Una manifestazione con in testa dei bambini «figli» di coppie lesbiche: un insulto che non può passare sotto silenzio. Solo la Provincia governata dalla sinistra poteva dare il suo Patrocinio e la sua benedizione a tale indecenza.È il mondo gay che accentua la sua diversità e la rende una sfida: manifestano, attaccano, pretendono e dicono di essere discriminati. «Si sentono» ma non «lo sono».
Sono liberi di fare le loro scelte personali di manifestarle e di manifestare, di ostentare e di dirci che siamo retrogradi e oscurantisti. Vogliono forse arrivare a farci dire che sono loro i normali e noi i gay? No signori gay, il matrimonio è tra uomo e donna e non tra indefiniti coniugi alla Zapatero. Ed il papà e la mamma per noi sono ancora il papà e la mamma e non fantomatici genitori. E il matrimonio è il matrimonio: non possono esistere matrimoni di serie A e matrimoni di serie B, uno con diritti e doveri e l’altro solo con diritti ma tantomeno possiamo accettare matrimoni gay.
Non parliamo poi delle adozioni: bambini con papà di nome Antonio e mamme di nome Fausto magari con tanto di baffi, o mamme chiamate Tiziana e papà di nome Patrizia.
E poi via con la fecondazione artificiale: che belle famigliole!
No, cari signori gay: padre, madre, famiglia e matrimonio sono valori a noi molto cari e non li svenderemo per i consensi delle vostre lobbies, né per il timore di essere chiamati razzisti e oppressori.
Noi siamo per la libertà non per la licenza e tanto meno per l’indecenza.
Notiamo comunque una cosa bruffa, o forse tragicomica: la sinistra che qui vi coccola e ospita poi osanna miti come Fidel Castro che i gay li imprigiona, se va bene.
I nipotini di Stalin, Pol Pot, Marks e Fidel hanno qualche problema di identità.
E che «mal di pancia» per la Margherita.
Pier Gianni Prosperini
Consigliere Regionale