01/03/2003 - Babilonia - Stefano Bolognini
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Niente più problemi
Questo è quanto afferma una giornalista- secondo la quale la vita moderna dei gay è ormai serena e normalissima

Davide, 17 anni, scrive alla giornalista Barbara Palombelli: «Sono gay Mi accorgo che nei programmi dell'Ulivo viene riservato uno spazio pressoché nullo alla lotta contro l'intolleranza nei confronti dei gay e a favore dei nostri diritti anche più scontati... Dopo alcune battaglie del Partito radicale negli anni Settanta il silenzio è calato sulla libertà delle scelte sessuali e non solo. Cosa ne pensi?». La giornalista, su Io donna del 14 dicembre, risponde: «Non ti vene il dubbio che ormai non ci sia più tanto bisogno di quelle battaglie? Vedo intorno a me molte coppie dello stesso sesso che hanno finalmente - grazie alla politica, alla televisione, al cinema, al costume che si è evoluto - del le vite serene e normalissime».

Ma come, non ve n'eravate accorti?

1 bambini gay nascono come i bambini eterosessuali e, fino all'adolescenza, le loro preferenze sessuali non paiono destare particolare interesse o preoccupazione. In questa fase vengono comunque impartiti i primi rudimenti di educazione sessuale attraverso una manualistica semplice ed equilibrata che offre un'ottica esaustiva di cosa sia l'omosessualità, senza insistere su vetuste credenze come quella della complementarità donna-uomo, con accenni alle cotte infantili per i compagni dello stesso sesso e al rispetto per i bambini che mal si adattano al proprio gender.

Passiamo a pubertà e adolescenza gay Il giovane omosessuale prende subito coscienza di sé, stimolato dalle figure positive di omosessuali che Tv, cinema, politica e costume presentano. Il primo passo del giovane gay è rendersi visibile informando genitori, compagni di classe e amici e l'annuncio è accolto con gioia e soddisfazione da coloro che lo circondano. Per l'occasione i genitori organizzano un incontro con il fidanzatino gay del figliolo e gli regalano una fornitura vitalizia di preservativi. Sono finiti i tempi delle botte, delle liti e delle fughe da casa...

Sicuramente sono state televisione e stampa a veicolare questo cambiamento con numerosi film a tematica omosessuale trasmessi in prima serata che mostrano gay accettati e felici. Un esempio: L'imbalsamatore, che ripropone le atmosfere giocose di Ai cessi in taxi, o Questa è la vita di Aldo, Giovanni e Giacomo, che ha sostituito la battuta «Che Guevara era finocchio!» col più politically correct «Era un cavolfiore!». La parola "frocio" è stata eliminata dal vocabolario e l'epiteto che più si legge sui muri, di questi tempi è "etero di m... ».

A scuola non esistono problemi, con una totale accettazione, gruppi di attivisti gay, distribuzione di materiale informativo sulla lotta all'Aids e libri di testo che, dopo l'istituzione della apposita Commissione ministerial-censoria, presentano efficaci ed equilibrati rimandi all'omosessualità a seconda della diversa materia di studio. Nel tempo libero il giovane gay può scegliere luoghi di aggregazione sia gay che misti ed in entrambi può esprimersi liberamente senza rischiare di essere apostrofato, etichetta

to, messo ai margini o semplicemente picchiato: una volta capitava anche questo. Vi dia la misura di questo epocale cambiamento, e cioè della situazione annunciata dalla moglie di Rutelli, la sconfitta del suicidio giovanile fra omosessuali. inutile aggiungere che anche l'università è friendly ed esistono numerose cattedre che studiano l'omosessualità; ci si "pacsa" o sposa a seconda del credo religioso (i cattolici hanno accettato l'o omosessualità e

i preti gay sono preposti a celebrare matrimoni gay) e si compra casa aiutati da un contributo statale per le giovani coppie. Ormai sono finiti i tempi delle discriminazioni sul posto di lavoro e anche nell'esercito gli omosessuali vi~ sibili sono molto richiesti per le loro capacità operative in assenza di luce. Poi passano gli anni, si adottano uno o più figli e, se la coppia non funziona, ci si può rivolgere ad un consultorio familiare statale che offre informazioni anche ai gay. Prima o poi uno dei partner morirà, lasciando l'eredità all'altro che, alla morte, la lascerà ai figli, e tutti vivranno felici e contenti

Questo se vogliamo credere alla Palombelli...

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