«Con la nostra presenza al Pride abbiamo evitato che Milano facesse una brutta figura»: Filippo Penati, ds, presidente della provincia milanese, ha dato il patrocinio alla manifestazione dell’orgoglio omosex finalizzata alla richiesta di riconoscimento del Pacs e ha sfilato lungo il corteo con due assessori. «A Parigi, Berlino, San Paolo, insomma nelle grandi metropoli quando ci sono i pride la presenza delle istituzioni è sempre garantita, noi sabato a Milano abbiamo fatto la nostra parte».Anche la città era presente...
«Oggi il ritardo in Italia è dei politici, mentre c’è una consapevolezza sociale diffusa che sia necessario riconoscere i diritti degli omosessuali. Anche per la stessa giunta comunale di centro destra non è stato semplice negare il patrocinio, lo ha fatto dopo un dibattito sofferto e contrastando un’indicazione del consiglio comunale. Ciò testimonia l’importanza del tema che oggi non può essere facilmente liquidato».
La provincia non mette in campo solo il sostegno al Pride, ma iniziative durevoli.
«Partendo dall’omofobia, apriremo uno sportello contro tutte le discriminazioni che riguarderà l’area dei 189 comuni della provincia milanese».
E i bambini nel corteo?
«I bambini si sono divertiti senza dubbio. La scelta di farli sfilare tutti insieme a pochi metri dalla testa del corteo è stata presa dagli organizzatori in accordo con i genitori. Era un corteo pacifico e gioioso. Anche se in questo momento alla vigilia dei referendum la loro presenza rischiava di far slittare l’attenzione su tematiche che non riguardano la consultazione».
I genitori sono stati attaccati dall’Osservatorio sui diritti dei minori.
«Chi attacca la scelta di partecipare e dice che è necessario ricorrere alla magistratura contro i genitori fa opera di strumentalizzazione politica».