Presidente Penati, l'altro giorno era al Gay Pride in rappresentanza della Provincia. Il trenino dei figli delle mamme lesbiche ha provocato un terremoto politico. Si è lamentato anche il suo vicepresidente Alberto Mattioli. L'Osservatorio sui diritti dei minori annuncia un esposto. Lei da che parte sta? « È una scelta che rispetto e riguarda gli organizzatori e le mamme dei bambini. Io personalmente non avrei portato mio figlio alla manifestazione ma, ripeto, è una scelta che rispetto e il mio non è un giudizio ma un'opinione » . E dal punto di vista politico? « Vedo il rischio di spostare il dibattito da quelli che erano gli obbiettivi della sfilata ad altro che sta in secondo piano » . Ossia? « Il tema erano i diritti civili delle persone omosessuali e in particolare una forte sollecitazione al Parlamento perché approvi la legge sui Pacs, i Patti civici di solidarietà, che riguardano sia le coppie omo che le coppie etero » . Invece? « Invece l'effetto mediatico ha sovraesposto il tema del trenino rispetto al tema originale » . Si è parlato di strumentalizzazione dei bambini. « Credo che l'altro giorno i bambini si siano divertiti moltissimo. È l'uso dei bambini che deve imporre a tutti noi una riflessione.
Detto questo non ne farei il tema centrale » . Come ha fatto con accuse durissime il ministro Calderoli? « Trovo davvero fuori luogo che un ministro si sia espresso nei termini usati da Calderoli. È andato persino oltre a un atteggiamento censorio con giudizi pesanti e oscurantistici che Milano non merita. Le parole di Calderoli mi riconfermano la bontà della scelta della Provincia » . Al contrario del Comune.
« So che la giunta comunale ha discusso a lungo e ci sono state delle divisioni. Alla fine non hanno dato il patrocinio contraddicendo l'indicazione del Consiglio comunale. Ma credo che la presenza delle istituzioni, come avviene in tutte le città del mondo, fosse necessaria » . Pronti a ridare il patrocinio se il Gay Pride si dovesse tenere nuovamente a Milano? « Quello che è successo non può farci cambiare idea rispetto alla giustezza del patrocinio. Aggiungo che forse sarebbe interessante aprire spazi di confronto che non vadano da Gay Pride a Gay Pride » .