono gay credente..

[Vociare rumoroso]

No, non vi spaventate! Ascoltate…

Dicevo, sono gay credente e la ragione per cui sono qui stasera è perché credo che una testimonianza possa farvi riflettere su una realtà con la quale ognuno di voi, molto probabilmente, non ha avuto ancora modo di confrontarsi nei termini in cui ne parlerò.. ovvero di gioia, di amore, di serenità, di trasparenza.

L’omosessualità non è una malattia, non è perversione, né trasgressione, né moda e – la cosa che mi preme sottolineare ora – non è peccato!

Si tratta di un dono di Dio che, in quanto tale, non è scelto e che ci si ritrova a vivere. La fede, ugualmente, è un sentimento che scopriamo e coltiviamo dentro di noi, un “orientamento” che siamo chiamati, nello stesso modo, a vivere. Gay e lesbiche hanno il diritto di vivere pienamente la propria vita, anche sul piano affettivo e sessuale, tanto quanto una persona eterosessuale. Chi chiede l'astinenza e la "vende" come esigenza di castità non ha capito il dono dell’amore.

Chiediamoci piuttosto: qual è il mio rapporto nei confronti di una persona omosessuale? Quale sarebbe la mia reazione se mio figlio o mia figlia mi rivelasse la sua omosessualità?

Sono sicuro che le risposte farebbero emergere quel pregiudizio millenario che una tradizione storica, anche quella cattolica, ha radicato nelle coscienze.

Io vi dico: “Liberiamocene!”

“Troppe persone fanno ancora dipendere la loro pace dal parere della Gerarchia, come se essa fosse “la chiesa” o addirittura l’ eco o l’interprete della voce di Dio. La chiesa è una realtà più viva e variegata in cui lo spirito di Dio suscita voci ed esperienze diverse ”.

Ci sono migliaia di persone che, in queste ore, soffrono la solitudine per un orientamento che viene condannato come immorale, intrinsecamente malvagio, abominevole. Badate, solitudine non significa semplicemente “stare soli”.. vuol dire anche stare insieme a tante altre persone ma “sentirsi soli”, non pienamente compresi.
C’è chi si è tolto la vita perché non riusciva ad accettare la propria omosessualità per motivi confessionali mal interpretati e per l’ostilità della gente o della famiglia.

Sembra risuonare in questa notte, una notte santa perché il figlio di Dio è venuto al mondo, nel freddo di una povera grotta, fuori dalla città degli uomini, ciò che il Prologo al Vangelo di Giovanni dice: “Venne tra la sua gente, ma i suoi non l’hanno accolto…”. Quanti dei nostri fratelli e sorelle, amici e amiche, gay e lesbiche (queste parole sono ancor intrise oggi di disprezzo o di scandalo) non sono stati accolti? Quanti sono venuti nella loro famiglia umana e non vi hanno trovato posto?

È il destino di quelli che Gesù ama più di tutti, coloro ai quali è accaduto di trovarsi nella stessa situazione in cui Lui si è trovato, tra gli uomini e le donne del suo tempo: ce lo racconta stanotte il Vangelo di Luca: “La Vergine partorì il bimbo, lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia (…) perché non c’era posto per loro nell’albergo”. Non c’era posto, come oggi, per molti non c’è posto, non c’è nelle nostre case per Lui e per tanti fratelli che sono omosessuali, non c’è posto nel cuore per accogliere e la Chiesa stessa, la comunità dei credenti, sembra essere diventata quell’albergo, dove non c’è posto..

È possibile secondo voi che Dio possa essere felice di questo? Dio non fa “pezzi sbagliati” e siamo tutti suoi figli! Ognuno ha diritto ad essere quello che è e di essere qui, non meno degli alberi e delle stelle.

Il dono più grande che potete fare/vi, da questo Natale in poi, sarà quello di abbracciare il ragazzo gay, la ragazza lesbica che vi è vicino, sia egli/ella vostro figlio/a, vostro fratello, vostra sorella o cugina, un vostro parente.

Dimostrategli il vostro Amore. C’è n’è bisogno. Dio ne sorriderà, siatene certi!

“Ero forestiero..”, cioè ero straniero, differente, della diversità che ci disturba, in base alla quale noi attribuiamo ad altri qualcosa di non giusto o di storto e – dice Cristo - “voi mi avete accolto (…)”. Ero gay dunque e mi avete accolto, rispettato e amato (è l’insegnamento del Vangelo di Matteo).

Accogliamoci qui l’un l’altro come Dio ci ha voluti: perché “Come facciamo ad amare Dio – nostro padre - che non vediamo se non amiamo il nostro fratello che vediamo?” (II Lettera di Giovanni)

E come possiamo sperimentare l’amore e la paternità unica di Dio se come figli escludiamo altri figli, nostri fratelli?

Il Padre nostro che sta nei cieli e il figlio suo che oggi è tra noi, nell’umanità e fragilità di una creatura, ci chiedono l’unico abbraccio dell’amore filiale che ci fa’ tutti fratelli.

Il mio augurio per questo Natale è che sempre meno persone si sentano sole a causa di un orientamento affettivo naturale che non può significare una discriminante nei rapporti umani. L’augurio è che ognuno di voi capisca che una persona omosessuale è, al pari di una persona eterosessuale, immagine di Dio.

Non mi sento di "dimostrare" nulla a nessuno sul terreno della fede. Posso solo testimoniare umilmente con la mia vita per ogni dono ricevuto, grazie a Dio. “In Lui le differenze sono belle perché hanno radici nel Suo cuore di creatore, fonte di Vita”.

Che questo Natale, nella nostra Chiesa, sia gioia per tutti. Nessuno escluso.

Grazie.



Don Fabrizio Longhi


Un momento della Messa di mezzanotte


La mamma di Pasquale con Don Fabrizio


Pasquale Quaranta festeggia il Natale


RASSEGNA STAMPA

Trovate 65 corrispondenze:
 
17/08/2004
La Repubblica - GIANPAOLO ANNESE
L´ultima messa di don Fabrizio "Me ne vado, senza rancore"
Il sacerdote fu al centro di polemiche per avere invitato in chiesa un gay e l´imam di Roma
 
17/07/2004
La Gazzetta del Mezzogiorno
«Vogliamo incontrare il vescovo don Fabrizio deve restare qui»
... Ora é chiaro, spiegano dal Comitato, che si tratta di una vera e propria punizione. Il «prete scomodo» é diventato troppo ingombrante per una curia che vuole apparire a tutti i costi vicina alle regole piú ferree del Vaticano...
 
15/07/2004
Vari - Angelo Del Vecchio
E' ROTTURA TRA IL VESCOVO DI SAN SEVERO E LA COMUNITÀ DI RIGNANO SUL TRASFERIMENTO DEL 'PARROCO SCOMODO', DON FABRIZIO LONGHI
Il paese pronto allo sciopero ad oltranza - Lettere aperte ai sindaci e ai parroci pugliesi ed italiani - Ad agosto il "Disagio Pride" dedicato ai diversi
 
02/07/2004
La Gazzetta del Mezzogiorno
Caso «don Fabrizio» Seccia è disponibile
...un possibile, ma non certo, ripensamento del vescovo, fortemente scosso per il troppo clamore sollevato sulla questione dagli organi di informazione e dall'opinione pubblica nazionale...
 
01/07/2004
La Gazzetta del Mezzogiorno - Angelo Del Vecchio
Lettera aperta al vescovo di San Severo Mons.Seccia in difesa del parroco Don Fabrizio
«Il trasferimento un atto ingiusto» L'esclusione dei nostri figli rappresenta una forma di discriminazione
 
01/07/2004
La Gazzetta del Mezzogiorno
Don Fabrizio, migliaia di firme
Nichi Vendola esprime grande solidarietà al prete scomodo
 
27/06/2004
La Repubblica
Rimuovere don Fabrizio una decisione assurda
LETTERE
...L'omosessualità ormai divide in due la Chiesa, la comunità e i fedeli ... Gli omosessuali hanno diritto all'amore, a una vita di relazione ...
 
26/06/2004
Gaynews.it
AGEDO. LETTERA APERTA A L VESCOVO DI MANFREDONIA. SI DICE CHE LA SPERANZA È L'ULTIMA A MORIRE.
Ci sembrava che il momento in cui un giovane omosessuale, con la sua giovane mamma, ha potuto parlare a Natale, in chiesa mostrandosi nella sua "normalità", fosse di grande apertura
 
25/06/2004
La Gazzetta del Mezzogiorno
L'Arcigay con don Fabrizio, prete scomodo
E il Comitato cittadino raccoglie le firme per far rimanere il sacerdote in paese
 
24/06/2004
Gaynews.it
LA RIMOZIONE DI DON FABRIZIO LONGHI
Commento di Nuova Proposta, uomini e donne omosessuali cattolici di Roma
 
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