Messaggio al mondo politico.Milano. Il movimento omosessuale invia un messaggio ai partiti di centrodestra e di centrosinistra: approvate al più presto la legge sui Pacs (Patto civile di solidarietà), ovvero sulle coppie di fatto, e mettete al centro dei vostri programmi i nostri problemi, altrimenti alle prossime elezioni non andremo a votare.
Lo slogan del Pride che si è svolto a Milano è infatti molto chiaro: «Pacs! Patti chiari, amicizia lunga...». Aurelio Mancuso dell'Arcigay nazionale è esplicito: «Il centrosinistra si metta d'accordo con Rutelli e quant'altri. Noi altrimenti diremo di non votare».
Ma alla manifestazione milanese i rappresentati dei partiti ci sono. Sono in pochi, e tutti di centrosinistra, e tutti sono d'accordo nel sostenere che è giusto e urgente approvare la legge sulle unioni di fatto. «Questo corteo - dice Franco Grillini - rivendica diritti umani universali, non solo dei gay come minoranza, infatti chiediamo che la legislazione italiana si metta al passo con quella europea e riconosca le unioni di fatto coi Pacs» «Le nostre non sono proposte elitarie - aggiunge - perchè in Italia riguardano quattro milioni di persone che convivono e non possono essere lasciate a se stesse. Non è questione di ideologia, ma di buon senso».
«Credo che il centrosinistra in Parlamento lavorerà per approvare la legge sui patti di civile solidarieta» dice Luigi Manconi, responsabile dei diritti civili per i Ds, il quale è convinto che «il centrosinistra nella sua totalità sia d'accordo nell'approvare i Pacs».
Anche il presidente della Regione Puglia, Niki Vendola, è convinto che la legge sarà approvata: «Credo sia giunto il tempo di fare i conti con questa grande domanda di riconoscimento del diritto non solo alla libertà ma del diritto all'affettività «. «Non possiamo - aggiunge - pensare di rimanere in una situazione di arretratezza rispetto al resto d'Europa».
I gay hanno danzato e ballato lungo tutto il corteo. Si sono divertiti e hanno cercato di trasmettere anche ai numerosi curiosi che si sono fermati lungo la strada la gioia e l'orgoglio di manifestare la loro omosessualità. C'è chi lo ha fatto in modo esagerato, chi invece ha passeggiato nel corteo tenendo per mano il compagno o la compagna.
Il Gay Pride è stato soprattutto questo: un momento di festa e di allegria nel tentativo da parte del movimento gay di tentare un ponte con la società, non sempre disposta ad accettare l'omosessualità. Il corteo milanese è stato anche un'esplosione di colori e di musica, provocata da alcune decine di migliaia di partecipanti. Sono sfilati trans in costume da bagno e abiti confezionati per mettere in mostra seni e gambe, ragazzi palestrati e abbronzati e ovviamente a torso nudo, ragazzine poco più che adolescenti «orgogliose di essere lesbiche», signore più attempate pure loro felici della loro omosessualità.
Sul cassone di uno dei 13 camion che hanno accompagnato il corteo, anche le mamme dei gay che cantavano «siano gay o lesbiche sono sempre figli mieì. E quasi in testa al corteo anche un trenino con sopra una ventina di bambini di genitori omosessuali. Molti di loro sono figli della procreazione assistita: «per loro - spiegava una mamma - questo è un momento di gioco e di divertimento».
La fantasia non ha limite, per cui in testa al corteo si è messa una giovane trans vestita come l'Italia turrita, tunica lunga, corona in testa e una fascia azzurra con la scritta «Italia laica». La trans è stata circondata da due guardie svizzere e incatenata con catene gialle e bianche come la bandiera del Vaticano.