È dedicato soprattutto al rilancio e alla promozione delle unioni civili il Gay Pride 2005, che si svolge oggi a Milano. Nonostante le polemiche, dovute al mancato patrocinio dell’iniziativa da parte del Comune di Milano, e soprattutto nonostante le minacce di morte apparse sui muri della sede milanese di Arcigay «Pride Milano 2005» sarà un corteo festoso per le vie del capoluogo lombardo: «Faremo una festa ancora più grande, colorata e gioiosa, in barba a tutti quelli che ci vorrebbero ridurre al silenzio» ha dichiarato il presidente di Arcigay Milano. Il tentativo è quello di recepire anche nella “capitale morale”, e poi a livello nazionale, alcune delle iniziative sui diritti già accolte in più di 300 centri italiani. E’ il caso del registro delle unioni civili, secondo l’esempio di Bologna, che ha portato l’iscrizione delle coppie di fatto nelle liste per gli alloggi popolari. O quello della Valle d’Aosta, dove le coppie di fatto possono già accedere ai mutui per la prima casa.
«Qui non si tratta soltanto di gay - ha dichiarato Aurelio Mancuso,segretario di Arcigay - ma anche di eterosessuali. Significa mettere in atto dei servizi per la comunità». E il riferimento va ovviamente alla proposta di legge sui Pacs, i patti civili di solidarietà, che darebbero una prima necessaria uniformità ai diritti delle coppie di fatto.
Della stessa opinione Luigi Manconi, responsabile del dipartimento dei diritti civili della direzione nazionale dei Ds: «La legge in questione riguarda la tutela di tutte le forme di convivenza. Si tratta di una scelta estremamente saggia del movimento omosessuale dare alla campagna questa dimensione più larga, poichè è interesse di milioni di cittadini nel Paese».
Lapidario, invece, il giudizio dato dalla associazione Arcobaleno, che del Gay Pride è il coordinamento organizzatore. «Ha prevalso - fa sapere l’organizzazione - il bigottismo di chi non riesce a guardare oltre la superficie».
Fa eccezione l’atteggiamento della Provincia, che ha invece accettato ciò che il Comune aveva negato, decidendo di sostenere economicamente la manifestazione. Festa, quindi, con un’affluenza prevista oltre le centomila persone.