Milano - A poche ore dall´evento che a Milano si svolge tutti gli anni, ma che solo per la seconda volta è anche ufficialmente appuntamento nazionale, mi chiedo quanta strada abbiano fatto la condizione, la soggettività, i diritti omosessuali e di che natura siano le obiezioni, le avversità, le ostilità che – ancora? – ci troviamo di fronte. Gran parte della questione verte proprio sulla domanda: «Ancora?». Ieri il parlamento dello stato della California ha bocciato, alla terza votazione e per un solo voto, un progetto di legge che avrebbe permesso il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Il parlamentare e militante gay Mark Leno che aveva presentato la proposta ha dato la colpa della sconfitta alla popolazione degli over 65 e ha commentato: «Dobbiamo avere pazienza e aspettare mutamenti demografici». Secondo questa interpretazione stiamo andando sempre avanti. Se guardiamo al potere politico italiano, stiamo andando avanti piano. Nel 1985, 20 anni fa, chi scrive venne festeggiato come primo consigliere comunale apertamente gay. Ci sono voluti altri anni per i primi parlamentari, e 20 anni esatti per il primo presidente di regione. E siamo ancora in una situazione in cui si negano i patrocini. Contro il riconoscimento legale pieno delle coppie, quindi anche della relazione omosessuale, milita un nuovo fronte "teo-conservatore", fatto anche di laici arrabbiati che dal veto alla fecondazione artificiale passano facilmente a rimettere in discussione la naturalità dell´orientamento omosessuale. Non è detto quindi che abbia ragione Mark Leno e che basti aspettare il ricambio generazionale. Ci sono probabilmente anche avversari nuovi e freschi. Passano gli anni, ma i gay hanno – ancora? – bisogno di scendere in piazza.
|