Giugno è il mese dei Gay Pride; il periodo dell'anno in cui in tutto il mondo milioni di persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali scendono in strada per ricordare quel gruppetto di travestiti che per la prima volta, il 28 giugno dei 1969, decisero di affermare la propria dignità e di combattere il sopruso omofobico rappresentato dai poliziotti che ogni sera li vessavano, perquisivano, malmenavano, trasformando il timore e la vergogna in orgoglio.Quest'anno il Pride più importante d'Italia, quello nel quale si concentreranno le energie delle associazioni nazionali e che vedrà la partecipazione di persone Glbt provenienti da ogni regione e le delegazioni dall'estero, si terrà a Milano, sabato 4 giugno.
Arcigay e Arcilesbica nazionali hanno promosso questo Pride nazionale unitario invitando il movimento, la comunità Glbt e il Paese a mobilitarsi per affermare una volta di più quella dignità di cittadini che ancora viene conculcata da un paese che, sebbene avanzato economicamente e socialmente, al pari dei partner europei, è guidato da una classe politica che fatica a comprendere la realtà moderna e a regolarla con una legislazione adeguata.
Il Pride milanese sarà un grande meeting libertario che lancerà un chiaro monito alla Politica. Lo slogan è: ''PACS!... Patti chiari, amicizia lunga". Il suo significato palese è il richiamo al governo, e a chi si appresta a governare il prossimo anno, a tener conto dei mutamenti avvenuti nella società italiana, della necessità di una legge che regoli e tuteli la vita delle persone che vivono in coppia, che nutrono forti sentimenti di solidarietà ma che non possono condividere alcuni diritti fondamentali, che renderebbe la loro vita più serena, più tutelata, insomma più normale.
Gli organizzatori della manifestazione hanno chiesto, come ogni anno, il patrocinio al Comune, alla Provincia e alla Regione Lombardia. L'unica risposta è arrivata dalla Provincia, guidata dal Presidente Filippo Penati, che oltre al patrocinio, ha fornito la location per i venti giorni di manifestazioni collaterali al corteo: musica, cultura e politica che richiameranno decine di migliaia di persone al Parco Azzurro dell'idroscalo.
Per la prima volta anche in Comune si è parlato di patrocinio al Pride, grazie all'intervento di Aurelio Mancuso sull'assessore Maiolo, che ha portato la proposta in giunta.
Quest'inedita attenzione dei Comune ha scatenato polemiche e diviso trasversalmente gli schieramenti politici milanesi sin da subito. Due mozioni contrapposte si sono sfidate in Consiglio comunale. L'ala liberai di Forza Italia e il Nuovo PSI si sono schierati con l'opposizione di centrosinistra firmando la mozione di sostegno al patrocinio. Bocciata una proposta dell'assessore Zecchi di dare un contributo economico alle manifestazioni culturali più interessanti. Mirko Pennisi ha denunciato un deficit di laicità e di modernità nella proposta di non concedere il patrocinio. In Commissione Pari Opportunità, dalle file dell'opposizione è giunto il voto contrario dei consigliere della Margherita, Rosario Pantaleo. Sempre dal centrosinistra si è sviluppata l'ultima bagarre relativamente alla concessione della sala degli affreschi di Palazzo Isimbardi - sede istituzionale della Provincia - per un'iniziativa culturale sulle "Vite lesbiche", negata all'ultimo momento con la scusa, improbabile, dei "motivi tecnici" e con il plauso dei consiglieri della Margherita. Insomma una vera battaglia a colpi di mozioni e dichiarazioni che ha tenuto banco sulla stampa cittadina per una decina di giorni.
La svolta avviene proprio all'indomani della celebrazione dei PACS Day a Roma: il Comune di Milano conclude le polemiche e decide di non assegnare alcun patrocinio alla manifestazione nazionale dei 4 giugno.
Arcobaleno, il coordinamento delle associazioni che si occupa dell'organizzazione dei Pride Milano 2005, così commenta:
«Un'occasione mancata di civiltà. Questo dimostra come, nonostante tutti i politici continuino a ripetere che gay, lesbiche e transessuali non sono più discriminati, ancora molta strada sia da fare per la piena accettazione di chi ha un diverso orientamento sessuale. L prevalso il bigottismo di chi non riesce a guardare oltre la superficie. La sfilata è prima di tutto una richiesta di diritti civili, che ancora oggi sono negati. Lo si può fare percorrendo la città in silenzio, con le bandiere o la fanfara, oppure in modo allegro e scanzonato. Le provocazioni e la malizia sono nell'animo di chi giudica, non di chi manifesta gioiosamente. Prova ne siano tutte quelle mamme e quei papà che vengono assieme ai loro bambini a manifestare con noi, insegnando loro cosa sia la tolleranza e il rispetto dell'altro».
Arcobaleno non dimentica di ringraziare l'assessore Tiziana Maiolo che si è fatta portavoce presso la giunta e chiede ai componenti di giunta e opposizione di unirsi al Pride e di partecipare alle tante iniziative che si svolgeranno al "Village".
Vi è anche una prima vittoria mediatica, che significa una maggiore informazione della cittadinanza, un coinvolgimento delle forze politiche e dell'opinione pubblica sulla questione irrisolta dei rapporto tra le Istituzioni e la più numerosa e organizzata comunità Glbt dei Paese, volto a smantellare l'impianto di luoghi comuni, incomprensioni e ignoranze su quel dieci per cento della popolazione che reclama il pieno diritto di cittadinanza, il riconoscimento di una dignità completa che non può non passare attraverso l'attenzione delle Istituzioni. Attenzione che da anni il movimento chiede di vedere concretizzata con l'istituzione di un tavolo di lavoro permanente tra le associazioni Glbt e il Consiglio comunale, con l'istituzione dei registro delle coppie conviventi, come è già avvenuto in oltre trecento comuni italiani, con una struttura capace di aggiornare la professionalità dei dipendenti comunali alle nuove esigenze di accoglienza e integrazione di realtà sociali emergenti, come la comunità Glbt che da sempre contribuisce attivamente alla costruzione dei tessuto sociale ed economico della Città e che ha da tempo deciso di venire allo scoperto e chiedere il riconoscimento dei proprio contributo.
Dall'1 al 18 giugno (vedi programma) la comunità omosessuale sarà alla ricerca dei più stretto contatto con Milano, una città di cui vorrebbe sentire di far parte a pieno titolo. Nonostante l'evidente permanere dei pregiudizio di una parte della politica, i tempi sono maturi per la costruzione di quel patto che proveremo a costruire in quasi venti giorni di incontri, dibattiti e conferenze che si terranno con un'agenda fitta, intervallata da momenti d'intrattenimento, musica e teatro, che seguono la settimana dei Festival internazionaie dei cinema gaylesbico e queer culture.
Buon Pride a tutti!