08/06/2005 - Vari
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Bambini al gay pride, Arcigay contro An
Il coordinatore regionale Mattioli: fanno una propaganda razzista

BOLOGNA (8 giu. 2005) - "O si stabilisce che i minori non possono accompagnare i propri genitori a nessuna festa di partito o iniziativa politica e quindi nemmeno a quelle di Alleanza nazionale o alle pagliacciate come quelle della Lega Nord a Pontida e alla sorgente del 'dio' Po, oppure gridare allo scandalo per le mamme lesbiche che sabato scorso hanno deciso di sfilare con i propri figli al gay pride di Milano rappresenta solo un'intimidazione venata di razzismo contro i genitori omosessuali". Questa la reazione di Sandro Mattioli, a nome del coordinamento dei circoli Arcigay dell'Emilia Romagna, alla proposta di risoluzione presentata in Consiglio regionale dal gruppo di Alleanza nazionale.

"In tutte le manifestazioni politiche, sindacali e religiose in tutte le occasioni di festa e incontro di organizzazioni politiche e associative – continua Mattioli -, capita di vedere famiglie con bambini. Certo sembra strano che di strumentalizzazione dei minori si parli solo quando a sfilare con i figli sono le famiglie omosessuali. Si mettano l'anima in pace i censori della destra: gli omosessuali hanno figli che vivono sani, amati e rispettati con le loro mamme e i loro papà, e con loro frequentano le feste e le iniziative politiche e culturali della comunità gay e lesbica, né più né meno dei figli di tutti.

"Che poi il gay pride sia un'arena 'offensiva' e 'squallida' fa solo parte di una propaganda razzista anti-gay cavalcata dal clericalismo e dall'estremismo di destra, che non corrisponde alla realtà, come chiunque vi abbia personalmente partecipato può testimoniare.

"I cortei del gay pride sono insieme una festa e una grande manifestazione politica per la parità dei diritti delle persone omosessuali. Come tutte le manifestazioni pubbliche, che vedono decine di migliaia di giovani sfilare sotto il sole di giugno, sono colorate e festose. Normalmente non si vede niente di più 'ammiccante' e 'accentuato' di quanto venga proiettato tutti i giorni dalle maggiori televisioni nazionali, anche in fascia protetta, direttamente nelle case di milioni di italiani.

"Del tutto strumentale e falsificante poi sostenere, come fa la proposta di risoluzione di An, che ciò sia accaduto nell'ambito di una manifestazione referendaria. Il referendum sulla fecondazione medicalmente assistita non c'entra infatti nulla con i figli delle persone omosessuali. Le mamme lesbiche che hanno sfilato con i propri figli l'hanno fatto per testimoniare che anche loro esistono, e che esistono anche i figli di persone gay e lesbiche".

da emilianet.it

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