04/06/2005 - Vari - Massimo Bianchi
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All’Idroscalo sbarca il Pride 2005
Arriva tra le polemiche politiche la tradizionale kermesse dell’orgoglio omosessuale


Sarà l’Idroscalo ad ospitare, dall’1 al 19 giugno, il Pride 2005, la manifestazione nazionale che celebra l’orgoglio gay, lesbo e trans. Un appuntamento conosciuto in tutto il mondo che si tiene nel mese di giugno e che celebra la rivolta di Stonewall a New York del 1969, quando il mondo omosessuale, guidato dalla transessuale Sylvia Rivera, si ribellò alle violenze e ai soprusi della polizia. Un evento divenuto ormai consueto anche nella cattolicissima Italia: per tre settimane sarà l’area est del lago milanese ad ospitare convegni, dibattiti, spettacoli teatrali e concerti a tematiche omosessuali. Un appuntamento culturale e artistico, organizzato dal Coordinamento Arcobaleno Lesbico Gay Trans Milano, che di trasgressivo ha soltanto la sfilata colorata e provocante per le vie cittadine. Dopo il Pride di Roma, Bari e Grosseto, finalmente anche Milano, da sempre culla del movimento gay, tornerà ad ospitare la kermesse nazionale, dopo quella del 2001. Sono attese centomila persone provenienti da tutt’Italia per la sfilata, più altre centomila tra il pubblico che assisterà alla parata dei carri. Ma il clou della manifestazione sono gli spettacoli, frammisti ai dibattiti, presso l’Idroscalo: verrà inaugurato un “Gay Village”, sul modello di quanto già avvenuto a Roma, in modo da non disturbare la regolare vita della città. Un’accortezza questa che non ha evitato le polemiche politiche, arrivando addirittura a un clamoroso strappo nel centrodestra. Il Comune di Milano infatti ha negato il patrocinio della manifestazione, rinnegando quanto l´assessore ai servizi sociali di Milano, Tiziana Maiolo, si era impegnata a concedere. Tra i più ostili a quella che è stata definita un’”immorale carnevalata” vi è l´assessore agli Eventi, Giovanni Bozzetti e anche quello alla Cultura, il filosofo Stefano Zecchi. Il sindaco milanese Gabriele Albertini non si è voluto esprimere e così la proposta non è passata, tra lo sconcerto di alcuni esponenti laici di Forza Italia che hanno ricordato l’appoggio di Ombretta Colli a manifestazioni similari, al pari dell’ex presidente della Puglia Raffaele Fitto. Il patrocinio all’evento è giunto però dalla Provincia di Milano, sebbene anche nella giunta di centrosinistra non siamo mancati malumori da parte di esponenti della Margherita. Ma al di là delle polemiche infatti il senso di questa festa è la pubblicizzazione dei cosiddetti “Pacs”, i patti civici di solidarietà. Non a caso “Patti chiari, amicizia lunga" è lo slogan che accompagna il Pride di Milano: un messaggio che spiega l'obiettivo principale della manifestazione, quello di rilanciare la battaglia per i diritti delle coppie di fatto gay e non. Perché se in Spagna è stata recentemente approvata la legge che consente i matrimoni tra coppie omosessuali, la strada in Italia per il riconoscimento delle coppie di fatto, sia gay che eterosessuali e prevista dalla normativa europea, è ancora lontana. “L’Italia, un tempo culla della civiltà e del diritto, deve registrare ancora una volta una battuta d’arresto in tema di libertà civili”, ha commentato Paolo Ferigo, presidente del Centro di Iniziativa Gay di Milano.

Un altro tema del Pride 2005 sarà la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul diritto al lavoro per le persone transessuali: secondo Monica Romano, dell’associazione Crisalide Azionetrans onlus, “occorre uscire dallo stereotipo della trans dedita alla prostituzione per guardare a tutte quelle persone che, come noi, ritengono importante, fondamentale la visibilità come strumento di lotta per il riconoscimento del diritto ad esserci, ad esistere, a vivere una vita dignitosa”. Per informazioni sulle iniziative è possibile consultare il sito http://www.pridemilano.org.

Massimo Bianchi

Da “Il Sabato News” – sabato 4 giugno 2005

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