05/06/2005 - La Gazzetta del Sud - Albina Olivati
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In 100 mila sfilano al Gay Pride a Milano
Almeno centomila persone hanno partecipato al corteo del Gay Pride Milano 2005. Sono venuti da tutta Italia per affermare il loro obiettivo: l'approvazione del disegno di legge sulle coppie di fatto...

Obiettivo l'approvazione del disegno di legge sulle coppie di fatto

MILANO — Almeno centomila persone hanno partecipato al corteo del Gay Pride Milano 2005. Sono venuti da tutta Italia per affermare il loro obiettivo: l'approvazione del disegno di legge sulle coppie di fatto. Nell'acronimo Pacs (patti civili di solidarietà) è sintetizzata la battaglia che gli omosessuali italiani stanno combattendo «Ponzio Pilato si è astenuto». Si leggeva questa frase sul cartello che porta al collo Alessandro Cecchi Paone, intervenuto al corteo. Il conduttore televisivo ribadisce così la sua posizione contro l'astensione al referendum per la procreazione assistita che si terrà il prossimo 12 e 13 giugno. Per Cecchi Paone è necessario andare a votare e votare 4 sì ai quattro quesiti referendari. . Uno striscione bianco coi colori dell'arcobaleno e la scritta «Pacs, patti chiari, amicizia lunga» ha aperto la lunga sfilata. Dietro i politici che hanno portato il loro sostegno: Luigi Manconi (Ds), Pecoraro Scanio (Verdi), Katia Belillo (Comunisti Italiani) e Filippo Penati (Ds) presidente della Provincia di Milano. Subito dopo, un trenino verde con a bordo bambini di genitori omosessuali, nati con la fecondazione assistita. La presenza dei ragazzini ha dato lo spunto al ministro leghista, Roberto Calderoli (Riforme), per ingaggiare una polemica di fuoco. Dopo aver affermato che: «Milano ha visto di tutto, ma la schifezza di utilizzare bambini innocenti per sostenere le proprie perversioni, come nel corteo del Gay pride, le mancava», ha invitato a non andare a votare al referendum del 12 giugno, ricordando che invece: «Urge portare avanti la mia proposta di legge di riforma costituzionale che specifica che il matrimonio, deve essere necessariamente tra persone di sesso diverso». Altrimenti: «A breve, avremo anche a casa nostra figli di coppie di lesbiche o bimbi adottati da coppie di finocchi».

(domenica 5 giugno 2005)

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