05/06/2005 - Il Tirreno
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Gay Pride, in centomila per le coppie di fatto
Messaggio ai politici: approvate al più presto la legge sui Pacs o non votiamo

MILANO. Il movimento omosessuale invia un messaggio ai partiti di centrodestra e di centrosinistra: approvate al più presto la legge sui Pacs (Patto civile di solidarietà), ovvero sulle coppie di fatto, e mettete al centro dei vostri programmi i nostri problemi, altrimenti alle prossime elezioni non andremo a votare. Lo slogan del Pride che si è svolto a Milano è chiaro: «Pacs! Patti chiari, amicizia lunga...».

Aurelio Mancuso dell’Arcigay nazionale è molto esplicito in proposito: «Il centrosinistra si metta d’accordo con Rutelli e quant’altri. Noi altrimenti diremo di non votare». Ma alla manifestazione milanese i rappresentati dei partiti ci sono. Sono in pochi, e tutti di centrosinistra, e tutti sono d’accordo nel sostenere che è giusto ed urgente approvare la legge sulle unioni di fatto. «Questo corteo - dice Franco Grillini - rivendica diritti umani universali, non solo dei gay come minoranza, infatti chiediamo che la legislazione italiana si metta al passo con quella europea e riconosca le unioni di fatto con i Pacs».

«Le nostre non sono proposte elitarie - aggiunge - perchè in Italia riguardano quattro milioni di persone che convivono e non possono essere lasciate a se stesse. Non è questione di ideologia, ma di buon senso».

«Credo che il centrosinistra in Parlamento lavorerà per approvare la legge sui patti di civile solidarietà» dice Luigi Manconi, responsabile dei diritti civili per i Ds, il quale è convinto che «il centrosinistra nella sua totalità sia d’accordo nell’approvare i Pacs e credo che la prossima legislatura sarà in grado di approvare questa legge, che è una legge di civiltà oltre a rappresentare un importante atto di moralità pubblica».

Una legge che potrebbe dividere ulteriormente il centrosinistra dopo la spaccatura sul referendum sulla procreazione?: «Non vedo nemmeno un articolo, un codicillo, nella proposta di legge sulle unioni civili in contraddizione con la coscienza cattolica. Anche il presidente della Regione Puglia, Niki Vendola, è convinto che la legge sarà approvata: «Credo sia giunto il tempo di fare i conti con questa grande domanda di riconoscimento del diritto non solo alla libertà ma del diritto all’affettività».

«Non possiamo - aggiunge - pensare di rimanere in una situazione di arretratezza rispetto al resto d’Europa. Lo Stato deve legiferare per conto dell’insieme della cittadinanza. Dovremmo tenere separata la sfera del magistero religioso da quella della normativa».

«La richiesta della legge del Pacs delle unioni di fatto è una giusta pressione del movimento per i diritti civili e di quello omosessuale» dice il presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, che sull’ipotesi di una divisione del centrosinistra su questo tema afferma: «Se ci saranno dei problemi faremo delle primarie programmatiche nelle quali chiederemo agli elettori se vogliono ampliare o restringere i diritti. Sono sicuro che la risposta sarà per l’ampliamento dei diritti».

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