| Un dizionario contro la Chiesa e gli omosessuali
Infatti, i farneticanti giudizi anticipati da alcuni organi
di informazione, rischiano di offuscare le pur minime aperture
di dialogo che in questi anni, alcuni settori della Chiesa
hanno tentato di sviluppare, attraverso pubblicazioni, confronti
e dibattiti pubblici. Persino i ragionamenti svolti nel nuovo
Catechismo cattolico, dove si parla di accoglienza e comprensione,
vengono cancellati da questa opera.
Il Lexicon giustifica addirittura l'omofobia, che va intesa
come giusta risposta verso i gruppi di pressione gay.
Si tratta del più violento attacco alla libertà
e alla convivenza civile, che la gerarchia cattolica abbia
mai portato avanti negli ultimi ventanni. Si decide insomma,
di condannare definitivamente milioni di gay credenti, affidandoli
al fuoco purificatore (non potendo più organizzare
i roghi) di una certa dottrina antiscientifica e antistorica
di cui è permeata la Curia romana. D'altronde gli strali
contenuti sulla prevenzione e l'uso del preservativo, ben
riassumono ciò che si prova nelle ovattate stanze vaticane:
una immensa paura verso una diffusa volontà di confrontro
e comprensione che germoglia nelle Conferenze episcopali,
nei gruppi e associazioni cattoliche, nelle comunità
dei fedeli. Nella Chiesa infatti, le diverse espressioni dell'amore,
sono già una realtà, che nessuna moderna Inquisizione
potrà fermare.
Aurelio Mancuso
Segretario nazionale Arcigay
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Ecco la notizia ANSA del 30.03.03 sulle anticipazioni estratte
dal documento vaticano.
VATICANO: DIZIONARIO ETICO, GAY NON HANNO VALORE SOCIALE.
PIACE POCO ANCHE IN VATICANO TESTO A GIORNI IN LIBRERIA
(ANSA) - CITTA' DEL VATICANO, 30 MAR - ''L'omosessualita'
non ha alcun valore sociale'', e' ''un intrigo psichico che
la societa' non puo' istituzionalizzare''; bisogna smettere
di ''stigmatizzare tutti quelli che si interrogano sulla omosessualita'''
tacciandoli di ''omofobia''. E' destinata a far discutere
la voce sui gay del Lexicon vaticano di termini etici, che
sara' a giorni in libreria.
L'opera di quasi 900 pagine comprende 78 parole-chiave analizzate
dal Pontificio consiglio per la famiglia e ritenute ''ambigue''
nell'uso che ne fanno parlamenti e organismi culturali e internazionali
''quando discutono e legiferano sui temi della famiglia e
della vita''.
Tra i termini destinati a suscitare scalpore, oltre a omosessualita'
e omofobia, c'e' una forte condanna del cosi' detto ''sesso-sicuro''
e della presunta efficacia del preservativo nella prevenzione
delle malattie sessuali e c'e' la critica del concetto di
''genere'' e di ''salute riproduttiva''.
Nelle 15 righe di introduzione alla voce ''omosessualita'
e omofobia'' (il Lexicon e' organizzato per definizioni accompagnate
da una breve trattazione analitica) si legge che ''oggi, con
il pretesto del diritto alla differenza, gruppi di pressione
spesso molto forti spingono per il riconoscimento legale''
delle coppie omosessuali e del diritto per loro alla adottabilita'
dei bambini.
''Omofobia'' per il Lexicon e' invece il ''termine usato
per stigmatizzare tutti quelli che si interrogano sulla omosessualita''
dal punto di vista sociale e morale. ''I sistemi sociali e
gli individui eterosessuali'', rimarca il dizionario vaticano,
sono spesso spinti a un ''senso di colpevolezza di fronte
alla omosessualita''' tanto che l'interrogarsi su di essa
e' ''assimilato a un delitto, il delitto dell'omofobia''.
Invece per il Vaticano l'omosessualita', ''quando la si vuol
legittimare senza discernimento alcuno, ma reagendo solo alle
affermazioni dei gruppi di pressione, pone numerosi problemi'';
e' comunque una condizione che ''non ha alcun valore sociale''
e rimane un ''intrigo psichico che la societa' non puo' istituzionalizzare''.
Il riconoscimento delle coppie gay cioe' e' frutto di un
atteggiamento ''eticamente fragile'' e di una ''ragione incoerente'',
visto che ''la societa' non puo' istituzionalizzare qualsivoglia
realta' sessuale, senza tenere conto della realta' oggettiva''
del modello di coppia ''universale'' basato su un uomo e una
donna.
Il Lexicon bolla quindi come ''visione suicida'' delle ''societa'
occidentali'' la tensione a conferire ''determinazione oggettiva''
a tutte le ''attitudini soggettive'' anche in materia sessuale.
Non meno radicale e' la condanna della fondatezza del ''sesso-sicuro'',
che secondo il Pontificio consiglio per la famiglia non e'
altro che il frutto di un ''battage mediatico'' che ''si basa
in realta' sull'occultamento di verita' scientifiche riconosciute'':
e' cioe' del fatto che il rischio di fallimento nella protezione
da preservativo si attesta su un elevatissimo 10 per cento,
come si desume dai ''test su resistenza, impermeabilita' e
affidabilita'''.
Dietro la campagna per il ''sesso-sicuro'' a giudizio del
Vaticano si cela ''l'estrema redditivita' commerciale'' della
diffusione dei preservativi sia tra gli etero che tra gli
omosessuali, con l'''incentivo al consumo'' di un prodotto
il cui ''tasso di sicurezza'' contro l'Aids e' tutto da dimostrare.
Segue poi la condanna del preservativo dal punto di vista
delle ''ragioni morali''.
Il Lexicon, fortemente voluto dal cardinale Alfonso Lopez
Trujillo e' destinato a far discutere fuori del Vaticano,
ma ha suscitato qualche erplessita' anche all'interno. Non
lo ha pubblicato la Libreria editrice vaticana, bensi' i Dehoniani,
editrice cattolica ma ''esterna'' ai sacri palazzi e molti
ecclesiastici temono polemiche a non finire sui contenuti.
Altro elemento di perplessita' riguarda i tempi, con un dotto
Lexicon che esce nei giorni della guerra, quando l'attenzione
del Papa e della Chiesa e' focalizzata su cose ben piu' serie.
Fatto sta che per il poderoso documento non e' per il momento
prevista nessuna presentazione pubblica in sala stampa vaticana.
(ANSA)
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